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Rendiconti 8xmille regionali / Uno sforzo che vale la pena di fare

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Nei recenti incontri interregionali svoltisi in collegamento all’inizio di febbraio, è stata ribadita l’importanza e la necessità che ogni Regione provveda a pubblicare i bilanci sull’uso dei fondi 8xmille delle proprie diocesi, soprattutto facendo riferimento alle opere realizzate con i suddetti fondi.

Oltre ad essere un concreto segno di trasparenza è anche il modo migliore di comunicare/promuovere il lavoro svolto alle proprie comunità. Una buona visibilità della grande attività che la Chiesa fa con i fondi 8xmille derivanti dalle firme dei contribuenti, passa anche per questa rendicontazione.

Circa un anno fa, in base ad un sondaggio fatto tra i referenti regionali, è scaturito un dato abbastanza allarmante e per certi versi deludente.

Infatti alla domanda su quante Regioni avessero stimolato ed ottenuto la realizzazione di un libro “bianco” sulle opere realizzate dalle proprie diocesi con i fondi 8xmille e le relative rendicontazioni, i risultati sono stati i seguenti:

tranne un breve periodo (fino al 2018), che ha visto la partecipazione di 2 Regioni su 16, da 4 anni ad oggi una sola regione (l’Umbria) ha realizzato in modo sistematico e continuativo un libretto con le opere.

Il modello è risultato più adatto e più attento al rispetto dei costi/benefici (il resoconto nella sezione 8xmille in questo numero di In Cerchio). Si tratta di un libretto cartaceo agile, non di grosse dimensioni, aggiornabile in tempi brevi. La comunicazione è stata ottima, specie nell’utilizzo dei mass media locali/regionali.
Sarebbe un esempio da seguire, considerando che al momento non ci sono Regioni che realizzano nulla del genere (o qualcosa del genere).

Donare vale quanto fare / La comunità cristiana e i suoi preti

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Uscirà nel numero di marzo di Catechisti Parrocchiali questo articolo di don Roberto Laurita dedicato ai sacerdoti e al loro sostentamento.

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Dopo un rapido viaggio, nell’inverno dell’anno 49-50, Paolo e i suoi compagni raggiungono la città di Filippi, nella regione della Macedonia. Si tratta di una colonia romana, luogo di residenza di ex-legionari. Gli ebrei sono poco numerosi e non hanno neppure una sinagoga. Per pregare si radunano fuori delle mura della città. La loro situazione è delicata. Qualche mese prima l’imperatore Claudio ha cacciato gli ebrei da Roma. Ogni propaganda ebraica è proibita. Ecco dunque Paolo, cittadino romano, che entra in una città romana. È la prima città dell’attuale Europa in cui viene predicato il Vangelo.

L’OSPITALITÀ DI LIDIA
Lidia, commerciante di porpora, originaria della città pagana di Tiatira, risiede a Filippi. Colpita dalle parole di Paolo, si fa battezzare e spinge i missionari a andare ad abitare nella sua casa. Il racconto di Luca, negli Atti degli Apostoli, è semplice e bello: «C’era ad ascoltare anche una donna di nome Lidia… e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. Dopo essere stata battezzata assieme alla sua famiglia, ci invitò: “Se avete giudicato che io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa. E ci costrinse ad accettare”» (At 16,14-15).

A Filippi Paolo e Sila sono ingiustamente accusati di fare propaganda ebraica. Vengono battuti, imprigionati e poi liberati. Ma devono abbandonare la città. Paolo vi ritornerà ancora due volte in occasione del suo terzo viaggio: all’andata, nell’autunno del 57, e al ritorno, a Pasqua del 58. Nel frattempo scrive ai filippesi una lettera in cui esprime la relazione privilegiata che egli ha conservato con questa prima comunità della Macedonia.

