Author: sEEd_aDm_wP

Calendario dell’Avvento / Materiali promozionali disponibili!

vai all’articolo
Carissimi,

vi invitiamo a lanciare la promozione per il nostro Calendario dell’Avvento!

Per supportare le varie attività, abbiamo messo a disposizione tutti i materiali necessari:

  • Banner pronti all’uso
  • URL di atterraggio dedicata

Potete scaricare il kit completo al seguente link (entro 11 dicembre):  https://www.swisstransfer.com/d/37f89d96-213e-459b-8cd0-aaa0763c7c3a

Vi ringraziamo per la preziosa collaborazione nella diffusione di questa importante iniziativa!

Sviluppo dei popoli / L’8xmille per rispondere al grido di tante persone in povertà

vai all’articolo
Domenica 16 novembre è in programma il Giubileo dei Poveri. Dopo la Messa nella Basilica di San Pietro, Papa Leone pranzerà in Aula Paolo VI con alcuni di loro. Un evento che cade in concomitanza con la COP30, la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si è aperta il 10 novembre a Belém, in Brasile, e si concluderà il 21 novembre.

In un mondo con disuguaglianze crescenti la ricchezza globale risulta sempre più concentrata, con l’1% che detiene più beni del 95% della popolazione mondiale. Secondo il Rapporto globale sulle crisi alimentari 2025 del Food Security Information Network, promosso dalla Rete globale contro le crisi alimentari – un’alleanza tra ONU, Unione Europea e diverse organizzazioni governative e non governative – quasi 300 milioni di persone in 53 Paesi affrontano gravi situazioni di fame e circa 808 milioni di persone sono in condizioni di povertà estrema, con meno di 3 dollari al giorno. Le conseguenze sono devastanti, soprattutto nelle aree già vulnerabili del pianeta, dove la povertà cresce rapidamente. Una povertà multidimensionale di cui Papa Leone XIV nella Dilexi te considera vari aspetti: l’economia disumana, l’ingiustizia sociale, la difficile realtà dei migranti, le violenze subite dalle donne, il traffico di persone, la piaga della malnutrizione e la crisi dell’istruzione.

Per rispondere al grido di tante persone in povertà la Chiesa italiana, con i fondi dell’8xmille, nel 2025 ha sostenuto 361 progetti in 63 Paesi per oltre 64 milioni di euro. Sono interventi che alimentano processi comunitari di sviluppo sostenibile e anche di accesso a opportunità formative a favore delle comunità locali e delle persone più fragili, discriminate e svantaggiate.

È quello che avviene, grazie alla Fondazione Magis Ets dei Gesuiti e al Centro Alternativo Cultura, in 10 comunità indigene dell’Amazzonia Brasiliana, nello Stato del Parà, a beneficio di 1.150 persone socialmente ed economicamente vulnerabili (di cui quasi 200 bambini e adolescenti), 50 donne organizzate in 10 gruppi di economia solidale, 49 educatrici popolari. L’iniziativa riguarda Ananindeua, Barcarena, Colares e Belém, città, quest’ultima, dove si svolge la COP30, una delle più violente del Brasile. I casi di omicidio sono frequenti e i più esposti sono gli afro-discendenti, i poveri, i senza tetto, i migranti e i bambini. L’obiettivo è quello di dar voce, accompagnare e rendere consapevoli le comunità locali, principali vittime delle minacce legate all’espansione dell’agricoltura intensiva, all’allevamento di bovini, all’estrazione mineraria, al disboscamento e alle centrali idroelettriche. È parte delle attività del Grido degli Esclusi e delle Escluse, “Grito dos Excluídos e Excluídas”, creato nel 1995. “L’importanza storica del Grido – sottolinea Juscelio Pantoja, del Centro Alternativo di Cultura e coordinatore locale – è di riunire movimenti, pastorali sociali, partiti, organizzazioni e istituzioni che lavorano in difesa della vita, della dignità umana e dei diritti umani. È uno spazio collettivo di ascolto, pianificazione e organizzazione delle voci degli esclusi”. Nel corso della sua storia, il Grido ha già dimostrato capacità di influenzare le politiche pubbliche, rafforzare la società civile e mantenere viva la speranza di una sempre crescente inclusione. “L’impatto – conclude Pantoja – sta nella pressione che rafforza la certezza che un altro modello di società è possibile, un modello in cui tutti abbiano voce, dignità e spazio”.

