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Convegno Nazionale “sovvenire” 2023 / Da settembre aperte le iscrizione

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Vi informiamo che le iscrizioni al Convegno Nazionale 2023 saranno aperte già a settembre. È indispensabile la partecipazione di tutti gli incaricati diocesani.

Infatti la prima giornata del Convegno, il 15 febbraio, sarà dedicata non solo alla fase di accreditamento dei partecipanti ma anche alla consegna, ad ogni incaricato, di un tablet personale con all’interno il nuovo portale dedicato al Territorio del Sovvenire prezioso per svolgere al meglio le proprie attività sul territorio.

Uniti Possiamo / Il nuovo Progetto per la raccolta delle Offerte

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I Parroci che hanno partecipato al progetto “unafirmaXunire” verranno coinvolti e parteciperanno anche al Progetto “Uniti Possiamo” dedicato alla raccolta delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti.

Essi riceveranno una e-mail con il link per accedere alla pagina www.unitipossiamo.it e confermare la partecipazione della propria parrocchia al Progetto “Uniti Possiamo” a partire dal 25 agosto. Entrando in questa pagina troveranno tutte le informazioni già inserite nella pagina web dedicata al Progetto “unafirmaXunire” (i dati personali del parroco e della sua parrocchia; i contatti dell’Incaricato Diocesano di riferimento, del Referente Parrocchiale del Sovvenire e del suo Gruppo di Lavoro).

Invece i Parroci che NON hanno partecipato al progetto “unafirmaXunire” e che desiderano partecipare al Progetto “Uniti Possiamo” possono iscrivere la propria parrocchia entrando nella Pagina www.unitipossiamo.it messa a disposizione dal Servizio Promozione CEI sempre a partire dal 25 agosto.

In questa pagina sono già presenti i dati della parrocchia e quelli dell’Incaricato Diocesano di riferimento.
Sarà cura del Parroco inserire queste altre informazioni:

  • i suoi dati personali;
  • l’indirizzo per la spedizione dei materiali formativi e promozionali del Progetto (da indicare solo se diverso dall’indirizzo della parrocchia).

Anche tutti i Referenti nel Territorio (Referenti Regionali, Incaricati Dioceasani) a partire dal 25 agosto riceveranno una e-mail con il link per accedere a www.unitipossiamo.it e potranno monitorare il proprio territorio.

Il Servizio Promozione CEI invierà, solo alle Parrocchie coinvolte nel Progetto, due spedizioni:

  • A SETTEMBRE una busta con il materiale dedicato alla Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero; 
  • A OTTOBRE una scatola con i diversi materiali formativi e promozionali riservati al Progetto “Uniti Possiamo” (1 Scatola, 200 Buste e Leaflet, 4 locandine, 5 libretti operativi). 

ATTENZIONE
Tutti i Referenti Regionali e gli Incaricati Diocesani che vogliono ricevere la scatola con i materiali formativi e promozionali del Progetto “Uniti Possiamo” devono farne richiesta, entro il 15 settembre 2022, alla e-mail territorio@sovvenire.it, specificando la quantità desiderata e, se diverso da quello segnalato, l’indirizzo per la spedizione dei materiali.

Invitiamo i nostri Referenti nel Territorio ad attivarsi per:

1) fino al 30 settembre

  • monitorare l’avvenuto accesso di tutti i propri Parroci alla pagina unitipossiamo.it;
  • sollecitare l’iscrizione di altre parrocchie al Progetto “Uniti Possiamo”;

2) dal 30 settembre al 31 ottobre

  • organizzare la promozione e la formazione sul Progetto nelle parrocchie utilizzando i materiali messi a disposizione nella pagina web;

3) dal 1 novembre al 15 dicembre

  • attivare il progetto di Raccolta delle Offerte su tutto il territorio nazionale.

Alleghiamo il pdf del libretto operativo del Progetto “Uniti Possiamo”.

