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Paesi in via di sviluppo / 87 progetti per scuole, ospedali e agricoltura

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Nella riunione di Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, tenutasi a fine marzo, sono stati approvati 87 progetti, per i quali saranno stanziati € 12.461.011 così suddivisi: € 6.512.667 per 34 progetti in Africa, € 3.515.017 per 36 progetti in America Latina; € 2.221.664 per 15 progetti in Asia; € 69.250 per un progetto in Medio Oriente e € 142.413 per un progetto nell’Est-Europa.

Tra gli interventi più significativi, tre sono in Africa: nella diocesi di Huambo a Tchipipa, in Angola, le monache del Mosteiro Cisterciense Trapista “Nasoma Y’Ombembwa” potranno installare una centralina di trasmissione elettrica che permetterà la conservazione dei principi attivi, dei reagenti e dei farmaci, oltre che l’irrigazione dei campi coltivati e la fornitura di corrente elettrica a sette villaggi della zona. La Congregazione delle suore di Sant’Agostino invece potrà costruire il reparto di radiologia medicale e acquistare le apparecchiature necessarie per il Centro sanitario “Saint Augustin” di Atrokpocodji, a 10 km da Cotonou, in Benin. Nella Diocesi di Yagoua, in Camerun, i Silenziosi Operai della Croce, attraverso la Fondation Bethlem de Mouda, garantiranno la fornitura di energia elettrica alla zona in cui operano e offriranno formazione professionale a 450 giovani disabili e in situazioni di emarginazione e formazione informatica per il personale della Fondazione.

Nel Continente latino-americano, grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica, saranno realizzati diversi interventi: nel dipartimento di Casanare, ad est delle Ande, in Colombia, la diocesi di Yopal promuoverà in cinque parrocchie un progetto di rafforzamento del modello agrario per aumentare la produttività dei terreni agricoli e degli orti domestici biologici con l’agricoltura organica. A Chalatenango (El Salvador), la Fondazione “Soleterre – Strategie di Pace Onlus”, sarà impegnata  in un’opera di formazione e di prevenzione della violenza e della migrazione irregolare. A Pichari, in Perù, il Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado promuoverà un progetto per favorire uno sviluppo sostenibile e integrato delle comunità locali nel rispetto del patrimonio naturale, in linea con quanto emerso dal Sinodo per l’Amazzonia.

Tra i progetti nel Continente Asiatico figurano quello della diocesi di Hazaribag, in India, che costruirà una scuola per garantire l’istruzione secondaria a 2000 ragazzi poveri, e quello della Ong “Health Welfare Association” che sosterrà l’emancipazione delle donne di cinque villaggi del distretto di Anantapur, nella diocesi di Kurnool, in India, attraverso la promozione dell’allevamento delle capre. In Myanmar, le Figlie di Nostra Signora delle Missioni amplieranno la scuola di Pyay, mentre in Pakistan sarà ricostruita la “Loreto Mission High School” situata nel distretto di Layyah.

In Medio Oriente, infine, i Fratelli delle scuole cristiane (Lasalliani) realizzeranno sei nuove aule nel College des Fréres di Betlemme.

Torna la campagna CEI 8xmille / Sette storie di speranza e coraggio

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Non è mai solo una firma. È di più, molto di più. Con questo claim parte la nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana, che mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere.

La campagna, on air dal prossimo 9 maggio, racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei cittadini riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un piatto di minestra, una coperta, uno sguardo diventano molto di più e si traducono in ascolto e carezze, in una mano che si tende verso un’altra mano, in una scelta coraggiosa di chi si mette quotidianamente nei panni degli altri.