Quella dignità che, anche nei contesti più difficili, va sempre difesa. Come in Libano dove le Suore del Buon Pastore si occupano delle comunità più vulnerabili e marginalizzate in particolare ragazze, donne e ai bambini.  “Siamo accanto a quanti – dice suor Antoinette – soffrono a causa della povertà, dello sfollamento e dei traumi subiti. Sono famiglie arrivate senza nulla: le loro case sono state distrutte, non hanno nessuna risorsa, nessun mezzo per sopravvivere. Eppure la loro resilienza, la loro capacità di essere, nonostante tutto, solidali e attenti agli altri, è una forza che alimenta speranza anche in noi che le accompagniamo ogni giorno”.

La stessa speranza che arriva dalle tante storie di riscatto, come quella di Sorry, uno studente della scuola di ostetricia portata avanti da Medici con l’Africa CUAMM in un’altra zona segnata dalla guerra, a Lui, nel Sud Sudan. “È stata mia mamma a scegliere il nome Sorry, perché sono nato in un periodo in cui la guerra era ovunque, la gente scappava, abbandonava le proprie case, non c’era niente da mangiare, nemmeno le verdure. Così mia madre mi disse che si sentiva quasi in colpa per avermi messo al mondo in una simile situazione e ha voluto chiamarmi ‘Sorry’, ‘Scusa’. Ma io ora le voglio dire ‘grazie’. Crescendo infatti ho deciso di lavorare nella sanità così posso aiutare la mia gente e me stesso e grazie a questa scuola ci sto riuscendo. La scuola è un simbolo di pace e anche di speranza, perché qui ci sono molti amici che provengono da etnie e parti diverse del paese e stiamo tutti assieme”.

Storie che testimoniano – come ha ribadito Papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri, che coincide con il Giubileo – che davvero “i poveri sono al centro dell’intera opera pastorale” e che “Dio ha assunto la loro povertà per renderci ricchi attraverso le loro voci, le loro storie, i loro volti”.

8xmille / Presidenza CEI: 800mila euro per le emergenze umanitarie in Sudan e Caraibi

vai all’articolo
La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 800mila euro dai fondi dell’8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte e due gravi emergenze umanitarie. Si tratta di 400mila euro per interventi in Sudan e Sud Sudan e 400mila euro per i Paesi dei Caraibi colpiti dall’uragano “Melissa”.

“Questo stanziamento – sottolinea il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI – dice la volontà della Chiesa in Italia di farsi prossima a tutti, a qualunque latitudine si trovino. Solo pensandoci insieme e nella solidarietà troviamo le soluzioni comuni. Del resto, essere vicini e avere a cuore l’altro sono modi concreti per abbattere le distanze, geografiche e umane, percepirci fratelli e sorelle, costruire ponti. La solidarietà è uno dei nomi della pace, specialmente in questo momento storico in cui ai conflitti presenti si aggiunge lo spettro drammatico delle armi nucleari”.

I contributi, che saranno erogati attraverso Caritas Italiana, in collaborazione con la rete ecclesiale, saranno utilizzati per far fronte alla drammatica situazione del Sud Sudan, in particolare dell’Upper Nile State, aggravata dai recenti scontri e dalla necessità di accogliere rifugiati dal vicino Sudan, e per sostenere le popolazioni caraibiche (Cuba, Haiti, Bahamas e Giamaica), provate da inondazioni estese e da gravi danni infrastrutturali e materiali.

7 novembre 2025

Uniti nel Dono / A Taurisano (LE) la casa di don Biagio ha le porte aperte

vai all’articolo
Nella parrocchia dei Santi Martiri Giovanni Battista e Maria Goretti a Taurisano (LE), vicino Gallipoli, non c’è l’oratorio. Per giocare a pallone, don Biagio Errico ha fatto montare due porte nell’atrio. Si è rotto un vetro, ma «i sorrisi dei ragazzi valgono molto di più». I giovani, qui, si sentono «a casa».

