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Ripartizione 8xmille / Le assegnazioni 2022

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La 76ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha preso atto che, come comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (1), la somma relativa all’otto per mille dell’IRPEF assegnata alla Chiesa cattolica per il 2022 risulta pari ad euro 1.111.587.265,93 determinati da euro 1.091.552.943,44 a titolo di anticipo per l’anno in corso, ed un conguaglio sulle somme riferite all’anno 2019 di euro 20.034.322,49. Considerate le proposte di ripartizione presentate dal Consiglio Permanente, sono state approvate le seguenti assegnazioni:

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(1) I dati trasmessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’anno 2022 e relativi alle dichiarazioni dell’anno 2019 (redditi 2018) indicano che la percentuale delle scelte a favore della Chiesa Cattolica è stata pari al 77,18% (-1,32% rispetto all’anno precedente).

Festival di Rieti / Ad Amatrice Monzio Compagnoni e il racconto della ricostruzione dopo il terremoto

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Raccontare la distruzione e la ricostruzione di Amatrice per non dimenticare il terremoto del 24 agosto 2016, mettersi in cammino verso un nuovo futuro, e ascoltare una comunità i cui bisogni non sono terminati con l’emergenza immediata. Questo il tema dell’incontro che si è svolto nell’auditorium della Laga della città, in un evento parte del festival della Comunicazione di Rieti.

Tra i relatori all’incontro anche Massimo Monzio Compagnoni. Qui la sua intervista per Radio Vaticana.

La Chiesa in prima linea

Citando Papa Francesco – che ha visitato Amatrice pochi mesi dopo il terremoto, ad ottobre 2016 – Compagnoni ribadisce l’importanza di “andare avanti con coraggio nei tempi belli e nei tempi brutti” e in questo senso ha ricordato il ruolo della Chiesa nella ricostruzione. “La Chiesa cattolica è stata presente fin dall’inizio con un forte dispiego di risorse”, spiega, e ha immediatamente investito un milione di euro per l’emergenza immediata. Poi sono stati raccolti 27 milioni di euro tramite le collette nazionali e un altro milione di euro con i fondi 8xmille”, strumento che si è rivelato ancora una volta decisivo – 253 milioni di euro l’importo destinato alla carità per il 2021. La Chiesa, ha ribadito, è stata presente, sostenendo le persone che stavano soffrendo, con la Caritas in prima linea, ma anche il luogo dove la gente ha potuto ritrovarsi insieme e darsi forza.

Festival di Rieti / Ad Amatrice Monzio Compagnoni e il racconto della ricostruzione dopo il terremoto

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Raccontare la distruzione e la ricostruzione di Amatrice per non dimenticare il terremoto del 24 agosto 2016, mettersi in cammino verso un nuovo futuro, e ascoltare una comunità i cui bisogni non sono terminati con l’emergenza immediata. Questo il tema dell’incontro che si è svolto nell’auditorium della Laga della città, in un evento parte del festival della Comunicazione di Rieti.

Tra i relatori all’incontro anche Massimo Monzio Compagnoni. Qui la sua intervista per Radio Vaticana.

La Chiesa in prima linea

Citando Papa Francesco – che ha visitato Amatrice pochi mesi dopo il terremoto, ad ottobre 2016 – Compagnoni ribadisce l’importanza di “andare avanti con coraggio nei tempi belli e nei tempi brutti” e in questo senso ha ricordato il ruolo della Chiesa nella ricostruzione. “La Chiesa cattolica è stata presente fin dall’inizio con un forte dispiego di risorse”, spiega, e ha immediatamente investito un milione di euro per l’emergenza immediata. Poi sono stati raccolti 27 milioni di euro tramite le collette nazionali e un altro milione di euro con i fondi 8xmille”, strumento che si è rivelato ancora una volta decisivo – 253 milioni di euro l’importo destinato alla carità per il 2021. La Chiesa, ha ribadito, è stata presente, sostenendo le persone che stavano soffrendo, con la Caritas in prima linea, ma anche il luogo dove la gente ha potuto ritrovarsi insieme e darsi forza.