 

Offerte per i sacerdoti / La circolarità del dono

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La fotografia scattata nei primi sei mesi di quest’anno per quanto riguarda le donazioni per il clero continua a mostrare un trend in calo. Diminuisce del 21,6% il numero di Offerte rispetto al periodo gennaio-giugno 2021. E anche l’importo complessivo della raccolta scende del 13,6% rispetto all’anno scorso. Unico risultato positivo è l’importo medio dell’Offerta che, a dispetto del periodo che stiamo vivendo, cresce del 12,4%. Quest’estate, più che mai, serve la testimonianza operosa dei nostri incaricati diocesani per far comprendere ai fedeli, e non solo, la circolarità delle Offerte per i sacerdoti, che ritornano sui nostri territori sotto forma di sostegno e aiuto concreto per tutti.

I risultati, in sintesi
Le donazioni per il clero sono fortemente condizionate dal difficile periodo storico che stiamo vivendo: il perdurare della pandemia da Covid-19 e della guerra in Ucraina, con le conseguenze economiche e sociali che ne derivano, l’inflazione sempre più crescente e l’aumentare della precarietà lavorativa. Per questo, nei primi sei mesi di quest’anno, la raccolta complessiva delle Offerte per il clero si riduce ulteriormente, rispetto all’anno precedente: da oltre 2 milione 231mila euro nel 2021 scende nei primi sei mesi del 2022 a 1 milione 927mila. Anche le Offerte mostrano un trend in calo e passano da 38.098 nel 2021 a 29.886 da gennaio a giugno 2022. Unica voce fuori dal coro l’importo dell’Offerta media, che sale da 60,27 euro nel 2021 a 67,75 euro nel 2022.

Sì nel nostro territorio
È bastato lo spettro del termovalorizzatore a Roma e il rigassificatore a Piombino a far cadere un governo di unità nazionale. Opere di interesse generale si ritrovano spesso a fare i conti con l’opposizione da parte delle comunità che vivono proprio nel territorio in cui devono essere realizzate. È l’effetto Nimby, acronimo in inglese (Not in my back yard) che significa “non nel mio giardino”. Alla fine si trasforma in rabbia e azioni di protesta da un lato, immobilismo dall’altra. Tutto il contrario di quello che accade con le Offerte per il clero. “Sì nel nostro territorio” è, infatti, il modello di riferimento della nostra Chiesa, in una circolarità del dono. Perché tutto ciò che viene raccolto con le Offerte per il clero, ritorna a disposizione dei nostri territori, delle nostre parrocchie.

La raccolta, in una circolarità del dono
Per questa estate diventa ancora più strategico il ruolo degli incaricati diocesani che conoscono bene i propri territori e sanno dare la giusta carica per tornare a far crescere le Offerte per il clero. La loro opera, infatti, è fondamentale per aiutare la gente, non solo i fedeli, a comprendere che tutto quello che viene donato per i sacerdoti, attraverso un versamento all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, ritorna sul proprio territorio e ha un effetto moltiplicatore: in termini di sostegno non solo per i sacerdoti, ma per tutti noi, in una circolarità del dono che è al centro della nostra Chiesa.

Paolo Cortellessa

Presentazione

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Cari incaricati,

la chiusura della CEI dal 5 al 22 agosto ci darà modo di beneficiare di un periodo di meritato riposo.

Due anni di pandemia, ancora in corso, e la guerra in Ucraina, che ci coinvolge direttamente sotto diversi aspetti, hanno continuato a mettere in difficoltà il nostro presente e in discussione tante certezze. L’aumento delle bollette e di molti generi di primo consumo hanno penalizzato, ad esempio, la raccolta delle Offerte per i sacerdoti che fanno fatica a riprendere il trend positivo che avevamo ottenuto nell’ultimo periodo.

Perciò vi chiedo di collaborare con rinnovato slancio alla celebrazione della Giornata Nazionale del prossimo 18 settembre e al progetto legato alla raccolta Offerte “Uniti Possiamo”. Ricordo che in quest’ultimo progetto saranno coinvolte le stesse 3.000 parrocchie che hanno già aderito a “unafirmaXunire” e che auspico arriveranno a 5.000. È uno sforzo necessario nell’attuale contesto.

