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Nuovo Software / Per gli incaricati 2 questionari da compilare

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Nei prossimi giorni tutti gli incaricati del “sovvenire” riceveranno 2 questionari. I tempi per la consegna sono strettissimi ma la loro compilazione non richiederà molto tempo. Vi consigliamo di rispondere il prima possibile!

Attraverso questi questionari stiamo provando a dar voce agli incaricati diocesani e alla rete del Territorio del “sovvenire”. Il nostro desiderio è quello di metterci in ascolto di tutti, nessuno escluso!

Il primo sondaggio è dedicato al “Nuovo Portale del Territorio.

Nei prossimi mesi il Servizio Promozione della CEI elaborerà e progetterà un nuovo Software per tutta la rete del Territorio che verrà consegnato al Convegno nazionale, previsto per febbraio 2023. Per garantire che il prodotto finale risponda al meglio alle esigenze degli incaricati al servizio del “sovvenire”, vi invitiamo pertanto alla partecipazione al sondaggio cliccando sul seguente link: https://forms.gle/qhBz7dE6KjfNKN2y8 – oppure riprendendo la email del 26 aprile scorso. La scadenza per la consegna è il 4 maggio.

Il secondo sondaggio è dedicato al progetto “unafirmaXunire”.

In sintesi nel questionario chiediamo di rispondere ad alcune domande sul vostro servizio di incaricati diocesani e sull’organizzazione operativa di questa 1° fase del progetto unafirmaXunire dedicata alla selezione delle parrocchie. Verrà inviato il 5 maggio con scadenza per la consegna entro il 15 maggio.

Desideriamo sottolineare l’importanza di avere il contributo da parte di tutti. E quando diciamo tutti intendiamo tutti davvero! La “Storia della Rete” siamo noi…nessuno si senta escluso! Costruiamo questa storia TUTTI insieme.

CONTIAMO SUL VOSTRO AIUTO…DATECI UNA MANO!

unafirmaXunire / Aggiornamenti

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Il progetto unafirmaXunire, grazie alla grande – instancabile – preziosa collaborazione degli Incaricati Diocesani del “sovvenire”, sta partendo su tutto il territorio nazionale.

Ad oggi si sono iscritte 152 diocesi e 2.802 parrocchie. Ma c’è ancora moltissimo da fare!

Possiamo dire che ogni Incaricato Diocesano (ID) sta vivendo nella propria diocesi una situazione diversa:

  • ci sono ID che hanno terminato la selezione e l’scrizione delle parrocchie e adesso stanno partendo con la formazione e l’informazione del territorio;
  • ci sono ID che stanno completando la fase di selezione e inserimento delle parrocchie;
  • ci sono ID che hanno grandi difficoltà nel far partire il progetto sul proprio territorio diocesano.

Restiamo uniti nell’impegno quotidiano, nella preghiera e nella certezza che Nostro Signore indicherà ad ognuno la strada giusta da intraprendere per il bene della nostra Chiesa.

Le iscrizioni sono sempre aperte e l’obiettivo è di arrivare al coinvolgimento di 5.000 parrocchie.

Per quanto riguarda i materiali cartacei dedicati al progetto unafirmaXunire, desideriamo informarvi che è prevista una seconda spedizione per tutti quelli che ne faranno richiesta alla e-mail territorio@sovvenire.it nella prima settimana di maggio.

Invitiamo tutti gli ID a verificare con le proprie parrocchie le diverse esigenze e, se possibile entro fine aprile, ad inviare le richieste direttamente alla mail del territorio. Sarà nostra cura evaderle nelle spedizioni di maggio previste con il corriere Bartolini.

Cogliamo l’occasione per tornare a ribadire che si tratta di un progetto (al di là della raccolta), che mira a rivalutare la capacità delle parrocchie sia di vivere la propria dimensione comunionale sia “d’intercettare” la propria popolazione (soprattutto i pensionati, i poveri, i fragili), coinvolgendo i volontari presenti in parrocchia come catechisti, operatori caritas, ministri straordinari, associazioni laicali, nonché poi CAF, commercialisti vicini alle realtà parrocchiali o diocesane.

Insieme il lavoro è meno pesante; se il parroco nomina un responsabile parrocchiale del “sovvenire” e crea un gruppo di lavoro, tutto ciò porta vantaggi anche per tutte le altre attività che renderanno viva la parrocchia.