Ogni frase sottolinea il rilievo della firma: un gesto che si trasforma in progetti che fanno la differenza per tanti. Dalla casa d’accoglienza Gratis Accepistis che, nel centro storico di Aversa, offre ospitalità e conforto ai più fragili, alla Casa di Leo che insieme all’Emporio solidale, a Potenza, sostiene molte famiglie in difficoltà; dalla Comunità e la dimora, rete solidale che, a Pordenone, combatte le gravi marginalità e il disagio abitativo, alla Casa della Carità Santi Martiri di Otranto, di Poggiardo, che propone ascolto e accoglienza nel cuore del Salento, passando per le mense Caritas di Latina e Tivoli, a pieno regime anche durante la pandemia per aiutare i nuovi poveri e gli anziani soli. Farsi prossimo con l’agricoltura solidale è, invece, la scommessa dell’Orto del sorriso di Jesi, che coltiva speranza e inclusione sociale.

“La nuova campagna ruota intorno al ‘valore della firma’ e a quanto conta in termini di progetti realizzati – afferma il responsabile del Servizio Promozione della CEI Massimo Monzio Compagnoni –. Chi firma è protagonista di un cambiamento, offre sostegno a chi è in difficoltà. È autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. Grazie alle firme di tanti cittadini la Chiesa cattolica ha potuto mettere a disposizione del Paese un aiuto declinato in moltissime forme”.

 La campagna sarà pianificata su tv, web, radio, stampa e affissione. Gli spot sono da 40”, 30” e 15”.

Sul web e sui social sono previste due campagne ad hoc: “Stories di casa nostra”, che mette in luce i profili di alcuni volontari; “Se davvero vuoi”, brevi video dei protagonisti della campagna, volutamente senza sonoro, per catturare l’attenzione degli utenti rimandandoli al sito per conoscere le loro storie.

Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nella sezione “Firmo perché” sono raccolte le testimonianze dei contribuenti sul perché di una scelta consapevole. Non manca la Mappa 8xmille, in continuo aggiornamento, che geolocalizza e documenta con trasparenza quasi 20mila interventi già realizzati.

Sono oltre 8.000 i progetti che, ogni anno, si concretizzano in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. La Chiesa cattolica si affida alla libertà e alla corresponsabilità dei fedeli e dei contribuenti italiani per rinnovare la firma a sostegno della sua missione.

Presentazione

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Miei cari,

in questo numero di In Cerchio prima di Pasqua vorrei segnalarvi, tra gli articoli in pagina, quello relativo alla raccolta delle Offerte per i sacerdoti 2020.

In un periodo veramente fuori dall’ordinario, in piena pandemia, la raccolta ha toccato quota 8 milioni e mezzo grazie a 106mila Offerte, con un più 23,7% rispetto al 2019 e con un incremento anche dei donatori che sale del 15% (76mila nel 2020 contro 66mila nel 2019). Per i particolari vi rimando all’analisi fatta da Paolo Cortellessa, però è incoraggiante riscontrare come l’attenzione verso i nostri sacerdoti non sia venuta meno. E come le famiglie nelle difficoltà si uniscono e affrontano insieme le nuove sfide.

Vi comunico, inoltre, che l’ultimo Consiglio Episcopale Permanente di marzo, provvedendo al riordinamento delle Giornate nazionali di sensibilizzazione e delle Collette nazionali obbligatorie in armonia con le Giornate a carattere universale obbligatorie, ha approvato un aggiornamento del calendario che vede anticipare la nostra Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero da novembre alla terza domenica di settembre. Quindi la GN Offerte sarà celebrata il prossimo 19 settembre anziché il 22 novembre (solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo ora dedicata alla Giornata Mondiale della Gioventù).

Ci stiamo già attivando affinché le parrocchie possano ricevere i materiali utili per poter organizzare questo appuntamento. Potrò darvi maggiori ragguagli nei prossimi numeri della nostra Newsletter.

Non mi resta che augurarvi una serena e santa Pasqua di Resurrezione insieme a tutti gli amici del Servizio Promozione CEI e anche a nome di Sua Eccellenza Mons. Donato Negro.