UNA COMUNITÀ CHE SOSTIENE L’APOSTOLO
I cristiani di Filippi si sono dimostrati sempre generosi e attenti alle necessità di Paolo. Ed è solo da loro che egli accetta denaro per vivere. L’apostolo lo ricorda con gratitudine: «Voi di Filippi, lo sapete bene: quando lasciai la Macedonia e cominciai a diffondere altrove il messaggio del Vangelo, soltanto voi, e nessun’altra comunità, avete voluto prendervi cura di me. E anche a Tessalonica mi avete mandato, più di una volta, il necessario di cui avevo bisogno» (Fil 4,15-16). Al momento in cui scrive Paolo è in prigione, a Efeso, a causa del Vangelo e lì lo raggiunge Epafrodito, inviato dai Filippesi per portare gli aiuti. L’apostolo non può fare a meno di dire la sua riconoscenza: «Ancora una volta mi avete aiutato concretamente. Me ne sono molto rallegrato, come di un dono che viene dal Signore. È vero che vi siete sempre occupàti di me … Ora che Epafrodito mi ha portato quel che voi mi avete mandato, non ho più bisogno di nulla. Anzi, ho più del necessario. Il vostro dono è un’offerta gradita, è come il profumo di un sacrificio che Dio accoglie volentieri» (4,10.18).

E OGGI? LE COMUNITÀ CRISTIANE E I LORO PRETI
L’esempio dei cristiani di Filippi, i primi discepoli di Gesù in Europa, non è andato perduto. Lungo i secoli e anche oggi, nelle comunità i fedeli prendono a cuore la vita dei loro preti. Qualche volta lo fanno direttamente: un biglietto di auguri, un piccolo dono, una bottiglia di vino, accompagnata da un dolce, una visita sono un segno di vicinanza, di stima, di incoraggiamento di amicizia. Ma c’è un modo «organizzato» per sostenere tutti i preti, anche quelli che non conosciamo e che, forse, hanno maggiormente bisogno di aiuto. A questo proposito uno strumento prezioso è l’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero, che raccoglie le offerte dall’Italia e, attraverso di esse, assicura a tutti i preti che operano nel nostro Paese, e anche a quelli che svolgono un servizio all’estero, la possibilità di affrontare serenamente le spese necessarie per vivere decorosamente.

DONI IN DENARO
Una comunità cristiana non può sviluppare le sue attività senza ricorrere al denaro. Alcuni pensano, talvolta in modo piuttosto idealizzato e irreale, che una comunità cristiana non ha bisogno né di denaro, né di beni materiali. La fede in Dio e la buona volontà dovrebbero essere sufficienti…

Ma è possibile curare l’edificio della chiesa, formare responsabili competenti, organizzare incontri, aiutare i bisognosi, annunciare la Buona Novella per mezzo di libri, film, giornali…, senza disporre di denaro?

È importante che i cristiani partecipino allo sviluppo delle loro comunità attraverso doni in denaro e questo per renderla maggiormente capace e dotata delle risorse necessarie per annunciare il Vangelo nel mondo d’oggi.

DIFFIDENZA
Coloro che sognano una Chiesa «senza denaro» hanno, in un certo senso, ragione. Sanno bene che il denaro non è cattivo, ma che tutto dipende dall’uso che se ne fa. Hanno semplicemente paura del potere che il denaro esercita anche sui cuori più puri. Temono che riesca a sporcare anche le migliori intenzioni… Francesco d’Assisi diceva: «Il denaro è un buon servitore, ma può diventare un padrone tirannico». Ecco perché tocca a tutti, e soprattutto ai responsabili, vegliare con saggezza evangelica perché nella Chiesa i doni in denaro servano unicamente all’annuncio del Vangelo e alla condivisione con i più poveri.

Proprio per questo è nato «il servizio nazionale», l’Istituto Centrale di Sostentamento del Clero, perché chi vuole donare possa essere sicuro di offrire un sostegno a tutti i preti, in qualunque zona si trovino a operare. I preti non sono superuomini, ma persone in carne e ossa, con le necessità e i bisogni di ognuno di noi. Sono a servizio delle parrocchie e ne costituiscono il cuore pulsante. Prendersi cura della loro esistenza significa consentire loro di agire a favore degli altri senza troppi ostacoli ed eccessive difficoltà. «Donare a loro» equivale a fare attraverso di loro, a compiere per mezzo loro tutto il bene di cui sono capaci. Uniamoci dunque nel dono con i nostri sacerdoti.

