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Bolzano-Bressanone / Una firma per superare insieme la pandemia

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Il Covid-19 ha fatto crescere, anche in Alto Adige, paura, povertà e solitudine. Sempre più persone chiedono aiuto, perché la pandemia le ha messe in ginocchio. La Diocesi di Bolzano-Bressanone, attraverso la Caritas diocesana, ha cercato di dare loro una risposta concreta. Lo ha fatto grazie all’impegno di molti laici e sacerdoti e grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Nel predisporre la consueta campagna annuale di informazione e sensibilizzazione in lingua italiana e tedesca sull’8xmille alla Chiesa Cattolica la Diocesi di Bolzano-Bressanone ha centrato la sua attenzione su quanto è stato fatto nel settore della carità.

Nel rispetto delle norme stabilite per contenere il contagio da Covid-19, quest’anno non sono stati stampati i tradizionali pieghevoli. Per far conoscere cosa è stato fatto in Diocesi in questo tempo di pandemia grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, sono stati realizzati sei brevi video (tre in lingua italiana e tre in lingua tedesca) incentrati su tre tematiche di scottante attualità: l’aiuto a chi si trova ad affrontare problemi economici;

il sempre maggior numero di persone che si rivolgono alla Distribuzioni pasti S. Chiara, gestita dalla Caritas diocesana;

e il sostegno alle persone anziane, sole e malate attraverso il servizio Hospice.

Al termine di ogni video, per veicolare lo slogan “Io Aiuto” (in tedesco “Ich Helfe”) è stato scelto di proporre – con una semplice animazione grafica che richiama alla mente una firma – il manifesto che da anni accompagna le iniziative diocesane per la promozione dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Questo per creare un filo conduttore, anche visivo, tra le tradizionali forme di comunicazione finora adottare nella campagna, e i video, che sono la novità di quest’anno.

I video sono stati pubblicati sulla homepage della Diocesi di Bolzano-Bressanone nella rinnovata sezione dedicata alla promozione dell’8xmille alla Chiesa Cattolica e sono stati messi a disposizione delle parrocchie della Diocesi, affinché li possano pubblicare sui loro siti parrocchiali.

In collaborazione con la Caritas diocesana – che da anni organizza con la Diocesi la campagna di sensibilizzazione sull’8xmille alla Chiesa Cattolica – è stato programmato anche un calendario di post sponsorizzati su Facebook, dal 6 aprile (data di avvio della campagna) fino al 3 giugno, durante il quale gli spot vengono proposti uno a settimana, a rotazione. Il periodo scelto corrisponde a quello in cui vengono trasmessi gli spot radiofonici sulle emittenti locali in lingua italiana e tedesca. Anche in questo caso, a legare le due forme di comunicazione, non c’è solo l’elemento temporale. Gli spot radiofonici, infatti, sono stati realizzati prendendo l’audio dei video e aggiungendovi alla fine il claim, proposto da un lettore.

Dal momento, inoltre, che quest’anno non sono stati stampati i consueti pieghevoli informativi in lingua italiana e in lingua tedesca, è stato chiesto alle parrocchie di dedicare uno spazio, all’interno dei loro bollettini parrocchiali, alla promozione dell’8xmille alla Chiesa Cattolica e del 5xmille alle associazioni cattoliche no profit. Le inserzioni, appositamente preparate in varie formati e grandezze, sono state messe a disposizione delle comunità parrocchiali – attraverso la newsletter dell’Ufficio pastorale diocesano – delle inserzioni in vari formati e grandezze. Per venire incontro alle comunità di lingua ladina, tutto il materiale è stato tradotto anche in ladino gardenese e ladino badiota.