Ed è proprio la sua casa il primo avamposto di accoglienza per gli adolescenti e i giovani della zona. «Mi ispiro agli insegnamenti di san Filippo Neri» – racconta il sacerdote che a Taurisano è da quattro anni; prima è stato viceparroco e ora, da un anno e mezzo, parroco della comunità. «La casa canonica era troppo grande per me, così mi sono preso solo una stanza, con il letto e la scrivania – racconta –. Le altre stanze le ho messe a disposizione dei ragazzi, che possono venire quando vogliono. È sempre aperto!». C’è chi arriva direttamente dopo la scuola, e può mangiare un piatto di pasta preparato “dal don”, come lo chiamano i più giovani. «Mi sento come un padre per loro», confessa. Qualcun altro passa nel pomeriggio: c’è chi fa i compiti – «in pochi!» ammette il sacerdote con un sospiro tra il divertito e il rassegnato – e chi, invece, preferisce giocare a Fifa sul divano.

Il grest ha il suo quartier generale nel teatro parrocchiale, una grande sala a gradoni. Il palco, una volta al mese, si trasforma perfino in dormitorio. «In accordo con i genitori, ogni terza domenica del mese, i ragazzi restano a dormire in parrocchia – fa sapere don Biagio –; si sistemano con i sacchi a pelo, in stile Gmg. Anche per san Filippo Neri o san Giovanni Bosco, l’oratorio non erano gli spazi, ma le persone».

In tutto, gravitano ai Santi Martiri una sessantina di ragazzi tra i 13 e i 18 anni. Vanno in parrocchia ogni giorno, ma gli incontri strutturati sono una o due volte a settimana, più la domenica. «C’è chi garantisce una presenza costante e chi, per vari impegni, non ce la fa ad esserci sempre, ma stiamo riuscendo a portare avanti questo gruppo», spiega ancora Alessandra. Con lei, altri cinque volontari hanno scelto «di affiancare il don in questo progetto – dice –. Oltre ad essere educatori del gruppo giovani, organizziamo anche il campo estivo. Per i nostri ragazzi siamo “i big” del gruppo. Al momento stiamo già progettando il campo per il prossimo anno, abbiamo diverse mete in mente. Allo stesso tempo, portiamo avanti un nostro percorso di approfondimento e riflessione; ci riuniamo ogni lunedì alle 20.15».

Questa bella storia di sacerdote insieme alla propria comunità è raccontata da Giulia Rocchi per unitineldono.it. Scopri di più cliccando qui.

Uniti nel Dono / Ai piedi del Vesuvio, vite da ricucire col filo della carità

vai all’articolo
“A Napoli l’attenzione ai poveri non si ferma. In Via Marina, al molo Beverello, ai giardini, al porticciolo del Molosiglio e alla Galleria, ogni lunedì vengono distribuiti 300 panini e le coperte; un gesto concreto che va oltre il semplice contatto e diventa un messaggio sincero e chiaro di vicinanza a chi soffre”. Con queste parole Lina Mazzone e Amedeo Lentini, una coppia di San Sebastiano al Vesuvio (NA), raccontano il loro impegno, nato da un cammino di fede in parrocchia.

Tutto inizia nel parco nazionale del Vesuvio, proprio a San Sebastiano al Vesuvio, il loro comune situato alle pendici occidentali del celebre vulcano, a 10 chilometri da Napoli. L’area è afflitta dall’abusivismo edilizio che aggrava il rischio di dissesto idrogeologico della zona, richiedendo costanti interventi di vigilanza.

In questo contesto difficile, però, San Sebastiano ha anche i suoi lati positivi. Nonostante la quasi totale distruzione degli edifici causata dall’eruzione del 1944, il paese conserva alcune testimonianze storiche e architettoniche importanti, molte delle quali sono state restaurate. Tra esse il Santuario di San Sebastiano Martire, risalente al ’700, che con la sua imponente cupola bianca domina il centro storico, tanto da poter essere considerato il simbolo del paese.

All’ombra di questo gioiello d’arte è fiorita anche una gemma di solidarietà: da cinque anni una comunità si dedica a sanare le ferite dei bisognosi, sia del comune vesuviano che di Napoli; un’opera importante, frutto del lavoro intenso iniziato dal parroco, don Enzo Cozzolino. Don Enzo non ama parlare di sé, pur essendo una persona aperta, molto diretta e spontanea. Sono le iniziative della comunità a farlo per lui.

Scopri altri particolari della storia, raccontata da Nicola Nicoletti, su unitineldono.it.

