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Continuiamo così, uniti per il “sovvenire”

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Prima della chiusura degli Uffici e Servizi della CEI (dal 7 al 20 agosto) vorrei darvi alcuni aggiornamenti.

Come anticipato al Convegno Nazionale, in questi ultimi anni abbiamo avuto una flessione delle firme 8xmille, confermata anche nel 2022. Flessione documentata dai dati ufficiali divulgati pochi giorni fa dal Ministero delle Finanze e pubblicati tra le notizie di questo Portale.

Per tale motivo, come sapete, nel 2023 abbiamo cambiato la campagna pubblicitaria con una nuova comunicazione istituzionale dallo slogan “8xmille alla Chiesa cattolica, una firma che fa bene” e coinvolto ancora una volta il Territorio nel progetto unafirmaXunire per la raccolta dei CU. Ma probabilmente solo questo non sarà sufficiente.

Il dato forse più preoccupante per noi del “sovvenire” è questo: almeno il 50% dei fedeli praticanti NON firma! Dunque, abbiamo diversi campi di azione da tenere presenti con le relative criticità.

Da una parte abbiamo milioni di contribuenti che, fino a qualche anno fa, destinavano l’8xmille alla Chiesa cattolica e che ora, per diversi motivi, non firmano più o firmano per lo Stato.

Poi sappiamo di altri milioni di contribuenti praticanti che frequentano le parrocchie, vanno a Messa la domenica, fanno parte di gruppi ecclesiali, vivono con coerente testimonianza il Vangelo nelle proprie comunità, ma non esprimono alcuna scelta riguardo l’8xmille, perché non lo sanno, nessuno glielo ricorda o forse non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi (gli ormai conosciuti possessori di CU).

Ultimo pericolo, di cui spesso avete sentito parlare anche in passato, è quello dell’assuefazione: c’è chi firma per abitudine. Ma ci vuole poco per non farlo più, ad esempio un intermediario fiscale che dimentica di ricordarglielo…

Basta questo per affermare, senza timore di esagerare, che questi milioni di contribuenti, che vivono nelle diocesi, vicino a voi, sul territorio, potranno destinare (o tornare a destinare) l’8xmille alla Chiesa cattolica anche grazie a voi. La loro adesione a questo meccanismo fiscale, che poi sappiamo essere espressione coerente di appartenenza alla Chiesa, dipenderà dal vostro indispensabile e perseverante servizio alla Chiesa.

Finora avete fatto tantissimo. E lo dimostra la notizia che sul Portale Uniti in Rete abbiamo raggiunto l’iscrizione di quasi 5.000 parrocchie!

Siete stati veramente straordinari. Devo ringraziarvi per questo obiettivo raggiunto, frutto di un grande sforzo. Ora sarà importantissimo che voi vi impegniate affinché queste stesse parrocchie confermino la propria iscrizione anche al secondo progetto dell’anno Uniti Possiamo, dedicato alla raccolta delle Offerte deducibili .

I tempi per confermare queste iscrizioni partono dal primo agosto e fino all’8 settembre. Così sarà possibile, da parte nostra, inviare in tempo utile alle parrocchie tutti i materiali necessari per promuovere la raccolta delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti.

Come è avvenuto per unafirmaXunire, tutta la procedura dovrà essere attivata attraverso il Portale Uniti in Rete, dove verranno messi a disposizione i vari materiali in versione pdf.

Vi anticipo che il prossimo 24 agosto, in occasione dell’Incontro Nazionale delle Presidenze Diocesane di Azione Cattolica Italiana, chiederemo ai partecipanti di attivare i propri presidenti parrocchiali per dare un supporto operativo ai referenti parrocchiali del “sovvenire”, dove sono presenti, e di sollecitare magari anche altri parroci ad iscriversi a questo progetto. A settembre potrò darvi in merito notizie più dettagliate.

Ora non mi rimane che augurare ad ognuno di voi e alle vostre famiglie Buone Vacanze!

Massimo

Don Gianni: un pastore vicino al suo gregge (anche grazie all’8xmille)

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A Poggio dei Pini (frazione di Capoterra) una ventina di km da Cagliari, la nuova casa canonica, realizzata grazie ai fondi 8xmille, permetterà alla comunità di avere, dopo 40 anni, la figura di un parroco stabile. I lavori appena conclusi resi possibili soprattutto grazie a un finanziamento della CEI (175.500 euro) hanno visto la realizzazione della struttura che la comunità desiderava da anni. Il frutto di un lavoro sinergico, con il terreno messo a disposizione dalla cooperativa locale, e con la compartecipazione degli stessi parrocchiani (oltre 69mila euro) e della Diocesi (oltre 55mila euro).