Massimo

Cecina / Don Marco Fabbri, anche con l’8xmille, in aiuto delle PMI

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Siamo in provincia di Livorno a Cecina. Qui tante persone, in quest’ultimo periodo, si sono rivolte a don Marco Fabbri offrendosi di aiutare il prossimo. E il parroco del Duomo di Cecina ha deciso di mettere i 30mila euro donati alla chiesa (e quelli dell’8xmille) a disposizione delle piccole e medie imprese (PMI) della città. La notizia su il tirreno.it a cura di Claudia Guarino. Si legge nell’articolo:

«Ci siamo sentiti in dovere di dare un seguito alla solidarietà dei cecinesi mettendoci a disposizione delle aziende che stanno vivendo un periodo di crisi profonda», spiega don Marco Fabbri. Il tutto collaborando con le associazioni di categoria: Confcommercio, Confesercenti e Cna. «Ottenuto il parere positivo del vescovo di Volterra Alberto Silvani – aggiunge don Marco Fabbri – con il consiglio parrocchiale per gli affari economici abbiamo deciso di destinare al sostegno di attività commerciali e imprese 30mila euro. I soldi provengono dalle offerte dei parrocchiani e dal fondo straordinario dell’8xmille che la Conferenza episcopale italiana ha destinato alle diocesi e alle parrocchie per l’emergenza sociale legata alla pandemia».

L’idea è quella di suddividere l’intera cifra in pacchetti di contributi da 500 euro l’uno, che poi saranno destinati alle imprese in difficoltà. A fare da tramite ci penseranno le associazioni di categoria. «Mai come in questo momento qualunque aiuto, anche se piccolo, è ben accetto e apprezzato – dice Paolo Garzelli, Cna – Ora l’obiettivo è quello di andare a cogliere le situazioni più difficili e dovremo trovare un criterio per stabilire i destinatari dei finanziamento».

L’obiettivo, insomma, è chiaro. Sul metodo associazioni e parrocchia stanno ancora lavorando. «Insieme cercheremo di decidere i criteri di assegnazione in base alle necessità – sottolinea Catia Giannoni, Confcommercio – Intanto voglio dire grazie a don Marco e alla parrocchia per la sensibilità che stanno dimostrando nei confronti del settore che sta pagando il prezzo più alto della pandemia. Cinquecento euro non possono risolvere una situazione gravissima, ma questa iniziativa è un segno di solidarietà e speranza». D’accordo è anche Massimo Marini , Confesercenti. «L’impegno della parrocchia – dice – è encomiabile e, al di là del dato quantitativo, è un elemento simbolico importante che sottintende vicinanza nei confronti delle imprese». Don Marco dice che questa iniziativa si va ad aggiungere a quanto è già nei programmi di amministrazioni ed enti locali «nella consapevolezza che, purtroppo, la crisi avrà presumibilmente un’onda lunga nei prossimi mesi».

Il “teorema” dei vasi comunicanti per il bene della Chiesa / Don Graziano Donà

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Già nello scorso numero di In Cerchio vi abbiamo proposto un articolo di don Graziano Donà, membro del Comitato CEI per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa e relatore al Campus Comunidare, per l’Amico del Clero (testata della FACI).

Visto il successo che ha riscontrato, eccone un altro che ha come titolo Il “teorema” dei vasi comunicanti per il bene della Chiesa.

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I teoremi sono sempre stati gioia e grattacapo per tutti gli studenti, soprattutto delle materie scientifiche: fondamentali da applicare ma spesso difficili da ricordare. Anche riguardo al tema del sostegno economico alla Chiesa cattolica in Italia, dopo la riforma del 1985, si è voluto inventare un “teorema” noto con il nome “dei vasi comunicanti”, importante da applicare ma che, come per tutti gli altri teoremi, è necessario ogni tanto ripassare.

La fonte principale di sostegno economico all’interno della Chiesa cattolica rimane “l’offerta” che trova la sua espressione più alta nella raccolta durante l’Offertorio nella S. Messa. Nel corso del tempo sono stati introdotti o inventati molti altri strumenti. In Italia, la riforma concordataria del 1984, assieme alla definitiva abolizione del sistema beneficiale, ha introdotto (con la legge 222/85) i meccanismi dell’8xmille e delle Offerte per il clero deducibili e ha visto la nascita degli Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero (IDSC).