8xmille / Progetto Path: attività e laboratori per riconnettersi

vai all’articolo
“Dopo aver lasciato la scuola e un paio di lavori andati male, ero finito a passare le giornate in casa. Mi sono ritrovato in un gruppo dove nessuno ti giudica e dove puoi fare cose concrete: coltivare un orto, cucinare insieme, sistemare un giardino…Sembrano piccole cose, ma a me hanno fatto sentire utile. Gli educatori e i volontari ci ascoltano davvero, e ho ricominciato a credere in me”.

Questa è la testimonianza di Luca, 22 anni, su 8xmille.it e relativa al progetto Path.

L’Associazione Marta Tana, che riunisce le parrocchie dell’area di Castiglione delle Stiviere nell’alto mantovano, ha scelto di dare risposta alle nuove forme di povertà che colpiscono soprattutto i giovani, tra cui le fragilità relazionali e sociali. Nel 2023 nasce così il Progetto Path, un’iniziativa pensata per accompagnare ragazzi e ragazze tra i 16 e i 32 anni in situazione di inattività e disorientamento, ispirandosi alla letteratura sui giovani NEET (Not in Education, Employment or Training).

Path si pone come obiettivo la riattivazione delle risorse personali, offrendo occasioni per rimettersi in cammino nella propria vita, attraverso relazioni significative e attività concrete. Al centro del progetto c’è un’idea semplice ma potente: per ritrovare fiducia in sé e negli altri, serve un ambiente accogliente, in cui il giovane possa sentirsi ascoltato, coinvolto e valorizzato.

Il progetto propone, quindi, attività di gruppo a carattere laboratoriale e pratico, accompagnate da educatori e volontari, in un clima protetto e stimolante. Seguendo le dinamiche gruppali e le esigenze di ogni singolo, le attività settimanali si concentrano su attività pratiche legate alla stagione, attività verso la comunità, laboratori con professionisti ed infine esperienze in tempi più distesi.

A partire dal prossimo autunno, il progetto si amplierà nell’ambito della prevenzione con un’aula studio che coinvolgerà i giovani a rischio di abbandono scolastico.

Territorio / Eventi e incontri formativi di novembre

vai all’articolo
Vi segnaliamo diversi incontri che si svolgeranno in questo mese di novembre presenti sul Calendario del Portale Uniti in Rete, che verteranno sul sostegno economico alla Chiesa e in particolare su Uniti Possiamo.

Cortemilia (Diocesi di Alba) – 6 novembre incontro di formazione a livello di Unità Pastorale nell’ambito del Progetto “Uniti possiamo 2025”, per sensibilizzare sull’importanza delle Offerte deducibili. Sono invitati soprattutto i membri del Consiglio pastorale e i membri dei Consigli per gli affari economici. La sede è l’oratorio della Parrocchia di S. Pantaleo in Cortemilia, dove vivono i sacerdoti a servizio dell’Unità Pastorale.

Arcidiocesi di Otranto – Il 7 novembre, l’incaricato diocesano Remo Esposito, incontrerà tutti i referenti parrocchiali per presentare il Progetto ” Uniti Possiamo” e, insieme a loro, trovare le modalità per essere più presenti e incisivi sul territorio della propria parrocchia.

San Miniato – il 7 novembre nella parrocchia dei Santi Regolo vescovo martire e Lucia Vergine e martire il parroco, don Simone Meini, ha organizzato un incontro su Uniti Possiamo – Il sostegno del tuo parroco dipende da te e dalla tua comunità. Il progetto è realizzato nel mese di novembre con consegna della scatola con le buste all’Istituto Diocesano del Sostentamento del Clero entro il 15 dicembre tramite l’incaricato parrocchiale. Per introdurre l’incontro si prenderà visione dell’ABC del Sovvenire e si spiegherà in concreto di cosa si tratta.

Bari – L’8 e il 9 novembre si terranno giornate di sensibilizzazione per la raccolta delle Offerte deducibili per i sacerdoti nella parrocchia Maria SS. Addolorata.

Trieste – Il 9 novembre a Trieste nella parrocchia San Pio X incontro di sensibilizzazione sul Sovvenire a cura di Roberto Ferrarese su “Parrocchia, famiglia di famiglie”; un altro incontro su “Uniti Possiamo” è previsto nella parrocchia di San Francesco d’Assisi.