Per questi ultimi, un sogno che si realizza: «Erano anni che chiedevamo la presenza costante del parroco – raccontano Pia e suo marito Salvatore – . Da quando è arrivato don Gianni si è impegnato con determinazione, coraggio e pazienza fino a che non è riuscito ad avere i fondi per fare i lavori. Noi parrocchiani stiamo facendo a gara per offrire gli arredi e tutto ciò che serve, perché non vediamo l’ora che prenda possesso della Casa». Finalmente don Gianni Sanna, 80 anni, alla guida della parrocchia Madonna di Lourdes dal 2018, è pronto per il trasferimento. Parroco pendolare per anni, costretto a viaggiare ogni giorno per una trentina di km andata e ritorno, sa bene quanto sia importante una presenza fissa tra la gente.

Una comunità quella di Poggio dei Pini, di circa 2400 abitanti, per la maggior parte anziani, ma anche famiglie, giovani che frequentano l’oratorio. Lo spirito comunitario – nonostante i 45 km di strade interne e la distanza l’uno dall’altro – e il forte legame con il territorio caratterizza da sempre questa realtà, immersa nella natura, fondata da un gruppo di soci che alcuni decenni fa hanno creato la già citata cooperativa. Ciò ha permesso da subito un rapporto molto stretto tra comunità ecclesiale e civile.

«La comunità aveva bisogno di un punto di riferimento stabile – spiega don Gianni -: ciò permette di svolgere il proprio impegno con maggiore serenità, a contatto con i parrocchiani: il parroco deve vivere tra la gente».

Nonostante il pendolarismo quotidiano in questi anni don Gianni è riuscito a creare una grande famiglia, che si è stretta a lui anche qualche giorno fa in occasione del suo 53mo anniversario di ordinazione parrocchiale. «Appena mi trasferisco andrò sistematicamente tra la gente a iniziare da coloro che hanno più bisogno di vicinanza, i tanti anziani che non riescono a venire in parrocchia».

«Con questa casa – spiegano Andreina e suo marito Marcello, impegnati nella pastorale familiare – il parroco è davvero parte integrante della comunità, non solo una guida all’occorrenza. Ci aspettiamo che questa possa diventare un luogo di ospitalità, magari per giovani seminaristi o altri giovani in discernimento, affinché possano conoscere la nostra realtà. Ora davvero possiamo ripartire con uno slancio nuovo».

(Maria Chiara Cugusi)

 

Ecologia: la passione dei giovani campani trascina la comunità

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«Con i suoi quasi 23mila abitanti, Agropoli è un centro vivace, un punto di riferimento per tutto il Cilento – sottolinea don Carlo Pisani, parroco della comunità di Sant’Antonio –. Qui insistono una serie di istituti di istruzione secondaria, frequentati anche dai ragazzi di borghi circostanti: ci sono il liceo classico, la ragioneria, il liceo musicale e tanti altri. Senza dimenticare gli studenti universitari che frequentano l’università a Salerno e ogni giorno si spostano con il treno». Eppure, prosegue il sacerdote, «nel territorio si registra la mancanza di luoghi per lo studio. C’era la biblioteca comunale, ma è chiusa da anni». È nata così l’idea delle Aule Studio Lilium, il cui nome è un omaggio al santo a cui è dedicata la parrocchia e al fiore con cui è abitualmente rappresentato, il giglio (lilium, in latino).

«Attualmente i ragazzi vengono in parrocchia solo per il catechismo – osserva don Carlo – ma questo progetto è un modo per far vivere diversamente ai giovani la parrocchia, non solo come luogo di formazione alla fede strettamente intesa, in vista dei sacramenti, ma ci auguriamo che possano sentirsi maggiormente parte della comunità».