Offerte / Fare squadra intorno ai sacerdoti per fermare il calo della raccolta

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Sempre meno persone aiutano il clero italiano. Le incertezze della guerra in Ucraina che rischia di espandersi, le conseguenze economiche e sociali per l’Italia, le paure e le difficoltà di molte famiglie che devono fare i conti con bollette salate e inflazione galoppante, sono all’origine del brusco calo delle offerte per i sacerdoti. Nei primi quattro mesi di quest’anno, infatti, la raccolta complessiva diminuisce di circa un sesto, le Offerte per il clero calano di un quarto e i donatori crollano di circa un terzo rispetto all’anno precedente. Solo l’Offerta media cresce di quasi 5 euro. Per questo oggi più che mai c’è bisogno del lavoro prezioso degli incaricati diocesani del “sovvenire”: per invertire la tendenza e dare una mano per tornare a fare squadra intorno ai sacerdoti.

Calano le offerte per il clero
Dopo un inizio 2022 che faceva ben sperare rispetto ai risultati ottenuti nell’anno precedente, a partire da marzo e aprile di quest’anno tutti gli indicatori registrano perdite consistenti. La raccolta complessiva si ferma a 1 milione 393mila euro, con una contrazione del 16,2% rispetto al 2021. Le Offerte per il clero si attestano a circa 21mila e 800, con un crollo del 24,7%. Solo l’Offerta media, pari a 63,92 euro, registra un segno più dell’11,3%. Ma il calo più pronunciato riguarda i donatori che sono circa 16mila e 900, con una diminuzione del 31,9% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. Contro ogni previsione, dopo due anni di crescita costante delle Offerte che non era stata interrotta dalle difficoltà legate alla pandemia, è bastata la guerra in Ucraina, il timore per l’espandersi del conflitto e la paura dell’inflazione, a penalizzare le Offerte per il clero.

Crescono i sacerdoti di prossimità
“Sono un testimone del Vangelo. Mi prendo cura degli ultimi. Sono sempre stato un sacerdote che si è preoccupato di incontrare il prossimo e non perché ero un prete moderno, ma semplicemente perché questo è il principale compito della Chiesa”. Così si presenta il cardinal Matteo Maria Zuppi, nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nominato da Papa Francesco il 24 maggio 2022. E’ il volto solidale e missionario della nostra Chiesa attenta agli ultimi, vicina ai fragili, a servizio dei deboli, capace di dialogare con tutti e di dare sostegno e conforto a chi ne ha bisogno. Come “don” Matteo (Zuppi), oggi sono migliaia i preti in Italia che non hanno paura di uscire per le strade, nelle nostre campagne come nelle periferie delle nostre città, per rimboccarsi le maniche e mettersi al servizio di tutti i fratelli, soprattutto di quelli più poveri.

Per fare squadra, servono i nostri incaricati
In questo momento difficile per l’Italia e per le nostre comunità cristiane, la sfida da raggiungere è molto più ardua che in passato. Per questo è fondamentale il ruolo degli incaricati diocesani del “sovvenire” che con passione e costanza si dedicano a far crescere il senso di corresponsabilità e di compartecipazione nei confronti del clero italiano. Occorre fermare il brusco calo delle Offerte, trovando modi nuovi e diversi per stimolare la raccolta e sensibilizzare sempre più persone, soprattutto i fedeli, a donare per il clero con le Offerte (deducibili nella dichiarazione dei redditi fino a 1.032,91 euro). Perché tutti possiamo dare una mano e tornare a fare squadra intorno ai nostri sacerdoti.

Paolo Cortellessa

Diocesi di Roma / Al via il progetto “unafirmaXunire”

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Prosegue nella Diocesi di Roma l’attività di promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica con un nuovo progetto promosso, su impulso della CEI, dal “sovvenire” diocesano.

“Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto nazionale ‘unafirmaXunire’ e nell’intero territorio diocesano sono state coinvolte 34 parrocchie, che offriranno un servizio di informazione e raccolta per tutte quelle persone che hanno il Modello CU e che sono esonerate dal presentare la dichiarazione dei redditi. Queste persone in parrocchia avranno la possibilità di ritirare e riconsegnare la Scheda per la scelta della destinazione dell’8xmille, del 5xmille e del 2xmille dell’IRPEF – dichiara Lisa Manfrè, incaricata del “sovvenire” per la Diocesi di Roma – e grazie all’impegno dei parroci, dei referenti parrocchiali e di tutti i volontari coinvolti garantiremo soprattutto alle persone anziane la possibilità di esercitare il proprio diritto di scelta”

“Nella parrocchia di San Pio da Pietrelcina – sottolinea la referente parrocchiale Antonella Potentini – abbiamo iniziato a distribuire il materiale e invitato le persone a lasciare un numero telefonico per essere ricontattati. Ci siamo inoltre offerti di andare a illustrare l’iniziativa a casa e questa disponibilità è stata accolta con interesse, anche perché è un modo per offrire un po’ di attenzione alle persone che si sentono sole e isolate”. Le fa eco Antonella Vinci, referente della parrocchia San Gaspare del Bufalo: “Il progetto ‘unafirmaXunire’ all’inizio è stato accolto con interesse e anche un certo stupore, perché in tanti non sapevano che pur non compilando la dichiarazione dei redditi possono comunque devolvere l’8xmille alla Chiesa cattolica“.


Parrocchia San Pio da Pietrelcina

Si può aderire al progetto fino a luglio, nelle seguenti parrocchie:
San Timoteo, San Giovanni XXIII, San Giovanni Battista de La Salle, Gesù Divin Salvatore, San Pio da Pietrelcina, SS. Cirillo e Metodio, Santa Francesca Romana, S. Mauro Abate, S. Saturnino, S. Maria Goretti, S. Gemma Galgani, S. Ponziano, Gesù di Nazareth, S. Emerenziana, SS.mo Redentore a Val Melaina, S. Clemente Papa, S. Maria delle Grazie a Casal Boccone, S. Roberto Bellarmino, S. Chiara, S. Maria Ausiliatrice, S. Lorenzo in Lucina, S. Dorotea, S. Lorenzo in Damaso, S. Maria delle Grazie alle Fornaci, S. Pancrazio, S. Filippo Neri alla Pineta Sacchetti, S. Giustino, Sant’Ireneo, San Felice da Cantalice, S. Bernardo di Chiaravalle, S. Sacramento, S. Giuseppe Moscati, S. Giovanni Bosco, S. Gaspare del Bufalo.

Beni culturali / Un viaggio nella bellezza

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Il Servizio CEI per la promozione del sostegno economico ha realizzato un’interessante collaborazione con la rivista Bell’Italia e l’emittente La7.

Sarà infatti presente in 5 puntate del programma televisivo “Bell’Italia. In Viaggio” e nel numero di giugno del periodico Bell’Italia, con alcuni tra i più interessanti beni artistici restaurati anche grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.

Potete trovare una anticipazione dell’articolo che uscirà a giugno in edicola qui.

Grazie alla collaborazione con l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI sono stati selezionati questi 5 luoghi che verranno visitati e raccontati all’interno delle puntate dedicate alle relative regioni.

  1. Toscana – Pieve di San Giovanni Battista a Ponte allo Spino, Ponte allo Spino, Sovicille (Siena)
  2. Puglia – Cattedrale di Altamura – Museo Diocesano di Altamura annesso alla cattedrale (Bari)
  3. Umbria – Museo Diocesano di Assisi, nei sotterranei della cattedrale (Perugia).
  4. Liguria – Palazzo Vescovile di Savona, con l’appartamento di Pio VII, confinato a Savona da Napoleone
  5. Sicilia – Chiesa di Santa Maria dell’Itria a Piazza Armerina. Inserita in un percorso di visita al notevole centro storico

Un viaggio nella bellezza che condurrà alla conoscenza del valore del nostro immenso patrimonio culturale, così prezioso e così fragile, e alla consapevolezza della necessità di difenderlo e conservarlo. Come fa ogni anno anche l’8xmille alla Chiesa cattolica destinando fondi per la sua tutela e conservazione.

