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Do you know widget? / Strumenti per la promozione dei siti del “sovvenire”

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Cosa sono i Widget? E perché il Servizio Promozione CEI inizia a parlare in maniera complicata?

La risposta è semplice: iniziamo a parlare di widget perché sono degli strumenti utilissimi per la promozione dei siti del “sovvenire”. Ma cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.

In pratica si tratta di una specie di banner che però non è statico ma aggiorna in automatico il suo contenuto poiché è collegato al sito cui è linkato.

Sono delle sorte di scorciatoie da inserire sulla Home o sulle pagine dei siti ad esempio della diocesi o dei siti dei periodici diocesani, grazie alle quali è possibile visualizzare un estratto delle informazioni presenti sul sito ad esempio di Uniti nel Dono.

Sono efficacissimi e lo abbiamo visto nella pratica del sito Uniti nel dono: quando diverse testate diocesane hanno iniziato ad inserirli sono schizzati in alto gli accessi al nostro sito e dalle statistiche abbiamo visto che il traffico proveniva in gran parte dai widget! E quindi via libera a questa nuova modalità di promozione!

Al momento sono disponibili i widget  per le offerte a questo link

https://www.unitineldono.it/widgets/

Basta copiare e incollare sul proprio sito et voilà il gioco è fatto!

Ora tocca ai nostri incaricati condividere questa modalità di promozione.

Offerte per il sostentamento / Segno di vicinanza, compassione e tenerezza

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L’importo complessivo delle donazioni per i sacerdoti supera nel 2021 gli 8,4 milioni di euro, con un leggero calo rispetto all’anno precedente. Il numero delle Offerte si attesta sopra 106mila, con una leggera contrazione rispetto al 2020. Quanto alla media della donazione di ciascuno, si conferma il risultato dell’anno precedente, pari a 79 euro. Per far crescere le Offerte deducibili destinate ai nostri sacerdoti, quest’anno viene esteso a 5mila parrocchie il progetto speciale di raccolta in collaborazione con gli Istituti diocesani, nato nel 2021 in via sperimentale, grazie al ruolo fondamentale svolto dagli incaricati diocesani.

I numeri del 2021, in dettaglio
In sostanza, la raccolta complessiva si attesta sopra gli 8,4 milioni di euro (bilancio non ancora del tutto definitvo), con un lieve calo rispetto al 2020, del 3,3%. Anche il numero delle Offerte per il clero nel 2021 si ferma a quota 106mila, con un 3,6% in meno rispetto al 2020. L’importo dell’Offerta media, invece, conferma il dato dell’anno precedente, con 79 euro. I risultati ottenuti, tuttavia, non possono essere presi come un riferimento puro, oggettivo e neutrale della generosità degli italiani verso il nostro clero, dal momento che risentono dell’eccezionalità storica del periodo 2020-2021: due anni di pandemia e di difficoltà economiche che hanno riguardato la vita complessiva del nostro Paese e di tutti noi.
Inoltre si è verificato, proprio nel mese di novembre, un disservizio di Poste Italiane. In una circolare diffusa lo scorso gennaio, Poste Italiane aveva infatti comunicato che l’emergenza sanitaria, causata dal Coronavirus, e la diffusione dei contagi avrebbe potuto generare “impatti e ripercussioni sulle tempistiche di erogazione dei servizi di recapito”. In altri termini, proprio nelle ultime settimane del 2021, ci sono stati fortissimi ritardi nei recapiti postali anche delle nostre comunicazioni relative alle Offerte. Alcuni donatori ci hanno scritto di aver ricevuto gli auguri di Natale a febbraio!