PROVA A SCOPRIRE…

attraverso una breve intervista al tuo parroco:

  • i tanti impegni che riesce a realizzare, dal mattino alla sera, di un giorno qualsiasi;
  • le diverse persone che incontra e perché;
  • i problemi piccoli e grandi che deve affrontare…

C’è qualcuno che lo aiuta? Chi sono i suoi collaboratori?

E c’è chi si prende cura di lui?

Le storie di tanti sacerdoti possono essere viste su www.unitineldono.it dove è possibile anche donare per loro.

unafirmaXunire / Reclutamento parrocchie

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Siamo entrati nel vivo del progetto “unafirmaXunire”; questa è la fase più importante, perché il reclutamento di parrocchie idonee a impegnarcisi è la condizione senza la quale nessun progetto potrà mai realizzarsi.

Anche se l’attuale contesto ecclesiale che caratterizza il territorio rende difficoltoso il coinvolgimento delle parrocchie, una volta avviata, la struttura creata consentirà nel tempo di ottimizzare al massimo la capacità delle realtà locali di contribuire in modo significativo alla promozione delle forme di sostentamento della Chiesa (oggi le firme, domani la raccolta Offerte).

Il sostegno economico di cui parliamo è per la Chiesa in tutte le sue forme, strutture e persone (parrocchie e sacerdoti inclusi).

Per rispondere ad alcune “domande comuni” che hanno caratterizzato la gran parte delle vostre segnalazioni, alleghiamo un estratto della presentazione fatta nei recenti incontri via web divisi per zone: Nord, Centro, Sud, con evidenziati i prossimi passi da seguire.

Ricordiamo che è della massima importanza l’utilizzo esclusivo dell’help desk per qualsiasi necessità: file non arrivati, dubbi sulle scadenze, maggiori dettagli sul da farsi.

L’assistenza è globale ed immediata. Verrà fatto un puntuale tracciamento delle segnalazioni che consentirà di risolvere in tempi brevi problematiche “comuni e condivise”.

HELP DESK (già attivo): Tel: 0697858414

Mail: assistenza@sovvenire.it

Dal LUNEDI al VENERDI – orario: 9.00/13.00 – 15.00/19.00

Vi ringraziamo per la vostra disponibilità e per il servizio che offrite alla Chiesa.

Quaresima / Su unitineldono.it tornano i video ispirati alla Parola della domenica

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Come abbiamo già fatto in occasione dell’Avvento, anche in Quaresima torna la proposta spirituale di un percorso in sei tappe, una per ogni domenica fino a quella delle Palme.

Ci lasceremo interpellare, ogni settimana, da un versetto della Parola tratto dalla liturgia domenicale. Quel testo illuminerà una serie di esperienze di vita: storie provenienti dalle nostre comunità, legate a doppio filo alla testimonianza di alcuni sacerdoti o ai frutti del loro lavoro apostolico.

Ecco i temi che verranno proposti, dal 6 marzo al 10 aprile:

  • Il digiuno nell’esperienza di fede (I domenica)
  • Quando la preghiera cambia la vita (II domenica)
  • La fede e il dolore inspiegabile (III domenica)
  • Rinascere, per un nuovo inizio (IV domenica)
  • La riconciliazione guarisce il cuore (V domenica)
  • Accogliere la croce per risorgere (domenica delle Palme)

I video saranno pubblicati nel sito www.unitineldono.it e su YouTube e saranno rilanciati anche sulla pagina Facebook delle offerte per i sacerdoti.

Sovvenire di marzo / La rivista è disponibile online

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Il numero di marzo della rivista Sovvenire (che è in consegna in questi giorni, nella sua versione cartacea, nelle case dei donatori che lo hanno richiesto) è disponibile online sia nel sito Sovvenire.it che su Unitineldono.it, solo in formato pdf.

