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Prima di concludere l’anno ricordiamo agli incaricati diocesani del “sovvenire” che è prevista per gennaio la seconda sessione di laboratorio su Progettare e gestire incontri formativi.
Durante questo incontro, con i formatori di Creativ Academy che già avete avuto modo di conoscere negli appuntamenti precedenti, si cercherà di comprendere quali sono gli aspetti della formazione che ciascun incaricato ritiene fondanti e come li mette in pratica, analizzando principalmente il vostro personale identikit del formatore e proponendo idee utili per creare incontri coinvolgenti.
La sessione di lavoro online si ripeterà in 5 momenti diversi tra cui i partecipanti potranno scegliere:
Lunedì 16 gennaio dalle 11 alle 12.30
Lunedì 16 gennaio dalle 15 alle 16.30
Martedì 17 gennaio dalle 11 alle 12.30
Martedì 17 gennaio dalle 17 alle 18.30
Giovedì 19 gennaio dalle 21 alle 22.30
A inizio gennaio verrà inviata nuovamente una comunicazione con il link per scegliere l’orario preferito ed eventualmente cambiarlo.
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Nell’edizione di domenica 27 novembre l’inserto mensile di Nolasette ha dedicato uno “Speciale Uniti nel Dono” ricco di dati interviste e testimonianze. Oltre all’intervista a Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione della CEI sul valore della donazione, e all’incaricato diocesano Giuliano Grilli sui dati di raccolta diocesani, si possono leggere le belle storie di don Angelo Masullo e don Nicola De Sena. In allegato le pagine.
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A fine anno di solito è tempo di bilanci, appelli, raccomandazioni, annuncio di aspettative…vorrei fare qualcosa di diverso e usare questo spazio solo per fare ad ognuno di voi gli auguri più cari di un Santo Natale di pace e serenità da parte mia, di tutto il Servizio Promozione della CEI e del nostro Presidente di Comitato S. Ecc. Mons. Donato Negro. E per questo augurio desidero dedicarvi la seguente lettera scritta da Santa Teresa di Calcutta:
È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. È Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società. È Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale. È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.
vai all’articolo La Diocesi di Nola e la parrocchia del Sacro Cuore, Marigliano, località Pontecitra (NA) nei giorni 2-3 dicembre 2022 hanno promosso due incontri di formazione per volontari (diocesani e parrocchiali) dal titolo:
sovvenire alle necessità della Chiesa: la relazione d’aiuto come strumento di servizio nel lavoro sul territorio
le relazioni interpersonali: strumento d’intervento con abilità di counseling per operatori nel territorio.
Nel primo incontro, rivolto al Gruppo di lavoro diocesano e ad alcune realtà territoriali, si è sottolineata la profonda sinergia tra il “sovvenire” e il lavoro di educazione svolto nel territorio per promuoverne al meglio i valori di: comunione, condivisione, corresponsabilità, perequazione. Al secondo hanno partecipato tutti quei volontari che ogni giorno si rivolgono e prestano servizio nel territorio della parrocchia. La fascia d’età è partita dai 16 anni sino ai 70 e tutti si sono mostrati attenti e partecipativi per l’intera durata degli incontri.
L’affluenza è stata superiore ad ogni più rosea aspettativa, circa 250 persone distribuite in 3 sessioni.
Sono state affrontate abilità di counseling e simulate relazioni d’aiuto, utili per aiutare a sviluppare competenze di base specifiche da applicare nel territorio.
Nei due incontri sono stati affrontati i diversi approcci ad una corretta relazione di aiuto, di cura nel senso più profondo del “mi sta a cuore”:
aiutare l’altro a soddisfare i bisogni e le aspettative
una cura educativa tesa a mettere l’altro nelle condizioni di provvedere da sé ai propri bisogni e promuovendo la capacità di aver cura di sé per essere in grado in seguito di fare lo stesso con gli altri.
Per questo ogni volontario che nel proprio territorio vuole “prendersi cura” degli altri, non può non affrontare in modo profondo e consapevolele relazioni interpersonali; esse danno un cuore ad ogni forma di comunicazione efficace, vera e attenta all’altro.