La novità, un progetto speciale di raccolta
Nel 2021 sono state coinvolte un centinaio di parrocchie, 98 per la precisione, sparse in tutta Italia in un progetto speciale che ha previsto nuove modalità di raccolta: buste cartacee consegnate durante le funzioni religiose e un’urna di cartone in Chiesa
. Ma soprattutto questo progetto ha rimesso al centro della vita parrocchiale il tema delle Offerte per il clero: grazie a incontri formativi, gruppi di lavoro creati ad hoc, reti di relazioni tra divere parrocchie, iniziative collaterali che hanno visto il coinvolgimento del territorio. La valutazione delle parrocchie che hanno aderito al progetto è stata positiva e i risultati ottenuti ottimi: nel 2021 tramite gli Istituti diocesani sono stati raccolti 74mila euro, 1/5 di quanto gli Istituti raccolgono di norma con le quietanze. L’iniziativa verrà replicata in tutta Italia in 5mila parrocchie.

Gli incaricati diocesani, artigiani del “sovvenire”
Il progetto speciale di raccolta e altre iniziative analoghe non si potrebbero realizzare senza la creatività, il talento e la ricerca dei nostri incaricati diocesani, veri e propri artigiani del “sovvenire”. Sono loro, infatti, che all’interno delle parrocchie promuovono la raccolta e facilitano le donazioni: forniscono i materiali informativi, organizzano incontri a tema, parlano apertamente e con credibilità del sistema di aiuto al clero. Ma soprattutto, con il loro esempio e la loro testimonianza, sensibilizzano ai valori di comunione e partecipazione, per far comprendere a tutti che le Offerte deducibili sono un segno di vicinanza, compassione e tenerezza nei confronti dei nostri sacerdoti.

Paolo Cortellessa

Progetto unafirmaxunire / Prorogata al 10 aprile l’iscrizione delle parrocchie sulla pagina web

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Prorogata la data di iscrizione delle parrocchie al progetto unafirmaxunire da giovedì 31 marzo a domenica 10 aprile.

Per consentire alle parrocchie di gestire tutte le fasi operative del progetto e ai referenti sul territorio di visualizzare e monitorare tutte le parrocchie delle diocesi, il Servizio Promozione CEI ha messo a disposizione la pagina web “unafirmaxunire”.

Per facilitare l’inserimento e la consultazione dei dati alleghiamo:

  1. le istruzioni per l’iscrizione della parrocchia al progetto e per l’accesso del parroco alla pagina web;
  2. le istruzioni sulla pagina web (sia gestionale per il parroco che operativa per incaricati diocesani e referenti regionali).

Per qualsiasi necessità potete rivolgervi all’ASSISTENZA del SOVVENIRE: tel. 06/97 85 84 14, e-mail – assistenza@sovvenire.it
dal lunedì al venerdì dalle 9:00/13:00 e dalle 15:00/19:00

Incontri formativi 2022 / Da marzo sospesi i contributi

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Dal 17 marzo u.s. e per tutto il 2022, è sospesa l’erogazione del contributo per gli incontri formativi organizzati da Regioni, Diocesi e Parrocchie.

Resterà comunque possibile, e auspicabile, l’organizzazione degli incontri anche se privi di contributo.

Pertanto si evidenzia che:

  1. non sarà più possibile inserire sul sito www.sovvenire.it nuove richieste di incontri di formazione con contributo
  2. saranno comunque gestite tutte le pratiche degli incontri già effettuati entro il 16 marzo 2022 (fase di rendicontazione ed esame). A tal proposito ricordiamo che senza la rendicontazione (da inserire entro 180 giorni dalla data dell’incontro) le pratiche non potranno essere valutate. Ne sollecitiamo pertanto la chiusura, in modo particolare per quelle del 2021.

Newsletter Uniti nel Dono / Come iscriversi

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Dal 1 novembre anche Uniti nel Dono ha una sua Newsletter. Un modo bello e concreto per rimanere in contatto con il buono che ogni giorno fiorisce sul territorio nelle nostre comunità.

Iscriversi è semplice, basta andare sul sito http://www.unitineldono.it e in fondo alla pagina si trova lo spazio dove inserire semplicemente nome, cognome ed email.

Iscrivetevi e fate iscrivere quante più persone possibili!

