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Firmato da Te / Caritas Treviso: con “Casa Jawo” protagonisti i giovani

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La progettualità, avviata nel 2022, è attualmente in prosecuzione. Si tratta di un processo generativo che ha l’obiettivo di coinvolgere i giovani della diocesi nella creazione di uno spazio fisico in cui entrare in relazione con altri giovani per condividere desideri e riflessioni sul ruolo delle giovani generazioni nella società, attraverso l’opportunità dell’incontro con i fratelli più poveri.

In particolare, un gruppo di una decina di giovani si è fatto protagonista della riqualificazione e gestione di alcuni locali presso la sede della Caritas, denominati “Casa Jawo”, in un’avventura che sta trasformando uno spazio vuoto in un luogo pieno, di vita e di storie.

La riqualificazione permetterà al gruppo di giovani di entrare in relazione con gli ospiti senza fissa dimora accolti nella Casa della Carità, adiacente ai locali della casa, e riflettere sulla dimensione di prossimità con i fratelli più poveri attraverso un’esperienza vissuta in prima persona.

Scopri su www.8xmille.it i progetti realizzati anche grazie a chi firma per destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica.

 

8xmille / Pubblicato il rendiconto 2022 nella Bergamasca

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Lo scorso 7 giugno, su iniziativa del Servizio diocesano di Bergamo per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, si è svolto un incontro online tramite la piattaforma Zoom per condividere alcuni aspetti formativi e di rendicontazione inerenti l’8xmille.

Qui il link per rivedere la registrazione del collegamento.

In allegato il Rendiconto della diocesi di Bergamo 2022 e un’intervista all’incaricato diocesano don Marco Milesi, a cura di Sergio Cotti, pubblicata da L’Eco di Bergamo dal titolo «Chiesa, l’Otto per mille aiuta tutto il territorio con migliaia di progetti».

Massimo Pavanello / Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro

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«Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» (Tau Editrice) è l’ultimo libro scritto da Massimo Pavanello, incaricato per la diocesi di Milano del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa e del Servizio per il turismo e i pellegrinaggi. 

Il testo, che si avvale della prefazione di S.E. Chiara Porro – Ambasciatrice d’Australia presso la Santa Sede – nata in Lombardia e cresciuta nell’altro emisfero; e della postfazione di don Antonio Serra, da anni residente a Londra e coordinatore nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Inghilterra e Galles, raccoglie una trentina di interviste realizzate per la rubrica «Gli italiani nel mondo. E la Chiesa con loro» proposta da Radio Mater. La trasmissione – ideata e condotta da Massimo Pavanello – è tuttora presente nel palinsesto e si avvale della consulenza della Fondazione Migrantes.

Il penultimo capitolo è dedicato espressamente al racconto di un progetto estero realizzato con il contributo dell’8xmille. Il riferimento al sistema del Sovvenire italiano talvolta è più esplicito – i preti Fidei donum, ad esempio, attingono a questo cespite – talaltra più indiretto. Tutte le interviste, comunque, presentano almeno una domanda sul sostentamento del clero locale e della Missione stessa. Il lettore, così, può farsi una idea del diversificato sistema europeo circa questo tema.

L’interesse giornalistico dà conto della vita di alcune Missioni Cattoliche Italiane che lavorano soprattutto in Europa. Preti, catechisti, diplomatici, giornalisti, imprenditori, genitori, giovani, pensionati, professionisti si sono prestati al microfono del conduttore raccontando l’esperienza di italiani all’estero e di ciò che li lega ad una Chiesa che parla la propria lingua.

Nei colloqui sono stati affrontati anche argomenti mutuati dalla cronaca più infiammata: la guerra in Ucraina; il Sinodo della Chiesa tedesca; la Brexit; gli italiani detenuti in territorio straniero; gli atti vandalici nei confronti di chiese europee; i rapporti sulla pedofilia; i progetti Erasmus.