Un auspicio condiviso dal confratello don Salvatore Spingi, parroco di Santa Maria degli Angeli a Contursi Terme, sempre nella provincia (e stavolta anche nell’arcidiocesi) di Salerno. «C’è bisogno di iniziative come queste, che siano in grado di coinvolgere e amalgamare varie forze presenti sul territorio – riflette il sacerdote –. Oggi è importante offrire una testimonianza di comunione, ma soprattutto di una comunità che sa impegnarsi per raggiungere un traguardo e dove ciascuno possa realizzarsi secondo le proprie capacità».
In questa parrocchia, nel centro storico della località termale, sta nascendo il “Giardino Essenziale”, cioè uno spazio verde fruibile da tutti, dove verranno coltivate piante officinali, come salvia, timo, rosmarino, incenso.

Un giardino sostenibile, in cui l’impianto di irrigazione sarà alimentato dall’acqua piovana recuperata dalle caditoie e la biodiversità sarà tutelata grazie alle specie impollinatrici. Il tutto con un occhio alla didattica, grazie ai cartelli guida e alle attività laboratoriali proposte alle scuole.

L’articolo completo a cura di Giulia Rocchi su www.unitineldono.it.

L’oratorio di Agropoli: casa per tutti, a partire dai più fragili

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“Appena arrivato pensai che la parrocchia doveva essere la casa di tutti, a partire da chi ha più bisogno”. Don Bruno Lancuba, classe 1966, è il parroco della Madonna delle Grazie ad Agropoli, una cittadina della provincia salernitana. La sua comunità dai quasi 7mila parrocchiani in inverno, passa ai circa 20 mila in estate.

Ordinato nel 1990, il sacerdote riceve, insieme con don Carlo Pisani, la sua ultima nomina a parroco ad Agropoli nel 2015, in una realtà in cui aveva già operato. “Sapevo della presenza dei gruppi giovanili e immediatamente mi sono messo in dialogo con loro” – ricorda don Bruno.

“Sono partito con l’ascolto del territorio: scoprire i bisogni e le ricchezze della gente. Poi bisognava offrire uno spazio per la catechesi, gli incontri e anche per lo sport. Accanto alla chiesa c’era l’oratorio, un edificio insufficiente e in cattive condizioni”, spiega il parroco.

L’ascolto ha fatto scoprire al sacerdote i diversi volti della città, tra cui la povertà.

Scopri tutta la sua storia, e quella della sua comunità,  su www.unitineldono.it, di Nicola Nicoletti.

 

Susa: arte, natura e spiritualità a portata di APP

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L’app “Chiese a porte aperte” è un progetto unico in Europa: 42 luoghi di culto sparsi tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, recuperati, restaurati e resi accessibili grazie ai fondi dell’8xmille e grazie all’impegno appassionato di una schiera di volontari.

Una volta effettuato l’accesso, tramite QR code si viene guidati alla scoperta del bene ecclesiastico al suo interno, attraverso una narrazione storica, artistica e devozionale, accompagnata da un sistema di luci direzionali e di micro proiettori che orientano il visitatore. Il tutto, accessibile anche ai disabili sensoriali, grazie a pannelli tattili, video con traduzioni in lis e tavole in comunicazione alternativa aumentativa. Lo spiega su www.unitineldono.it don Gianluca Popolla, incaricato regionale del Piemonte per i Beni Culturali Ecclesiastici.

Tivoli e Palestrina / Il Vescovo ricorda l’importanza di destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica

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Dal sito della diocesi di Tivoli e Palestrina vi segnaliamo questo intervento del Vescovo, Mons. Mauro Parmeggiani, sull’importanza di sovvenire alle necessità della Chiesa e sulle opere realizzate nel territorio anche grazie all’8xmille.

«Con una semplice firma manifesteremo la nostra corresponsabilità»

«Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli» è il titolo di un documento dei Vescovi italiani del 1988. Anche oggi esso fa da riferimento e stimolo all’impegno di tanti italiani nel destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica tramite una semplice firma al momento della dichiarazione dei redditi. Una firma che non costa nulla ma che assommata a tante altre crea una percentuale di firme in base alla quale lo Stato Italiano destina in maniera proporzionale l’8xmille del gettito IRPEF alla Chiesa Cattolica.