Quest’anno, più che in passato, l’organizzazione della campagna per l’8xmille alla Chiesa Cattolica – che da anni si basa sulla fattiva collaborazione tra Istituto diocesano per il sostentamento del clero, Ufficio diocesano comunicazioni sociali e Ufficio pubbliche relazioni della Caritas diocesana – ha visto e vede il coinvolgimento in Diocesi di più realtà di lingua italiana, tedesca e ladina. In questo vediamo un segno di speranza per il futuro. Il Covid-19 continua a tenerci distanziati, ma la fantasia della carità, che passa anche attraverso l’8xmille alla Chiesa Cattolica, sa andare oltre le distanze e sa costruire ponti e collaborazioni, in grado di creare nuove forme di prossimità. Per superare insieme questa pandemia.

Irene Argentiero
Incaricata diocesana del “sovvenire”

Settimana e Festival Comunicazione / Comunicare incontrando le persone dove e come sono

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Prenderà il via il prossimo 1° maggio il Festival della Comunicazione, iniziativa promossa anche quest’anno da Paoline e Paolini insieme alle diocesi di Molfetta e Rieti e sostenuta anche dal Servizio Promozione della CEI. A fare da filo conduttore degli eventi il tema del Messaggio di Papa Francesco per la 55ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, che si terrà il 16 maggio: “‘Vieni e vedi’ (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono”.

Dal 9 al 16 maggio si terrà online la Settimana della Comunicazione, giunta quest’anno alla sedicesima edizione, che fornirà l’occasione per parlare di cultura e comunicazione traendo spunto dal messaggio del Papa. Ad ospitare gli eventi del Festival, evento itinerante che ogni anno si svolge in un territorio diverso, quest’anno saranno eccezionalmente due diocesi: la diocesi di Molfetta, organizzatrice dell’edizione dello scorso anno, e la diocesi di Rieti che ospiterà il Festival nel 2022. “Un’occasione speciale – viene spiegato – che si traduce concretamente in collaborazione e condivisione di valori e di percorsi”.

Gli organizzatori hanno realizzato un visual che contraddistinguerà le due iniziative ispirandosi alle parole con cui il Papa invita soprattutto gli operatori della comunicazione a uscire per strada, a “consumare le suole delle scarpe”, e osservare di persona ciò che succede. “Per questo motivo al centro del visual – spiega una nota – compaiono i piedi di una persona che cammina sulla strada per andare incontro all’altro, per raggiungere la realtà da raccontare. È un chiaro appello a riprendere il giornalismo d’inchiesta, i reportage, a non costruire le notizie in redazione o davanti al computer”.

Vescovi lombardi e 8xmille / Appello congiunto per esprimere gratitudine e invitare a proseguire l’impegno

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Milano, 21 aprile 2021 – Il Covid-19 ha colpito duramente la Lombardia. Migliaia di famiglie sono state provate da sofferenze e lutti. Tante comunità hanno perso i propri sacerdoti. La Chiesa ha potuto reggere l’urto della crisi e aiutare chi ne ha subito le conseguenze peggiori grazie ai cittadini che nella dichiarazione dei redditi hanno scelto di destinarle l’8xmille dei propri contributi fiscali.

Nel 2020, l’anno in cui è esplosa la pandemia, alle 10 diocesi della Lombardia sono arrivati, grazie all’8xmille, 85 milioni di euro. Di tali risorse il 18,3% è stato utilizzato per opere di culto e pastorale, il 17,7% per la carità, il 54,3% per il sostentamento del clero, il 5,6% per l’edilizia di culto e il 4,1% per i beni culturali.

Inoltre, sempre nel 2020, la Conferenza Episcopale Italiana ha destinato alla Lombardia ulteriori 16 milioni di euro, sempre tratti dai fondi dell’8xmille, per la sola emergenza Coronavirus. Tali risorse sono state utilizzate per aiutare le famiglie in difficoltà, rifornire di materiale sanitario ospedali e strutture sanitarie, aiutare comunità in cui erano presenti situazioni di forte fragilità.