Il numero di questo trimestre è dedicato in modo particolare alla Quaresima, con storie e contributi che ne approfondiscono i tre pilastri fondamentali: preghiera, digiuno, carità.

Tra i contributi spiccano quello del Card. Angelo De Donatis (terza tappa del suo “viaggio nella preghiera”) e quello di don Fabio Rosini (dossier sul senso cristiano del digiuno).

Firmato da Te / A Pistoia “Casa L’Apostrofo”

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A Pistoia, la Caritas diocesana grazie all’intervento dell’8xmille è riuscita a creare un’esperienza di Co-Housing che vede vivere assieme otto uomini adulti, provenienti da storie difficili, dalla marginalità, in una vera e propria casa. La “Casa L’Apostrofo” è una vera e propria opportunità dove ciascuno condivide, collabora con gli altri, un luogo non definitivo, ma di sosta, per il tempo necessario a ciascuno di riprendere in mano la propria vita.

Novara / Oltre 1milione di euro 8xmille per la carità in diocesi

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Oltre un milione di euro, per finanziare 32 progetti su tutto il territorio diocesano, che riguardano l’aiuto ai poveri, l’emergenza abitativa, il sostegno alle famiglie in difficoltà e la tutela della maternità. Sono i fondi dell’8xmille che la diocesi destina quest’anno alla carità.

A presentarle il Vicario generale don Fausto Cossalter e il direttore della Caritas diocesana don Giorgio Borroni in un incontro cui hanno preso parte anche i vicari episcopali e i parroci dei territori interessati dagli interventi più consistenti: don Vincenzo Barone per l’Ossola, don Claudio Leonardi per l’Aronese e il Borgomanerese e don Piero Cerutti per Borgomanero.

I fondi dell’8xmille saranno divisi tra i “Progetti Sostegno”, le “Opere Segno” e i “Progetti emblematici”.

I Progetti Sostegno riguardano il finanziamento agli interventi che i gruppi caritativi di parrocchie e Unità pastorali missionarie svolgono quotidianamente. In tutto sono 22 e hanno ricevuto complessivamente 282.800 euro.

Le Opere Segno sono quegli interventi che attraverso la carità e l’attenzione agli ultimi sono “Segno della presenza di Dio“. A riceverli associazioni che mettono in atto progetti specifici in diversi campi del sociale: dalla prima accoglienza, alla tutela della maternità e della donna. Sono in tutto cinque per un finanziamento totale di 100mila euro.

Quest’anno i progetti emblematici “straordinari”, condotti direttamente da Caritas Diocesana, sono quattro, su due vicariati: Aronese e Borgomanerese e Ossola. Si tratta di quattro interventi sono le parrocchie di Castelletto Ticino, Borgomanero, Invorio e Domodossola, finanziati complessivamente per 500mila euro.

Certificazione Unica / Guida alla firma 8xmille “per immagini”

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I possessori solo della Certificazione Unica per destinare l’8xmille dovranno seguire queste modalità:

1) sul fronte della scheda Redditi (in assenza di quella allegata alla Certificazione Unica) dovranno indicare il proprio Codice Fiscale e le generalità; poi firmare nella casella “Chiesa cattolica”, nel riquadro relativo alla scelta dell’8xmille, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta;
2) sul retro scriveranno nuovamente il Codice Fiscale e firmeranno nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”.

Per quanto riguarda la consegna, il possessore della Certificazione Unica dovrà inserire la scheda in una BUSTA bianca con i seguenti dati: cognome, nome, codice fiscale del contribuente; dovrà anche scrivere la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF” (La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’8xmille).

Quindi potrà consegnare la busta chiusa entro il 30 novembre:

a) presso qualsiasi Ufficio Postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’Ufficio Postale rilascia un’apposita ricevuta.
b) presso la sede di un Intermediario Fiscale abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF). Gli intermediari Fiscali devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta; inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.