“Sovvenire alle necessità della Chiesa” attraverso le offerte dei fedeli alla propria comunità parrocchiale o diocesana oppure con la firma dell’8xmille alla Chiesa Cattolica è quanto mai necessario. Fin dai tempi apostolici la Chiesa si è sostenuta con le offerte dei fedeli ed anche oggi chiede di essere aiutata innanzitutto dai suoi appartenenti ma anche da coloro che stimano il suo operato. Anche la nostra Chiesa diocesana vive di 8xmille. Certamente da alcuni anni le offerte sono diminuite ma la Chiesa mai si è stancata di aiutare. Vi chiedo quindi di non esitare a firmare l’8xmille a favore della Chiesa Cattolica: non costa nulla e aiuta tanto!

A Tivoli e Palestrina con l’8xmille riusciamo a sostenere le Caritas diocesane e molte Caritas parrocchiali, i Consultori diocesani. Due Mense per i poveri, un dormitorio notturno per papà separati, una Casa per ragazze con bambini, una Scuola di italiano per immigrati… In questi ultimi anni siamo riusciti a realizzare la nuova chiesa di Valle Martella, un restauro architettonico alla Cattedrale di Tivoli, a quella di Palestrina – per la quale inizieranno a breve i lavori-, alla parrocchia di Roviano, a quella di San Biagio in San Vito Romano, a quella di Casape. Abbiamo ristrutturato la Canonica di S.Paolo a Genazzano, quella de La Forma. A breve interverremo sulla chiesa della SS.ma Annunziata a Palestrina, su quella di S.Sisto a Bellegra, di Poli e di Castel Madama. Da alcuni mesi abbiamo riaperto, dopo tanti anni, la bellissima chiesa di San Vincenzo a Tivoli.

Altri sono i progetti in fase di realizzazione o che si potrebbero realizzare. Tutto sarà possibile se sentendoci parte di una comunità, con una semplice firma, manifesteremo la nostra corresponsabilità e partecipazione alla vita della Chiesa che da sempre si spende a favore dell’uomo, di tutto l’uomo e di ogni uomo, che conserva il suo patrimonio artistico e culturale e si impegna a metterlo a disposizione delle comunità favorendo ciò che oggi manca tanto: la possibilità di aggregazione e di crescita nella fraternità e nella carità.

Mauro Parmeggiani
Vescovo di Tivoli e di Palestrina

Attenzione! Compilare in modo corretto le schede CU (o PF) per la scelta dell’8xmille

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Come sappiamo, coloro che possiedono solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, possono comunque destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica.
Come? Utilizzando l’apposita scheda allegata al modello CU e (v. infografica in allegato 1):

  1. nel riquadro relativo alla scelta per l’8xmille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta
  2. IMPORTANTISSIMO: firmare anche nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda.

Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, non si disponga della scheda allegata al modello CU, sarà possibile utilizzare per la scelta l’apposita scheda presente all’interno del Modello PF REDDITI.
In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:

  1. firmare nella casella “Chiesa cattolica”, nel riquadro relativo alla scelta per l’8xmille,  facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  2. IMPORTANTISSIMO: firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”.

La scheda è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it – sezione: cittadini – dichiarazioni), oppure su 8xmille.it, oppure v. allegato 2.

I tempi e modalità di consegna sono gli stessi di quelli previsti per la scheda allegata al Modello CU. Quindi:

  1. consegnare entro il 30 novembre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”(*) secondo una delle seguenti modalità:
  • presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta
  • ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta; hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.
  1. Inoltre è possibile trasmettere la scelta direttamente via internet entro il 30 novembre.

(*) La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’8xmille.

Mef / Online i dati dell’8xmille relativi a dichiarazioni dei redditi 2019

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Sono stati pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze i dati relativi all’erogazione nell’anno 2023 dell’8xmille dell’Irpef, riferito alle scelte effettuate dei contribuenti nella dichiarazione dei redditi del 2019.

Disponibili anche i dati provvisori delle scelte relative agli anni di imposta 2020 e 2021.

Ai fini dell’interpretazione dei dati si ricorda che per la Chiesa cattolica, a differenza delle altre Confessioni, il meccanismo prevede l’erogazione di un acconto e di un conguaglio (riferito al terzo anno precedente). Nel caso di scelte non espresse il riparto è effettuato nella stessa proporzione delle scelte espresse, con l’eccezione di alcune Confessioni che hanno deciso di rinunciare alla quota loro spettante delle scelte non espresse. La voce anomalie si riferisce a scelte espresse che presentano irregolarità. Per ulteriori informazioni sul funzionamento dell’8xmille può essere consultato il sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia rispetto alle intese con le Confessioni Religiose, sia per la quota a diretta gestione statale.
(I dati statistici e la normativa relativi al cinque per mille sono invece disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata).
La modalità di esposizione dei dati di questa sezione del sito del Mef è in linea con la deliberazione della Corte dei Conti n.16 del 23/10/2014.