Sappiamo che i parroci non sono entusiasti all’idea di chiedere Offerte per il proprio sostentamento, soprattutto in un periodo di crisi economica, ma sappiamo anche che questo tema deve rappresentare sempre più per le nostre comunità una scelta valoriale: decidere di essere parte della Chiesa al punto da farsi carico, ognuno secondo le proprie possibilità, dei suoi bisogni materiali.

Vorrei ribadire ancora una volta che, in un momento storico così difficile, sul fronte della promozione del sostegno economico alla Chiesa il vostro contributo è fondamentale su diversi fronti: nell’opera di formazione degli operatori del “sovvenire”, affinché anch’essi diventino strumento di promozione; nella comunicazione dei nostri messaggi e valori; nella divulgazione delle iniziative di sensibilizzazione/promozione, come, ad esempio la Giornata Nazionale e il progetto “Uniti Possiamo”; nell’essere fonte principale di informazioni dal territorio; nell’aiutarci nel coinvolgimento delle diocesi e dei Vescovi sull’importanza del tema “sovvenire” per farli diventare attori protagonisti.

Infine vi ricordo di iscrivervi, a partire da settembre, al nostro Convegno Nazionale di febbraio 2023 che si svolgerà a Roma. Infatti ad ognuno verrà consegnato un tablet con tante novità tutte da scoprire.

Ci ritroveremo su queste pagine di In Cerchio a fine settembre per altre notizie. Per il momento vi auguro buone vacanze anche a nome di Sua Eccellenza Mons. Donato Negro e di tutti gli amici del Servizio CEI.

Massimo

Terzo Mondo / Formazione, lavoro e promozione sociale al centro di 48 nuovi interventi

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Il Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo, nella riunione dell’8 e 9 luglio, ha approvato 48 nuovi progetti, per i quali saranno stanziati € 8.884.515 così suddivisi:

€ 3.629.015 per 21 progetti in Africa, € 1.695.096 per 8 progetti in America Latina; € 1.805.035 per 13 progetti in Asia; € 1.605.209 per 4 progetti in Medio Oriente; € 150.160 per 2 progetti nell’Europa dell’Est.

Tra gli interventi più significativi, quattro sono in Africa: in Etiopia, le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli costruiranno un centro di formazione professionale per favorire la promozione e lo sviluppo socioeconomico delle giovani donne. Insieme ai corsi di informatica, cucina, taglio e cucito, è previsto anche un servizio di sostegno psicologico per disabili, vittime di violenza e situazioni di disagio. In Ciad, BELACD Caritas offrirà formazione sull’agro-ecologia al fine di assicurare la sicurezza alimentare e nutrizionale e rinforzare l’economia locale attraverso il sostegno alla produzione vegetale ed animale per 4200 famiglie organizzate in 60 gruppi che lavorano presso 6 filiere di produzione. In Mozambico si provvederà invece ad arredare ed attrezzare una scuola agraria.  Nella Repubblica Democratica del Congo, i fondi dell’8xmille serviranno a costruire e equipaggiare un Centro ospedaliero ed oftalmologico con 200 posti letto, dove opererà uno staff di 70 persone.

Tra i progetti approvati in America Latina, due saranno realizzati in Brasile: il primo riguarda un centro sociale che accoglierà 160 anziani  in situazione di povertà e vulnerabilità sociale della regione metropolitana di Belém; il secondo ha come destinatari i piccoli produttori di 16 municipi ed è volto a facilitare l’accesso a risorse tecniche e finanziarie per le loro attività, migliorandone le condizioni di vita e promuovendo la difesa dei diritti umani. In Ecuador, grazie al supporto della Caritas locale, verrà creata una Scuola di sviluppo umano integrale e solidale e d’economia sociale e solidale, si potenzierà la capacità di commercializzazione e vendita dei prodotti e si promuoveranno gruppi di risparmio e credito: il tutto a beneficio di 200 nuclei familiari.

Nel Continente Asiatico, due interventi riguardano l’India: la Congregazione di Santa Teresa di Lisieux, che gestisce dal 2010 un centro di formazione professionale per infermieri, provvederà ad ammodernare e equipaggiare un laboratorio, una biblioteca, una sala informatica. I Padri Carmelitani di Maria Immacolata, sosterranno invece la formazione di circa 200 persone disabili di 19 villaggi del distretto di Idukki in vista della loro inclusione lavorativa.