A fronte di questo impegno, tuttavia, il numero di persone che nella dichiarazione Irpef esprime la propria preferenza per la Chiesa cattolica sta calando. A livello nazionale la quota di risorse raccolte con questa modalità e destinate alla Chiesa cattolica è del 77% (l’ultimo anno fiscale per cui è disponibile questo dato è il 2017) e rispetto agli anni precedenti il calo è di circa l’1% annuo. In Lombardia l’analoga percentuale si attesta sull’80%.

Nasce da questo contesto l’appello rivolto ai fedeli dai vescovi delle 10 diocesi lombarde. In occasione della Giornata nazionale del Sovvenire che si celebra il 2 maggio, i presuli per la prima volta firmano insieme una lettera dal titolo “Gratitudine e impegno”, che verrà distribuita in tutte le chiese. In essa anzitutto ringraziano coloro che – credenti e non – hanno permesso alla Chiesa cattolica di aiutare molte persone in situazioni di emergenza. «La pandemia, dalla quale speriamo di potere uscire al più presto, è stata la prova di una vera e concreta solidarietà», grazie alla quale «la Chiesa cattolica ha potuto concorrere alla salute e alla promozione del bene comune in Italia e all’estero».

Proprio a motivo dei bisogni crescenti determinati dalla crisi che ancora continua ad aggredire i più deboli, i membri della Conferenza episcopale lombarda invitano i fedeli a contribuire al “flusso di bene” attivato dall’8xmille alla Chiesa cattolica con sempre maggiore consapevolezza: «Insieme con il grazie, chiediamo un vostro aiuto e una maggiore assunzione di impegno» verso una scelta che non è solo «una questione economica, ma un evidente e incisivo atto di comunione ecclesiale».

«Le Chiese di Lombardia dimostrano, con questa lettera, di voler dare un messaggio di speranza, di unità e di solidarietà – commenta Attilio Marazzi, incaricato per la Lombardia del Servizio per il sostegno economico della Chiesa cattolica -. La Chiesa riceve e dona, a lei nulla rimane, tutto viene ridonato e condiviso con i più bisognosi. In questo senso la firma è un atto di comunione ecclesiale e di senso civico».

«Con quei fondi abbiamo aiutato gli impoveriti da Covid e i fragili che sono stati dimenticati – dichiara Luciano Gualzetti, delegato regionale delle Caritas lombarde -. I vescovi ci invitano a contribuire con maggiore consapevolezza. Scegliere a chi destinare l’8xmille è un esercizio di libertà ed è un atto con cui si dichiara la propria appartenenza e condivisione a una storia comune volta al bene e alla promozione della persona. Una possibilità, tra l’altro, concessa a tutti. Anche a coloro che pur avendo un reddito, non presentano la dichiarazione Irpef: i quali, cosa purtroppo ancora poco nota, possono scaricare dal sito dell’Agenzia delle entrare il modulo, barrarlo, firmarlo ed inviarlo per posta».

In allegato il testo della Lettera dei Vescovi della Lombardia.

 

Stefano Femminis
Responsabile Ufficio Comunicazioni sociali
Arcidiocesi di Milano

Rendiconto 8xmille regionale / Intervista al referente dell’Umbria Giovanni Lolli

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La rendicontazione dell’uso dei fondi 8xmille da parte delle diocesi è fondamentale per l’immagine di trasparenza che desideriamo possa identificare l’azione caritativa della Chiesa. A maggior ragione un rendiconto regionale evidenzia la sinergia che deve esistere tra le diocesi.

Ecco perché è auspicabile che sempre più regioni possano realizzare un libro bianco che rendiconti l’operato delle proprie diocesi nell’uso trasparente dei fondi 8xmille assegnati. Ad oggi, facendo una breve cronistoria, ecco le regioni che hanno pubblicato dei rendiconti regionali o che sono in corso di realizzazione:

  • MARCHE: 1° esperimento fatto nel 2008 (raccolta opere 1990/2007)
  • PIEMONTE: 2° esperimento fatto nel 2011 (n. 5 opere per diocesi fatte nel tempo e rappresentative per ogni ambito)
  • UMBRIA: libro bianco in formato libretto (sono tre anni che è attivo, l’ultimo aggiornamento è slittato da nov 2020 a feb 2021 causa Covid)
  • BASILICATA: libro bianco in formato pieghevole (realizzato in forma riassuntiva con il contributo di tutte le diocesi)
  • SARDEGNA: libro bianco “in corso” (lo stanno realizzando con il contributo di n. 2 opere per diocesi).