Perché è tanto importante iscriversi? Perché mese dopo mese la Newsletter accompagnerà le persone a vivere le storie e le opere realizzate grazie ai sacerdoti, attraverso video, interviste, spunti di approfondimento spirituale e quanto altro.

È un modo quindi per rimanere in contatto con storie positive in questi mesi così difficile e per sensibilizzare le persone all’utilità del sostegno ai sacerdoti.

Guida alla firma 2022 / Come destinare l’8xmille

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Modello Redditi

La scelta viene effettuata utilizzando l’apposita scheda presente all’interno del modello REDDITI che deve essere usata sia in caso di obbligo di presentazione della dichiarazione sia in caso di esonero.
Negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente.

Chi può firmare?

I contribuenti che non scelgono di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi oppure i contribuenti che sono obbligati per legge a compilare il modello REDDITI.

Come scegliere?

Firmare nella casella “Chiesa cattolica” facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta, nell’apposito riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’Irpef“ posto nella scheda.

Quando e dove consegnare?

  1. Il modello e la scheda possono essere predisposti da qualsiasi intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF), che provvederà anche all’invio della dichiarazione entro il 30 novembre. È importante comunque ricordare all’intermediario fiscale la propria scelta per la destinazione dell’otto per mille.
  2. Chi invece predispone da solo il modello, deve effettuare la consegna via internet entro il 30 novembre, ovvero, se non è obbligato all’invio telematico, presso qualsiasi ufficio postale dal 2 maggio al 30 giugno.

E il cinque e due per mille?

In tutti e tre i modelli troverete anche lo spazio per destinare il cinque e il due per mille. È una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’otto per mille. L’invito è a firmare l’otto per mille come sempre e, per chi vuole, aggiungere anche la scelta del cinque e due per mille.

Modello 730

Per chi è messo a disposizione il modello 730 precompilato?

In linea generale, il 730 precompilato è messo a disposizione dei contribuenti che – oltre ai redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati – possiedono altri redditi da dichiarare con questo modello e/o hanno oneri deducibili/detraibili, non hanno la partita IVA e possono avvalersi dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF o di un professionista abilitato.

Il modello 730 precompilato viene, quest’anno, messo a disposizione a partire dal 23 maggio in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it.)

Si può accedere a questa sezione utilizzando:

  • un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
  • CIE – Carta di identità elettronica;
  • una Carta Nazionale dei Servizi.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un intermediario fiscale (CAF o un professionista abilitato) In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.

Modalità di presentazione

  1. Presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate

Il contribuente può presentare il 730 precompilato e la scheda con la scelta (Modello 730 – 1) direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

  1. Presentazione al sostituto d’imposta

Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.

Il modello riporta la scelta per destinare l’otto, il cinque e il due per mille dell’Irpef. Può anche essere utilizzata una normale busta di corrispondenza indicando “Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef”, il cognome, il nome e il codice fiscale del dichiarante.

Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici.

In caso di dichiarazione in forma congiunta le schede per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef sono inserite dai coniugi in due distinte buste. Su ciascuna busta vanno riportati i dati del coniuge che esprime la scelta.

  1. Presentazione al CAF o al professionista abilitato

Chi si rivolge a un CAF o a un professionista abilitato deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.
Il modello riporta la scelta per destinare l’8, il 5 e il 2 per mille dell’Irpef.  Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici.

Termine di presentazione

Il 730 precompilato ed il modello 730-1 devono essere presentati entro il 30 settembre direttamente all’Agenzia delle Entrate o al CAF o al professionista o al sostituto d’imposta. I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

Modello 730 ordinario (non precompilato)

Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello REDDITI).

Il contribuente per cui l’Agenzia delle Entrate non ha predisposto il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella dichiarazione dei redditi) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello REDDITI. 

A chi e quando si presenta

Il modello 730 ordinario può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, al CAF o al professionista abilitato entro il 30 settembre.

Certificazione Unica (CU)

Chi può firmare?

Coloro che possiedono solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come scegliere?

