Category Archives: Newsletter In Cerchio

Uniti nel Dono / Oratorio, cantiere di futuro

vai all’articolo
Lo sguardo puro dei bambini, la sete di verità dei giovani: ecco il motore che dà slancio e vitalità alla proposta educativa degli oratori, anche a Mantova. Nel racconto di don Andrea Grandi su unitineldono.it e di chi lo aiuta ad animare le attività, la scommessa del mettersi in gioco e il ruolo di supporto dell’ANSPI per realizzare i progetti.

**********************

“Lavorare con i giovani mi piace perché hanno un grande desiderio di Verità, cercano di capire il mondo“.
Don Andrea Grandi, classe 1975, parroco in solido con don Marco Bighi di Rivalta sul Mincio, Rodigo, Castellucchio e Gabbiana di Castellucchio, in provincia e diocesi di Mantova, spiega così la sua inclinazione per il lavoro pastorale con i giovani.

Una vocazione che nasce da lontano. “Sono cresciuto in una famiglia religiosa – ricorda don Andrea – ma da adolescente ero molto lontano dalla Chiesa, poi mi sono riavvicinato grazie a un gruppo di volontari che raccoglieva materiali che, rivenduti, servivano per finanziare un gruppo missionario in America Latina. A 21 anni sono partito per il Perù con Operazione Mato Grosso: dovevo stare lì quattro mesi e ci sono rimasto per due anni. Durante la settimana lavoravamo alla costruzione di una scuola, mentre nel fine settimana animavamo l’oratorio”.
A cambiare la vita di don Andrea, che prima di partire lavorava in una tipografia, l’incontro con una realtà molto diversa (“non c’era niente, molte delle persone soffrivano la fame”, spiega) ma soprattutto un evento. “Mentre ero in Perù – riprende don Andrea – venne rapito padre Daniele Badiali, un sacerdote di Faenza. Volevano un riscatto ma lo uccisero perché probabilmente aveva riconosciuto uno dei suoi rapitori. Dopo questo evento cominciai a farmi delle domande sulla mia vita. Padre Ugo De Censi (fondatore dell’operazione Mato Grosso e parroco in Perù, n.d.R)  mi aveva detto che avevo le qualità per fare il sacerdote e che mi avrebbe visto bene a lavorare con i giovani, ma io non ero per nulla convinto. Solo qualche tempo dopo la morte di padre Daniele mi convinsi e gli scrissi al contrario che quando voleva io ci sarei stato”.

Andrea, che aveva svolto il servizio civile come obiettore di coscienza in una comunità per tossicodipendenti, entra in seminario e viene ordinato nel 2005. “Ho girato un po’ di parrocchie sia in provincia che in città – dice il sacerdote mantovano – mi sono occupato della pastorale giovanile della diocesi”. Un percorso in cui don Andrea ha sempre accompagnato i ragazzi e le ragazze. “Ho iniziato a Castel Goffredo – ricorda -, dove mi avevano chiesto di organizzare i gruppi giovanili della parrocchia”. In quel contesto il sacerdote ha conosciuto l’Associazione Nazionale San Paolo Italia (ANSPI), di cui è presidente del Comitato Regionale della Lombardia. “L’associazione offre un costante supporto alle attività degli oratori – spiega ancora don Andrea – come ad esempio nell’organizzare iniziative per finanziare un campo da calcio o altre strutture”. “In più – aggiunge – essendo un ente di promozione sociale, Anspi ci ha aiutato nel post pandemia, perché l’affiliazione con loro ci ha permesso di organizzare il GR.EST” .

Tra chi dà una mano a don Andrea all’oratorio di Rivalta sul Mincio c’è Debora, 24 anni. “Ho sempre frequentato con la mia famiglia l’ambiente dell’oratorio – spiega la ragazza, laureata in scienze dell’assistenza sociale e che ora sta conseguendo la laurea magistrale – ma ho cominciato ad aiutare facendo la catechista con mia mamma”. “Attualmente – aggiunge – faccio catechismo con i bambini di quarta elementare e poi seguo il gruppo di quarta superiore”.

