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Servizio interventi caritativi sviluppo dei popoli / Anziani, una risorsa da valorizzare

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In una società che invecchia rapidamente, è fondamentale favorire l’inclusione sociale, la cura e l’accompagnamento degli anziani attraverso strutture e servizi su misura. È quanto fa la Chiesa in Italia, tramite il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica.

Dal 1991 sono stati finanziati 131 progetti rivolti agli anziani di 39 Paesi del mondo, per un totale di oltre 17 milioni di euro.

La necessità di far nascere ed animare luoghi e contesti comunitari in cui gli anziani vengano valorizzati e nei quali, al contempo, venga fornito supporto fisico e psicologico, è al centro della IV Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebrerà domenica 28 luglio. Il Messaggio di Papa Francesco per l’occasione ha come titolo “Nella vecchiaia non abbandonarmi” (cfr. Sal 71,9): è un invito a costruire legami intergenerazionali, capaci di arricchire l’intera comunità. Uno scambio di valori, vita vissuta e saggezza che alimenta lo sviluppo individuale e collettivo contrastando l’isolamento.

Un recente report delle Nazioni Unite (“World Social Report 2023”) stima che entro il 2050 il numero di persone di 65 anni o più in tutto il mondo sarà più che raddoppiato, passando da 761 milioni nel 2021 a 1,6 miliardi e almeno 400 milioni di persone avranno superato la soglia degli 80 anni. Si prevede che solo nell’Unione Europea il numero di ultraottantenni aumenterà dell’88% e la spesa pubblica non riuscirà a tenere il passo. L’invecchiamento progressivo impone una rinnovata attenzione alle esigenze e i bisogni degli anziani, per i quali accanto a piani di assistenza, servono progetti di esistenza, cioè progetti per una vita in pienezza. Occorre fare in modo che ognuno sia attivo nel suo contesto di vita e che si consideri parte di una comunità che sa prendersi cura di chi è nel bisogno.

Anche nei Paesi più poveri del mondo, dove la marginalizzazione dell’anziano è una piaga ricorrente e dove si riscontrano maggiormente disuguaglianze in relazione a genere, salario, educazione, etnia e contesto di residenza.

La Chiesa in Italia continua a farsi prossima ai nonni e agli anziani, ad ogni latitudine. In Brasile, Colombia e Cuba, ad esempio, i fondi dell’8xmille hanno supportato la nascita di oltre 40 realtà progettuali.

Significativo anche il contributo della Chiesa cattolica in Medio Oriente, dove sono stati sostenuti progetti per più di 2 milioni e mezzo di euro. Sono state rinnovate strutture fatiscenti, offerte cure e assistenza ai malati, avviate attività di animazione e promozione, grazie anche all’aiuto di volontari. Progetti che vanno proprio nella direzione del messaggio del Papa, favorendo la rinascita di un senso di comunità, appartenenza e solidarietà tra generazioni.

Come avviene anche in India, dove sono stati sostenuti 34 progetti rivolti alle persone anziane, spesso abbandonate dalle proprie famiglie e in situazione di povertà estrema indigenza o vittime di violenze fisiche e psicologiche. A Thodupuzha, nel Kerala, ad esempio, dove la popolazione è prevalentemente rurale, è stato avviato un ampio progetto di durata triennale, che ha coinvolto oltre 4 mila persone. “Qui sto bene, sono assistita e curata, ma soprattutto mi sento parte di una grande famiglia, dove ognuno fa quello che può e c’è condivisione, anche nei piccoli gesti, che ci rendono ogni giorno più uniti”, racconta Swati, aprendosi in un sorriso che trasmette tutta la gioia di sentirsi inserita in una comunità viva. “Il mese scorso – aggiunge – abbiamo festeggiato il mio ottantesimo compleanno tutti insieme. È stato davvero un bel momento di convivialità”. Proprio questo è uno degli scopi del progetto: proporre attività ricreative e di formazione, per ridurre la sensazione di solitudine e far sentire le persone ancora attive. Si cerca inoltre di coinvolgere le famiglie e l’intera comunità, attraverso iniziative comuni e programmi di sensibilizzazione e advocacy.