In Medio Oriente, uno dei progetti verrà sviluppato, grazie alla Caritas, in Turchia: l’obiettivo è migliorare l’inclusione di circa 4000 migranti e persone fragili presenti sul territorio nazionale attraverso l’educazione (con corsi di lingua, attività di doposcuola e corsi professionalizzanti), l’avvio di microimprese, il sostegno economico alle famiglie più povere, la creazione di centri di ascolto e l’offerta di supporto psicologico.

Giornata Nazionale sostentamento clero / Appuntamento il 18 settembre

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Domenica 18 settembre 2022 la XXXIV Giornata nazionale delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti.
I nostri preti sono sempre al nostro fianco ma anche noi possiamo far sentire loro la nostra presenza. 

Ogni giorno ci offrono il loro tempo, ascoltano le nostre difficoltà e incoraggiano percorsi di ripresa: sono i nostri sacerdoti che si affidano alla generosità dei fedeli per essere liberi di servire tutti.

Per richiamare l’attenzione sulla loro missione, torna domenica 18 settembre la Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento del clero diocesano, che sarà celebrata nelle parrocchie italiane.

La Giornata – giunta alla XXXIV edizione – permette di dire “grazie” ai sacerdoti, annunciatori del Vangelo in parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, punto di riferimento per le comunità parrocchiali. Ma rappresenta anche il tradizionale appuntamento annuale di sensibilizzazione sulle offerte deducibili. “È un’occasione preziosa – sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni per far comprendere ai fedeli quanto conta il loro contributo. Non è solo una domenica di gratitudine nei confronti dei sacerdoti ma un’opportunità per spiegare il valore dell’impegno dei membri della comunità nel provvedere alle loro necessità. Basta anche una piccola somma ma donata in tanti”.

Nonostante siano state istituite nel 1984, a seguito della revisione concordataria, le offerte deducibili sono ancora poco comprese e utilizzate dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale; in molte parrocchie, però, questo non basta a garantire al parroco il necessario per il proprio fabbisogno. Da qui l’importanza di uno strumento che permette a ogni persona di contribuire, secondo un principio di corresponsabilità, al sostentamento di tutti i sacerdoti diocesani.

“Le offerte – aggiunge Monzio Compagnoni – rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro. La Chiesa, grazie anche all’impegno dei nostri preti, è sempre al fianco dei più fragili e in prima linea per offrire risposte a chi ha bisogno”.

Destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, le offerte permettono, dunque, di garantire, in modo omogeneo in tutto il territorio italiano, il sostegno all’attività pastorale dei sacerdoti diocesani. Da oltre 30 anni, infatti, questi non ricevono più uno stipendio dallo Stato, ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento.

Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 preti diocesani impegnati in missioni nei Paesi del Terzo Mondo e circa 3.000, ormai anziani o malati dopo una vita spesa al servizio agli altri e del Vangelo.

In occasione della Giornata del 18 settembre in ogni parrocchia i fedeli troveranno locandine e materiale informativo per le donazioni.

Nel sito www.unitineldono.it è possibile effettuare una donazione ed iscriversi alla newsletter mensile per essere sempre informati sulle numerose storie di sacerdoti e comunità che, da nord a sud, fanno la differenza per tanti.

Per maggiori informazioni:

https://www.unitineldono.it/
https://www.facebook.com/unitineldono
https://twitter.com/Uniti_nel_dono
https://www.instagram.com/unitineldono/
https://www.youtube.com/unitineldono

In allegato il comuncato stampa con il rendiconto di raccolta degli anni passati, il fabbisogno 2021 e le modalità per donare.

Uniti nel Dono / “Un puntino nelle mani di Dio”: la storia di un sì

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Su unitineldono.it abbiamo raccolto la testimonianza di uno dei sacerdoti novelli appena ordinati per la diocesi di Roma. Don Emanuele Gargiulo, trentacinquenne, che ci ha raccontato il suo percorso vocazionale, adesso si spenderà per la gente di Casal Boccone, periferia Nord della Capitale.