La modalità che vi suggeriamo e che sta alla base dei progetti sul territorio, non solo è l’unico modo concreto per incrementare sia le firme 8xmille che la raccolta delle Offerte deducibili, ma in realtà è l’àncora di salvezza per impedire alla parrocchia, nel tempo, il declino come realtà ecclesiale per rimanere soltanto una mera agenzia di servizi religiosi.

È bene ricordare che la diminuzione dei fondi 8xmille e delle forme di sostentamento dei sacerdoti (non ultima le Offerte deducibili), metterà a rischio il sostegno economico di tutta la Chiesa (culto, clero e carità) essendone il pilastro principale, che include tutte le diocesi (parrocchie comprese) e tutti i sacerdoti (parroci compresi).

15 maggio Giornata Nazionale 8xmille / Solo se ci metti la firma!

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Domenica 15 maggio si celebra in tutta Italia la Giornata Nazionale dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Nelle 26.000 parrocchie del Paese i fedeli saranno invitati a ricordare che da ormai più di trent’anni la sopravvivenza economica della Chiesa è affidata a loro, in particolar modo attraverso la firma per la destinazione dell’8xmille del gettito Irpef.

Una firma che al contribuente non costa nulla e alla quale hanno diritto tutti coloro che concorrono al gettito Irpef: chi presenta il 730, chi presenta il Modello Redditi, ma anche chi dispone solamente del Modello CU, perché possiede unicamente redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati e non è obbligato a presentare la dichiarazione. Anche questi ultimi però possono esprimere la propria preferenza per la destinazione dell’8xmille.

Come è noto la decisione di chi si esprime serve a stabilire la destinazione dell’intera quota da assegnare, supplendo dunque anche alla mancata espressione di una preferenza da parte di chi non firma. Vige, così, la stessa logica che presiede alle elezioni, politiche o amministrative: come chi vota decide anche per chi non vota, lo stesso avviene per chi firma, indipendentemente dal proprio reddito. La firma di un milionario, infatti, ha lo stesso identico peso di quella di un pensionato al minimo.

Chi firma per la Chiesa cattolica, solamente nel 2021 ha contribuito a rendere possibile lo stanziamento di 150 milioni di euro per la carità delle diocesi italiane (mense, centri di ascolto, soccorso a disoccupati, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati); 53 milioni di euro per altre esigenze di rilievo nazionale; 50 milioni per progetti di sviluppo e solidarietà nel Sud del mondo. Ma anche di altri 62 milioni per la manutenzione e il restauro di 459 chiese della nostra bella Italia e di 420 milioni che hanno permesso di mantenere dignitosamente i 33.000 sacerdoti che operano nelle nostre diocesi, 300 dei quali missionari fidei donum nei paesi più poveri.

È possibile visionare su www.8xmille.it oppure su https://rendiconto8xmille.chiesacattolica.it/ il rendiconto dettagliato di tutto il denaro speso, ma il dato di fatto rimane lo stesso: sono solamente le firme che vengono apposte che rendono possibile che tutto ciò avvenga. Firmare è dunque una scelta di responsabilità per ogni credente, ma spesso lo è anche da parte di chi non crede, perché sa bene che comunque quelle risorse vengono utilizzate per il bene di tutta la comunità, cattolica e non, e poi scrupolosamente rendicontate.

Solamente nel 2020 (secondo gli ultimi dati disponibili) sono stati più di 12 milioni gli italiani che lo hanno fatto. Ma potranno essere ancora molti di più, nella misura in cui le comunità cristiane se ne renderanno conto e faranno la propria parte attivamente affinché ciascuno eserciti responsabilmente questo diritto di scelta.

Le parrocchie riceveranno in una grande busta il seguente materiale:
1 locandina Mappa
1 busta CU
10 leaflet sul valore della firma e 8xmille
1 lettera per il parroco con spunto da leggere in Chiesa
10 Schede 8xmille Modello Redditi.

Ogni incaricato avrà una sola grande busta con i materiali 8xmille.

Eccomi / Da Palermo la storia di don Sergio Ciresi per TV2000

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Tra i 33mila preti diocesani la CEI segnala in Sicilia, don Sergio Ciresi, vice direttore della Caritas diocesana di Palermo e parroco di Maria SS Immacolata in Montegrappa, in prima linea durante l’emergenza coronavirus.