«L’intuizione che ha portato a questo libro (frutto dell’omonima rubrica radiofonica) – dichiara Pavanelloparte da un dato: ci sono più italiani nel mondo che stranieri in Italia. Da quando l’emigrazione è un fenomeno, i connazionali all’estero hanno avuto al loro fianco una Chiesa dall’idioma familiare. L’uscita dal Bel Paese non si è fermata neppure in tempo di pandemia, quando i margini di spostamento erano risicati. Per tutti, anche i molti realizzati, è il bisogno e non il romanticismo a spingere verso nuovi lidi».

L’Autore, da questa ricognizione ad extra, individua anche una ricaduta interna. Infatti, chiosa: «Conoscere l’andamento vettoriale della emigrazione italiana, che include il dato spirituale, facilita anche la rilettura dell’immigrazione verso le coste domestiche».

Il pensiero finale è quasi una dedica. «Pur programmato nel palinsesto originario, rivela Pavanello, non è stato raggiunto un gruppo di connazionali. Quello della vivace Comunità italiana di Mosca che si raduna presso la chiesa di San Luigi dei Francesi. Basti qui una prudente citazione. L’attuale contesto internazionale ha suggerito di custodire questi fedeli. In attesa di dare loro voce».

In allegato il comunicato stampa e la copertina del libro.

           

Firmato da Te / Caritas Matera: “Casa Annacarla”, dove le donne si sentono al sicuro

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Casa Annacarla” è una struttura di accoglienza per donne sole o con bambini e per famiglie in situazione di fragilità, situata all’interno del Villaggio del Fancilullo dei Padri Rogazionisti, a Matera.

Con il progetto “Varcare la soglia” si vuole realizzare un processo di accoglienza delle donne e delle famiglie attraverso un sistema integrato di alloggio e servizi di accompagnamento e mediazione sociale affinché si attui il processo di re-inclusione sociale.

Qui la parola “casa” non si ferma alla denotazione fisica di edificio, ma vive nel connotato sentimentale, relazionale e spirituale.

“La realizzazione di un sogno – sostiene la Caritas – è reso possibile grazie ai fondi 8xmille della CEI, che consentono la gestione del progetto”. Qui le donne si sentono al sicuro e ritrovano la speranza di un futuro migliore.

Scopri su https://www.8xmille.it i progetti realizzati anche grazie alla firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica.

Roma / SOS apprendimento: una parrocchia in prima linea

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La parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle, quartiere Torrino, è diventata una risorsa imprescindibile per una cinquantina di ragazzi e ragazze, dai 6 ai 18 anni e per le loro famiglie. Il sabato mattina, infatti, gli spazi parrocchiali ospitano il Laboratorio Dsa (Diverse strategie di apprendimento), attivo dal 2019, a beneficio di ragazzi con qualche difficoltà cognitiva.

Il Laboratorio è nato grazie all’impegno di Eleonora Scacciapulli, di tanti volontari e del parroco don Francesco Zanoni. «Sono un avvocato e mi occupo da trent’anni di diritto minorile, ma soprattutto sono mamma di due ragazzi dislessici», racconta Scacciapulli. «Poco prima della pandemia, nel 2019 appunto, lanciai al parroco l’idea di aprire uno sportello per le famiglie che, come la mia, avevano dei ragazzi con disturbi dell’apprendimento».

Ciascuno «mette a disposizione e al servizio degli altri in maniera gratuita ciò che di buono ha, i suoi talenti», sottolinea il parroco don Francesco Zanoni. «È bello che il sabato mattina ci sia questo luogo di incontro, in cui sono protagonisti i ragazzi e le tante persone che offrono il proprio tempo e le proprie competenze». A guidare sia i giovani che gli adulti la celebre frase di san Francesco, che è un po’ il motto del Laboratorio Dsa: «Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».

Per saperne di più www.unitineldono.it.

Terni–Narni–Amelia / Relazione sui fondi 8xmille distribuiti nel 2022

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Poco più di un mese fa abbiamo presentato, in concomitanza con la Giornata nazionale dell’8xmille, il “Rendiconto 2021 dell’8xmille alle Diocesi dell’Umbria”.