Il nostro essere cristiani c’impone di essere testimoni credibili dell’Amore di Dio. Dice San Paolo in (Fil 2, 6-8):
«Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.»
Per far questo, a imitazione di Cristo, l’altro (il fragile, l’anziano, il povero, l’emarginato e chiunque necessità di aiuto) deve trovare in noi una persona disposta a prendersi cura di loro, delle proprie difficoltà e dei propri bisogni. Dobbiamo essere balsamo per la solitudine che opprime il desiderio di vivere, naturale aspirazione di ciascuna persona.
Diceva Viktor Frankl: «Ho trovato il senso della mia vita aiutando gli altri a trovare il significato della propria».
Questa frase riassume al meglio il servizio di volontariato di chi si prende cura dell’altro.
vai all’articolo Nel discorso non pronunciato ma consegnato alla comunità del Seminario di Barcellona, il Papa sottolinea che la missione dei presbiteri è quella di rendere Cristo “presente nell’Eucaristia, nei sacramenti, nella parola, affinché nasca nel cuore degli uomini”.
Qui il servizio di Amedeo Lomonaco per Radio Vaticana.
Nel cammino della formazione, avverte il Pontefice, ci sono due tentazioni. La prima consiste nel “concentrarsi sulle cose brutte, tenendo conto solo delle esperienze negative”. L’altra è “quella di presentare un mondo idilliaco e irreale”.
Ricordate che, quando sarete sacerdoti, il vostro primo obbligo sarà una vita di preghiera che nasca dal ringraziamento per questo amore di predilezione che Dio vi ha dimostrato nel chiamarvi al suo servizio. Questo è il primo mistero gioioso dal quale tutto nasce.
Dallo Spirito Santo, spiega il Pontefice, arriva il dono che accompagna il cammino dopo la vocazione: quello di essere sacerdoti di Cristo.
Non smettete mai di assaporare e rievocare questo amore di predilezione che si riversa e si riverserà abbondantemente nel vostro cuore, nella vostra ordinazione e nel resto dei vostri giorni. Non spegnete mai quel fuoco che vi renderà intrepidi predicatori del Vangelo, dispensatori dei tesori divini. Unite la vostra carne a quella di Gesù, come Maria, per immolarvi con Lui nel sacrificio eucaristico, e anche nella gloria del suo trionfo.
Il Papa esorta infine i seminaristi a prendere il rosario, a chiedere a Maria, Regina e Madre della Misericordia, di aiutarli “a scoprire i misteri del sacerdozio”. E a contemplare i misteri di suo Figlio, “accettando che la gioia della sequela e la perfetta identificazione sulla croce sono l’unico cammino per la gloria”.
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Alla presenza del Cardinale Vicario Angelo De Donatis nella Sala delle Conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore, lunedì 12 dicembre si è svolto l’Evento di Formazione rivolto ai Referenti parrocchiali dal titolo “Sovvenire: dall’Ascolto al Sostegno“. L’incontro è stato preceduto da una preghiera nella Cappella Maggiore.
“Ringraziamo il Vice Rettore don Paolo D’Argenio che ci ha concesso il dono di poter pregare in un luogo di straordinaria bellezza a cui si è aggiunto il privilegio di avere una guida d’eccezione come il Cardinale Vicario – dichiara Lisa Manfrè, incaricata del “sovvenire” Diocesi di Roma -. La Formazione è una parte essenziale del nostro Servizio e proprio come gli affreschi della Cappella porta in noi quella luce necessaria per metterci in ascolto delle diverse realtà parrocchiali, permettendoci di poter comunicare in modo più efficace l’importanza del sostegno alla Chiesa Cattolica”.
Nell’incontro è stato sottolineato come il dovere di “sovvenire” alle necessità della Chiesa Cattolica sia proprio di tutti i credenti battezzati che sono a loro volta corresponsabili della comunità ecclesiale.