Un grazie per il dono dei sacerdoti in mezzo a noi, questo il significato profondo delle Offerte deducibili. I nostri preti infatti sono ogni giorno al nostro fianco ma anche noi possiamo far sentire loro la nostra vicinanza. Il sacerdote per svolgere il proprio compito ha bisogno di sostegno e supporto per vivere una vita decorosa – sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – Le Offerte rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere concretamente tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro. Tanto più in questo lungo periodo segnato dal Covid in cui da ormai due anni i preti diocesani continuano a tenere unite le comunità provate dalla pandemia, promuovono progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, incoraggiano i più soli e non smettono di servire il numero crescente di nuovi poveri”.

Nonostante siano state istituite nel 1984, a seguito della revisione concordataria, le Offerte deducibili sono ancora poco comprese ed utilizzate dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale; in molte parrocchie, però, questo non basta a garantire al parroco il necessario per il proprio fabbisogno. Da qui l’importanza di uno strumento che permette a ogni persona di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani e che rappresenta un segno di appartenenza e comunione.

I nostri sacerdoti hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità – aggiunge Monzio Compagnoni – Oggi più che mai ci spingono a vivere il Vangelo affrontando le difficoltà con fede e generosità, rispondendo all’emergenza con la dedizione”.

Senza solidarietà non si va da nessuna parte. Ne è convinto don Sergio Ciresi, cinquantaduenne vice direttore della Caritas diocesana di Palermo e parroco di Maria Santissima Immacolata in Montegrappa, al servizio di tutti, nessuno escluso.

Classe 1970, nato a Palermo in una famiglia benestante, di stampo cattolico, amante del mare, da ragazzo ha vissuto inseguendo il divertimento e le mode, fino a un cambio radicale che lo ha portato a diventare sacerdote e a dedicarsi agli ultimi.

Ero molto legato alle cose materiali, all’apparenza, all’immagine – spiega don Sergio Ciresi a Gianni Vukaj, regista di Eccomi la docuserie dedicata alla vocazione al sacerdozio in onda su TV 2000 – a tutto ciò che è superfluo. Da ragazzo ero molto mondano, partecipavo alle feste, facevo di tutto per esserci. Nella Palermo degli anni 80- 90 c’erano pochissimi locali, le feste si vivevano a casa ed ero convinto che fosse importante far parte di un certo giro e di avere un determinato look”.

L’attenzione ai più fragili era già nel dna del futuro sacerdote che si occupò, dopo l’ingresso nel mondo del lavoro presso l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Palermo del Tribunale per i Minorenni del Ministero della Giustizia, anche di servizi di assistenza agli anziani presso il villaggio dell’ospitalità Maria SS. immacolata – (OPCER) e all’Ismett, oltre che presso l’Ufficio Catechistico Diocesano.

Una vicinanza alla Chiesa sempre presente sin da quando era ragazzo ed andava a messa tutte le domeniche con la mamma. Poi la scoperta della vocazione che lo ha portato alla scelta del sacerdozio da adulto, a 47 anni.

Oggi don Sergio si confronta quotidianamente con le fasce più deboli che, in una città come Palermo duramente colpita dall’emergenza coronavirus, hanno avuto molte difficoltà dovute al reddito insufficiente o alla disoccupazione. In questo contesto il Don rappresenta una mano tesa per tanti.

Mi capita di fare dormire persone in canonica per alcune notti – aggiunge il parroco- e di dare corpo ad alcuni sogni. La scorsa estate, ad esempio, sono riuscito ad organizzare, grazie alla provvidenza divina, dei fine settimana al mare per famiglie povere. Un’iniziativa rivolta a persone che non vanno mai in vacanza, che non sanno cosa sia andare in spiaggia e fare un bagno al mare. Un piccolo gesto che ha significato tanto per loro”.

Il suo impegno per una Palermo più inclusiva e più attenta ai diritti degli invisibili gli è valso l’importante riconoscimento delle “Tessere preziose del Mosaico Palermo”, una delle onorificenze più alte che Palermo assegna a quanti hanno dato il proprio contributo al tessuto sociale della città

La Tessera, conferita il 4 gennaio 2021 dal sindaco Leoluca Orlando, parla di un sacerdote “attento all’essenziale ed ai poveri della città”, come si legge nelle motivazioni, soprattutto in un lungo periodo segnato dalla pandemia e dalle sue ricadute sociali ed economiche, “è quello di chi sa di essere “pane spezzato” per tutti coloro che chiedono aiuto”.