I nuovi meccanismi non hanno però cambiato le finalità proprie della Chiesa nella gestione dei beni e cioè ordinare il culto divino, provvedere ad un onesto sostentamento del clero, esercitare opere di apostolato e carità, specialmente al servizio dei poveri. Si è invece iniziato a parlare del teorema dei vasi comunicanti mettendo in una particolare relazione le Offerte per il clero e l’8xmille. Esattamente il teorema dice che più aumentano le fonti di finanziamento del sostentamento del clero e in particolare le Offerte, più l’8xmille viene lasciato a disposizione per la carità e il culto e la pastorale.

Le Offerte deducibili per il clero (destinate esclusivamente all’Istituto Centrale Sostentamento Clero) assieme alle quote capitarie parrocchiali, ad eventuali stipendi per impieghi pubblici, come la scuola, e ai redditi degli ex-benefici, dovrebbero garantire la remunerazione dei sacerdoti. Nel caso la copertura non avvenga per intero, vengono inserite risorse dall’8xmille.

Dal 1989 e 1990, anni in cui il sistema è entrato a pieno regime, l’8xmille è sempre stato utilizzato in percentuali più o meno elevate. I dati aggiornati al 2019, indicano che il 43,5% dell’8xmille viene utilizzato per il sostentamento dei quasi 34.000 sacerdoti che prestano servizio pastorale nelle diocesi d’Italia (di questi 3.000 sono anziani o malati). Il dato richiede palesemente un supplemento di impegno per riuscire almeno a scendere sotto la soglia del 40%. Un impegno che coinvolge tutti, compresi i parroci, che non parlano di questi argomenti, dando per scontata l’integrazione che arriva dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero.

A livello di principi, ciò che ancora oggi può giustificare una maggiore responsabilità è certamente il rafforzamento del senso di appartenenza alla Chiesa. Dobbiamo tenerci tutti perché tutti siamo impegnati nell’annuncio del Vangelo ed in particolar modo il prete chiamato, in forza del Sacramento dell’Ordine, a presiedere la Comunità. Il rafforzamento del senso di appartenenza prevede però uno sguardo ampio per evitare la tentazione di identificarsi con la propria comunità o con il proprio gruppo, con il rischio così di non riuscire a percepire come propri i problemi e gli obiettivi della Chiesa intera.

A livello operativo, invece, all’importanza dello stare informati, la ricerca di idee e progetti nuovi che coinvolgono la Parrocchia, che valorizzano il legame con gli IDSC, che danno un senso profondo all’offerta per i sacerdoti e in generale che danno un buon risultato applicando il teorema dei vasi comunicanti, saranno sempre bene accetti.

Bologna / Iniziativa “sovvenire” in collaborazione con le Acli

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È stata realizzata dall’incaricato diocesano Giacomo Varone una bella iniziativa in collaborazione con le Acli di Bologna.

Si è svolta il 26 marzo una diretta Facebook per invitare alla firma a favore della Chiesa cattolica in fase di dichiarazione dei redditi. L’iniziativa è stata fatta in accordo con la presidente Acli Chiara Pazzaglia che ha partecipato alla diretta insieme allo stesso Giacomo Varone. Nella locandina dell’evento si legge:

Si avvicina l’avvio della campagna fiscale ed è tempo di compiere scelte consapevoli.
Sai che, senza alcun costo aggiuntivo, puoi decidere a chi destinare parte delle tue imposte Irpef?
Sai di poterlo fare anche se non sei obbligato a presentare il 730?

Venerdì 26 marzo alle 12. In diretta dalla pagina Facebook delle Acli provinciali di Bologna (@Acli Bologna) ti spieghiamo come fare e ti raccontiamo cosa fa la Chiesa cattolica con l’8xmille, oltre ogni luogo comune.

Ti mostriamo anche cosa fanno le Acli bolognesi con il tuo 5xmille

Perché sostenere i preti? / Risponde don Roberto Laurita

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«Perché pensare a tutti i preti?». La risposta nell’articolo di don Roberto Laurita pubblicato su Catechisti Parrocchiali di marzo, rivista inviata a tutti gli incaricati diocesani del “sovvenire” affinché la possano proporre ai rispettivi direttori degli Uffici catechistici diocesani.