La diocesi di Terni – Narni – Amelia continua il lavoro divulgativo pubblicando sul proprio sito (qui) le somme derivanti dall’8xmille ricevute nell’anno 2022 da parte della Conferenza Episcopale Italiana per “esigenze di culto e pastorale” (€ 568.863,85) e “interventi caritativi” (€ 541.307,32).

Si legge come incipit: “Grazie all’impegno di tante persone, che hanno scelto di destinare l’8xmille dell’Irpef alla Chiesa cattolica, anche quest’anno in diocesi si è potuto fare molto per tanti fratelli. In un momento di particolare difficoltà economica si è cercato con i fondi del 2022 di sostenere le attività istituzionali, proprie della pastorale diocesana e, in particolare, le tante situazioni di bisogno e di povertà”.

Parlano di noi / 8xmille per restauri, cura dei poveri, sviluppo dei popoli

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Anche oggi la missione è legata a testimonianza sociale e caritativa. Missionari e opere missionarie si prodigano, in caso di catastrofi naturali e in situazioni di guerre civili, per la popolazione civile che soffre e cercano di aiutare i più poveri tra i poveri.

(Walter Kasper, Il Vangelo di Gesù Cristo)

“I periodi di crisi, spesso, ci mettono davanti a un bivio: aprirci al mondo, alle persone che soffrono, ovunque si trovino, oppure rinchiuderci nel nostro piccolo spazio, addossando proprio ai poveri e ai sofferenti parte della colpa della crisi che stiamo vivendo. La seconda scelta è -ovviamente- comprensibile: ma è del tutto sbagliata. La qualità delle nostre esistenze non dipende esclusivamente dal nostro tenore di vita, ma anche e soprattutto da quanti e quali gesti d’amore siamo capaci di compiere, senza badare a confini e frontiere. E basta una semplice firma, quella per l’8xmille alla Chiesa cattolica, con la quale ogni anno possiamo sostenere migliaia di progetti caritativi, di culto e pastorali in Italia e nel mondo e contribuire al sostentamento dei sacerdoti impegnati ogni giorno nelle parrocchie o in missione nei Paesi più poveri”.

Inizia così un nuovo articolo sull’8xmille pubblicato da repubblica.it che vi invitiamo a leggere.

Vi segnaliamo anche quello uscito il 19 giugno sul ilsole24ore.it (Grazie alle firme ogni anno vengono restituiti a fedeli e visitatori antichi tesori) e il 13 giugno su ansa.it (Nascere a Tosamaganga. Un ospedale in Tanzania sostenuto dall’8xmille alla Chiesa cattolica).

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8xmille a Cagliari / Dalla Parola…alle opere per i più fragili

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Il Portico, settimanale diocesano di Cagliari, continua nel suo impegno a comunicare l’8xmille in diocesi grazie alla bella penna di Maria Chiara Cugusi.

In questo articolo ci parla di un’intera comunità che si prende in carico i più fragili: succede nella parrocchia Medaglia Miracolosa a Cagliari grazie al Centro caritativo parrocchiale “… e si prese cura di lui” che porta avanti molteplici interventi a favore delle persone più bisognose.

«Come missionari vincenziani siamo presenti in questa parrocchia da 70 anni – spiega il responsabile del Centro Padre Carlo Cogoni -. Il Centro è nato qualche anno fa, in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri: la priorità è quella dell’ascolto, dell’accoglienza, del prendersi cura dell’altro».

Qui grazie ai fondi 8xmille (10.000 euro ricevuti dalla Diocesi nel 2022) vengono garantiti diversi servizi: lo Sportello d’ascolto, la distribuzione di beni di prima necessità, prodotti per l’infanzia e indumenti attraverso “l’Armadio solidale”, gli interventi miranti ad affrontare le spese quotidiane, e quelle di sostegno allo studio, come l’acquisto di libri.

