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Non solo luogo di accoglienza, ma anche spazio di incontro e di dialogo interculturale. Questa la finalità della Casa Regina Pacis, fortemente voluta dalla Diocesi di Lodi, che accoglie donne in difficoltà favorendone l’inclusione sociale.
Situata nel cuore di Lodi, nel popolare quartiere Borgo, in via San Giacomo 15, la Casa offre una prima accoglienza temporanea a donne maggiorenni, aiutandole in un regolare inserimento nel territorio. Nata come opera Caritas dell’Anno Giubilare 2000, recentemente ristrutturata e rinnovata, grazie al prezioso contributo dei fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, la struttura, simbolo tangibile di solidarietà e inclusione, offre un rifugio a donne, provenienti da diverse parti del mondo. La sua missione è chiara: non limitarsi a fornire un riparo, ma costruire un percorso di integrazione sociale e autonomia personale. Qui, ogni persona accolta trova non solo un tetto e pasti caldi, ma anche un supporto concreto per ricostruire la propria esistenza attraverso percorsi formativi, assistenza psicologica, legale e sanitaria.
L’inaugurazione dei nuovi spazi, avvenuta l’8 marzo 2024, in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna, ha rappresentato un ulteriore passo avanti in questo cammino di accoglienza. Il vescovo di Lodi mons. Malvestiti ha voluto ribadire come questa struttura, ufficialmente intitolata in quell’occasione “Casa Regina Pacis”, incarni i valori evangelici della carità e dell’amore per il prossimo, offrendo a chi è più fragile la possibilità di riscoprire la propria dignità.
“Questo evento ha segnato non solo un traguardo importante per la struttura, ma anche un rinnovato impegno verso l’integrazione – spiega Luca Servidati, responsabile comunicazione della Caritas Lodi – L’obiettivo principale è quello di facilitare l’inserimento delle giovani nel territorio lodigiano fornendo non solo un tetto, ma anche un supporto completo per il loro percorso di vita. Grazie alla significativa ristrutturazione, realizzata con il fondamentale contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, i due piani superiori dell’edificio sono ora interamente dedicati all’accoglienza, con una cucina e un’area comune. Al piano terra, invece, sono stati allestiti locali per riunioni, un ufficio per richiedenti asilo, uno spazio per i volontari e un emporio solidale”.
La Casa Regina Pacis rappresenta un faro di speranza per tutte quelle donne che, in fuga da situazioni difficili, cercano un luogo sicuro dove poter ricominciare a immaginare un futuro.
“Le ospiti sono molto giovani, under 30. – spiega Chiara Galmozzi, referente della Casa – Ogni donna che accogliamo porta con sé una storia unica. Molte hanno dovuto lasciare la loro terra, la loro famiglia, affrontare viaggi lunghi e pericolosi. Qui non sono numeri, ma persone con un valore inestimabile, degne di essere ascoltate, accompagnate e sostenute. Le guidiamo per le pratiche burocratiche, per l’assistenza sanitaria e nei percorsi formativi. L’ospitalità dura in media due anni e quando escono di solito c’è una buona possibilità di inserimento”.
Le provenienze sono variegate: paesi dell’Est Europa, Asia, Africa e America Latina. Alcune arrivano direttamente dai centri per richiedenti asilo, altre vengono indirizzate da servizi sociali o associazioni del territorio.
“In questi anni sono tantissime le storie – prosegue la referente – che quei muri hanno custodito: decine di vite che in quel luogo si sono prima incrociate, poi incontrate, a volte scontrate e infine capite, scoperte, amate. Questo perché Casa Regina Pacis non è solo una casa, ma è uno spazio di scambio tra culture, un momento di dialogo tra religioni e tradizioni differenti, occasione di convivialità tra etnie, per alcune è una vera e propria famiglia”.
La casa offre un accompagnamento nel cammino di inserimento e integrazione grazie alla presenza di tre operatrici dedicate (un’educatrice, una mediatrice culturale e un’operatrice sociale). Per le persone straniere accolte è previsto un aiuto all’apprendimento dell’italiano e delle norme fondamentali per la convivenza. Durante alcuni periodi intensi dell’anno, come la Quaresima, la struttura ospita giovani e gruppi di catechesi che condividono momenti di convivialità con le ospiti, promuovendo così una maggiore comprensione e integrazione.
Questo progetto rappresenta un esempio tangibile di come la cura degli spazi fisici e la riorganizzazione dei servizi possano incidere positivamente sul benessere delle persone, promuovendo al contempo un cambiamento di paradigma nelle modalità di accompagnamento in vista di un inserimento lavorativo. “Dietro l’accoglienza femminile Regina Pacis a Lodi, risplendono i valori più profondi del Vangelo, – conclude Servidati– incarnati in gesti di amore e solidarietà. Questo luogo è molto più di un rifugio temporaneo: è una casa che abbraccia con calore, dove ogni donna accolta è riconosciuta come portatrice di una dignità inviolabile. In un mondo spesso indifferente, la Casa Regina Pacis diventa testimonianza viva della cura che il Signore ha per ciascuno dei suoi figli, specialmente per chi è più fragile”.
Casa Regina Pacis è un punto di riferimento anche dopo il termine dell’esperienza, uno spazio ponte tra l’interno e l’esterno in cui si stimolano processi di inclusione e di crescita personale.