Così, come chiede il Papa, “all’atteggiamento egoistico che porta allo scarto e alla solitudine contrapponiamo il cuore aperto e il volto lieto di chi ha il coraggio di dire “non ti abbandonerò!”.

Il “Sovvenire in radio” / Su Radio Kalaritana l’architetto Puddu, dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e beni culturali

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Ospite della IV puntata della trasmissione “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, l’architetto Terenzio Puddu, dell’Ufficio tecnico per l’edilizia di culto e per i beni culturali della diocesi di Cagliari.

Nell’intervista, a cura di Maria Chiara Cugusi e don Alessandro Simula, si parla dei progetti portati avanti nella diocesi e finanziati, grazie all’8xmille, direttamente dalla Conferenza episcopale italiana nell’ambito dei beni culturali e dell’edilizia di culto. Progetti che hanno ricadute importanti e significative per il territorio, sia culturali che socio-economiche: in termini di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico, culturale, architettonico e in termini di promozione e salvaguardia del lavoro.

Ascolta la puntata

Avvenire / Caritas. Progetti aperti alle comunità. Con i poveri e spazio ai giovani

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Vi segnaliamo questo articolo, pubblicato sul quotidiano Avvenire del 19 luglio scorso, sui progetti Caritas e il tentativo di orientarli in modo “animativo”. Che significa lo spiega Marcello Pietrobon, coordinatore dell’unità Amministrazione e responsabile del Servizio progettazione in Italia di Caritas italiana.

I progetti 8xmille di Caritas italiana nel 2023 sono stati in tutto 430 per quasi 28 milioni di euro di finanziamenti. Gli ambiti sono quelli abituali, dall’abitare al sostegno di mense ed empori, dalla formazione professionale e l’inserimento lavorativo a cura, accompagnamento e ascolto. «Ma la novità – spiega Marcello Pietrobon – è stato il tentativo di orientare tutti i progetti in modo animativo».

Cosa significa?
Lo sono sempre stati, ma occorre domandarsi che impatto abbiano, come quel che le Caritas fanno sui territori trasforma le comunità. Insomma, occorre capire il senso del servizio, altrimenti resta una attività filantropica. Quindi abbiamo iniziato a guardare i progetti dicendo alle Caritas diocesane di riflettere su questo tema, vedere come le mense classiche, gli empori, i servizi a bassa soglia vengano presi in carico dalla comunità.

Esistono progetti animativi della Caritas?
È uno sguardo trasversale
. Occorre valutare come i servizi vengano resi ai poveri attraverso le comunità e non come servizio sociale. La Caritas è per statuto deputata all’animazione della carità.

Ma come viene valutato l’impatto di un progetto Caritas su una comunità?
Quest’anno ci aiuta nella valutazione una équipe accademica del Sant’Anna di Pisa per capire in che modo possiamo misurare il cambiamento della comunità attraverso un determinato progetto
. Ovviamente è misurabile sul lungo termine, non nel tempo della realizzazione. Proviamo perciò a inserire nella riflessione alcuni elementi: primo se si è fatto un progetto per i poveri o con i poveri; secondo come le comunità accompagnano i percorsi. La nostra non è una misurazione numerica perché la logica della Caritas non è aumentare i servizi, l’obiettivo è invece diminuirli non per indifferenza, ma perché il problema è stato risolto o preso in carico dalla comunità e dagli enti pubblici. La trasversalità è il valore autentico perché evidenza il carattere animativo dei progetti.

Quanti sono stati valutati?
Un terzo che segnalano 11mila volontari coinvolti, oltre 700 partner territoriali, 1.400 realtà ecclesiali o 600 associazioni e organizzazioni territoriali impegnate. Per noi è questo il senso della animazione. In questi 150 progetti, 48 mila persone hanno ricevuto beni alimentari, ma più che altro conta chi li ha donati. Mediare l’intervento rendendo protagonisti i poveri e coinvolgendo la comunità è infatti più faticoso, ma sedersi al tavolo ad ascoltare aiuta anche a capire nuovi bisogni. Chi incrementa solo i servizi magari lo fa anche meglio di noi, ma spesso non ascolta.