«L’accompagnamento spirituale, come ho capito nel corso del tempo, è veramente qualcosa di fondamentale. Significa confrontarsi per comprendere se quella che si ha come ispirazione interna viene da Dio o non viene da Dio. Il padre spirituale deve avere una grande capacità di discernimento». Ha le idee chiare don Emanuele Gargiulo, ordinato sacerdote lo scorso 8 maggio dal cardinale vicario Angelo De Donatis, nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Da poco è uscito dal Seminario Romano Maggiore, dove si è formato, ma sta continuando a studiare Spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana.

Se non avesse avuto un adeguato accompagnamento spirituale oggi, probabilmente, non sarebbe viceparroco a Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone, periferia di Roma. Per questo desidera donare quello che ha ricevuto da tanti sacerdoti. Racconta infatti di una vocazione tardiva, di una giovinezza durante la quale si sentiva irrequieto e insoddisfatto, senza riuscire a lungo a comprendere il perché. «Sono entrato in seminario all’età di 28 anni – ricorda don Gargiulo –. Prima lavoravo nei cantieri in giro per l’Italia, poiché sono perito industriale. Vivevo da solo, avevo anche una fidanzata. In realtà in qualche modo il Signore mi chiamava da sempre, ma io rispondevo di no. La sua chiamata mi faceva paura, i miei pensieri erano rivolti altrove. Avevo un lavoro che mi piaceva e mi soddisfaceva… eppure c’era una costante inquietudine dentro di me».

Lungo la strada del giovane Emanuele, il Signore mette alcuni sacerdoti, che saranno poi importanti per la sua formazione e per fare chiarezza nel suo cuore. Sono i parroci di Sant’Ippolito, nella zona di piazza Bologna, la parrocchia che ha sempre frequentato. Don Enrico Feroci – ora diventato cardinale – e don Mauro Cianci sono i due sacerdoti che lo accompagnano. «Sentivo, sentivo con forza che il Signore mi chiamava, ma non capivo a cosa mi stesse chiamando», ricorda ancora il neo sacerdote. Poi inizia un cammino di accompagnamento spirituale anche con il cardinale vicario Angelo De Donatis, all’epoca vescovo e incaricato della Formazione permanente del clero nella diocesi di Roma. «Grazie al suo aiuto sono entrato in seminario, per l’anno propedeutico, per vedere un po’ come andava – spiega –. E di nuovo, al Maggiore, mi hanno aiutato tantissimo sia il rettore, don Concetto Occhipinti, che don Daniele Salera, educatore. Ho fatto poi ancora un anno di propedeutico, durante il quale ho vissuto una prima esperienza in parrocchia e ho iniziato anche a sperimentarmi di nuovo nello studio, che è sempre stato molto difficile per me».

Finalmente Emanuele Gargiulo è pronto a rispondere di sì al Signore e diventare sacerdote. «Durante gli anni del seminario – spiega – ho avuto la grazia di prestare servizio in diverse realtà parrocchiali e in diversi quartieri. Sono stato anche per un certo periodo in un hospice, come accompagnamento al fine vita. E ora, da due anni, sono stato assegnato a Casal Boccone». Diciassettemila abitanti per un quartiere quasi diviso a metà, tra la vecchia borgata nata cinquant’anni fa e gli appartamenti di più recente costruzione. Una comunità prevalentemente anziana, dove mancano i luoghi di aggregazione e dove le famiglie più giovani tornano sostanzialmente solo per dormire. «I giovani non partecipano molto – racconta il sacerdote – ma stiamo cercando di riportarli in parrocchia grazie ad alcune novità. Ad esempio si è rivelata giusta l’intuizione di spostare il catechismo alla domenica, in modo che sia più facile da frequentare per le famiglie della zona, e infatti ci sono stati più iscritti».

Sta dando molto frutto anche la collaborazione con la vicina parrocchia di San Giovanni Crisostomo, in puro stile sinodale. «Abbiamo alcuni gruppi in comune, come gli scout e il Gam, la Gioventù ardente mariana – dice ancora don Gargiulo –. Ma a parte questo c’è un bel rapporto di amicizia, perché talvolta il parroco di lì viene a celebrare da noi e viceversa». Nel territorio parrocchiale sono presenti anche le Maestre Pie e pure con le suore «lavoriamo insieme», assicura don Emanuele. Un’attitudine acquisita in seminario: «Come detto ero già grande, abituato a vivere da solo, ad avere i miei spazi – ricorda –. Vivere con altre settanta o ottanta persone differenti da me, di età e culture diverse, all’inizio è stato davvero faticoso… ma anche bello. E mi è servito».