IL PROGRAMMA TV – Un breve approfondimento sul programma tv “Bell’Italia. In viaggio”
Riparte a fine maggio la seconda stagione di “Bell’Italia. In Viaggio” alla scoperta del nostro bel Paese. Come nella prima edizione il programma si propone di celebrare l’Italia e la sua ricchezza naturalistica, artistica e culturale. Ma viaggiare significa anche incontrare e conoscere le molteplici eccellenze del territorio, le storie e le tradizioni raccontate da chi, per professione o per passione, continua a salvaguardare questo tesoro inestimabile per la gioia dei turisti italiani e stranieri.
Un viaggio che percorre tutta la nostra penisola, isole comprese, attraverso lo sguardo di Fabio Troiano, attore e sceneggiatore che veste i panni di una guida speciale, un “Virgilio” colto e sensibile alla bellezza di ciò che si ammira. Ma soprattutto, viaggiatore appassionato, Fabio Troiano incarna perfettamente il lettore fedele di “Bell’Italia”, storico mensile di viaggio di Cairo Editore dedicato da sempre alle bellezze artistiche, paesaggistiche e turistiche d’Italia e il telespettatore di La7, abituato a proposte documentaristiche di qualità in un mix innovativo di racconto e rappresentazione.
Seguire Fabio con la rivista in mano sarà il modo migliore per i nostri lettori e telespettatori che amano viaggiare, di ripercorrere e toccare con mano la ricchezza del nostro bel paese.
Ecco una anticipazione della prima puntata Sinossi puntata 1- TOSCANA.

Albenga Imperia / L’appello di don Bruno Scarpino

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Don Bruno Scarpino, incaricato del “sovvenire” di Albenga Imperia e referente regionale, in occasione della Giornata Nazionale 8xmille ha inviato a tutti i parroci, sacerdoti e responsabili delle chiese aperte al culto pubblico della diocesi, la seguente lettera:

è vicina la Giornata Nazionale di sensibilizzazione per l’8xmille, che la Chiesa vivrà domenica 15 maggio. È superfluo ricordarvi che è necessario l’impegno di tutti per invitare i fedeli ad apporre la firma a favore della Chiesa attolica.

Si è visto in questo biennio di pandemia che ha colpito anche il nostro Paese quanto siano serviti i fondi dell’8xmille per sostenere chi si è trovato improvvisamente ‘povero’ o senza lavoro, restituendo un poco di speranza a molti. In questi ultimi mesi, poi, anche gli interventi a favore dei profughi dell’Ucraina.

Purtroppo bisogna notare la diminuzione delle firme per l’8xmille a favore della Chiesa cattolica in questi ultimi anni (solo il 71,7% nel 2020), per cui bisogna insistere sulla corresponsabilità e il senso di partecipazione ‘affettiva’ ed ‘effettiva’ dei fedeli alla vita della Chiesa. Altrimenti, nei prossimi anni, ci sarà una diminuzione dei fondi alla Chiesa, con conseguenze negative sulle assegnazioni a favore delle esigenze di culto e carità, senza dimenticare che i circa 33.000 sacerdoti diocesani sono in misura notevole (oltre 70%) remunerati con i fondi dell’8xmille.

Quest’anno, il Servizio Promozione della CEI ha avviato il progetto “Una firma per unire” che coinvolge con modalità speciali diverse Parrocchie nelle Diocesi. Tuttavia, tutte le Parrocchie sono tenute a promuovere l’attività ordinaria a favore della raccolta delle firme a favore della Chiesa. Ricordo sempre che quella per l’8xmille è una firma gratis, perché sono imposte già pagate dai cittadini, i quali semplicemente ne stabiliscono la destinazione.

È opportuno coinvolgere i propri collaboratori per contattare più persone possibili. Inoltre, è utile leggere un messaggio al termine di ogni santa Messa (qui allegata una proposta di testo), per informare i fedeli, invitandoli presso l’ufficio parrocchiale per firmare il modulo CU (Certificazione Unica), poiché molti non lo ricevono più a casa in quanto non soggetti alla denuncia dei redditi.

Visto il calo delle firme a favore della Chiesa cattolica, è stato suggerito di sensibilizzare i fedeli (con la raccolta firme e la lettura del messaggio alla fine delle Sante Messe) non solo la domenica 15 maggio, ma pure nelle domeniche successive, almeno nei mesi di maggio e giugno, che sono quelli più importanti ai fini fiscali.