Utilizzare l’apposita scheda allegata al Modello CU e:

  1. nel riquadro relativo alla scelta per l’otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  2. Firmare anche nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda.

Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, non si disponga della scheda allegata al modello CU, sarà possibile utilizzare per la scelta la apposita scheda presente all’interno del Modello REDDITI. In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:

  1. nel riquadro relativo alla scelta per l’otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta.
  2. Firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”.
    La scheda è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it – sezione: strumenti – modelli).

Quando e dove consegnare?

  1. Consegnare entro il 30 novembre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF” (*) secondo una delle seguenti modalità:
    • Presso qualsiasi ufficio postale che provvederà a trasmetterla all’Amministrazione finanziaria. Il servizio di ricezione della busta con la scheda da parte degli uffici postali è gratuito; l’ufficio postale rilascia una apposita ricevuta
    • ad un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere le scelte; inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.
  1. Inoltre, la scheda per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF può essere presentata direttamente dal contribuente avvalendosi del servizio telematico entro il 30 novembre.

(*) La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’otto per mille.

Uniti nel dono / Don Luca Torresi: da carabiniere a sacerdote

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Dal Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri… fino all’altare. Ma il filo rosso della vita di don Luca Torresi, parroco a Giulianova (TE), è rimasto comunque quello del servizio, con pazienza ed umiltà. “Non sono io la strada, ma cerco di indicarla alla comunità nella quale il Signore mi ha mandato“. Proprio come il vecchio faro per le barche che, nel buio, solcano questo mare.

È difficile capire una vocazione. Spiegarla forse è proprio impossibile. Del resto, come diceva san Tommaso d’Aquino, “per colui che ha fede non servono spiegazioni; per colui che non ha fede, nessuna spiegazione è possibile”. Lo sa bene don Luca Torresi, 49enne della provincia di Teramo che a un certo punto della sua vita ha deciso di spogliarsi della divisa di Carabiniere del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) per indossare l’abito talare.

In realtà oggi è più facile vederlo vestito in clergyman o con un maglioncino di lana, piuttosto che della veste ecclesiastica lunga fino ai talloni. Ma i fedeli della parrocchia della Natività di Maria Vergine a Giulianova, piccola città di circa 24mila abitanti che si affaccia sul mare Adriatico nella diocesi di Teramo-Atri, quando hanno bisogno di lui sanno sempre dove trovarlo.

La parrocchia è stata affidata a don Luca nel 2018 dopo che per oltre 60 anni era stata guidata da don Ennio Lucantoni. Proprio il vecchio parroco, scomparso nel 2018 e di cui don Luca è stato vice durante l’ultima parte del suo percorso di vita, ripeteva spesso cosa lo aveva più affascinato vedendo per la prima volta quel giovane sacerdote: “Mi ha colpito il suo modo di pregare”.

E c’è proprio la preghiera alla base di quella che viene definita una “vocazione adulta”, visto che don Torresi viene consacrato presbitero il 30 maggio 2015 all’età di 42 anni, al termine di un percorso di discernimento che era iniziato nel 2005, di ritorno da un pellegrinaggio.

L’eredità di don Ennio non è stata certamente semplice da raccogliere. La comunità della Natività è composta di circa 7mila fedeli ed è arricchita dai carismi di numerosi movimenti e associazioni che hanno spesso esigenze e necessità diverse tra loro. E poi in una cittadina di mare come Giulianova, con il suo fardello di problemi legati al mondo del lavoro e alla società, si sono aggiunte anche tutte le difficoltà portate dalla pandemia di Covid-19.

Nonostante tutto, però, nella comunità giuliese don Luca rimane uno dei punti di riferimento per la vita spirituale di ognuno, dai bambini del catechismo, fino alle persone anziane e ammalate, ma soprattutto per chi versa in condizioni più disagiate, e in parrocchia non trova mai la porta sbarrata.
E poi ci sono i grandi eventi della vita di questa terra, a cominciare dall’organizzazione della festa estiva in onore di Maria Santissima del Portosalvo, sentitissima da una parrocchia che affonda le proprie radici nella realtà lavorativa legata al mare.