Il diacono permanente Giovanni Lolli, coordinatore regionale del “sovvenire” per l’Umbria, racconta al giornalista Stefano Proietti come è nato l’opuscolo del bilancio annuale delle otto diocesi di quel territorio, giunto ormai alla sua terza edizione e accompagnato da una serie di video accessibili dalla homepage del sito.

All’origine di questa iniziativa di trasparenza ci sono diversi fattori, in sisntesi:

  • La Conferenza Episcopale Umbra ha sposato l’iniziativa, prendendola a cuore e accompagnandola
  • I convegni regionali del “sovvenire”, cui prendevano parte sia i delegati diocesani che i referenti parrocchiali, si sono rivelati un luogo strategico per coordinare scelte e azioni
  • Il rapporto aperto e collaborativo con i media del territorio ha portato ad accogliere la loro richiesta di numeri, storie e notizie, costruendo un clima di trasparenza
  • I media diocesani (primo fra tutti il settimanale) si sono rivelati utilissimi sia in sede di realizzazione degli approfondimenti che di diffusione capillare dell’opuscolo, una volta stampato
  • Una presentazione ufficiale del lavoro finito con ospiti prestigiosi e i media locali tutti presenti

Acireale / I sacerdoti donano 50mila euro agli ospedali di Acireale e Giarre

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La notizia è stata pubblicata sul sito della diocesi di Acireale. Il Vescovo Mons. Antonino Raspanti, nel tradizionale scambio di auguri di Pasqua con gli organi di informazione avvenuto mercoledì 31 marzo 2021 in episcopio, ha informato che i sacerdoti della diocesi, personalmente, durante il tempo di emergenza, hanno partecipato alla costituzione del fondo di solidarietà, versando una somma complessiva di 50.000 euro. Con essi sono stati acquistati dei dispositivi destinati agli ospedali di Acireale e Giarre per la lotta al Covid-19.

“Le nostre strutture sanitarie – dichiara il Vescovo A.Raspanti – si sono trovate spiazzate nell’affrontare questa nuova emergenza. La nostra diocesi ha puntato sulla prevenzione attraverso l’adozione di misure di contenimento del contagio. Ringrazio di vero cuore i sacerdoti che hanno promosso l’iniziativa per l’aiuto concreto che hanno offerto alla comunità tutta. Mentre compiamo questi atti solidali per guarire il mondo dalle ferite provocate dalla pandemia dobbiamo tenere lo sguardo rivolto all’esempio di Gesù Cristo, ponendo particolare attenzione nei confronti dei più deboli al fine di lenire le sofferenze. Attraverso quest’iniziativa abbiamo intenzione di creare una rete di solidarietà affinché le persone si sentano confortate in un contesto all’interno del quale creare una spirale di bene. Tutto questo può essere un’opportunità per noi tutti per volgere lo sguardo al futuro con più serenità e speranza. La carità – conclude il vescovo –  non si ferma ma si moltiplica. La nostra società è paralizzata dalla paura ed è per questo che dobbiamo porre la nostra fiducia in Dio perché Lui non permetterà mai di portarci via la luce della speranza”.