Un’esperienza che per Debora è fonte di arricchimento. “A me piace lavorare con i bambini  – racconta la giovane – perché sono divertenti e perché guardano il mondo con occhi puri. Confrontandomi con i ragazzi più grandi, poi, mi rendo conto di quante difficoltà abbiano anche nel relazionarsi e cerco di rendermi disponibile anche semplicemente per ascoltarli”. Ragazzi che variano anche secondo i periodi dell’anno. “Durante le tre settimane estive di GR.EST – racconta Debora – riusciamo ad avere anche una sessantina di giovani che vanno dalla prima alla quinta superiore, poi però durante l’anno il numero si riduce drasticamente a una ventina”. “Non è sempre facile coinvolgerli, ma il fatto di vivere in un paese piccolo – aggiunge la catechista – è un vantaggio, perché conoscendoci praticamente tutti, sappiamo chi sono quelli che fanno più fatica a integrarsi e cerchiamo di coinvolgerli maggiormente”. Vivere e stare in oratorio ha segnato profondamente Debora. “In quel contesto – conclude la studentessa – ho scoperto come il sociale, il volontariato con la continua voglia di mettermi in gioco era una cosa per cui ero portata”.

(Roberto Brambilla)

 

Uniti nel Dono / Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno.

vai all’articolo
Che importanza dai a chi fa sentire gli anziani meno soli? A chi aiuta i ragazzi a prepararsi al futuro? A chi ti aiuta a pregare? Sono alcune delle domande al centro della nuova campagna istituzionale della Conferenza Episcopale Italiana al via dal 30 novembre e fino al 31 dicembre. Un racconto corale che mostra come la Chiesa abiti le storie di ogni giorno, con gesti di vicinanza, mani che si tendono, parole che consolano, segni che trasformano la fatica in speranza.

La campagna, dal claim incisivo Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno” intende mostrare i mille volti della “Chiesa in uscita”, una comunità che si fa prossima ai più fragili e accompagna famiglie, giovani e anziani con azioni concrete. Dai percorsi formativi rivolti ai ragazzi,  per imparare a usare intelligenza artificiale e nuove tecnologie,  alle attività ricreative per gli anziani che spesso devono affrontare una vita in solitudine, dal sostegno alle persone lasciate sole, restituendo loro dignità e speranza, ai cammini di fede per aiutare ogni individuo a incontrare Dio nella vita quotidiana.

Nell’Italia di oggi, senza la presenza viva della Chiesa, con la sua rete di solidarietà, – spiega il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni –  grazie all’impegno instancabile di migliaia di sacerdoti e volontari, mancherebbe un punto di riferimento essenziale. Attraverso questa campagna desideriamo rendere visibile quanto questa presenza sia concreta e incisiva nella quotidianità di tante persone”.

Gli spot, da 15” e da 30”, raccontano una Chiesa vicina, ogni giorno, attraverso cinque esempi concreti: l’attenzione agli anziani, che diventa cura  per chi affronta la solitudine; l’impegno verso le nuove generazioni, che si traduce in percorsi formativi per l’utilizzo delle nuove tecnologie; il dono delle seconde possibilità, che si concretizza in una mano tesa a chi si sente escluso o emarginato; la forza della preghiera, che illumina il cammino di chi è in ricerca; la salvaguardia del creato, che passa anche dall’esplorazione scientifica per scoprire la bellezza nascosta nel mondo. Un invito a riconoscere nella vita di tutti i giorni il volto di una Chiesa che c’è, serve e ascolta, testimoniando la concretezza del Vangelo vissuto.

Non solo tv, ma anche radio, digital e carta stampata, con uscite pianificate su testate cattoliche e generaliste, pensate per invitare a riflettere sui valori dell’ascolto, della vicinanza e della fraternità. Perché “la Chiesa cattolica è casa, è famiglia, è comunità di fede. Per te, con te”.

Per maggiori informazioni:

www.8xmille.it
www.unitineldono.it

Monzio Compagnoni / La Chiesa cattolica “è nelle vite di tutti, ogni giorno. Con ascolto, prossimità e speranza”

vai all’articolo
La nuova campagna istituzionale della Conferenza Episcopale Italiana (brevi spot, con il claim “Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno”) mette al centro la presenza quotidiana della Chiesa accanto alle persone, nei territori e nelle fragilità del Paese. A raccontarne senso, obiettivi e visione è Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio CEI per la promozione del sostegno economico, che in questa intervista al Sir spiega come la Chiesa continui a essere un presidio di ascolto, vicinanza e speranza nelle storie di tutti.