Il sacerdozio non è solo un dono per me ma è un dono per tutto il popolo di Dio”, aveva detto don Luca presentandosi alla comunità teramana ancora alla vigilia della sua ordinazione presbiterale. Dopo sette anni, i suoi attuali parrocchiani – come Lorenzo, Marco, Federica e Stefania, la cui voce trovate nel video di Giovanni Panozzo – continuano a vederlo come un faro, la cui luce non si lascia intrappolare dalle ingombranti colonne della chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo ma si offre a tutti quelli che, anche solo di passaggio, chiedono un po’ di aiuto per illuminare la strada.
Proprio come fa ancora oggi il vecchio e amatissimo faro di Giulianova, per le imbarcazioni che solcano queste acque nel buio della notte.

(Testo di Marco Calvarese – foto e video di Giovanni Panozzo)

Amico del Clero / Il Campus Comunidare: una scommessa formativa

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Anche a marzo il mensile della FACI ha ospitato un articolo sull’importanza della formazione dei seminaristi ai temi del “sovvenire” a firma di don Graziano Donà, membro del Comitato per la promozione del sostegno economico della CEI.

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Il Campus “Comunidare” è stata l’espressione più concreta dell’impegno di “educare al sovvenire” da parte dei Vescovi Italiani nei confronti dei seminaristi. Infatti, nel documento Sostenere la Chiesa per servire tutti è presente un’importante esortazione nella quale si chiede ai seminaristi di accogliere la formazione riguardante le motivazioni teologiche e pastorali che stanno alla base del sistema di sostegno economico alla Chiesa in Italia e i concreti meccanismi del suo funzionamento, definiti in seguito alla revisione del Concordato tra Stato italiano e Chiesa Cattolica avvenuta nel 1984.
Il primo Campus si è tenne a Roma nel 2009 e i successivi appuntamenti annuali sono proseguiti ininterrottamente fino al 2019, quando la pandemia ha costretto a restrizioni importanti gli incontri in presenza; l’organizzazione è sempre stata affidata al Servizio Promozione per il Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica che ha operato in stretta collaborazione con la Segreteria generale della CEI.
Nel definire il programma e gli interventi per “educare i seminaristi al sovvenire”, i responsabili del Servizio Promozione, scelsero inizialmente di seguire tre criteri che poi nel tempo sono divenuti il riferimento per tutti gli altri Campus. Vediamoli nel dettaglio.

Il primo criterio consiste nella “presunzione” che i temi del “sovvenire” non sono marginali o appartenenti solo a coloro che sono a conoscenza di un certo linguaggio economico o giuridico, ma sono temi centrali perché nascono e richiamano una precisa idea di Chiesa, radicata nel messaggio evangelico e fedele agli insegnamenti del concilio Vaticano II: un’esperienza di comunione, che riconosce a tutti i battezzati che la compongono una vera uguaglianza nella dignità e chiede loro l’impegno alla corresponsabilità e alla condivisione delle risorse (Sostenere la Chiesa per servire tutti, 4).

Il secondo criterio si basa nel desiderio di dare fondamento al “sovvenire” e quindi, da un lato, fornire una formazione concreta ed esperienziale, dall’altro fare riflessioni e approfondimenti teologici e pastorali. Concretamente questo equilibrio si è sempre avuto attraverso delle lezioni in aula in piccoli gruppi che hanno permesso fattualmente una interazione ideale tra seminaristi e docenti qualificati.

Il terzo criterio si fonda nella condivisione della fraternità e nella conoscenza di sacerdoti e Vescovi responsabili di vari ambiti e uffici della Conferenza Episcopale Italiana.