Covid-19/ Tra le vittime 269 i sacerdoti

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Sono 269 i sacerdoti morti a causa del Covid-19 in Italia nel primo anno della pandemia. Dall’1 marzo 2020 all’1 marzo 2021, il clero diocesano ha pagato con il sangue la vicinanza al popolo, la presenza negli ambienti più esposti al virus e la fragilità di un’età avanzata. Le Regioni più colpite sono state quelle del Nord (78% del totale): a guidare la classifica è la Lombardia con 88 decessi (33%), Emilia Romagna con 36 (14%), Trentino Alto Adige con 28 (10%), Piemonte con 22 (8%) e Veneto con 17 (6%). A seguire, tra le Regioni del Centro (11%) e del Sud (11%) con il numero più alto di vittime, ci sono le Marche con 15 sacerdoti morti (6%), la Campania con 12 (4%) e l’Umbria con 7 (3%). Le due isole sommano, nel complesso, 14 decessi (10 in Sicilia e 4 in Sardegna).

Il contagio ha quasi azzerato il pur modesto ricambio garantito dalle nuove ordinazioni, che sono state 299 nel 2020. E l’entità della tragedia che si è consumata è misurabile anche in termini percentuali: se nel 2019 i preti morti erano stati 742, nel 2020 il totale è salito a 958 con un incremento del 30%.

Per non parlare dei due momenti in cui la pandemia si è abbattuta con più violenza: nel periodo marzo/aprile 2020 sono morti 248 sacerdoti, ovvero quasi il doppio (+ 92%) di quelli scomparsi nell’analogo arco temporale del 2019 (129). Ancora peggio nel momento culminante della seconda ondata: i 240 morti tra novembre e dicembre del 2020 sono più del doppio (+ 101%) di quelli dell’anno precedente (119).

Si muore in 2 diocesi su 5. Ad essere toccate dal contagio, infatti, sono 86 diocesi su 225 (38%). Bergamo è quella che ha pagato il prezzo più caro in termini di lutti con 27 preti deceduti: tra di essi c’è anche don Fausto Resmini, il prete degli ultimi che è stato ricordato dal presidente Mario Draghi in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia. Quindi è la volta di Milano e Brescia (18 morti ciascuna), Trento (17), Bolzano (11), Cremona (9), Parma (8), Como (7), Padova (7), Piacenza (6), Lodi (6), Genova (6), Reggio Emilia (6), Udine (6), Pesaro (5), Fano (4), La Spezia (4), Mondovì (4), Bologna (3), Firenze (3), Novara (3), Perugia (3), Salerno (3), Saluzzo (3), Tortona (3), Vicenza (3), Vittorio Veneto (3), Casale Monferrato (2), Caserta (2), Cesena (2), Ferrara (2), Nuoro (2), Palermo (2), Ragusa (2), Ravenna (2), Rimini (2), Senigallia (2), Terni (2), Torino (2), Treviso (2), Vercelli (2). A seguire, 45 diocesi con 1 sacerdote morto: Acerra, Acireale, Arezzo, Ariano Irpino, Ascoli Piceno, Asti, Aversa, Bari, Belluno, Cagliari, Caltagirone, Camerino, Carpi, Catania, Cerignola, Cerreto, Crema, Cuneo, Faenza, Fidenza, Fiesole, Gubbio, Imola, Ischia, Ivrea, L’Aquila, Lanusei, Lecce, Macerata, Mantova, Mazara del Vallo, Modena, Noto, Pavia, Piazza Armerina, Pordenone, Prato, Roma, Sessa Aurunca, Sorrento, Teggiano, Ugento, Urbino, Venezia, Viterbo.

(Agenzia Sir, Riccardo Benotti)

Il periodico Sovvenire / Nell’ultimo numero in arrivo a maggio

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Sacerdoti vicini alle famiglie per l’emergenza istruzione tra le nuove generazioni. Sovvenire in uscita a fine aprile, già online su sovvenire.it, mette in luce la rete nazionale di interventi educativi, dalle donazioni di computer e connessioni web da parte delle Chiese locali fino a spazi in oratorio per crescere e studiare. La direttrice Caritas di Matera Annamaria Cammisa e don Antonio Polidoro raccontano il Fondo don Milani per oltre 100 famiglie, mentre don Paolo Capra e don Alessandro Mazzoni nel Piacentino spiegano come hanno lavorato nell’ultimo anno con gli educatori perché nei mesi di didattica a distanza gli scolari non si ‘perdessero’, facendo degli oratori punti di riferimento con il progetto E ora studio. Per contrastare le webdipendenze e rimettere le ali ai giovani hanno puntato su recupero scolastico e nuovi ambienti di apprendimento. Tra le storie di ripartenza anche l’esperimento-pilota dei ragazzi di Biumo Inferiore (Varese): tampone per tutti, e poi con il parroco don Gabriele Colombo, sul modello della ‘bolla’ del basket NBA, hanno fatto vita comune in oratorio 3 settimane, autogestendosi dallo studio alla cucina, allo sport: un tempo di felice normalità per vivere “da grandi”.