Ogni Referente ha avuto poi la possibilità di poter raccontare la propria esperienza e porre domande al Cardinale. “Affinché i fedeli riconoscano il grande valore che assume il sostegno alla Chiesa Cattolica riteniamo che sia fondamentale un’azione di promozione e conoscenza delle realtà sostenute grazie ai fondi ricevuti – continua Manfrè – . Alla luce di ciò abbiamo pertanto messo in cantiere un Evento Formativo Diocesano per il 2023 aperto a tutti per avvicinare sempre di più i fedeli alle forme di sostegno dell’8xmille e alle Offerte ai sacerdoti”.
“TENEVANO OGNI COSA IN COMUNE”(AT 2,44) – Il Sovvenire nel Cammino Sinodale
Sarà questo il titolo del nostro primo Convegno Nazionale in presenza dopo 3 anni di “collegamenti”. Ci saranno numerosi nuovi incaricati diocesani da conoscere, il Servizio Promozione della CEI ha rinnovato la propria struttura e ci sono altre persone da incontrare, inoltre sarà consegnato agli incaricati il “Tablet del Territorio”, uno strumento innovativo tutto da scoprire, verranno organizzati dei laboratori per offrire ulteriore formazione, è prevista l’udienza privata con il Santo Padre…e potremmo continuare. Perciò torniamo a sollecitare l’iscrizione da parte di tutte le diocesi.
Infatti, come segnalato in diversi incontri e comunicazioni, per la consegna dei Tablet con il software destinato al Territorio del “sovvenire”, è indispensabile la presenza di tutti gli incaricati diocesani.
Inoltre informiamo che arrivata l’autorizzazione per l’esonero dei docenti dalla scuola per poter partecipare al nostro evento. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha inviato regolare autorizzazione (prot. N. 42688 del 5/12/2022 – AOODGPER). Pertanto i docenti di ogni ordine e grado, che parteciperanno al Convegno Nazionale del “sovvenire”, sono esonerati dall’obbligo di servizio nei giorni 15-18 febbraio 2023.
Invitiamo le diocesi mancanti ad iscriversi il prima possibile contattando direttamente Letizia Franchellucci al numero 06/66.398.458.
In allegato il programma definitivo del Convegno che si svolgerà dunque dal 15 al 18 febbraio presso il Th Roma – Carpegna Palace (Via Aurelia, 481).
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Ancora un ultimo sforzo – da fare tutti insieme – per la fase finale del progetto “Uniti Possiamo”, consapevoli che ognuno di voi può fare la differenza sul risultato finale della raccolta delle Offerte deducibili 2022. Nel mese di dicembre ai parroci e/o ai referenti parrocchiali del “sovvenire” aderenti al progetto è stato chiesto di svolgere diverse attività: fino al 15 dicembre il periodo è stato dedicato alla raccolta delle Offerte e dal 15 dicembre è iniziata la consegna della scatola con la raccolta delle buste all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero (IDSC). A tal proposito è bene sottolineare che è a cura del parroco la consegna all’IDSC della “SCATOLA CHIUSA” contenente le “Buste delle Offerte CHIUSE” indicando sulla scatola il NOME e l’INDIRIZZO della parrocchia nell’apposito spazio dedicato.
È invece eslcusivamentea cura degli IDSC:
l’apertura della Scatola e delle Buste con le anagrafiche del donatore e le offerte;
il versamento dell’importo all’ICSC;
il rilascio della lettera di ringraziamento e la quietanza al singolo donatore della parrocchia.
E adesso, dal 15 al 31 dicembre, è tempo che ogni parroco, o referente parrocchiale del “sovvenire”, dia rendiconto dell’incontro di formazione dedicato al progetto Uniti Possiamo, compilando il form che si trova entrando nella pagina web www.unitipossiamo.it nella sezione “Rendicontazione”. Qui è possibile documentare l’incontro di formazione svolto in precedenza presso la parrocchia. La sezione consente di allegare:
il programma e/o una breve relazione dell’incontro;
indicare il numero dei partecipanti;
per gli incontri in presenza – foto esplicative dell’incontro di formazione e a testimonianza della partecipazione dei fedeli;
per gli incontri online – il link dell’incontro svolto online.
In più attraverso la compilazione del Questionario Finale è stato chiesto anche di rispondere a due semplici domande di valutazione complessiva dell’intero progetto.