Trieste – Il 10 novembre la presentazione al Consiglio Pastorale della parrocchia di Sant’Antonio Taumaturgo del progetto Uniti Possiamo e sensibilizzazione sui valori del Sovvenire e in particolare sull’importanza delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti.

Brindisi – Il 12 novembre Gilda Erario è la referente per un incontro su “Uniti Possiamo 2025 – Offerte Sostentamento del Clero” per promuovere la raccolta delle Offerte nella parrocchia di San Rocco a Ceglie Messapica (BR). Si parlerà dei valori del sostegno economico alla Chiesa cattolica e si inviteranno i responsabili di tutti i gruppi della parrocchia San Rocco a partecipare. L’incontro sarà guidato dal parroco e dal referente parrocchiale.

Oria – Il 12 novembre, organizzato da Domenico Carenza presso il Santuario dei Medici Santi Cosma e Damiano, l’incontro si terrà con tutti i referenti parrocchiali del Sovvenire della Diocesi di Oria. Il tema: ” Nello Spirito autentico del DONO, l’aiuto concreto della Comunità che CONDIVIDE”. Si parlerà dell’importanze del Progetto Uniti Possiamo mostrandone i punti di forza e le eventuali criticità riscontrate nelle ultime raccolte. Ci sarà anche spazio per le domande sull’uso del Portale.

Conversano-Monopoli – L’11 novembre sarà celebrata una Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Giuseppe Favale e a seguire incontro formativo su portale e sul progetto Uniti Possiamo 2025

Trieste – Il 16 novembre nella parrocchia di Gesù Divino Operaio è previsto un incontro di sensibilizzazione sul sostentamento economico della parrocchia e della Chiesa Cattolica Italiana in generale. Agenda: – Bilancio parrocchiale; – Trend firme 8xmille; – Rendiconto Chiesa Cattolica Italiana 2024; – Progetti 8xmille nella diocesi di Trieste; – Progetto “Uniti Possiamo 2025”.

Castel di Iudica – Giumarra (Ct) – il 21 novembre si terrà un convegno organizzato dalla parrocchia Santa Maria del Rosario su “Una firma, un sostegno, una preghiera perché uniti possiamo” per sottolineare l’importanza dell’appartenenza alla Madre Chiesa e di come formarsi e partecipare attivamente non sia un dovere ma un piacere, così come si fa in ogni famiglia. Si legge nella nota di accompagnamento: “Vogliamo che in questo incontro si senta la necessità di appartenere a questa Chiesa, nel sentirsi non esclusi ma inclusi, dove siamo chiamati a sostenerci in maniera vicendevole. Con questo vogliamo veramente continuare a formarci per poter comprendere come uniti possiamo sostenere un sacerdote con una preghiera, con una firma nella dichiarazione dei redditi e una offerta liberale che un poco di ciascuno può diventare il tanto per la nostra amata Chiesa e per i nostri sacerdoti”.

Guidonia (RM) – Il 22 novembre nel pomeriggio di sabato 22 novembre l’incontro di promozione al Sovvenire alle necessità della Chiesa si farà nel salone parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes. Si parlerà di 8xmille, di Offerte deducibili, di remunerazione dei sacerdoti ed infine dei progetti Uniti possiamo e Una firma per unire.

 

Uniti nel Dono / Insieme a don Gian Paolo gli “scarti” riprendono vita

vai all’articolo
A Torino, accanto alla Chiesa della Natività di Maria Vergine, “Materiali di scARTo” trasforma materiali e vite apparentemente “scartate” in nuove occasioni di rinascita. Nato dall’intuizione di don Gian Paolo Pauletto, il laboratorio unisce arte, artigianato e accoglienza, offrendo a persone in difficoltà la possibilità di ritrovare dignità, relazioni e speranza, grazie anche al sostegno dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Oggi si parla spesso di economia circolare, di recupero delle risorse, di come trasformare gli scarti in ricchezza. Ma se provassimo a guardare oltre gli oggetti? Se ci accorgessimo che anche tante persone, nella nostra società, finiscono “scartate”, messe ai margini, invisibili?