La nuova campagna istituzionale della Cei racconta una Chiesa che “abita le storie di ogni giorno”. Cosa significa?
Le storie di ogni giorno sono le storie reali delle persone: famiglie, anziani soli, giovani in ricerca, persone ferite o ai margini. Ognuno attraversa momenti di fatica, di bisogno, di disorientamento. La Chiesa è lì, in modo capillare, inserita nei territori e spesso presente anche dove lo Stato fatica ad arrivare. Penso alle periferie, alle aree interne, ai piccoli paesi che si stanno spopolando: lì le parrocchie restano un presidio di comunità, identità e speranza. È una presenza quotidiana, fatta di ascolto, vicinanza e relazioni che si costruiscono giorno per giorno.

In che modo prende forma la presenza della “Chiesa in uscita” come comunità che accompagna e sostiene?
Attraverso gesti concreti. Le nostre comunità intercettano forme di povertà sempre più complesse. Non sempre la richiesta è quella di un aiuto economico o alimentare; spesso, dietro questi bisogni, c’è una domanda più profonda: essere ascoltati, trovare qualcuno con cui parlare, riallacciare relazioni. Oggi la vera emergenza è proprio questa: la solitudine. I sacerdoti, i volontari, le realtà parrocchiali e caritative sono spesso l’unico punto di riferimento stabile per chi non ha altri a cui rivolgersi.

La campagna mostra anche una Chiesa attenta ai giovani, alle nuove tecnologie e perfino all’intelligenza artificiale. Perché questa scelta?
Perché i giovani hanno bisogno di strumenti per guardare al futuro con fiducia. Spesso l’intelligenza artificiale viene percepita come una minaccia o un rischio etico. Le nostre realtà formative provano invece a mostrare come possa essere una risorsa, un ambito in cui crescere e formarsi in modo critico e consapevole. La Chiesa vuole dire ai ragazzi: “Il futuro vi riguarda e noi siamo accanto a voi, per accompagnarvi”.

La campagna insiste anche sul tema dell’ascolto. È un tratto identitario?
Assolutamente sì. Papa Francesco parlava della “pastorale dell’orecchio”: prima ancora di proporre soluzioni, dobbiamo saper ascoltare. I sacerdoti lo fanno ogni giorno: accolgono, dedicano tempo, aprono le porte delle parrocchie a chiunque cerchi un aiuto umano e spirituale. Basta suonare il campanello, e qualcuno risponde. È questo il volto della Chiesa che la campagna vuole raccontare.

Che messaggio desiderate trasmettere con il claim “Chiesa cattolica. Nelle nostre vite, ogni giorno”?
Vogliamo mostrare che la Chiesa non è un’istituzione lontana, ma una presenza viva e quotidiana. Che serve, ascolta, consola, accompagna. Che dona seconde possibilità a chi si sente escluso, sostiene gli anziani nella solitudine, accende speranza in chi è smarrito, custodisce il creato anche attraverso la ricerca scientifica. Senza questa rete di solidarietà, fatta dal lavoro instancabile di migliaia di sacerdoti e volontari, all’Italia mancherebbe un punto di riferimento essenziale. La campagna vuole semplicemente rendere visibile ciò che già accade: una Chiesa che è “per te, con te”.

(Filippo Passantino)

Uniti nel Dono / Chiesa cattolica. Accanto ai giovani ogni giorno

vai all’articolo
A Sud il cuore giovane di Napoli palpita di speranza e a Nord si cresce insieme con “patti digitali” e Casa Nazareth.

Rispettivamente Roberto Brambilla a Napoli e Giacomo Capodivento a Cernusco sul Naviglio ci raccontano su unitineldono.it come i nostri sacerdoti siano volano di attività a favore dei giovani che vogliono tornare ad essere protagonisti del proprio domani.

A Napoli è stato intervistato don Federico Battaglia, incaricato diocesano della pastorale giovanile partenopea e consigliere nazionale di NOI Associazione. “Quello che stiamo cercando di fare è di creare delle cornici di protagonismo per i giovani, dove sia possibile mettere in pratica un modo diverso di fare socialità e impresa”, afferma don Franco.

E a Cernusco sul Naviglio, comune di Milano, c’è un oratorio che mette in pausa l’uso degli smartphone e una casa dove poter sperimentare la bellezza della vita comune. Sono alcune delle esperienze di crescita proposte da don Andrea Citterio, che coordina la pastorale giovanile.

Per saperne di più unitineldono.it.