È bene sensibilizzare anche i fedeli che sono Commercialisti affinché aiutino i loro clienti nella scelta 8xmille a favore della Chiesa.

Le Parrocchie hanno già ricevuto il materiale relativo all’evento dalla CEI. Nel caso di necessità ulteriori potete contattarmi in Curia.

Presentazione

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Amici cari,

a livello nazionale la campagna 8xmille è nel suo pieno svolgimento e auspico che anche a livello locale le vostre azioni per promuovere la partecipazione all’8xmille continuino infaticabili. Il progetto speciale per la raccolta dei CU “unafirmaXunire”, che si chiuderà a fine luglio, per il momento ha coinvolto circa 3.000 parrocchie, e ci restituirà qualche dato su cui riflettere solo a settembre.

Mi auguro che per il prossimo progetto speciale legato alla raccolta delle Offerte per i sacerdoti, che vedrà il suo apice a novembre, si aggiungano le altre 2.000 parrocchie per arrivare all’iscrizione delle previste 5.000 e spero che i risultati ricompensino lo sforzo fatto per avviare, organizzare e consolidare queste attività territoriali, che vi vedono pienamente coinvolti.

Si conferma comunque il 18 settembre l’ordinaria Giornata Nazionale dedicata alla sensibilizzazione delle Offerte deducibili. Prevediamo di spedire a tutte le parrocchie una busta con i materiali promozionali. Sarò più esaustivo in uno dei prossimi appuntamenti su In Cerchio. Vorrei sottolineare, però, che il 18 settembre rappresenta comunque una data di “avvio” della promozione delle Offerte che sarà molto importante proseguire anche e soprattutto nei mesi successivi. Sappiamo tutti che per quanto riguarda i nostri temi legati al sostegno economico alla Chiesa, le Giornate Nazionali rappresentano preziose occasioni per iniziare, continuare o ribadire dei concetti che sono alla base delle nostre attività e spesso difficili da spiegare. E una sola “Giornata” quindi non è sufficiente.

Grazie dunque per quello che fate, con pazienza e perseveranza durante tutto l’anno.

Buon lavoro e un caro saluto

Massimo

Uniti nel dono / Don Yuriy: “La mia casa per chi fugge dalla guerra”

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A Novara è stata eretta la prima parrocchia in Italia di cattolici ucraini di rito bizantino. Don Yuriy, il loro parroco, ha ceduto la propria abitazione ad alcune donne in fuga dalla guerra. Ma tutta la comunità sta mettendo in campo uno straordinario sforzo per la prima accoglienza. E non solo…

«Nessuno si aspettava una guerra, l’arrivo delle sfollate ci ha travolto» allarga le braccia don Yuryi Ivanyuta, 44 anni, parroco di Santa Maria del Carmine a Novara. «Dopo due mesi, passata l’emergenza iniziale – racconta – grazie alla generosità di tanti italiani i bisogni non sono più tanto quelli primari, di vitto e alloggio, ma di sostegno psicologico: la maggior parte delle mamme arrivate qui si chiedono che cosa fare, come affrontare il futuro, se rientrare in Ucraina o restare qui in attesa che la guerra finisca». È domenica mattina e tante ucraine, alcune residenti qui da anni e altre da poche settimane, sciamano sul sagrato della splendida chiesa secentesca di Santa Maria del Carmine, nel cuore del centro storico di Novara. Qui è stata infatti istituita nel dicembre 2021 la prima (e per ora unica) parrocchia per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino nel nostro paese, all’indomani dell’erezione nel 2019 da parte di papa Francesco dell’Esarcato apostolico d’Italia. E qui, secondo gli ultimi dati della Protezione civile, sono ospitate la maggior parte delle ucraine giunte in Piemonte dalla fine di febbraio: al 4 maggio risultavano 2829 gli ucraini presenti a Novara, seguiti da 2150 a Torino, 1111 nel Verbano-Cusio-Ossola, alcune migliaia nelle altre province. Proprio nel Novarese si è formata una delle maggiori comunità ucraine in Italia e qui don Yuryi, originario di Sternopil nell’Ucraina occidentale, esercita il suo ministero dal 2002. Il Piemonte registra infatti da anni un indice di aspettativa di vita tra i più alti d’Italia (83 anni contro la media di 80,3 in Europa), dal quale deriva l’alta domanda di lavoratori impiegati nella cura della persona.
Oggi sono circa 10.400 gli ucraini residenti in Piemonte (l’80 per cento sono donne), la metà registrati fra Novara e la provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Una forza lavoro spesso molto qualificata ma che, per tutti i Paesi al di fuori dell’Unione europea come l’Ucraina, non vede riconosciuti i propri titoli di studio.