Lo comunica il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La musica va oltre…le sbarre

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Grazie alla Chiesa, la musica scandisce la vita dei detenuti nella Casa circondariale “Ettore Scalas” a Uta, a una ventina di chilometri da Cagliari. Tanto da vedere la nascita nel 2020 di un gruppo musicale, formato da una decina di loro, protagonisti, lo scorso 3 luglio, di un concerto fortemente voluto dall’arcivescovo Mons. Giuseppe Baturi e organizzato nella cappella del Carcere nell’ambito del Cammino sinodale dal titolo “Camminare insieme… verso la libertà”. (L’articolo su unitineldono.it a cura di Maria Chiara Cugusi)

Una musica che suona di perdono, riscatto, speranza, futuro: come nome per la loro “band” hanno scelto “Free inside” ovvero “Liberi dentro”, dal testo di una delle canzoni che loro stessi hanno scritto. «Benché rinchiusi – raccontano -, siamo comunque liberi di andare con la mente dove vogliamo».

Il tutto inizia qualche anno fa, con il laboratorio di musica – una delle attività proposte dall’area educativa trattamentale all’interno della struttura – e con l’animazione musicale della messa nei weekend.  «La musica ci insegna a stare insieme, a trovare una sintonia tra di noi». Durante il concerto, diversi brani musicali che raccontano la loro quotidianità, intervallati da alcune testimonianze sulle esperienze di vita, sul cammino compiuto in questi ultimi due anni, basato sull’ascolto e sul dialogo reciproco. Tra le storie c’è quella di Christian (nome di fantasia): disoccupato, due figlie, alla fine del 2019 arriva a commettere, insieme alla compagna, un furto in una delle parrocchie del territorio diocesano, arrivando alla colluttazione con uno dei sacerdoti presenti. E proprio quel sacerdote era lì seduto ad ascoltarlo cantare lo scorso 3 luglio, lui a cui Christian già aveva chiesto perdono e che ha voluto invitare al concerto – aperto solo ai parenti dei detenuti e ai volontari – come se fosse un suo familiare.

Tra le testimonianze c’è anche quella di Paolo (nome di fantasia), che ha raccontato la gioia nell’aver consolato il suo compagno di cella, pronto per uscire ma poi nuovamente bloccato per altri 18 mesi per l’arrivo di un cumulo di pena. «Mi sono seduto vicino a lui per far sì che non vivesse quel momento di sofferenza da solo: è stato come il “camminare insieme”, che ho imparato da questo percorso sinodale». E ancora, nelle sue parole, la gioia nell’aiutare i nuovi arrivati, cercando di dare loro consigli e vicinanza.

Tutto ciò grazie a una Chiesa presente tra le mura carcerarie. «Il nostro impegno – racconta don Gabriele Iiriti, cappellano del carcere dal 2016 e direttore della Pastorale diocesana penitenziaria – manifesta il desiderio della nostra Chiesa diocesana di accompagnare il cammino, la crescita umana e spirituale di queste persone, per dare un senso alle loro giornate, ed evitarne la depressione. Le proposte non mancano – dalla musica allo studio, dalla lettura al giardinaggio -, ma noi cerchiamo di accompagnare la loro motivazione.

Con loro siamo impegnati nell’animazione delle messe, in colloqui, in momenti di ascolto; poi è nata l’idea di coinvolgerli nel cammino sinodale, ogni mercoledì pomeriggio».

«Lavoriamo in rete – continua – con la direzione carceraria, l’area educativo-trattamentale, la Caritas diocesana, gli altri uffici della nostra Pastorale, con le comunità terapeutiche, il Tribunale di Sorveglianza e le altre istituzioni locali».

Il nostro obiettivo è «rendere tangibile la presenza della Chiesa in questo luogo di sofferenza, creare qui una comunità cristiana misericordiosa, accogliente, che non giudichi ma dia fiducia. Una presenza di vicinanza, prossimità, speranza anche nei momenti più bui».