È da questa intuizione che, nel 2013, don Gian Paolo Pauletto ha dato vita a Materiali di scARTo, un progetto che unisce rigenerazione umana e ambientale. Dopo una lunga esperienza come cappellano in ospedale, don Gian Paolo ha deciso di creare uno spazio in cui chi vive una situazione di fragilità potesse ritrovare un senso, un posto nel mondo — lavorando con le mani, recuperando materiali abbandonati e trasformandoli in oggetti d’arte e artigianato.

“Il progetto è nato – racconta – dall’incontro con due clochard che mi dissero: don, ci farebbe fare qualcosa, oltre a un piccolo aiuto economico? Abbiamo iniziato insieme sistemando gli arredi sacri della cappella dell’ospedale: altare, leggio, ambone. Quei lavori li hanno fatti sentire utili. È da lì che tutto è cominciato”.

La bella testimonianza su unitineldono.it.

Newsletter 8xmille / Con una firma si contribuisce a realizzare percorsi di riconciliazione e di pace

vai all’articolo
«La pace sia con tutti voi», con queste parole Papa Leone XIV ha inaugurato il suo pontificato, ricordandoci che la pace del Cristo Risorto è disarmata e tenace.

In un tempo segnato da violenza e conflitti – oggi se ne contano ben 57 in 92 Paesi – il Papa ci invita a non cedere all’impotenza, ma a costruire ponti, dialogare, cercare soluzioni fondate sulla promozione e la dignità della persona. La pace può cominciare da ciascuno di noi.

Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica è un gesto semplice ma concreto: a Tunisi si promuove l’educazione alla pace e alla mondialità attraverso percorsi interattivi; in Sud Sudan – sconvolto da una guerra che ha generato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo – si formano insegnanti per dare futuro ai giovani; a Trapani si accolgono famiglie ucraine in fuga dalla guerra; Mons. Giuseppe Baturi, Segretario Generale della CEI, ha annunciato insieme al Patriarcato Latino di Gerusalemme, il Card. Pierbattista Pizzaballa, la costruzione di un ospedale a Gaza. Il progetto, finanziato con i fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, offrirà cure mediche e speranza in una zona segnata da gravi emergenze umanitarie.

Tutto ciò è possibile grazie a chi sceglie di esserci. È la forza di una firma.

Questa ed tante altre notizie si possono ricevere iscrivendosi alla Newsletter 8xmille, per rimanete sempre aggiornati sui progetti 8xmille e sulle altre attività che questi fondi contribuiscono a far nascere e sostenere per il bene di tutti.

 

8xmille / Il Seminario diocesano «San Filippo Neri» di Nardò torna alla comunità

vai all’articolo
Lo scorso 29 ottobre dopo lunghi e profondi lavori di ristrutturazione si è tenuta la cerimonia di riapertura e benedizione del Seminario diocesano di Nardò. L’intervento straordinario, che ha rinnovato l’immobile nella sua funzionalità e nell’aspetto, è stato finanziato con i fondi dell’8xmille e, in parte, grazie a risorse proprie della diocesi Nardò-Gallipoli.

Si legge sul sito della diocesi (a cura di don Roberto Tarantino, direttore Ufficio Comunicazioni sociali. Portavoce della Diocesi):

«Dopo anni di attesa e di impegno, vedere il Seminario tornare a vivere è una gioia profonda per tutti noi — afferma don Angelo Casarano, rettore del Seminario diocesano. — Questo risultato è frutto di un lavoro condiviso, con don Stefano Manta e don Luca Albanese, insieme a quanti, in tempi e modi diversi, hanno camminato prendendosi cura di questo luogo. Anche chi oggi svolge altri servizi nella diocesi resta parte di questa storia di grazia che ora possiamo contemplare come un dono compiuto per tutta la nostra Chiesa».

Alla cerimonia hanno partecipato il Vescovo Monsignor Fernando Filograna, la vicesindaca Maria Grazia Sodero e autorità religiose e civili. «Questo momento – sono le parole del Vescovo Filograna – ci riempie di gioia e gratitudine. Il Seminario è la casa del cuore della nostra Chiesa. Rivederlo rinnovato e pronto ad accogliere nuove vite e nuove speranze è un dono grande per tutta la diocesi. Che questa casa – è l’auspicio – resti sempre segno di comunione, di fraternità e amore per Cristo e per il suo popolo».