«In Ucraina insegnavo inglese e tedesco alle scuole medie, il lavoro che sognavo. Ma qui in Italia – racconta Mariana, dal 2015 in Italia – se vuoi crescere dei figli, devi adattarti a fare la badante. Da quando è scoppiata la guerra, don Yuryi mi ha chiesto di dargli una mano con la Questura e ho iniziato a lavorare come interprete: mi piacerebbe continuare con questo lavoro». «Fino al 2008 a Leopoli – le fa eco Oksana, 46 anni – insegnavo musica e canto. Ma da quando sono arrivata qui ho svolto lavoro domestico: il mio sogno è che mia figlia si laurei in ingegneria e faccia una vita diversa» sorride questa signora, da anni direttrice del coro parrocchiale. Con la loro eleganza e il loro sorriso, Mariana e Oksana rappresentano il volto maggioritario dell’immigrazione in Italia: più della metà degli immigrati secondo l’Istat, il 52 per cento, sono infatti donne, europee, di cultura e religione cristiana. Sono donne anche il 42 per cento degli occupati stranieri nel nostro Paese.

«Don Yuryi – sorride Oksana – è sempre stato ed è ancora oggi il punto di riferimento della comunità, non solo come parroco: molti di noi per qualsiasi problema di documenti, di salute o per un semplice consiglio si rivolgono a lui. In questa emergenza, grazie all’aiuto del Comune e dei cittadini cerca di dare una mano a tutti».

È significativo l’elogio che don Yuryi ha rivolto alla capacità organizzativa messa in piedi non solo dalle istituzioni e dalla Caritas diocesana, ma dalle numerosissime associazioni di volontariato che in questi mesi hanno teso le mani e aperto le loro case agli ucraini. Come Patrizia Torresan, la proprietaria dell’hotel Parmigiano chiuso da più di un anno e messo in vendita, che ha offerto gratuitamente l’albergo dal quale sono già passati oltre 400 sfollati, poi indirizzati da famiglie novaresi, trasformando questa struttura nel quartier generale dell’accoglienza. Il Comune ha poi messo a disposizione dei locali dove è stato allestito il centro di raccolta e distribuzione di alimenti forniti dal Banco alimentare, abiti per bambini, farmaci e prodotti di igiene personale.

«È qui in Italia che ho scoperto l’associazionismo – osserva don Yuryi – perché in Ucraina in 70 anni di dittatura era impossibile aggregarsi. In questi mesi ho toccato con mano ancora di più la grande capacità degli italiani di sviluppare comunità, mettersi d’accordo, fare rete: stiamo imparando moltissimo da voi». Secondo i dati della Prefettura il 92 per cento dei profughi accolti nel Novarese sono donne con bambini: anche per questo don Yuryi ha deciso di cedere il suo appartamento a tre giovani mamme, due delle quali negli ultimi mesi di gravidanza (proprio l’8 aprile Svitlana ha partorito Milania, la prima bimba ucraina nata a Novara) e di trasferirsi in parrocchia. «Era il minimo che potessi fare: queste donne – commenta – hanno tra i 30 e i 40 anni come le mie sorelle».
Ora il compito più arduo: tenere alto il morale delle connazionali con la speranza, fondamento della fede: «Dico sempre che dobbiamo imparare prima a pregare, e poi a fare. Non il contrario. Solo la preghiera ci dà la forza di affrontare la precarietà del presente e del futuro».

di Manuela Borraccino –  Foto di Matteo Pallanza – Video di M. Borraccino (testo, voce e regia) e M. Pallanza (riprese e montaggio)