Circa 160 gli ascolti effettuati dallo Sportello nell’ultimo anno, una cinquantina le famiglie aiutate dal Centro. All’interno vi collaborano diverse realtà: volontariato vincenziano, Figlie della carità, volontari della parrocchia; si lavora in rete anche con le istituzioni locali.

Grazie allo Sportello d’ascolto «si accoglie la persona – spiega una delle volontarie, Rosita Bassu -, si cerca di capirne i bisogni, si instaura con essa una relazione, in modo che non si senta sola». Tante le situazioni di fragilità, talvolta correlate a dispersione scolastica e povertà relazionale: «Cerchiamo di orientare le persone, di camminare con loro, di incoraggiarle: un ascolto attivo che non giudica, ma che mira ad accompagnarle verso l’autonomia».

Inoltre, grazie a questi fondi vengono portati avanti progetti ad hoc, come il progetto “Strada” per le persone senza dimora che gravitano intorno alla parrocchia; o il progetto “Terra” destinato a un giovane affidato alle misure alternative, che grazie alla concessione, in comodato d’uso gratuito fino al 2025, di un terreno appartenente a uno dei padri vincenziani impegnati nella parrocchia, è riuscito a riscattarsi da un passato segnato da errori e sofferenze. Il tutto grazie anche al coinvolgimento della comunità, che ha contribuito all’acquisto delle attrezzature agricole.

«La nostra preoccupazione è quella di sensibilizzare la comunità cristiana – aggiunge Padre Carlo -: i poveri per diritto evangelico appartengono alla Chiesa, quindi tutti dobbiamo metterci in gioco». «Questo progetto – racconta Marco (nome di fantasia) – ha significato un futuro, la possibilità di autonomia. Per la prima volta mi è stata data l’opportunità di condurre una vita diversa, grazie al lavoro. Ho imparato a rispettarmi, penso di essere un bravo agricoltore, ho fatto fruttare il mio terreno e riesco a prendermi cura della mia famiglia; mi piacerebbe ingrandire l’attività».

(Maria Chiara Cugursi)

Monzio Compagnoni: “Con gli incaricati diocesani e parrocchiali dialoghiamo col territorio”

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Quasi tutte le diocesi italiane hanno un incaricato che si occupi di far conoscere e promuovere sul territorio le opere realizzate con i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Negli ultimi anni, quest’impegno ha chiamato in causa anche le parrocchie, che hanno cominciato a indicare un proprio referente. In Italia sono circa 5.000 quelle che hanno nominato il proprio incaricato. Un quarto di tutte le parrocchie presenti in Italia. Ne parliamo con Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

Chi sono gli incaricati diocesani e parrocchiali?
Questo è un momento molto importante per la nostra rete, perché storicamente ha sempre avuto una struttura che arrivava fino alle diocesi, in pochi casi alle parrocchie. Quindi, avevamo solo i referenti regionali e poi gli incaricati diocesani quali rappresentanti del Sovvenire nelle diocesi, nel territorio, nelle regioni. Non eravamo mai arrivati nelle parrocchie. Adesso abbiamo iniziato un progetto per arrivare ad avere un referente parrocchiale nel maggior numero di parrocchie possibili. Con i progetti di raccolta delle firme o di raccolta delle donazioni, questo comincia ad avvenire. Così siamo già arrivati a 5.000 referenti: sono dei numeri molto grossi perché le parrocchie sono circa 20.000. Quindi, l’auspicio è di raggiungere le 20.000 persone che entreranno nel territorio e cominceranno a parlare dei valori del Sovvenire, del perché sostenere la Chiesa cattolica e qual è il ruolo della comunità. Mentre per quanto riguarda le diocesi, gli incaricati diocesani coprono quasi tutte le diocesi italiane. Sono presenti nel 99% delle diocesi. Per metà sono sacerdoti e per l’altra metà sono volontari laici. La loro attività è quella di promuovere il Sovvenire sul territorio e, quindi, realizzare eventi, fare corsi di formazione in parrocchia, creare eventi di presentazione con i giornalisti. Come è avvenuto, per esempio, in Umbria, dove si tiene la presentazione del bilancio regionale delle opere dell’8xmille con tutta la stampa locale.