Nello scritto si evidenzia l’opera preziosa dei presbiteri, a servizio del popolo di Dio, e le ragioni che motivano l’impegno per il loro sostentamento.

Di seguito il testo integrale.

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Da più di trent’anni esiste a Roma un Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, che raccoglie le Offerte destinate ai preti diocesani e le distribuisce equamente in modo che tutti abbiamo il necessario per vivere con decoro e per fare un mare di bene. Con queste Offerte si sostengono anche circa tremila preti ormai anziani o malati, dopo una vita intera a servizio del Vangelo e del prossimo. E si raggiungono 400 missionari nel Terzo Mondo. L’opera che viene svolta è preziosa. Ma non mancano le obiezioni, gli interrogativi, come quello riportato nel titolo, cui si collega l’altro: perché ogni parrocchia non sostiene il suo prete? Cosa rispondere? Forse bisogna vedere da vicino chi è il prete, qual è la sua missione, come la svolge e a chi è destinato…

NESSUNO DECIDE DA SOLO
C’è qualcosa che dobbiamo dirci, per sgombrare il campo da equivoci. Nessuno decide da solo di fare il prete. All’origine di tutto c’è una chiamata, personale, che Gesù rivolge a un uomo. Lo fa quando piace a lui. Si tratta di una proposta che impegna tutta la vita. E, a volte, l’interessato ci mette del tempo per rispondere. Ecco perché qualcuno diventa prete a poco più di 20 anni, oppure a 30 o a 40. O, addirittura, a più di 50 anni, dopo che ha svolto per molto tempo un lavoro, una professione. Basta aver ricevuto la vocazione, cioè la chiamata di Gesù, per diventare preti? No. E lo si capisce molto bene il giorno dell’Ordinazione. All’inizio del rito colui che sta per diventare prete riceve, in modo chiaro e solenne, «la chiamata» che gli rivolge la Chiesa. Lo fa attraverso il vescovo e i responsabili che lo hanno seguito nella sua lunga formazione. Se non c’è questa chiamata non avviene nulla: quel giovane, quell’uomo, non farà mai il prete! È Gesù che chiama, certo! Ma è la Chiesa che conferma l’esistenza di una vocazione particolare e di una missione a servizio del popolo di Dio.

NESSUNO SI PREPARA DA SOLO
Dal Concilio di Trento in poi i preti si formano in un luogo specifico, che si chiama Seminario. Già il nome esprime qualcosa perché evoca il seme che Gesù ha deposto in un’esistenza e la necessità di farlo crescere, fino a diventare una pianta robusta. Anche quest’aspetto è importante. Chi si prepara a fare il prete non può farlo «in solitario», ma assieme ad altri. Perché? Semplice: perché deve imparare, fin dagli inizi, a svolgere il suo ministero in collaborazione con altri, a vivere insieme, a pregare insieme, a condividere le giornate in tutti i loro aspetti, dalla mensa comune ai lavori che assicurano il buon funzionamento degli ambienti, dalla meditazione sulla parola di Dio ai tempi dello studio e della celebrazione. Una volta ordinati – è vero – i preti si disperdono nelle diverse parrocchie di una diocesi, ma il collegamento fra loro non deve mai allentarsi. Proprio in Seminario comincia la stima reciproca, l’interazione, l’apprezzamento delle doti altrui, la correzione fraterna.

ORDINAZIONE, ORDINE SACRO, PRESBITERIO
Un po’ di vocabolario a questo punto non guasta. Ordinazione presbiterale: ecco il termine preciso con cui si designa il Rito tramite il quale un uomo riceve il dono dello Spirito per svolgere un servizio particolare nella Chiesa. «Ordinati» perché nessuno di essi può fare a modo suo o decidere secondo i suoi criteri e le sue propensioni qual è il suo ruolo. A determinarlo è la Chiesa. E, per mettere in pratica quello che essa chiede, si riceve (come i diaconi e i vescovi) un sacramento che si chiama Ordine sacro. Attraverso di esso si entra in un gruppo, un ordo, che condivide la stessa missione e che si chiama, con una parola greca, «presbiterio». Questa realtà è stata riscoperta dal Concilio Vaticano II e ci permette di cogliere tre aspetti.