 

Uniti nel Dono / A Mesagne (BR) grazie a don Pietro una mano tesa per restituire dignità

vai all’articolo
Da dieci anni la “Casa di Zaccheo” è un punto di riferimento per il territorio di Mesagne (BR), nell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni: casa di accoglienza, mensa, laboratorio di sartoria solidale.

Don Pietro Depunzio, responsabile della struttura e parroco della vicina parrocchia “Mater Domini”, racconta a Giacomo Capodivento, per Uniti nel Dono, che ogni punto cucito, ogni pasto servito, ogni notte al riparo è una mano tesa per restituire dignità.

L’edificio inizialmente ospitava una scuola materna gestita dalle suore. Quando sono andate via, il Vescovo di allora, mons. Domenico Caliandro, lo ha assegnato alle cure della parrocchia di don Pietro. Con il sostegno della gente, dell’amministrazione comunale, della diocesi e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale – istituito da Papa Francesco – l’edificio è stato ristrutturato e destinato al servizio della carità, diventando un vero e proprio centro polifunzionale. Con i fondi dell’8xmille sono stati installati pannelli solari e realizzate misure di efficientamento energetico.

Tra le varie attività anche quella dell’accoglienza. “La Casa ha 12 posti letto. Attualmente ospitiamo una famiglia di eritrei composta da mamma e papà sordomuti, che abbiamo inserito in ambito lavorativo, e i loro due bambini. Accogliamo anche persone sfrattate o che chiedono semplicemente un posto per la notte. Dall’inizio della nostra attività, abbiamo aiutato oltre 70 persone, offrendo loro un tetto sotto cui cercare riparo” – spiega don Pietro.

È presente anche un servizio mensa che offre 80 pasti al giorno, sostenuto dalla generosità dei volontari provenienti anche dalle altre parrocchie. Durante la settimana, tre medici si alternano nell’ambulatorio per offrire consulenza sanitaria a chi ne ha bisogno.

Presso la “Casa di Zaccheo” collaborano anche i giovani del servizio civile e coloro che sono inseriti nei percorsi di messa alla prova, cioè dentuti che terminano di scontare la loro pena in contesti alternativi al carcere. “Il bello è che queste persone, giovani o adulti, una volta terminato il loro percorso carcerario, continuano a venire qui per offrire il loro servizio gratuitamente – continua il parroco –, un ritorno che è riconoscenza e che si traduce in piccoli segni di gratitudine, gesti concreti”.

Scopri tutta la storia su unitineldono.it.

Cagliari / Don Simula sull’importanza del Sovvenire: come funziona e perchè conoscerlo

vai all’articolo
In un periodo di sfide economiche e sociali per le parrocchie italiane, il Sovvenire — il Servizio per la promozione del sostegno alla Chiesa cattolica — si conferma uno strumento fondamentale. Don Alessandro Simula, responsabile del Servizio diocesano del Sovvenire, spiega a Maria Chiara Cugusi come funziona e perché è così importante.

Qual è il significato profondo di questo Servizio?
«Il Sovvenire non è solo un supporto finanziario. È un segno di corresponsabilità: permette ai fedeli di partecipare attivamente alla vita comunitaria e di supportare chi dedica la propria vita al servizio della Chiesa. Sostenere un sacerdote significa prendersi cura dell’intera comunità».

Come si traduce questa corresponsabilità nella quotidianità dei fedeli?
«Anche un piccolo gesto ha un grande valore. Le offerte destinate al sostentamento del clero sono deducibili fiscalmente, ma rappresentano soprattutto vicinanza e riconoscimento per chi accompagna spiritualmente i fedeli. Dire “ci sei, il tuo impegno è importante, ti sosteniamo” è un messaggio concreto e potente».

Ci sono difficoltà culturali legate a questo tipo di sostegno?
«Spesso esiste pudore nel parlare di denaro, e molti sacerdoti si sentono a disagio nel chiedere contributi. Non si tratta di arricchirsi, ma di garantire una vita dignitosa a chi si dedica totalmente al servizio del prossimo. Superare questo pudore significa capire il vero valore del sacerdote che è un punto di riferimento spirituale, umano e sociale».

Qual è l’impatto concreto sulle comunità?
«I sacerdoti possono vivere serenamente il loro ministero, concentrandosi sull’accompagnamento spirituale, sull’ascolto e sul servizio ai più fragili. Ogni contributo, piccolo o grande, significa “siamo insieme in questo cammino di fede e comunità”. E allo stesso tempo contribuisce a garantire i servizi parrocchiali, centri di ascolto, oratori, opere caritative».