Viene valutato anche il coinvolgimento dei giovani nei progetti?
Sì, ma non necessariamente per il volontariato immediato, perché magari al momento hanno bisogno di lavorare o non possono impegnarsi subito. Ma si può misurare la proposta nel loro dna. E magari diventeranno volontari tra 20 anni. Poi dobbiamo essere capaci di arrivare all’essenziale, oppure la gente rischia di seguire quello che emoziona di più. Se dalle risposte non passano lo stile e il senso di quello che fai, il cuore del messaggio evangelico, rischiamo di non venire più seguiti.

Radio Kalaritana racconta il “Sovvenire in radio” / 8xmille: ospite del 14 luglio il direttore della Caritas don Lai

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Maria Chiara Cugusi conduce insieme a don Alessandro Simula, responsabile del Servizio diocesano del Sovvenire, una nuova puntata del podcast “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, il programma di Radio Kalaritana dedicato ai temi del sostegno economico alla Chiesa cattolica e che comprende i due filoni dell’8xmille e delle offerte per i sacerdoti “Uniti nel dono”.

In questo primo ciclo di puntate si parlerà dell’8xmille. Ospite della terza puntata don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana.

Tra le destinazioni dell’8xmille, oltre agli interventi di culto e pastorale, gli interventi di carità. Anche in questo senso l’8xmille ha delle ricadute importanti da un punto di vista sociale: è un moltiplicatore concreto di risorse e servizi per le persone più fragili, è un volano per incrementare le attività di welfare comunitario, anche attraverso la costruzione di reti solidali e il rafforzamento di una vera e propria cultura del volontariato.

Qui la puntata da ascoltare

Beni Culturali / Progetto “Nel tuo nome, l’arte parla di comunità”

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Lunedì 1 luglio 2024 il direttore dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI, don Luca Franceschini, il dott. Andrea Nante, curatore scientifico del progetto “Nel tuo nome, l’arte parla di comunità”, e il dott. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile per il Servizio per la promozione del sostegno economico alla chiesa cattolica, hanno partecipato al webinar di presentazione delle iniziative collaterali alla Mostra 2025 che le diocesi italiane sono invitate a realizzare.

Sul sito dell’Ufficio Nazionale Beni culturali ecclesiastici e edilizia di culto il link del webinar e gli allegati.

Il “Sovvenire in radio” / Su Radio Kalaritana l’economo don Camboni descrive il vero “valore” dell’8xmille

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Maria Chiara Cugusi conduce insieme a don Alessandro Simula, responsabile del Servizio diocesano del Sovvenire, la nuova puntata del podcast “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta”, il programma di Radio Kalaritana dedicato ai temi del sostegno economico alla Chiesa cattolica e che comprende i due filoni dell’8xmille e delle offerte per i sacerdoti “Uniti nel dono”.

In questo primo ciclo di puntate si parlerà dell’8xmille.

Ospite del secondo appuntamento don Giuseppe Camboni, l’economo della diocesi di Cagliari, per descrivere come vengono usate queste risorse sul territorio e spiegare come dietro i numeri ci siano tante persone, tanti volontari, sacerdoti, religiosi, tante energie buone che si mobilitano a favore del prossimo.

E accanto alle storie, ai volti e alle speranze di tante persone destinatarie di progetti si ricordano anche i valori che ruotano intorno all’8xmille, come l’idea di Chiesa comunione – che il Concilio Vaticano II ci ha insegnato – corresponsabilità, solidarietà, partecipazione e trasparenza.

Qui la puntata del 7 luglio

“Sacerdoti tra schermo e realtà”: una proposta per tutti

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Il Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI insieme all’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, con la collaborazione della Fondazione Ente dello Spettacolo e dell’Acec, presentano una proposta per tutte le parrocchie: un sussidio per accompagnare le comunità in un percorso cinematografico dedicato ai sacerdoti, quattro pellicole di successo, che possono essere una buona occasione per rilanciare il tema delle firme per l’8xmille e soprattutto delle offerte deducibili per il sostentamento dei sacerdoti.