Oggi più di prima, a mio avviso, siamo chiamati ad essere testimoni – conclude Don Sergio – come lo sono state le comunità nascenti e gli apostoli. La pandemia deve aiutare tutti, e noi preti per primi, a capire che senza condivisione, senza solidarietà, non andiamo da nessuna parte. Questo stile di vita ci porterà davvero a ottimizzare le risorse”.

Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti, impegnati in prima linea, e dalle loro comunità. I sacerdoti sono sostenuti in queste opere dalle Offerte liberali dedicate al loro sostentamento.

Nel sito www.unitineldono.it è possibile effettuare una donazione ed iscriversi alla newsletter mensile per essere sempre informati su storie come queste che, da nord a sud, fanno la differenza per tanti.

Le Offerte per i sacerdoti, diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, sono espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi. L’Offerta è nata come strumento per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose.

Le Offerte raggiungono circa 33mila sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e 3mila sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo. L’importo complessivo delle Offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo necessario a garantire a tutti i sacerdoti una remunerazione pari a circa mille euro mensili per 12 mesi.

unafirmaXunire / Anche le unità pastorali di Orvieto-Todi parteciperanno al progetto

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L’incaricato di Orvieto-Todi, don Luca Conticelli, ci ha segnalato l’articolo pubblicato su orvietonews.it che racconta l’adesione delle unità pastorali della diocesi al progetto unafirmaXunire.

Si chiama “unafirmaXunire” ed è il progetto, partito in via sperimentale nel 2021 con 16 parrocchie in tutta Italia destinate a diventare 5.000. Tra queste sul territorio della diocesi di Orvieto-Todi hanno aderito quest’anno anche le unità pastorali di Orvieto centro e Orvieto Scalo-Ciconia, oltre a quella di Todi centro che, da maggio a luglio, saranno impegnate in prima linea.

Il progetto è rivolto in particolare ai fedeli che hanno il Modello CU (certificazione unica) in formato cartaceo (lavoratori saltuari e dipendenti che, non essendo tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi, lo archiviano in un cassetto) e digitale (tanti i pensionati che non ricevono più a casa il modello dall’Inps e, non essendo obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi, non esprimono una propria preferenza rispetto alla destinazione dell’8xmille).

È per loro che le parrocchie hanno deciso di offrire un servizio per l’assistenza, il ritiro e la consegna delle buste con la scheda per fare questa scelta. Grazie alle firme dei fedeli, infatti, la Chiesa Cattolica garantisce la carità ai più fragili, la sua opera pastorale e la manutenzione di chiese ed oratori. Solo il 41% degli aventi diritto, però, partecipa alla firma dell’8xmille. A livello nazionale sono circa 16,8 milioni i contribuenti che nel 2020 hanno firmato.

Di questi 12 milioni, pari al 71,7% dei firmatari, lo hanno fatto per la Chiesa Cattolica. Su circa 10 milioni di contribuenti che non devono presentare la dichiarazione, firma meno dell’1%. Il 60% dei contribuenti per dimenticanza, il 40% per scelta consapevole. Lo scopo, dunque, è quello di aumentare il numero delle firme raggiungendo, con l’aiuto di tecnici e della Pastorale Giovanile, anche coloro che non hanno l’obbligo di firma per far capire l’importanza della partecipazione. Attualmente sono 31 milioni circa i contribuenti che devono presentare la dichiarazione e circa il 55% firma per l’8xmille.

Don Luca Conticelli, responsabile diocesano del “sovvenire” al quale il Vescovo, Monsignor Gualtiero Sigismondi, ha appena rinnovato per altri cinque anni l’incarico di responsabile diocesano per la promozione del sostegno economico della Chiesa ringrazia i commercialisti della città che si sono messi a disposizione per dare gambe ad un progetto che fa delle parrocchie un luogo dove poter promuovere ed assistere chi intende esprimere la firma dell’8xmille in maniera più consapevole.

In questa operazione, la rete sul territorio e i suoi presbiteri hanno un ruolo centrale. Rappresentano, infatti, il vero e proprio motore delle iniziative locali, fondamentale nella raccolta delle firme. Non un “dovere” di cattolici, ma una “testimonianza di appartenenza”. Nel progetto, il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica si occupa di inviare i materiali formativi e promozionali. Tutte le parrocchie coinvolte ricevono ad aprile una busta con il materiale della Giornata Nazionale 8xmille e a maggio altri materiali formativi e promozionali.