La testimonianza più bella però per la gente di Casal Boccone arriva dallo stile di vita sobrio e umile della piccola comunità presbiterale di Santa Maria delle Grazie. Il cibo per la tavola del parroco, don Demetrio Francesco Quattrone, e degli altri due sacerdoti, arriva dagli avanzi della mensa di una vicina scuola, oppure dalla generosità dei parrocchiani. Don Emanuele, appena può, si dedica anche a zappare un po’ di orto e trova sempre tempo per scambiare due parole con chi arriva in chiesa. Si sente – come ha raccontato a Cristian Gennari nel bel video che vi presentiamo – “un puntino nelle mani di Dio, al servizio di Dio per gli altri”. E chi lo incontra non può non accorgersene.

(Di Giulia Rocchi – Foto e video di Cristian Gennari)

 

Schede diocesane 2021 / Strumento prezioso per gli incaricati

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Sono arrivate a tutti gli incaricati diocesani le cartelline con “I numeri del Sovvenire. Anno 2021”.

Ogni cartellina contiene:

–   l’aggiornamento delle “schede sul sostegno economico” con i dati relativi al 2021;

–   i prospetti con la ripartizione territoriale delle “offerte deducibili per i sacerdoti”, con il confronto della raccolta per gli anni 2020 e 2021.

Grazie alle schede diocesane e ai dati pubblicati gli incaricati diocesani del “sovvenire” avranno la possibilità di fare una promozione efficace, oggettiva, formativa e informativa sul proprio territorio. Ad esempio per la stesura di depliànt, manifesti, materiali da distribuire nelle riunioni in diocesi o per la preparazione di comunicati stampa.

Come tutti sappiamo, è di fondamentale importanza presentare con trasparenza i dati che riguardano la nostra Chiesa cattolica. Al tempo stesso ricordiamo di non tralasciare i valori su cui si regge il sistema del sostegno economico alla Chiesa e le finalità dell’8xmille: culto e pastorale, carità e sostentamento del clero, che è la ragione originaria per cui è nato il sistema.
Il Servizio CEI è sempre a disposizione per chiarimenti, aiuti, o precisazioni nell’uso di questo materiale.

Paolo Cortellessa

Consiglio Episcopale Permanente / Le indicazioni del nuovo Presidente CEI Card. Zuppi

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Un clima di fraterna condivisione ha caratterizzato la sessione straordinaria del Consiglio Episcopale Permanente (CEP), che si è svolta il 5 luglio, in videoconferenza, sotto la guida del Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Attenzione alla persona, comunione e rinnovamento sono state le tre parole chiave dell’indirizzo di saluto che Mons. Zuppi ha rivolto in apertura della sessione del CEP.

“Credo che le attese, espresse in tanti modi all’inizio della Presidenza, ci coinvolgano tutti”, ha affermato ricordando “con stima e riconoscenza” tutti i predecessori, in particolare “il Card. Poletti, che mi ha visto giovane prete nella sua Chiesa di Roma, il Card. Ruini, il Card. Bagnasco e il Card. Bassetti dal quale ereditiamo uno spirito di serena e appassionata fraternità”.

Nel ricordo di Suor Dell’Orto
Il primo pensiero del Cardinale è andato a “quanti con semplicità, dedizione, silenziosamente offrono la vita per amore del Vangelo, vivendo la vocazione di tutti i cristiani a lasciare tutto e seguirlo ovunque”. Il Presidente ha quindi ricordato “con emozione e senso di riconoscenza e debito” suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, uccisa sabato 25 giugno a Port-au-Prince, ad Haiti, che da vent’anni viveva “in una terra segnata dalla povertà e dalla violenza” e “continuava, con tanta tenerezza, a non essere rassegnata o cinica come facilmente avviene confrontandosi con una situazione così disastrata”. “Con lei – ha aggiunto – vorrei ricordare tutti i nostri missionari e missionarie che restano in tanti Paesi spesso teatro della guerra mondiale così poco ricordata. Li portiamo nel cuore e nelle pandemie del COVID e della guerra ci aiutano loro a capire dove sta la Chiesa e ci ricordano l’unico necessario, strappandoci dalla tentazione di chiuderci, accontentarci di laboratori e interpretazioni colte che non si relazionano con la sofferenza e l’urgenza della vita reale”.