Come funzionano le offerte deducibili e qual è la partecipazione?
«Le offerte sono deducibili fino a 1.032,91 euro all’anno. Nel 1994 le offerte raccolte ammontavano a 23 milioni di euro, scese a 7,9 milioni nel 2004. Per garantire una remunerazione dignitosa ai circa 31.000 sacerdoti italiani impegnati nelle diverse realtà ecclesiali servirebbero 522 milioni all’anno. A contribuire sono sacerdoti stessi, parrocchie, istituti diocesani e l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, grazie alle offerte deducibili e ai fondi dell’8xmille».

Qual è il valore dell’iniziativa “Uniti Possiamo”?
«È una delle campagne più significative. Ogni parrocchia è invitata a raccogliere 1.000 euro, equivalenti allo stipendio mensile di un sacerdote. Nella nostra Diocesi il numero di comunità coinvolte è cresciuto grazie al lavoro dei referenti parrocchiali laici che affiancano i parroci. A livello nazionale, nel 2025 i donatori sono stati 24.517, di cui 3.628 nuovi benefattori, con l’obiettivo di raggiungere 100.000 donatori entro il 2026».

L’8xmille è ancora una risorsa fondamentale?
«Accanto alle offerte dirette, l’8xmille resta la principale risorsa economica per il sostentamento della Chiesa. Nel 2023 la CEI ha destinato 362 milioni di euro al clero, cui si aggiungono 37 milioni dalle parrocchie e 8,3 milioni da offerte liberali. Si registra tuttavia un lieve calo nelle firme: 16,6 milioni di contribuenti hanno firmato, con una flessione dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi dodici anni la percentuale di firme a favore della Chiesa cattolica è scesa dall’82% al 67%, mentre aumentano le scelte a favore dello Stato e di altre confessioni religiose. Nonostante il calo, l’8xmille rimane uno strumento di corresponsabilità civile e morale, che sostiene migliaia di parrocchie, centri di ascolto, mense, oratori e opere di carità».

Calendario dell’Avvento / Materiali promozionali disponibili!

vai all’articolo
Carissimi,

vi invitiamo a lanciare la promozione per il nostro Calendario dell’Avvento!

Per supportare le varie attività, abbiamo messo a disposizione tutti i materiali necessari:

  • Banner pronti all’uso
  • URL di atterraggio dedicata

Potete scaricare il kit completo al seguente link (entro 11 dicembre):  https://www.swisstransfer.com/d/37f89d96-213e-459b-8cd0-aaa0763c7c3a

Vi ringraziamo per la preziosa collaborazione nella diffusione di questa importante iniziativa!

Uniti nel Dono / A Taurisano (LE) la casa di don Biagio ha le porte aperte

vai all’articolo
Nella parrocchia dei Santi Martiri Giovanni Battista e Maria Goretti a Taurisano (LE), vicino Gallipoli, non c’è l’oratorio. Per giocare a pallone, don Biagio Errico ha fatto montare due porte nell’atrio. Si è rotto un vetro, ma «i sorrisi dei ragazzi valgono molto di più». I giovani, qui, si sentono «a casa».

Ed è proprio la sua casa il primo avamposto di accoglienza per gli adolescenti e i giovani della zona. «Mi ispiro agli insegnamenti di san Filippo Neri» – racconta il sacerdote che a Taurisano è da quattro anni; prima è stato viceparroco e ora, da un anno e mezzo, parroco della comunità. «La casa canonica era troppo grande per me, così mi sono preso solo una stanza, con il letto e la scrivania – racconta –. Le altre stanze le ho messe a disposizione dei ragazzi, che possono venire quando vogliono. È sempre aperto!». C’è chi arriva direttamente dopo la scuola, e può mangiare un piatto di pasta preparato “dal don”, come lo chiamano i più giovani. «Mi sento come un padre per loro», confessa. Qualcun altro passa nel pomeriggio: c’è chi fa i compiti – «in pochi!» ammette il sacerdote con un sospiro tra il divertito e il rassegnato – e chi, invece, preferisce giocare a Fifa sul divano.

Il grest ha il suo quartier generale nel teatro parrocchiale, una grande sala a gradoni. Il palco, una volta al mese, si trasforma perfino in dormitorio. «In accordo con i genitori, ogni terza domenica del mese, i ragazzi restano a dormire in parrocchia – fa sapere don Biagio –; si sistemano con i sacchi a pelo, in stile Gmg. Anche per san Filippo Neri o san Giovanni Bosco, l’oratorio non erano gli spazi, ma le persone».