Inoltre per i parroci che non l’avessero ancora fatto, abbiamo ricordato ancora una volta l’importanza di nominare i referenti parrocchiali del “sovvenire”. Come?
Invitandoli ad entrare nella pagina web www.unitipossiamo.it nella sezione dei “Materiali” – al punto “2. Moduli” – dove è sempre disponibile il modulo della nomina (a cura del parroco) e della privacy (a cura del referente parrocchiale del “sovvenire”). Si possono stampare, far compilare e dopo averli scannerizzati tornare ad allegarli nella sezione dedicata al Gruppo di Lavoro.
Ai nostri incaricati diocesani del “sovvenire” ricordiamo che la pagina web www.unitipossiamo.it consente di monitorare e verificare le diverse attività di ogni singola parrocchia consultando le seguenti colonne:
email verificata, per l’accesso o meno da parte del parroco nella pagina web dedicata la progetto;
rendicontazione, per riscontrare se è stata allegata o meno la documentazione di rendicontazione dell’incontro di formazione;
Bottone “Mostra GDL”, per verificare se il parroco ha nominato o meno il referente parrocchiale del “sovvenire”.
Per tutta la Rete nel Territorio è attivo un “Help Desk” per fornire un supporto adeguato alle vostre richieste di assistenza.
CONTATTI E SERVIZIO DI ASSISTENZA
Tel. 06/97 85 84 14
e-mail: assistenza@sovvenire.it
dal lunedì al venerdì dalle 9:00/13:00 e dalle 15:00/19:00
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Il Convegno Nazionale ormai si avvicina. Abbiamo pensato a tanti momenti diversi che speriamo possano ridare slancio al nostro servizio. All’interno del fitto programma dei 4 giorni di incontri ci sarà anche la possibilità di vivere alcuni momenti formativi chiamati WORKSHOP.
Si svolgeranno nella giornata di venerdì 17 febbraio in tre sessioni
dalle 9.30 alle 11:00
dalle 11:30 alle 13:00
dalle 16:15 alle 17:45
Saranno spazi formativi su aspetti molto specifici e di breve durata, 1 ora e mezza ciascuno. Nel file in allegato è descritto il dettaglio di 8 titoli, e i relativi focus. Ciascun iscritto potrà partecipare a 3 workshop, uno per ciascuna sessione.
I workshop verranno attivati con un numero minimo di 15 preferenze. Al termine della raccolta delle preferenze, l’equipe di Formazione Sovvenire comunicherà il programma definitivo della giornata comprensivo di orari e sale nelle quali si svolgeranno i workshop.
Invitiamo ogni incaricato diocesano del “sovvenire” a farci sapere al più presto le proprie scelte in modo da poter costruire al meglio questa bella giornata insieme di lavoro e formazione.
Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento sulle attività di formazione si può contattare la Segreteria Formazione Sovvenire:
vai all’articolo Molto più di un presepe vivente, quello allestito al Villaggio Prenestino da don Dario insieme a un piccolo esercito di volontari. È una potente catechesi sull’accogliere Cristo al centro della vita, e contribuirà, con i fondi raccolti, a ridare spazi (un campo di pallone) e speranza ai ragazzi del quartiere.
Servizio di Giulia Rocchi, foto e video di Cristian Gennari
Il censore dà il benvenuto ai visitatori nella “Piccola Betlemme”. Si entra così nell’antica città, con le botteghe del ramaio e della tessitrice, e il mulino ad acqua funzionante. C’è anche un piccolo lago, i pastori con le pecore, il fabbro… Al centro, la capanna, con Maria, Giuseppe e Gesù Bambino. A riscaldarli, il fiato del bue e dell’asinello. Si torna indietro nel tempo, grazie al presepe vivente allestito dalla parrocchia di Sant’Eligio, che anche nella sua disposizione vuole mandare un messaggio importante: «Al centro delle nostre vite deve esserci Gesù Cristo».
Lo ripete con forza don Dario Frattini, parroco della comunità del Villaggio Prenestino, estrema periferia Est di Roma.