Nel corso degli anni, il criterio motivo di confronto e revisione è sempre stato il secondo. I temi di attualità ecclesiale e civile e le caratteristiche dei seminaristi, han portato sempre ad interrogarsi al fine di trovare il giusto equilibrio tra la parte formativa e quella partica o progettuale. E proprio in quest’ottica, la sospensione dovuta alla pandemia, ha portato ad una revisione del metodo del Campus che nelle prossime settimane verrà ufficialmente presentato nella sua nuova veste.

Ad oggi però ciò che emerge è un senso di gratitudine per il lavoro svolto e per la formazione avuta e condivisa. Ogni anno oltre cento seminaristi hanno dato vita ad un laboratorio di idee e di vita che nel tempo ha dato frutti e che ha permesso, a molti giovani sacerdoti, di avere gli strumenti, per essere in grado un giorno di accompagnare con convinzione e con lealtà le comunità loro affidate (Sostenere la Chiesa per Servire tutti, 16).

8xmille alla Chiesa cattolica / Monzio Compagnoni: “Nulla di scontato”

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Le dichiarazioni del 2020 (su redditi 2019) hanno registrato – secondo i dati messi a disposizione dal Ministero dell’economia e delle finanze – un calo di circa un milione di firme per la Chiesa cattolica e un corrispondente contemporaneo aumento nei confronti dello Stato. È vero che eravamo nel cuore della prima ondata di pandemia e che certamente il senso civico di tanti italiani li ha portati, forse, a guardare alle istituzioni pubbliche più in difficoltà, specialmente quelle sanitarie. È vero che restano sempre una larghissima maggioranza le preferenze raccolte dalla Chiesa cattolica (oltre 12 milioni di firme, più del 70% di quelle espresse). Però il segnale non può essere trascurato, perché si tratta del più forte calo di consensi mai registrato da quando c’è l’8xmille. Ne parliamo con Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

Questo calo di consensi la preoccupa?
Non direi, visto il contesto in cui questi numeri sono maturati. Sono però dei dati che ci devono far riflettere. Da quando, poco più di 30 anni fa, il sistema dell’8xmille è andato a regime, si è consolidata una sorta di convinzione che le percentuali dei firmatari saranno sempre le stesse. 

E invece, non è così?
Non è detto. Di queste risorse è sempre stato fatto un buon uso: scrupoloso, accuratamente rendicontato e che ha prodotto risultati straordinari in termini di servizio ai poveri, manutenzione dei beni culturali della Chiesa, sostegno all’azione pastorale. Forse però è giunto il momento di fare un passo avanti ulteriore. 

A cosa si riferisce?
Le rispondo con le parole del Card. Attilio Nicora, scomparso a 80 anni nel 2017, che per anni ha offerto un contributo fondamentale al cammino del “sovvenire” nella Chiesa italiana. Diceva Nicora: “La verifica dell’autenticità di uno spirito di comunione e di corresponsabilità, è la disponibilità che uno ha di mettersi a tal punto dentro, da mettere insieme anche la questione delle risorse, dei mezzi economici, delle necessità che la Chiesa ha di sostenersi per vivere e per esercitare la propria missione”. Ecco allora la domanda da farci: fino a che punto siamo dentro, nel cammino della nostra Chiesa? Fino a che punto la sentiamo veramente nostra? 

Chi deve dare una risposta a questa domanda?
Tutti coloro che si sentono parte della Chiesa. La Chiesa non è ricca e non deve mai ambire ad esserlo. Accettando l’8xmille ha fatto comunque una scelta di povertà: dipendere dalle firme dei cittadini. In ogni diocesi, in ogni parrocchia, in ogni famiglia bisogna ritrovare quindi quello slancio che ci fa dire: “la mia firma è fondamentale, perché le necessità della Chiesa riguardano anche me”. L’8xmille, è vero, non costa nulla a chi firma, ma non può mai essere dato per scontato. L’impegno a far crescere le firme e a sostenerle riguarda tutti, nessuno escluso. La pandemia e il calo di consensi che c’è stato, ce lo hanno ricordato con provvidenziale forza.

(A cura di Stefano Proietti)