Sono, quindi, degli annunciatori…
Sono persone che oltre a raccontare i valori del Sovvenire e le opere della Chiesa cattolica raccontano qual è il ruolo della comunità nei confronti della Chiesa, soprattutto perché la Chiesa è sostenuta dalla sua comunità. Agli incaricati diocesani adesso abbiamo dato un compito in più, che è quello di collaborare con i referenti degli uffici delle comunicazioni sociali diocesani, perché oltre a una campagna nazionale sull’8xmille ci sia una campagna locale, che nasce dal territorio, che è più concreta, in quanto deve parlare delle opere che in quel territorio vengono realizzate con l’8xmille.

Dall’ultimo Convegno dedicato alla vostra rete nello scorso mese di febbraio a oggi, quali feedback stanno arrivando?
Abbiamo osservato che sta ritornando l’entusiasmo nel compiere questo servizio, un entusiasmo che si era un po’ perso. Il fatto che i Vescovi abbiano riscoperto l’importanza del ruolo ricoperto dagli incaricati, il fatto che ci siano dei progetti che hanno un’importanza per la Chiesa, ha rimotivato le persone che svolgono questo servizio.

Dal territorio, invece, quali feedback arrivano?
Che i progetti sono impegnativi, però i risultati che stanno venendo fuori dalle attività che gli incaricati stanno sviluppando sono molto positivi. Perché quello che sta emergendo è che, quando la Chiesa chiede alla comunità un impegno, essa è pronta a reagire. La Comunità esiste e se coinvolta è pronta a sostenere la chiesa e i suoi sacerdoti! Questo credo che sia il messaggio più importante.

Di Filippo Passantino (Sir, 10 giugno)

Parlano di noi / Gesti d’amore che diventano solidarietà e identità

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“L’unico modo per giungere ai poveri è identificarsi con Gesù che dà vita dando sé stesso. Quanto maggiore sarà l’assimilazione a lui, tanto più si sarà vicini ai poveri. Soltanto attraverso Gesù questi trovano la salvezza, perché la povertà è causata dal rifiuto di una generosa dedizione. Non basta dare, è necessario darsi, e solo identificandosi con Gesù si può amare così. (J. Mateos, J. Barreto, Il Vangelo di Giovanni)”. Sono le prime righe che annunciano l’articolo su lastampa.it, che continua con questa citazione: “Sono mille i problemi che ci assillano quotidianamente: il lavoro, le bollette, l’incertezza del futuro, e ancora tanti altri pensieri che ci rendono inquieti e finiscono con l’influire sulle nostre vite. Eppure, pensiamoci un attimo: cos’è che ci fa star bene come il compiere un semplice gesto d’amore? Scriveva Kurt Vonnegut che lui di regola ne conosceva una sola: bisogna essere buoni. E se ci si pensa, alle volte essere buoni, lasciare che un gesto d’amore ci riempia la vita e soprattutto aiuti gli altri, è più facile di quanto pensiamo. Basta una semplice firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica, per sostenere migliaia di progetti caritativi, di culto e pastorali in Italia e nel mondo e contribuire al sostentamento dei sacerdoti impegnati ogni giorno nelle parrocchie o in missione nei Paesi più poveri”.

Altri esempi di “gesti d’amore” oggi su fanpage.it: “Ciascun contribuente deve presentare ogni anno la Dichiarazione dei Redditi per essere in regola. È questa un’occasione preziosa per poter migliorare la nostra e l’altrui vita. Basta una firma per l’8xmille alla Chiesa Cattolica per farci sentire bene e moltiplicare questo benessere nei luoghi vicini e lontani. Da nord a sud, l’Italia è ricca di progetti di solidarietà: da Seregno ad Albano Laziale e a Brindisi, scopriamo cosa possiamo fare con la nostra firma” (qui).