Uniti nel dono / Don Claudio e la sclerosi: una croce che diventa luce e abbatte le barriere

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A Collegno, nel Torinese, un parroco ha trasformato la sua malattia in un’opzione preferenziale per i malati e i disabili. Con la sua comunità ha abbattuto le barriere architettoniche e spirituali. Aprendo strade di comunione e di inclusione. Una bella storia pubblicata su www.unitineldono.it che vi proponiamo in questa pagina di In Cerchio.

«Quando la strada manca, inventala» diceva il fondatore degli Scout Robert Baden-Powell ai suoi lupetti ed esploratori. Ed è quello che è avvenuto 14 anni fa nella parrocchia di San Massimo Vescovo di Torino a Collegno, quando la diagnosi sconvolgente formulata a don Claudio Campa di esser stato colpito da una malattia degenerativa ha aperto le braccia di un’intera comunità agli ammalati. «Esiste una testimonianza dei disabili all’interno della Chiesa: l’an­nuncio del Vangelo della gioia di essere chiamati figli di Dio, che si manifesta con chiarezza la domenica» dice oggi con il sorriso negli occhi. «C’è una forza vitale e comunicativa nelle liturgie cui partecipano i disabili, che diviene dono e testimonianza per tutta la comunità. Dei disabili è lo spazio del bello e della gioia. Dei disabili è lo spazio della liturgia».

«Il ritrovarmi a tutti gli effetti tra i portatori di handicap mi ha stimolato ad una riflessione: come trasformare un problema in una risorsa?». Così la comunità si è stretta intorno al suo parroco: sono nate la commissione pastorale per la salute e la disabilità, la Charta di San Massimo, che è un tavolo di dialogo tra le parrocchie e il Comune, i sabati aggregativi con il pomeriggio di laboratori, la Messa e la cena. «Abbiamo promosso eventi di sensibilizzazione sulla disabilità cognitiva, sensitiva e motoria, il caffè Alzheimer e il “dopo di noi”. Ma soprattutto – ricorda – c’è il lavoro quotidiano con i ragazzi con disabilità che frequentano il catechismo, la Messa per i sordi con interprete LIS, gli scout, l’estate ragazzi, le “convivenze guidate” e le associazioni: quanti nomi, quanti volti, quante storie! Da quando sono sulla sedia a rotelle ci sono più carrozzine in chiesa e una persona anziana una volta mi ha detto: “quando sto male, penso a lei e mi faccio coraggio”».
Decine di disabili sono usciti dalle loro case e hanno iniziato a frequentare l’oratorio e le attività. «Il riscontro più bello che abbiamo dall’esterno – racconta Silvia Lova, capo scout e tra le più strette collaboratrici di don Claudio – è che chi arriva da fuori respira questa accoglienza e fraternità, e che qui la malattia e l’handicap è accolta come qualcosa di normale, che può far parte della vita dei singoli e delle famiglie».
La sfida resta per tutti passare dall’isolamento all’inclusione, dal disagio alla condivisione. «Mi piace pensare che quando mi avvicino ai ragazzi per la comunione – chiosa don Claudio – la mia carrozzina elevata sia sorretta dalle mani di Dio. Mani che ti avvolgono e ti custodiscono. Sento le mani del Signore come il mio rifugio, la mia forza, la mia sicurezza, la mia casa».

(testo di Manuela Borraccino – foto e video di Cristian Gennari – Agenzia Romano Siciliani)

Per saperne di più – Don Claudio Campa ha raccontato la sua esperienza con la collaboratrice Silvia Lova nel volume Elogio della fragilità (attualmente non disponibile). Poi tre anni fa la sua storia è comparsa con quella di altri 12 preti nel bellissimo Come un seme che germoglia. Sacerdoti nella malattia di Vittore De Carli (Libreria editrice vaticana 2019, pagg. 144), nel quale ha ripercorso l’inaspettata fecondità pastorale scaturita dalla sua patologia.