I titoli scelti – Come un gatto in tangenziale. Ritorno a Coccia di Morto (2021) di Riccardo Milani; Se Dio vuole (2015) di Edoardo Falcone; Io, loro e Lara (2010) di Carlo Verdone; Alla luce del sole (2005) di Roberto Faenza. Quindi anche un focus storico dedicato a Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini e a La messa è finita (1985) di Nanni Moretti – che offrono spaccati di testimonianza e provocano la memoria perché si compia il passaggio dallo schermo alla realtà.

Ci troviamo di fronte a preti nati dalla penna di brillanti sceneggiatori oppure caratterizzati da trascinanti attori, come pure a figure che prendono le mosse da veri testimoni del Vangelo che presidiano le periferie della società. Un modo per richiamare l’attenzione sul valore e sull’impegno costante che i sacerdoti mettono in campo nella vita di tutti i giorni, affrontando numerose sfide per e con la comunità.

L’opuscolo, a cura di Sergio Perugini, Eliana Ariola e Massimo Giraldi, con note introduttive di Massimo Monzio Compagnoni e don Enrico Garbuio, rispettivamente responsabile e collaboratore del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, è arricchito dai contributi di mons. Davide Milani, presidente FEdS, e don Gianluca Bernardini, presidente Acec. Tra le pagine si scorgono sguardi cinematografici che si raccordano così alle tante storie di cui dà sistematicamente conto il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica. In apertura del sussidio, le riflessioni di Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali. Di seguito vi proponiamo quella di Massimo Monzio Compagnoni.

MA LA VITA NON È UN FILM

La magia della settima arte conserva un fascino intatto anche nell’epoca dei cellulari e dei tablet. Certo, un bel film si può vedere anche sul telefono o comodamente seduti in casa propria, ma gustarlo insieme, in una sala della comunità o in un’arena all’aperto, è qualcosa di diverso e di più bello. Se poi, dopo il film, si riesce anche a condividere le sensazioni, le suggestioni e le riflessioni che una pellicola trasmette e suscita, allora l’esperienza si fa ancora più arricchente ed è quello che vorremmo si realizzasse grazie al progetto che vi stiamo proponendo.

Il filo rosso che unisce le storie che abbiamo scelto è la figura del sacerdote, calato nella nostra quotidianità. Immagino quanti di noi fantasticheranno, di fronte allo schermo, pensando alla propria parrocchia guidata da un prete come Luca Argentero, Alessandro Gassmann, Carlo Verdone o Luca Zingaretti. Ma sono altrettanto certo che saranno in molti a riconoscere, proprio nei tratti caratteriali abilmente messi in scena da questi straordinari interpreti, delle situazioni già vissute nella propria comunità.

Ritroveranno, ne sono sicuro, nella disponibilità e nella simpatia, nella creatività e nella passione, nei limiti e nelle fragilità di questi personaggi, molte delle peculiarità che hanno imparato a frequentare, conoscere e amare nei parroci delle proprie comunità di origine. Ritroveranno, soprattutto, il fascino che inevitabilmente emana dalla scelta di vita di chi mette tutta la propria esistenza nelle mani di Dio, per il bene di tutti.

Questi film assomigliano decisamente alla nostra vita, ma la vita non è un film.

Ecco, la vita non è un film: per questo abbiamo organizzato in questi quarant’anni abbiamo imparato a conoscere bene nelle sue molteplici sfaccettature. I fondi dell’8xmille, infatti, oltre a contribuire al sostentamento dei sacerdoti, servono per sopperire alle esigenze di culto e pastorale della popolazione (si pensi, tra le altre cose, alla manutenzione delle nostre bellissime chiese) e alle opere di carità a servizio dei più fragili, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo. Eppure, pensate che tra quanti frequentano abitualmente la Messa domenicale le statistiche ci dicono che uno su due non firma.

È un dato sconcertante, se ci riflettiamo, e la dice lunga su quanto abbiamo ancora bisogno di prendere consapevolezza di questa necessità. Negli ultimi 20 anni, gradualmente, la percentuale di chi firma per la Chiesa cattolica è passata dal 90 al 70%. Vuol dire che c’è bisogno di un supplemento d’anima e di consapevolezza, anche tra i praticanti: l’8xmille non è una conquista garantita una volta per tutte, ma una libera scelta che va continuamente rinnovata, se ci teniamo alla comunità di cui siamo parte viva. La Chiesa è costantemente impegnata a ricordarlo a tutti i contribuenti italiani, ma la Chiesa siamo tutti noi e non possiamo delegare ad altri la nostra parte.