In tutto, gravitano ai Santi Martiri una sessantina di ragazzi tra i 13 e i 18 anni. Vanno in parrocchia ogni giorno, ma gli incontri strutturati sono una o due volte a settimana, più la domenica. «C’è chi garantisce una presenza costante e chi, per vari impegni, non ce la fa ad esserci sempre, ma stiamo riuscendo a portare avanti questo gruppo», spiega ancora Alessandra. Con lei, altri cinque volontari hanno scelto «di affiancare il don in questo progetto – dice –. Oltre ad essere educatori del gruppo giovani, organizziamo anche il campo estivo. Per i nostri ragazzi siamo “i big” del gruppo. Al momento stiamo già progettando il campo per il prossimo anno, abbiamo diverse mete in mente. Allo stesso tempo, portiamo avanti un nostro percorso di approfondimento e riflessione; ci riuniamo ogni lunedì alle 20.15».

Questa bella storia di sacerdote insieme alla propria comunità è raccontata da Giulia Rocchi per unitineldono.it. Scopri di più cliccando qui.

Uniti nel Dono / Ai piedi del Vesuvio, vite da ricucire col filo della carità

vai all’articolo
“A Napoli l’attenzione ai poveri non si ferma. In Via Marina, al molo Beverello, ai giardini, al porticciolo del Molosiglio e alla Galleria, ogni lunedì vengono distribuiti 300 panini e le coperte; un gesto concreto che va oltre il semplice contatto e diventa un messaggio sincero e chiaro di vicinanza a chi soffre”. Con queste parole Lina Mazzone e Amedeo Lentini, una coppia di San Sebastiano al Vesuvio (NA), raccontano il loro impegno, nato da un cammino di fede in parrocchia.

Tutto inizia nel parco nazionale del Vesuvio, proprio a San Sebastiano al Vesuvio, il loro comune situato alle pendici occidentali del celebre vulcano, a 10 chilometri da Napoli. L’area è afflitta dall’abusivismo edilizio che aggrava il rischio di dissesto idrogeologico della zona, richiedendo costanti interventi di vigilanza.

In questo contesto difficile, però, San Sebastiano ha anche i suoi lati positivi. Nonostante la quasi totale distruzione degli edifici causata dall’eruzione del 1944, il paese conserva alcune testimonianze storiche e architettoniche importanti, molte delle quali sono state restaurate. Tra esse il Santuario di San Sebastiano Martire, risalente al ’700, che con la sua imponente cupola bianca domina il centro storico, tanto da poter essere considerato il simbolo del paese.

All’ombra di questo gioiello d’arte è fiorita anche una gemma di solidarietà: da cinque anni una comunità si dedica a sanare le ferite dei bisognosi, sia del comune vesuviano che di Napoli; un’opera importante, frutto del lavoro intenso iniziato dal parroco, don Enzo Cozzolino. Don Enzo non ama parlare di sé, pur essendo una persona aperta, molto diretta e spontanea. Sono le iniziative della comunità a farlo per lui.

Scopri altri particolari della storia, raccontata da Nicola Nicoletti, su unitineldono.it.

Territorio / Eventi e incontri formativi di novembre

vai all’articolo
Vi segnaliamo diversi incontri che si svolgeranno in questo mese di novembre presenti sul Calendario del Portale Uniti in Rete, che verteranno sul sostegno economico alla Chiesa e in particolare su Uniti Possiamo.

Cortemilia (Diocesi di Alba) – 6 novembre incontro di formazione a livello di Unità Pastorale nell’ambito del Progetto “Uniti possiamo 2025”, per sensibilizzare sull’importanza delle Offerte deducibili. Sono invitati soprattutto i membri del Consiglio pastorale e i membri dei Consigli per gli affari economici. La sede è l’oratorio della Parrocchia di S. Pantaleo in Cortemilia, dove vivono i sacerdoti a servizio dell’Unità Pastorale.

Arcidiocesi di Otranto – Il 7 novembre, l’incaricato diocesano Remo Esposito, incontrerà tutti i referenti parrocchiali per presentare il Progetto ” Uniti Possiamo” e, insieme a loro, trovare le modalità per essere più presenti e incisivi sul territorio della propria parrocchia.