L’idea di allestire un presepe vivente è stata sua, arrivato a guidare la comunità da poco più di due anni. «Il cammino sinodale che sta portando avanti la Chiesa italiana è fondato sull’ascolto e, come ha più volte sottolineato il nostro cardinale vicario Angelo De Donatis, non si tratta di un qualcosa da fare “in più”, quanto piuttosto di avere uno stile diverso – spiega –. Lo stile deve essere quello di rimettere al centro Gesù Cristo, in tutto quello che facciamo. Questa è la prima azione da compiere. Nell’ascolto, nella relazione con l’altro, le cose funzionano se c’è Gesù al centro. Se ti ascolto nel nome di Gesù, lo farò con carità, sarò disposto magari a chiudere un occhio o mezzo occhio. In questo modo tutto prende una sfumatura diversa. Il “fare” è frutto di uno stile di vita». Così anche realizzare un presepe vivente diventa un segno, un modo per evangelizzare. Lo sa bene don Dario, che porta avanti questa proposta da quando era parroco a San Giulio, a Monteverde; grazie all’allestimento della natività e alle offerte raccolte era stato possibile risistemare il tetto della chiesa.
Il sogno, per la comunità di Sant’Eligio, è invece quello di realizzare un campo di pallone per i ragazzi del quartiere.
«Qui abbiamo tantissimo spazio, ma va sistemato», dice il sacerdote. La parrocchia sorge in via Fosso dell’Osa, dove la città lascia spazio alla campagna, tra i prati e le case basse, venute su senza progettualità. Mancano i servizi e i luoghi di aggregazione. Uno spazio per i ragazzi sarebbe, per tanti di loro, la salvezza. «In periferia le difficoltà non mancano – riflette il parroco –. Qui i problemi ci sono, per i giovani. C’è il rischio delle dipendenze… tanto che organizziamo anche incontri e attività in collaborazione con la Comunità Nuovi Orizzonti. Proponiamo cene, appuntamenti, ma la cosa più importante, e su questo insisto, è sempre mettere al centro Cristo.
Se io mi accosto agli altri mostrando le mie piaghe, in quelle si insinua il maligno. Invece quando entriamo in contatto con gli altri dobbiamo donare il meglio, il bene, la grazia che abbiamo ricevuto nella nostra vita».
Tra le grazie ricevute da don Dario, c’è l’incontro con Madre Teresa di Calcutta. «Ho vissuto con lei per tre anni in India e lì ho imparato tantissimo», racconta. L’amore per gli altri, il donarsi senza risparmiarsi. La passione per il presepe vivente è nata invece a Piubega, in provincia di Mantova, dove ha passato i primi anni da sacerdote. «Qui a Sant’Eligio c’è un bel gruppo di persone che ha preso a cuore questa iniziativa e ci sta lavorando con grande impegno – sottolinea il parroco –; hanno realizzato tante cose nuove, lavorando soprattutto il sabato e la domenica».
Coordina il gruppo degli ottanta volontari impegnati nell’allestimento Pietro Fiore: «Abbiamo iniziato a lavorare al presepe da settembre – spiega –. L’area interessata è la stessa dell’anno scorso, cioè più di 1.800 metri quadri, all’interno della quale ci saranno oltre trenta scene diverse, dal mercato al palco di Erode». La novità di quest’anno è un grande mulino ad acqua, perfettamente funzionante, costruito dai volontari di Sant’Eligio per l’occasione, dove il grano verrà realmente macinato. Solo la ruota è alta più di due metri. In tutto saranno coinvolti fino a 140 figuranti, tutti parrocchiani e abitanti della zona. Il presepe vivente “La piccola Betlemme” è realizzato con il patrocinio di Roma Capitale ed è a ingresso libero; sarà inaugurato giovedì 8 dicembre alle 16 e verrà replicato la domenica seguente, sempre dalle 16 alle 19. Dall’11 al 18 dicembre sarà aperto la mattina per le visite delle scuole romane. Poi di nuovo nei pomeriggi del 25 e 26 dicembre, domenica primo gennaio e venerdì 6 gennaio. «Per l’Epifania – annuncia Fiore – arriveranno i Re Magi a cavallo».