Insieme alle donne e agli uomini del nostro tempo

Di fronte a questi “segni dei tempi drammatici”, ha continuato, “sentiamo la necessità di non fare mancare il nostro aiuto alla costruzione di una società più umana e giusta, abitata dalla fraternità. Ma, per questo, non basta solo esortare o deprecare; occorre invece contribuire positivamente con la riflessione, la cultura, la competenza, il coraggio evangelico”. Secondo il Cardinale Presidente, “siamo chiamati a un rinnovamento”. “Ce lo richiedono con urgenza e determinazione – ha spiegato – la sofferenza e la povertà della nostra gente, acuite dall’isolamento e da un tessuto di relazioni così lacerato. Non voglio dimenticare gli anziani, tutti i fragili, come i giovani che non escono di casa e le tante persone con problemi psichiatrici. I poveri sono sempre all’origine della vocazione della Chiesa e la Chiesa è di tutti se è particolarmente dei poveri”.
Richiamando le parole di Papa Francesco al Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze, il Presidente ha incoraggiato a dare vita a una “Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza”. “Non abbiamo – ha sottolineato – una nostra vicenda a parte, nel recinto delle nostre istituzioni, ma c’è una storia in comune con le donne, gli uomini, i poveri, i popoli del nostro tempo. A volte è più faticosa, certamente rischiosa, ma è quella indicata da Gesù che ci manda per strada fino agli estremi confini della terra. Solo così la Chiesa saprà comunicare l’unica Verità che è sempre Gesù, via e vita. Altrimenti parla a se stessa e tradisce il suo mandato”.

Il dramma della guerra
Nel suo intervento, il Cardinale Zuppi non ha mancato di fare riferimento alla guerra che “riempie il cuore di incertezze per i rischi imprevedibili che porta con sé”. La guerra “è una pandemia terribile, che rivela anche tante complicità, omissioni, rimandi, la inquietante facilità con cui il suo incendio può distruggere la vita normale delle persone. Non basta solo esortare o deprecare, ma occorre contribuire positivamente con la riflessione, la cultura, la competenza, il coraggio evangelico. La guerra, in questo mondo dalle connessioni globali, si contagia anche a Paesi lontani, come vediamo con la preoccupante crisi alimentare, che metterà in gravissima difficoltà tutte le economie, specie quelle del Sud del mondo. Questo comporta anche gravi conseguenze sociali nel nostro Paese che ci responsabilizzano e che richiedono interventi dello Stato e maggiore solidarietà. Dobbiamo attrezzarci a questa situazione di emergenza anche in Italia per i nuovi bisogni e le povertà che si apriranno. E questo richiede un rinnovato e responsabile senso di unità e di ricerca del bonum comune, capace di mettere da parte approcci ideologici sterili e pericolosamente opportunistici, interessi di parte, polarizzazioni controproducenti e di contribuire ciascuno con la propria visione, ma nella consapevolezza di un destino che ci unisce. Le prossime scelte segneranno la vita della nostra gente per molto tempo! Sarà necessario anche rinvigorire e riorientare la nostra azione di solidarietà, come Chiesa in Italia, in tante parti del mondo che saranno toccate drammaticamente dalla crisi economica e alimentare, aggiornando ai bisogni e alle emergenze il nostro modo di aiutare ed essere vicini”.