San Miniato – il 7 novembre nella parrocchia dei Santi Regolo vescovo martire e Lucia Vergine e martire il parroco, don Simone Meini, ha organizzato un incontro su Uniti Possiamo – Il sostegno del tuo parroco dipende da te e dalla tua comunità. Il progetto è realizzato nel mese di novembre con consegna della scatola con le buste all’Istituto Diocesano del Sostentamento del Clero entro il 15 dicembre tramite l’incaricato parrocchiale. Per introdurre l’incontro si prenderà visione dell’ABC del Sovvenire e si spiegherà in concreto di cosa si tratta.

Bari – L’8 e il 9 novembre si terranno giornate di sensibilizzazione per la raccolta delle Offerte deducibili per i sacerdoti nella parrocchia Maria SS. Addolorata.

Trieste – Il 9 novembre a Trieste nella parrocchia San Pio X incontro di sensibilizzazione sul Sovvenire a cura di Roberto Ferrarese su “Parrocchia, famiglia di famiglie”; un altro incontro su “Uniti Possiamo” è previsto nella parrocchia di San Francesco d’Assisi.

Trieste – Il 10 novembre la presentazione al Consiglio Pastorale della parrocchia di Sant’Antonio Taumaturgo del progetto Uniti Possiamo e sensibilizzazione sui valori del Sovvenire e in particolare sull’importanza delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti.

Brindisi – Il 12 novembre Gilda Erario è la referente per un incontro su “Uniti Possiamo 2025 – Offerte Sostentamento del Clero” per promuovere la raccolta delle Offerte nella parrocchia di San Rocco a Ceglie Messapica (BR). Si parlerà dei valori del sostegno economico alla Chiesa cattolica e si inviteranno i responsabili di tutti i gruppi della parrocchia San Rocco a partecipare. L’incontro sarà guidato dal parroco e dal referente parrocchiale.

Oria – Il 12 novembre, organizzato da Domenico Carenza presso il Santuario dei Medici Santi Cosma e Damiano, l’incontro si terrà con tutti i referenti parrocchiali del Sovvenire della Diocesi di Oria. Il tema: ” Nello Spirito autentico del DONO, l’aiuto concreto della Comunità che CONDIVIDE”. Si parlerà dell’importanze del Progetto Uniti Possiamo mostrandone i punti di forza e le eventuali criticità riscontrate nelle ultime raccolte. Ci sarà anche spazio per le domande sull’uso del Portale.

Conversano-Monopoli – L’11 novembre sarà celebrata una Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Giuseppe Favale e a seguire incontro formativo su portale e sul progetto Uniti Possiamo 2025

Trieste – Il 16 novembre nella parrocchia di Gesù Divino Operaio è previsto un incontro di sensibilizzazione sul sostentamento economico della parrocchia e della Chiesa Cattolica Italiana in generale. Agenda: – Bilancio parrocchiale; – Trend firme 8xmille; – Rendiconto Chiesa Cattolica Italiana 2024; – Progetti 8xmille nella diocesi di Trieste; – Progetto “Uniti Possiamo 2025”.

Castel di Iudica – Giumarra (Ct) – il 21 novembre si terrà un convegno organizzato dalla parrocchia Santa Maria del Rosario su “Una firma, un sostegno, una preghiera perché uniti possiamo” per sottolineare l’importanza dell’appartenenza alla Madre Chiesa e di come formarsi e partecipare attivamente non sia un dovere ma un piacere, così come si fa in ogni famiglia. Si legge nella nota di accompagnamento: “Vogliamo che in questo incontro si senta la necessità di appartenere a questa Chiesa, nel sentirsi non esclusi ma inclusi, dove siamo chiamati a sostenerci in maniera vicendevole. Con questo vogliamo veramente continuare a formarci per poter comprendere come uniti possiamo sostenere un sacerdote con una preghiera, con una firma nella dichiarazione dei redditi e una offerta liberale che un poco di ciascuno può diventare il tanto per la nostra amata Chiesa e per i nostri sacerdoti”.

Guidonia (RM) – Il 22 novembre nel pomeriggio di sabato 22 novembre l’incontro di promozione al Sovvenire alle necessità della Chiesa si farà nel salone parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes. Si parlerà di 8xmille, di Offerte deducibili, di remunerazione dei sacerdoti ed infine dei progetti Uniti possiamo e Una firma per unire.