  • Il primo: il sacramento dell’Ordine lega un cristiano a tutti coloro che hanno ricevuto lo stesso sacramento. Non si tratta solamente di un rapporto di amicizia o di lavoro: nasce dal vincolo particolare che unisce ciascuno a Cristo.
  • Il secondo riguarda il legame che unisce ogni prete al vescovo di una Chiesa locale (diocesi). È il vescovo che la presiede, che ne è il responsabile, e tutti i preti operano in collaborazione e in dipendenza da lui.
  • Il terzo mette in luce come preti e vescovo continuino la missione degli apostoli. Grazie al dono dello Spirito essi ne sono «i necessari » collaboratori e consiglieri. Hanno competenze, qualità, capacità diverse, ma anche lo stesso fine: «istruire, santificare e pascere il popolo di Dio» (Documento conciliare sui preti [PO], 7).

PERCHÉ PENSARE A TUTTI?
Perché unico è il servizio che svolgono a favore dei loro fratelli cristiani. Come in una famiglia si cerca di offrire a tutti, grandi e piccoli, il necessario per vivere dignitosamente, così nella Chiesa italiana si è pensato di provvedere a tutti preti che lavorano a favore di una diocesi. Si trovano in situazioni diverse: alcuni in piccole parrocchie di montagna, altri in grandi parrocchie di città o in luoghi turistici…; alcuni possono contare sui cristiani che vivono agiatamente, altri sono in quartieri poveri dove manca tutto… Ti sembra giusto che qualcuno sia nell’abbondanza, mentre altri non hanno il necessario?

Albenga-Imperia / Online il rendiconto 8xmille

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Online sul portale della Caritas di Imperia-Albenga il rendiconto diocesano relativo all’impiego dei fondi 8xmille (Notiziario n.27, Febbraio 2021).

Si tratta di un numero speciale del Notiziario ricchissimo di particolari sulle decine di opere sostenute dall’8xmille per le famiglie, i più fragili e i bisognosi. All’insegna della trasparenza si possono trovare tutti i dettagli di spesa per i centri di ascolto, di aiuto, dormitori, banco alimentare, ecc.

Un esempio fra tutti: presso l’Istituto Don Bosco di Alassio, un gruppo di volontari gestisce alcuni servizi per i poveri nei locali messi a disposizione dai salesiani. Tutti i giorni (domenica esclusa) c’è un servizio mensa chiamato “La tavola del Cuore” che ogni giorno serve circa una ventina di pasti. Alcune delle persone co-nosciute alla mensa hanno espresso la necessità di poter usufruire di un servizio doccia; i volontari sono riusciti a garantire ad alcuni di loro questo ser-vizio, su appuntamento, dando anche la possibilità del cambio vestiario, in particolare l’intimo.

 

Nola / Abbonati al giornale inDialogo, il 50% andrà al sostentamento clero

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Sono sempre in prima linea, accolgono, ascoltano, sostengono. Sono un antidoto alla solitudine, sono la possibilità di guardare alla speranza come qualcosa di concreto, come umanità. Sono i nostri sacerdoti: don Raffaele, don Mariano, don Giovanni, don Reinaldo, don Giuseppe, don Salvatore, don Ciro, don Sebastiano…
Il giornale diocesano inDialogo, dorso regionale di Avvenire, promuove il sostegno ai sacerdoti, donando il 50% del costo di ogni abbonamento all’Istituto per il Sostentamento Clero. Compila il form, abbonati e sostieni il tuo parroco!

Giuliano Grilli (incaricato di Nola) ha segnalato questa iniziativa fatta in collaborazione con l’Ufficio Comunicazione Sociali della diocesi e diffusa negli incontri di formazione diocesani.

L’obiettivo dell’iniziativa è già nel titolo: Abbonati a inDialogo e sostieni i sacerdoti – Il 50% del costo dell’abbonamento sarà devoluto al Sostentamento Clero Diocesano.

Per i particolari collegarsi qui.