E ancora, quanto conta la presenza di un sacerdote nelle terapie intensive dove si combatte contro il covid? “Senza il don certi giorni sarebbe dura” indicano i medici dell’ospedale di Schiavonia (Padova), raccontando  don Marco Galante. Le presenze di “preti in camice bianco”, sostenuti dalle nostre Offerte, sono aumentate nell’ultimo anno almeno del 20%, dando man forte ai 1.200 cappellani ospedalieri abitualmente vicino a chi soffre, alle famiglie e al personale ospedaliero.

Nella sezione “Atlante” l’annuncio del Vangelo in Asia raccontato da uno dei vescovi più giovani del mondo, l’italiano Mons. Giorgio Marengo, arrivato 20 anni fa da missionario in Mongolia, dove oggi guida la prefettura apostolica. Nell’editoriale il tenore Andrea Bocelli ha raccontato a Sovvenire la sua fede: “viviamo un tempo di sfide per le persone di buona volontà” ha scritto.

nfine, alla vigilia del mese mariano, nel Dossier riscopriamo la storia del Rosario, vincolo tra cielo e terra, diventato preghiera universale. Buona lettura.

Offerte per i sacerdoti / Segno di comunione materiale e spirituale (in crescita)

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La Chiesa c’è, più presente che mai. Lo confermano le Offerte verso i nostri sacerdoti, che sono in crescita dall’anno scorso e confermano il trend anche nei primi tre mesi di quest’anno. È la migliore dimostrazione di vicinanza e di comunione materiale e spirituale con i nostri sacerdoti.

Da 15 mesi con il segno più
L’anno appena concluso ha registrato una raccolta record di 8.718mila euro (+11% rispetto all’anno precedente). Un risultato inaspettato, perché ha coinciso con l’esplosione della pandemia. Ma i dati confermano il trend in crescita anche per i primi tre mesi di quest’anno. Da gennaio a marzo 2021, infatti, ben 880mila euro sono stati raccolti con le donazioni, contro gli 822mila euro dell’anno scorso (+7%). Ma anche il numero di Offerte è in crescita: 18.645 nel 2021 contro le 15.362 del 2020, con un aumento del 21,4%. Risultati analoghi li ritroviamo nel numero dei donatori, che sono in aumento: 18.171 nel 2021 contro i 15mila nel 2020, con una crescita di oltre il 20%. Solo l’offerta media è in calo, strettamente collegato al difficile momento storico che stiamo vivendo.

In comunione materiale
La parrocchia è il primo “ambiente” in cui ognuno di noi fa esperienza concreta di comunione fraterna, di condivisione, di comunità cristiana radunata intorno al proprio Pastore. Ma in questi primi 15 mesi segnati dalla pandemia si sono ridotte le attività parrocchiali e le possibilità di frequentare gli ambienti della Chiesa. I sacerdoti, anziché chiudersi nella “zona confort” dalle proprie parrocchie, sono scesi in strada per andare incontro ai lontani, agli esclusi, ai poveri, agli affamati. Ma hanno scelto, con convinzione, di intraprendere anche un’altra strada: quella di entrare nelle case di riposo e negli ospedali per dare conforto, ascolto e speranza a malati e morenti. Una scelta coraggiosa, ripagata dall’affetto di tutti noi e dalle offerte ai nostri sacerdoti, per ringraziarli.