Massimo Monzio Compagnoni
Responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica

Cesena-Sarsina / Approvato il rendiconto 8xmille 2023: fondi a fin di bene in favore di tutti

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È a firma del direttore del settimanale diocesano Corriere Cesenate, Francesco Zanotti, l’articolo sul rendiconto diocesano 8xmille 2023: per fare capire e per essere trasparenti sull’utilizzo dei fondi 8xmille che vengono distribuiti dalla CEI alla Diocesi. Lo chiede la stessa Conferenza episcopale italiana perché non c’è nulla da nascondere e soprattutto perché c’è tanto di bello e di bene da fare conoscere.

Stiamo parlando di 537.500 euro che vengono utilizzati per la voce “Culto e pastorale” da un lato, e 564.700 euro per la Carità, dall’altro.

Culto e pastorale
Attinenti al primo capitolo di spesa fanno parte alcuni interventi di manutenzione di chiese e canoniche che presentavano lavori urgenti per un importo di 349 mila euro. Tra questi interventi, si è provveduto per 25 mila euro nella chiesa parrocchiale di Sala di Cesenatico e per mettere in sicurezza e ristrutturare il campanile della chiesa di San Mamante, comunità che rientra nell’ambito della parrocchia di San Carlo (20 mila euro). Altri interventi sono stati realizzati nella chiesa di San Romano (Mercato Saraceno) per 20 mila euro, e a Bulgarnò per 10 mila.

Altri lavori hanno riguardato la chiesa Cattedrale, con la sostituzione delle vetrate, il rifacimento della sacrestia e altre manutenzioni ordinarie, come molti hanno potuto vedere anche nel corso delle recenti celebrazioni per il patrono della città, san Giovanni Battista.

Nella stessa voce Culto e pastorale rientrano i fondi (140 mila euro) distribuiti per tutte le iniziative proposte dagli uffici diocesani che, attraverso volontari, operano in tutta la Diocesi, con pellegrinaggi, incontri di formazione e numerose attività, in particolare rivolte ai giovani. Altri importi significativi riguardano l’archivio diocesano (15 mila euro) e il sostegno all’istituto superiore di Scienze religiose Sant’Apollinare (35 mila euro) che ha sede a Forlì a cui contribuiscono tutte le Diocesi della Romagna.

Interventi carità
Per quanto riguarda gli interventi caritativi, il sostegno maggiore è per la Caritas diocesana: 120 mila euro vengono utilizzati per il servizio mensa, il centro di ascolto e ciò che serve per il funzionamento, mentre altri 130 mila euro vengono riservati per pagare rate del mutuo contratto per l’acquisto dei locali situati in via don Minzoni. Un contributo di 20 mila euro è stato erogato all’associazione “Grazia e pace” che sta ampliando la propria sede, dove accoglie giovani madri sole o famiglie con bambini piccoli senza alloggio. L’associazione utilizza una struttura in comodato di proprietà della parrocchia di Diegaro. Anche l’ampliamento manterrà le medesime caratteristiche.

Importi minori sono stati distribuiti tra diverse associazioni che si occupano di persone con diversi disagi o disabilità, tra cui “il Disegno”, il “Centro don Milani”, l’Unitalsi, la San Vincenzo De Paoli e in favore di vittime dell’usura.

Infine, 59 mila euro sono stati impiegati in favore di sacerdoti ammalati o anziani, o sacerdoti studenti fidei donum in servizio nelle parrocchie della nostra Diocesi o in condizioni di straordinaria necessità. Altri 35 mila euro sono stati destinati per opere missionarie caritative. Questi fondi sono stati gestiti direttamente dalla Diocesi. Una cifra (nel 2023 per 140 mila euro) rimane a disposizione del vescovo per la sua carità e l’assistenza a persone bisognose che si rivolgono in maniera diretta a lui.

8xmille / Tanti benefici per il territorio anche in Toscana

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Vi segnaliamo l’intervista ad Andrea Rosati, incaricato della Conferenza episcopale toscana per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, a cura di Riccardo Bigi e pubblicata su Toscana Oggi.