Firmato da te / Altre storie italiane di aiuto e promozione umana

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Villa Vescova, Vicenza

A Brendola, in provincia di Vicenza, una villa veneta donata alla Diocesi ha aperto le porte ai detenuti a fine pena. Il progetto “Villa Vescova”, realizzato grazie al contributo dell’8xmille, consente un appiglio sicuro per chi ha necessità di ricostruire la propria vita dopo un periodo in carcere. La rinascita passa attraverso il lavoro, dall’impegno in cucina al lavoro di manutenzione del verde, fino alla produzione dell’olio e all’accoglienza di gruppi organizzati. In questo modo, la villa diventa un luogo di ripartenza valorizzato dai suoi stessi utenti.

Chiesa Sant’Agostini, Bisceglie

È stato decisivo il contributo dei fondi dell’8xmille per restituire una nuova vita alla chiesa di Sant’Agostino di Bisceglie, a nord di Bari che conta oltre 4mila fedeli come comunità parrocchiale. La chiesa è chiusa da 4 anni e i lavori sono stati intralciati dal lockdown imposto dalla emergenza sanitaria. Il sacerdote don Stefano e tutti i suoi parrocchiani – che hanno contribuito ai lavori di restauro – non si sono arresi e l’anno prossimo potranno “tornare a casa”.

Progetto fondo lavoro, Fermo

A Fermo, la Caritas diocesana da qualche anno ha promosso il progetto “Fondo lavoro” con lo scopo di favorire l’inserimento lavorativo di giovani e adulti disoccupati. Il progetto, sostenuto anche con fondi dell’8xmille, è stato sviluppato in collaborazione con la cooperativa sociale Tarassaco, l’Ufficio Pastorale Sociale e del lavoro e l’équipe Policoro. Grazie a questa iniziativa della Caritas, nel 2021 sono state aiutate più di venti persone e, in questo periodo di crisi economica e sociale dovuta alla pandemia, molti hanno ricevuto un aiuto concreto ritrovando, così, la propria dignità e la voglia di vivere.

Firmato da Te è un progetto televisivo sostenuto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI in collaborazione con Corallo e TV2000 nato per raccontare, in pochi minuti e attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.
Il programma mette in luce il valore della gratuità, tocca la carne viva di ferite che spesso non si vogliono vedere, comprende gli sforzi di una chiesa in uscita, “ospedale da campo” che, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più deboli.

Paesi in via di sviluppo / Il sostegno degli italiani

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Gli italiani che hanno destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica hanno contribuito a sostenere progetti di solidarietà, oltre che in Italia, anche in Paesi poveri e lontani. Così il Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo a marzo ha approvato 41 nuovi progetti per l’educazione e la sanità, per i quali saranno stanziati € 8.428.424.

Tra gli interventi più significativi, sei sono in Africa e di questi tre riguardano l’ambito sanitario: in Benin, la Diocesi di Natitingou migliorerà le dotazioni degli ospedali e dei centri sanitari che gestisce; in Ghana la Diocesi di Konongo-Mampong acquisterà attrezzature medico-sanitarie per il Centro medico “Pope John Paul II” di Jamasi, mentre in Tanzania la Diocesi di Morogoro realizzerà un Pronto Soccorso e un’unità di terapia intensiva nell’Ospedale “St. Kizito” di Mikumi” che serve un bacino d’utenza di 50mila persone. Sempre in Tanzania, la Diocesi di Musoma intende promuovere lo sviluppo sociale ed economico della popolazione della regione di Mara, soprattutto delle donne, attraverso l’avvio di un Centro per la comunicazione che possa produrre anche programmi radiofonici informativi, educativi e di intrattenimento. In Rwanda, i Gesuiti vogliono rispondere al forte incremento di disoccupati o sottooccupati tra i giovani con diploma superiore o universitario con un progetto di formazione imprenditoriale di cui beneficeranno 400 persone. In Madagascar, la Diocesi di Morondava costruirà una scuola primaria a Saronala, cittadina con un bassissimo tasso di scolarizzazione.