Migrazioni e cittadinanza
Una delle sfide su cui anche la Chiesa è chiamata a misurarsi è quella del fenomeno migratorio, un tema “sempre seguito con attenzione dalla CEI”. “La migrazione – ha osservato il Cardinale – è stata troppo a lungo affrontata come fenomeno emergenziale o con approccio ideologico, mentre rappresenta un fatto strutturale della società e richiede approccio umanitario, realistico, istituzionale, di sistema e di visione del futuro per difendere e onorare la propria identità”. In questo senso, “concedere la cittadinanza italiana ai bambini che seguono il corso di studi con i nostri ragazzi – il cosiddetto ius scholae o ius culturae – deve suscitare delle idee e non delle ideologie per trovare le risposte adeguate”.
Nel ricordare che su tale istanza la CEI si è espressa da tempo, ha fatto riferimento a quanto pronunciato dal Cardinale Angelo Bagnasco nel 2013 quando affermava che “è in gioco il diritto fondamentale della persona che in quanto tale deve essere salvaguardato”. Senza dimenticare l’appello di Benedetto XVI che, nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2013, invitava “ad evitare il rischio del mero assistenzialismo, per favorire l’autentica integrazione, in una società dove tutti siano membri attivi e responsabili ciascuno del benessere dell’altro, generosi nell’assicurare apporti originali, con pieno diritto di cittadinanza e partecipazione ai medesimi diritti e doveri”.
Secondo il Presidente inoltre è indispensabile “una politica nuova della famiglia e dell’accoglienza, che permetta di uscire dal precariato, dall’incertezza e promuova uno sguardo fiducioso nel futuro”.

La persona al centro
L’attenzione alla persona, sia in termini di solidarietà concreta verso quanti sono in difficoltà sia di richiesta di nuove politiche di accoglienza e cittadinanza, abbraccia poi il tema del fine vita e degli abusi. “Sarà necessario – ha affermato il Presidente della CEI – intervenire con chiarezza su alcune priorità per la difesa della persona, sempre e chiunque, anche con la necessaria interlocuzione con la politica. Tra le priorità desidero menzionare quella degli abusi e la necessità di essere conseguenti agli impegni presi, nella trasparenza delle risposte, assumendoci, come deve essere, la piena responsabilità davanti a Dio e davanti agli uomini, migliorando se necessario gli strumenti già decisi. Ci aiuteranno professionisti che sono e saranno chiamati a verificare il nostro lavoro, sia a livello centrale come diocesano, verso i quali sospetti di compiacenza sono offensivi per la loro professionalità”.

Nelle pieghe della società
“Il nostro – ha rimarcato il Cardinale – è un Paese di donne e uomini generosi. Sappiamo quanto è vasto l’impegno di solidarietà e di amicizia con i più poveri, spesso nascosto nelle pieghe della nostra società. Sono ‘segni’ di questo tempo, che ci invitano a essere più attenti, meno rassegnati. Sono uomini e donne di buona volontà, magari non provenienti dai nostri ambienti, con cui dialogare, stringere legami, parlare: risorse di speranza e di fraternità. La Chiesa, formata dal Cammino sinodale, è chiamata tutta a entrare in dialogo con questi uomini e donne”, ha detto il Presidente della CEI che ha concluso il suo indirizzo di saluto citando padre Pino Puglisi, ucciso nel 1993 a 56 anni, “parroco che a partire dai ragazzi voleva cambiare i cuori e la vita dei giovani e dei suoi fedeli a Palermo” e confidando il desiderio di recarsi, all’inizio del suo mandato, a Brancaccio e sulla tomba di don Primo Mazzolari.

 

Diocesi di Acireale / Inaugurato un magazzino Caritas

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Su La Voce dell’Jonio è stato pubblicato questo interessante articolo, a firma di Maria Catena Sorbello, sull’inaugurazione di un magazzino Caritas ad Aci Sant’Antonio (CT).

La ristrutturazione, resa possibile dai fondi dell’8xmille, è avvenuta nell’ambito del progetto “Ma.Ca.Di.2” voluto dal Vescovo Mons. Antonino Raspanti. “Questo magazzino – ha spiegato il direttore della Caritas don Orazio Tornabene – non  è un semplice luogo di stoccaggio e distribuzione dei beni. E’ soprattutto uno strumento per far vivere l’attività concreta della carità. Permette inoltre di creare legami e sinergie reciproche con i volontari delle comunità parrocchiali“.