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Sono tante, anche in Toscana, le opere che vengono sostenute ogni anno grazie alle firme di chi sceglie di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica. Attività caritative verso i bisognosi, restauro di chiese e opere d’arte, sostentamento dei sacerdoti, realizzazione di strutture che servono per le attività delle parrocchie (oratori, aule per il catechismo, sale per anziani…)

Andrea Rosati, della diocesi di Prato, è l’incaricato della Conferenza episcopale toscana per il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Il meccanismo di ripartizione dei fondi, spiega, consente di arrivare in maniera capillare su tutto il territorio.

Come avviene la ripartizione tra le diocesi toscane dei fondi 8xmille destinati alla Chiesa cattolica?
«La ripartizione dei fondi 8xmille alla Chiesa cattolica viene effettuata fra le diocesi di tutta Italia e quindi anche della regione Toscana, principalmente sulla base del numero degli abitanti, dopo che la Conferenza dei vescovi ha deliberato quanto distribuire sulla base dell’attribuzione dei fondi fatta dallo Stato, il quale distribuisce l’8xmille dell’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) alla Chiesa cattolica a seconda del numero dei contribuenti che l’hanno scelta e questo avviene per ogni singolo anno.

Purtroppo, gli Italiani che effettuano una scelta, tra quelli che potrebbero farlo, sono meno del 50% e coloro che scelgono di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica sono in calo, sia per la diminuzione di chi sceglie la Chiesa cattolica, sia per l’affacciarsi alla ripartizione della “torta” di sempre nuove realtà.

I fondi destinati alle varie diocesi danno la possibilità di operare nell’ambito della carità, del culto e della pastorale, oltre a permettere loro di mantenere le strutture che le fanno capo e la costruzione di nuove strutture; ovviamente non ho menzionato i compensi ai sacerdoti che per buona parte vengono attinti dall’8xmille, dato che le offerte a favore dei sacerdoti, altro meccanismo previsto per il sostegno degli oltre 3.400 sacerdoti, coprono in misura minima questa voce di spesa».

Per quali finalità vengono utilizzati?
«Elencare quello che viene fatto grazie anche ai fondi dell’8xmille è opera ardua, si rischierebbe di tralasciare certamente qualche cosa e qualcuno che al contrario meriterebbe di essere menzionato, credo che ogni persona vicina alla Chiesa cattolica abbia sotto gli occhi un esempio di un intervento operato nella propria diocesi e abbia anche ben chiaro come la nascita di un oratorio, di un campo da calcetto, servano ad aggregare giovani, che gravitando intorno a un ambiente sano possano crescere in armonia».

Quali ricadute hanno sul territorio toscano le opere realizzate dalle diocesi con l’8xmille?
«Le opere realizzate con il contributo dell’8xmille possiamo affermare senza ombra di dubbio che abbiano una ricaduta significativa sul tutto il territorio circostante, con benefici non solo per i cattolici ma per tutte quelle persone attratte dalle iniziative molteplici che intorno alla Chiesa cattolica fioriscono».

Per informazioni su alcune delle opere rese possibili grazie al contributo 8xmille e non sono certamente tutte, ma solo quelle che sono documentate, si può accedere ai siti: www.8xmille.it, www.chiesacattolica.it .

Perché è importante firmare per dichiarare la propria scelta? Cosa viene fatto per informare e sensibilizzare le persone?
«La firma per destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica è una scelta importantissima che dimostra a chi ci governa quanti siamo e che cosa abbiamo a cuore, così che quando legiferano possano tenere conto delle nostre idee; la firma non costa niente solo un atto di responsabilità e di buona volontà, e in ogni parrocchia si sta lavorando perché ci sia un incaricato parrocchiale del Sovvenire con il compito, fra le altre cose, di aiutare chi si trovasse in difficoltà a fare la scelta, purtroppo ancora molte parrocchie non hanno designato un incaricato del Sovvenire e alcuni incaricati diocesani, sono stanchi e anziani e fanno fatica a rappresentare alle loro comunità l’importanza di questa formalità dall’enorme importanza.