In America Latina, i nuovi interventi avranno una particolare rilevanza nel campo sociale: in Brasile, la Diocesi di Rio Branco ha pensato di aiutare le famiglie ristrutturando e ampliando il Centro socio-educativo di Brasiléia con l’obiettivo di offrire ai giovani corsi di formazione e possibilità di fare attività sportiva. Lo stesso accadrà in Paraguay con il centro sociale “San Francisco de Asis” di Pedro Juan Caballero, grazie alla Diocesi di Concepción. In Ecuador, invece, il Vicariato Apostolico di Aguarico sosterrà l’educazione, lo sviluppo della cultura e della lingua della popolazione indigena con iniziative formative per adulti analfabeti in collaborazione con l’associazione trentina Gondwana, con l’avvio di una radio e con la promozione di borse di studio. Tra i progetti finanziati nel Continente Asiatico, spiccano quello della Congregazione di Santa Croce che costruirà una scuola secondaria a Omarpur, nella Diocesi di Rajshahi in Bangladesh, abitata da una percentuale significativa di popolazione indigena, particolarmente svantaggiata e pertanto vulnerabile: un ambiente educativo aperto e di qualità aiuterà a combattere la piaga delle ingiustizie sociali.

In India, il “Kerala Labour Movement” della Conferenza dei Vescovi Cattolici promuoverà la dignità delle persone con disabilità fisica, in particolare donne e bambini oggetto di stigma per l’handicap e la conseguente povertà, attraverso attività di formazione e di avviamento al lavoro.

8xmille alla Chiesa cattolica, la firma della solidarietà / Dall’8 maggio torna la campagna CEI

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Non è mai solo una firma. È di più, molto di più. Questo il claim della nuova campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza Episcopale Italiana. Ne anticipiamo alcuni contenuti prima del suo lancio ufficiale che avverrà il 2 maggio.

La campagna 2022 mette in evidenza il significato profondo della firma: un semplice gesto che vale migliaia di opere. Sarà on air dal prossimo 8 maggio e racconta come la Chiesa cattolica, grazie alle firme dei contribuenti riesca ad offrire aiuto, conforto e sostegno ai più fragili con il supporto di centinaia di volontari, sacerdoti, religiosi e religiose. Così un dormitorio, un condominio solidale, un orto sociale diventano molto di più e si traducono luoghi di ascolto e condivisione, in mani tese verso altre mani, in occasioni di riscatto.

Gli spot mettono al centro il valore della firma: un segno che si trasforma in progetti che fanno la differenza per tanti. Dal dormitorio Galgario che, nel centro storico di Bergamo, offre ospitalità e conforto ai più fragili, alla Locanda San Francesco, un condominio solidale nel cuore di Reggio Emilia per persone in difficoltà abitativa; dalla Casa d’Accoglienza Madre Teresa di Calcutta, un approdo sicuro, a Foggia, per donne vittime di violenza a Casa Wanda che a Roma dà assistenza e supporto ai malati di Alzheimer e ai loro familiari, passando per la mensa San Carlo di Palermo, a pieno regime anche durante la pandemia per aiutare antiche e nuove povertà. Farsi prossimi con l’agricoltura solidale è, invece, la scommessa di Terra Condivisa, orto solidale di Faenza, che coltiva speranza e inclusione sociale.

L’8xmille consente anche di valorizzare il patrimonio artistico nazionale con preziose opere di restauro come è accaduto a Grottazzolina dove la Chiesa del SS. Sacramento e Rosario, da tempo inagibile, è stata restituita alla cittadinanza continuando a tramandare arte e fede alle generazioni future.

L’obiettivo della campagna 2022afferma il responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI, Massimo Monzio Compagnoniè dare ancora una volta voce alla Chiesa in uscita motivata da valori che sono quelli del Vangelo: amore, conforto, speranza, accoglienza, annuncio, fede. Gli spot ruotano intorno al ‘valore della firma’ e ai progetti realizzati grazie ad essa. Chi firma è protagonista di un cambiamento, offre sostegno a chi è in difficoltà ed è autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole, da rinnovare ogni anno. Dietro ogni progetto le risorse economiche sono state messe a frutto da sacerdoti, suore, operatori e dai tantissimi volontari, spesso il vero motore dei progetti realizzati”.

La campagna, ideata per l’agenzia Another Place da Stefano Maria Palombi che firma anche la regia, sarà pianificata su tv, con spot da 30” e 15”, web, radio, stampa e affissione. Le foto sono di Francesco Zizola.

Sul web e sui social sono previste campagne “ad hoc” per raccontare una Chiesa in prima linea, sempre al servizio del Paese, che si prende cura degli anziani soli, dei giovani in difficoltà, delle famiglie colpite dalla pandemia e dalla crisi economica a cui è necessario restituire speranza e risorse per ripartire.