Se fosse presente in parrocchia, questi contribuenti -possessori solo del CU- potranno essere aiutati in tutta questa procedura dai volontari del Centro di Informazione e di Raccolta istituito dal parroco, e consegnare la busta chiusa con dentro la propria scheda entro il 31 luglio.

 

Qui la scheda riepilogativa in formato A4 da stampare.

 

Umbria / Nuovo rendiconto 8xmille delle diocesi umbre

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Il rendiconto dell’8xmille per le diocesi umbre nel 2020 è stato presentato ufficialmente il 12 febbraio scorso al 5° Convegno del Sovvenire regionale, tenutosi online. Due i punti qualificanti, come evidenziato dall’arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, Card. Gualtiero Bassetti: “una trasparente ed efficace comunicazione sulla destinazione dei fondi pubblici erogati dalla Chiesa”, ma anche la necessità di “sviluppare la contribuzione diretta dei fedeli”, al di là della firma sulla dichiarazione dei redditi. Il documento completo può essere scaricato dal sito www.sovvenireumbria.it/rendiconto2020.

Alla presentazione sono anche intervenuti Mons. Luciano Paolucci Bedini, delegato Ceu per il “sovvenire”, il Vescovo ausiliare di Perugia, Mons. Marco Salvi, il responsabile nazionale del Servizio Promozione Sostegno Economico, Massimo Monzio Compagnoni, e il coordinatore per l’Umbria, Giovanni Lolli.

Come premessa generale, Bassetti ha ricordato che “il sistema introdotto dalla riforma del Concordato del 1984 ha dato negli anni frutti abbondanti, consentendo alle nostre diocesi di rispondere in modo adeguato ai rinnovati e accresciuti bisogni collegati alla propria missione”.

“Particolare attenzione – ha commentato il coordinatore Lolli –, viene data in questa edizione del Rendiconto 2020 dell’8xmille alle diocesi umbre alla conservazione e alla tutela dei beni culturali (temi sviluppati nel focus al termine del fascicolo), l’importo erogato a questo fine negli ultimi quattro anni (2017-2020) ammonta a circa 10 milioni di euro complessivi; parte di questi fondi sono stati devoluti alla Rete museale ecclesiastica umbra voluta dalla CEU (Conferenza Episcopale Umbra) e presieduta da Mons. Salvi”. Le otto Diocesi dell’Umbria, hanno ricevuto complessivamente dall’8xmille nel 2020 circa 26,3 milioni di euro (nel 2019 i fondi furono 24,1 mln): 4,0 mln per il culto e la pastorale, 3.8 mln per la carità, 9,3 per il sostentamento del clero; 9,2 mln per l’edilizia di culto e i beni culturali (vedi tutti i dati nell’opuscolo).

Sfide nuove.
Il cardinale Bassetti ha parlato anche delle “sfide nuove”, che “si pongono oggi per questo sistema, ad esempio quella di sviluppare la contribuzione diretta dei fedeli attraverso le offerte deducibili, per consentire il mantenimento degli standard di aiuto agli ultimi, anche nei prossimi anni quando si prevede che il gettito dell’8xmille per la Chiesa italiana diminuirà a causa della crisi economica indotta dalla pandemia e soprattutto, purtroppo, da una riduzione di firme”.
“Oggi nella fede, come in ogni altro contesto – ha proseguito Bassetti –, non è più possibile dare alcunché per scontato o confidare negli automatismi tradizionali di socializzazione religiosa. Soprattutto con i giovani non si può presupporre che sviluppino in maniera autonoma il senso di appartenenza alla comunità ecclesiale e di conseguenza si impegnino a sostenere la Chiesa nelle sue attività. Queste cose non le possiamo più dare per scontate e qui mi rivolgo in particolare ai delegati diocesani, ai referenti parrocchiali e agli educatori”.