Diversi i progetti portati avanti dalla Diocesi, dal magazzino Caritas di beni di prima necessità, al laboratorio di uncinetto e bricolage per donne detenute, grazie ad alcuni volontari della Comunità missionaria di Villaregia, fino al progetto “Orti sociali in carcere”, insieme ad alcuni club del Rotary di Cagliari. Non manca l’attenzione fuori dal carcere con i progetti – portati avanti insieme alla Caritas diocesana – per gli affidati alle misure alternative ospitati, durante i permessi premio, nella Casa di accoglienza Leila Orrù – De Martini.

Inoltre, «sarà importante far sì che il cammino sinodale – conclude don Iiriti – possa avere una continuità nella comunità, facendo sì che essa sia pronta per accogliere il detenuto una volta scontata la pena, per ascoltare la sua testimonianza, far sì che non si senta solo. Per far ciò occorre creare una mentalità, facendo conoscere la realtà del carcere, il cammino percorso, e rendendo possibile il cambiamento».

(Testo e foto di Maria Chiara Cugusi)

Cagliari / L’8xmille al Consultorio diocesano familiare

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Da oltre 40 anni accanto alle persone, coppie, famiglie in difficoltà. Il Consultorio diocesano familiare a Cagliari costituisce un punto di riferimento per chi attraversa un periodo di disagio, garantendo un servizio di consulenza, mediazione familiare, accompagnamento.  «Accogliamo le persone – spiega la presidente Simona Lauterio – e offriamo loro uno spazio in cui sono libere di rielaborare e risolvere i problemi. Si rivolgono a noi sia singoli che famiglie».  Il problema principale «riguarda il dialogo, la comunicazione: diverse famiglie hanno problemi nella relazione di coppia, ma anche nell’educazione dei figli. Incidono le difficoltà economiche, ma ciò che vediamo di più è l’ansia, l’insicurezza, la solitudine. Lavoriamo sulla relazione: partendo dalla singola persona coinvolgiamo il coniuge, i figli».

Nel 2022 oltre 800 ore di consulenza, circa 170 persone aiutate, di cui un centinaio donne. Inoltre, momenti di formazione più ampi aperti a tutti, quelli specifici per gli operatori, e un corso di training autogeno: il tutto garantito grazie ai fondi 8xmille (7.000 euro ricevuti dalla Diocesi nel 2022). Si lavora in rete con i Servizi sociali e con altre realtà locali. I percorsi consistono in una decina/quindicina di incontri con cadenza settimanale, grazie a una ventina di volontari con diverse professionalità, dagli avvocati ai consulenti legali, etici, familiari, dai mediatori e medici agli psicologi.

«Spesso le coppie si rivolgono a noi quando la crisi è già molto profonda – spiega Daniela Rossetti, consulente familiare da 25 anni-: è importante trasmettere loro speranza. Le aiutiamo a discutere in modo costruttivo, riacquistare fiducia; poi è la stessa coppia che capisce che il percorso è finito, perché ha gli strumenti per andare avanti».

«Nell’ultimo periodo – aggiunge la Lauterio- abbiamo notato un aumento dei giovani: le difficoltà maggiori riguardano lo studio, l’inserimento socio-lavorativo, la scarsa autostima, le problematiche relazionali, aumentate a causa della pandemia. Talvolta si rivolgono a noi anche adolescenti che vivono delle difficoltà nel loro contesto familiare». La riuscita dei percorsi «la percepiamo dal feedback delle persone che si sentono ascoltate, accolte: riescono a mettere una luce nuova sulla loro vita e a fare scelte concrete. E dopo i percorsi continuiamo a essere per loro un punto di riferimento».

Marco (nome di fantasia) si è rivolto per la prima volta al Consultorio qualche anno fa, quando si stava separando dalla moglie, dopo 47 anni di matrimonio. «Abbiamo fatto un incontro con gli operatori – racconta -, ma non è stato possibile evitare la separazione, anche a causa dei problemi psicologici di mia moglie». Dopo qualche anno, è stata la stessa donna a chiedergli aiuto. Racconta ancora: «Ho iniziato un percorso da solo, tutt’ora vado lì una volta al mese: il Consultorio mi ha dato la forza psicologica che mi ha permesso di salvare il mio matrimonio, una forza che ho trasmesso anche a mia moglie. Sono grato per l’aiuto ricevuto, senza il quale non ce l’avrei fatta».

Maria Chiara Cugusi (il Portico)