A livello nazionale si sta cercando oramai da un paio di anni di organizzare meglio la raccolta delle firme stringendo accordi con i Caf e con le Poste per facilitare la presentazione delle buste contenenti le firme, in modo particolare per tutte quelle persone che non hanno obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

In Toscana il 3 e 4 ottobre prossimo si terrà un convegno che vedrà partecipare gli incaricati diocesani del Sovvenire, gli economi, i responsabili delle comunicazioni sociali e i responsabili degli Istituti diocesani sostentamento clero al fine di cercare di intrecciare le varie competenze per arrivare a sensibilizzare il maggior numero possibile di persone alla cultura del sovvenire alle esigenze economiche della chiesa cattolica.

Altre iniziative stanno partendo o sono allo studio, in Toscana è partita un’iniziativa che tende a mettere in collaborazione gli incaricati diocesani del Sovvenire con i presidenti delle sottosezioni toscane dell’Unitalsi, come è allo studio un progetto che dovrebbe vedere coinvolti i giovani del dopo cresima e oltre e i “nonni” delle varie parrocchie».

Diocesi di Cagliari / Un nuovo programma di Radio Kalaritana racconta il “Sovvenire in radio”

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Al via nella Diocesi di Cagliari il nuovo programma di Radio Kalaritana “Sovvenire in radio: la Chiesa in servizio si racconta” dedicato ai temi del Sovvenire – Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, promosso dall’omonimo Servizio diocesano in sinergia con la stessa Radio.

Il programma tratterà i due filoni del Sovvenire, 8xmille e offerte deducibili per i sacerdoti “Uniti nel dono”: un viaggio tra le opere realizzate grazie all’8xmille e tra le figure di sacerdoti che hanno segnato e che continuano a segnare la vita della Chiesa diocesana.

Si parte con le tredici puntate settimanali dedicate all’8xmille, con gli interventi dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Baturi, dei direttori degli uffici diocesani coinvolti, dei responsabili, volontari e destinatari dei progetti portati avanti in Diocesi grazie a questi fondi. A queste si aggiungono le puntate dedicate alle offerte per il sostentamento dei sacerdoti. Obiettivi: garantire la trasparenza, comunicare i valori del Sovvenire, raccontare ciò che viene realizzato grazie a questi fondi, far conoscere l’impegno dei sacerdoti attraverso le opere da essi realizzati, e le ricadute per l’intera collettività.

Qui la prima puntata.

«Il tema del sostegno economico alla Chiesa cattolica – ricorda l’Arcivescovo Mons. Giuseppe Baturi – è strettamente connesso alla nostra appartenenza alla comunità dei credenti, che trova le sue ragioni nell’essere cristiano: impegnarsi per sostenere la Chiesa perché possa svolgere la sua funzione di culto, santificazione, e vivere la propria comunione e la propria missione di evangelizzazione e testimonianza della carità. La necessità della sinergia è soprattutto per promuovere questi valori, per raccontare il bene che si fa, per invitare a dare ancora fiducia alla Chiesa. E questa sinergia è necessaria perché vogliamo raccontare la Chiesa nella bellezza della sua azione».

«Questo programma risponde all’esigenza di garantire la trasparenza e comunicare le destinazioni di queste risorse – spiega il responsabile del Sovvenire diocesano don Alessandro Simula – riscoprendo e raccontando le comunità, le associazioni, le persone, le storie che trovano possibilità di espressione e sviluppo grazie al semplice gesto di una firma. Il nostro obiettivo è proprio sensibilizzare tutti a questa scelta consapevole, raccontando il bene generato da questo strumento che non costa nulla, e che ha ricadute importanti per l’intera collettività».

«Questo programma – spiega la direttrice di Radio Kalaritana Maria Luisa Secchi – si inserisce nella sinergia comunicativa portata avanti dalla nostra Radio, dall’Ufficio per le comunicazioni sociali, dai nostri media diocesani e dal Servizio Sovvenire. Un lavoro di rete che ci permette di essere Chiesa che comunica nella sua unitarietà, di cui ogni realtà pastorale si sente parte integrante».

Le puntate andranno in onda su Radio Kalaritana, emittente della Diocesi di Cagliari, ogni domenica alle ore 18, e in replica il giovedì alle 8.30.