Maggiori competenze.
Rivolgendosi ai partecipanti al 5° Convegno regionale del “sovvenire”, il Cardinale li ha esortati ad “un lavoro di continua motivazione, crescita in collaborazione e con le figure educative e i responsabili degli itinerari formativi giovanili. Quindi sempre di più sarà necessario acquisire competenze non solo in ambito economico, ma anche educativo per diventare promotori e motivatori di responsabilità ecclesiali”.

Lavoro in sinergia.
“In concomitanza con i Sinodi diocesani – ha evidenziato Bassetti – sarà imprescindibile lavorare in sinergia mettendo in campo tutte le risorse a disposizione e per intraprendere strade nuove che ci portino a confrontarci sempre di più con il nostro prossimo in carne ed ossa anche in questo ambito del sistema economico”.

L’importanza dei media.
Il presidente della CEI ha poi esortato tutti gli ‘addetti ai lavori’ a sviluppare “una trasparente ed efficace comunicazione sulla destinazione dei fondi pubblici erogati dalla Chiesa” e ad andare oltre le “campagne pubblicitarie”, perché “non bastano e devono essere integrate con un’azione promozionale e di rendiconto anche a livello territoriale al di là dell’adempimento degli obblighi di legge. Sarà sempre più importante questo lavoro che voi state facendo oggi sul versante della comunicazione”.

Il ringraziamento anche ai comunicatori.
“A tale proposito la rete delle testate giornalistiche e radiofoniche locali di area ecclesiali e anche di area laica e le numerose possibilità offerte dalla rete – ha concluso il cardinale Bassetti – sono canali da conoscere sempre meglio da esplorare per cui spero che il vostro ritrovarvi qui potrà essere davvero l’occasione di condividere pratiche efficaci e scambiarsi buone idee. Per questo vi ringrazio tutti della vostra presenza e vi auguro un buon lavoro perché davvero questo incontro divenga foriero di una sempre più proficua collaborazione”.

Da parte sua il responsabile del Servizio Promozione della CEI Monzio Compagnoni ha sottolineato come la comunicazione umbra dell’8xmille “è modello campione da esportare-proporre a livello nazionale”, perché “attraverso questo rendiconto fate conoscere bene cosa la Chiesa fa in tutti i suoi ambiti pastorali, dagli interventi socio-caritativi alla tutela e valorizzazione delle sue opere d’arte e dei suoi beni culturali. Voi siete di esempio a Regioni più vaste dove possono essere coinvolte importanti testate giornalistiche in quest’opera conoscitiva di come vengono spesi questi finanziamenti”.

Uniti nel dono / Vicino Brescia notte e giorno alla Sua presenza

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A Borgosatollo, venti minuti d’auto da Brescia, la parrocchia di Santa Maria Annunciata vive da più di 12 anni l’esperienza dell’adorazione eucaristica perpetua. Centinaia di fedeli si alternano, giorno e notte, nel dialogo con Gesù, che è alla base di ogni vera esperienza di fede.

In questo paesino di 9mila anime a 15 minuti da Brescia, una targa sul portoncino accanto al portale di ingresso della chiesa segnala Adorazione eucaristica perpetua. Varcata la soglia, un pannello immerge i visitatori nella penombra con i versi dell’Apocalisse: “Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). «Tutto è nato nel 2008 dalla proposta di fra Marco Ferrario, reduce dalle missioni zonali cittadine e dall’amicizia fra noi preti con un gruppo di frati. Quando abbiamo lanciato l’idea – sorride con gli occhi limpidissimi il parroco don Gino Regonaschi, 70 anni splendidamente portati – c’è stata subito adesione da parte di alcuni parrocchiani. All’inizio sembrava impossibile arrivare a pensare che potesse esserci sempre qualcuno anche di notte: eppure gradualmente, passo dopo passo, dopo poco più di un anno siamo arrivati a riempire le 24 ore di turno di ogni giorno della settimana e istituirla in modo perpetuo dall’ottobre 2009. Non abbiamo mai chiuso, neppure durante il lockdown, pur rispettando gli orari del coprifuoco: oggi moltissimi vengono da Brescia e dai paesi vicini».