In comunione spirituale
“I media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa” ha detto, in tempi non sospetti, Papa Francesco, il 1° giugno 2014. Da quando è scoppiata la peste nera del secolo, i nostri sacerdoti ci garantiscono video preghiere e rosari quotidiani, prime comunioni e cresime in diretta Facebook o sul canale Youtube delle parrocchie. E, con le messe online, ci fanno il dono più grande, quello di poterci accostare da casa all’eucarestia, che è medicina per la vita. La nostra piccola o grande offerta ai sacerdoti è il segno concreto di questa comunione spirituale, per far sentire loro la nostra vicinanza e il nostro affetto.

Paolo Cortellessa

Giornata Nazionale 8xmille / Una firma che cambia la vita

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Domenica 2 maggio si celebra la Giornata Nazionale dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Un’occasione per ricordare l’importanza di una scelta che può cambiare la vita di molti: lo abbiamo toccato con mano in questo lungo periodo segnato da forti tribolazioni, dove la pandemia ha scavato in modo indelebile la vita di tutti.

Una condizione particolarmente dura, in cui tante famiglie e persone sole non sono state sopraffatte dagli eventi grazie alla solidarietà di quei 13 milioni di italiani (dati 2019) che, con la loro firma, hanno contribuito a destinare alla Chiesa Cattolica l’8xmille del gettito IRPEF.

Nell’anno 2020, infatti, un conferimento straordinario di oltre 226 milioni di euro è stato messo a disposizione del Paese nella lotta al Covid-19; altri 9 milioni sono andati a sostegno delle fragili strutture sanitarie dei Paesi più poveri, individuate con progetti mirati.

Questa iniziativa caritativa di una portata senza precedenti ha consentito alle Caritas diocesane di tutta Italia di aiutare migliaia di famiglie pressate per la prima volta dall’indigenza, prive di una qualsiasi fonte di reddito a causa della pandemia. Gli stanziamenti hanno permesso di provvedere a generi alimentari, farmaci, prodotti per l’igiene; di pagare bollette, affitti, rate di mutui; di sostenere imprese famigliari e liberi professionisti piegati dalla crisi; di impedire che i debiti li spingessero nelle mani degli usurai e della malavita.

Un apporto rilevante è stato fornito nell’educazione e l’accompagnamento dei giovani più soli ed emarginati, grazie a Pc e Tablet, connessione alla rete, sostegno allo studio e lotta alla dispersione scolastica: nella congiuntura, parrocchie e oratori si sono rivelati spesso l’unico punto di riferimento.

Sono state supportate le strutture sanitarie cattoliche, molte delle quali hanno interamente dedicato risorse umane, posti letto e attrezzature per far fronte all’emergenza pandemica. Con il sostentamento ai sacerdoti, ci si è poi affiancati alle centinaia di preti nella loro missione in corsia negli ospedali civili di tutto il Paese, specialmente nei reparti Covid. Molti di loro, ricordiamolo, hanno pagato con la propria vita l’impegno nell’assistenza spirituale dei malati e degli operatori sanitari.

E ancora, i fondi dell’8xmille hanno continuato a sostenere le reti di solidarietà, in Italia e nel Sud del mondo, la cura dei beni artistici e architettonici; le iniziative pastorali e sociali, i sacerdoti delle quasi 26.000 parrocchie italiane.

È per questo che dal 2 maggio è importante che tutti, credenti e non credenti, ricordino che una firma per destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica rappresenta un gesto di comunione, di partecipazione e di solidarietà che va a beneficio di tutto il Paese.

Un impegno di prossimità concreto che non viene mai meno e che è possibile seguire in ogni momento su www.8xmille.it oppure su https://rendiconto8xmille.chiesacattolica.it/.

Si ricorda agli incaricati diocesani del “sovvenire” che possono richiedere il materiale sciolto oppure il kit completo GN 8xmille a territorio@sovvenire.it.

In allegato il pieghevole e la scheda Redditi.