Su www.8xmille.it sono disponibili anche i filmati di approfondimento sulle singole opere mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille a livello nazionale e diocesano. Nell’area “Firmo perché” sono raccolte le testimonianze dei contribuenti sul perché di una scelta consapevole. Non manca la Mappa 8xmille che geolocalizza e documenta con trasparenza quasi 20mila interventi già realizzati.

Sono oltre 8.000 i progetti che, ogni anno, si concretizzano in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo.

La Chiesa chiede ai fedeli ed ai contribuenti italiani di riconfermare con la destinazione dell’8xmille la fiducia e il sostegno alla sua missione per continuare ad assicurare conforto, assistenza e carità grazie ad una firma che si traduce in servizio al prossimo.

 

Per informazioni e aggiornamenti:

https://www.8xmille.it/

https://www.facebook.com/8xmille.it

https://twitter.com/8xmilleit

https://www.youtube.com/8xmille

https://www.instagram.com/8xmilleit/

 

La cura dei beni della Chiesa / Mons. Mario Delpini per il “sovvenire”

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È Vescovo di Milano da neppure cinque anni. E ne ha già parlato (ufficialmente) almeno tre volte (vedi anche qui e qui). Con questa, fa quattro.

Il tema generale è sempre la perequazione economica, anche all’interno della Chiesa. E il capitolo relativo al “sovvenire”, non manca mai. Per Mons. Mario Delpini, è una cartina di tornasole.

Lo ha scritto ancora una volta nel documento – in libreria in questi giorni – indirizzato ai Consigli per gli affari economici delle parrocchie. Si intitola: «La cura dei beni della Chiesa», edito dal Centro Ambrosiano.

Accompagnati da una ampia riflessione, l’Arcivescovo, con pragmatismo ambrosiano, indica pure alcuni obiettivi da centrare in ordine alla gestione delle risorse economiche: potenziare il prestito tra le parrocchie; ridare vita a immobili sottoutilizzati che possono magari diventare case di accoglienza; ricorrere a sagge alienazioni o dismissioni, confrontandosi con la Curia. Infine, per stare nel nostro settore, riservare progressivamente la maggior parte dell’8xmille alle opere di carità rispetto alle spese di culto e di pastorale. 

Il presule, in particolare, comunicando il previsto drastico ridimensionamento dell’8xmille alla Chiesa cattolica, scrive: «Intendo privilegiare la destinazione di queste somme alla carità, per le spese degli organismi centrali e per i contributi alle parrocchie che hanno difficoltà economiche». Ridando stima anche all’ordinaria “tasse decreto”. «Il nome è antipatico – condivide Delpini – ma la sostanza ha evidenti tratti evangelici. Il prelievo di somme significative dalle entrate straordinarie di una parrocchia è un modo abituale con cui si ricavano risorse da destinare a parrocchie che hanno sensate necessità di aiuto e ai servizi centrali per il funzionamento degli uffici».

Ma le questioni economiche, non possono essere ridotte a soli tecnicismi. Infatti, il successore di Ambrogio, riconferma, nel testo fresco di stampa, il necessario approccio educativo.

«Insieme con la gratitudine – si legge – faccio giungere a voi il mio appello per chiedere il vostro contributo a far crescere nelle nostre comunità la giusta sensibilità per l’aspetto materiale, amministrativo, gestionale delle parrocchie e degli enti collegati».

Ne è certo, il Vescovo: «La trasparenza e la competenza contribuiscono a mostrare il volto di una Chiesa che in ogni sua azione, anche nella gestione dei beni, vive la sua missione a servizio dell’annuncio del Vangelo, della solidarietà verso i poveri, dell’investimento convinto e generoso nell’educazione delle Giovani generazioni».

La conclusione di Delpini – che lui chiama propriamente testimonianza e che gli uomini d’azienda tradurrebbero in reputation economy – suona così: «Questi tratti esemplari, sono fattori che promuovono la fiducia di molti italiani, dentro e fuori la Chiesa, e li convince che la firma per l’8xmille, la generosità nelle offerte, la destinazione di risorse nei lasciti testamentari, sono forme ragionevoli per sostenere una istituzione, come la Chiesa Cattolica, che per il bene che fa merita fiducia».

La lettera dell’Arcivescovo milanese vuole essere un incoraggiamento e un ringraziamento per chi, come il “servo fedele” del Vangelo, amministra saggiamente i beni che il Signore gli ha affidato.

Massimo Pavanello
Incaricato diocesano Sovvenire – Milano