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Caritas Italiana / Fuori campo. Lo sguardo della prossimità. Rapporto 2025 su povertà ed esclusione sociale in Italia

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Torna anche quest’anno l’appuntamento con il Rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale in Italia, uno degli strumenti più significativi per leggere la realtà del Paese a partire dall’ascolto quotidiano delle persone più fragili e delle comunità.

L’edizione 2025, dal titolo “Fuori campo. Lo sguardo della prossimità”, presentata venerdì 14 novembre alle ore 11.00 a Roma, presso l’Aula Morvillo (ex aula 5) del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre (Via Ostiense, 161-163).

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali della prof.ssa Barbara Annicchiarico, vicedirettrice del Dipartimento, e di mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana.

Seguirà la presentazione dei contenuti del Rapporto, moderata da Walter Nanni (Caritas Italiana). Interverranno il prof. Salvatore Morelli, economista dell’Università degli Studi Roma Tre e membro del Forum Disuguaglianze e Diversità; Raffaella Palladino, vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, insieme a Caterina Boca (Caritas Italiana).

A offrire uno sguardo esterno sarà la giornalista Alice Facchini, mentre le conclusioni saranno affidate a don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali YouTube e Facebook di Caritas Italiana.

In allegato al sintesi del Rapporto.

Diocesi di Roma / Caritas: presentato il Rapporto sulla Povertà

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Roma si conferma una città di contrasti: in crescita e più dinamica sul piano economico, ma ancora divisa tra chi beneficia della ripresa e chi ne resta escluso, con disuguaglianze che rischiano di incrinare la sua coesione sociale. Una “città di cristallo”: brillante e in vetrina per i grandi eventi, grazie alle numerose opere che hanno cambiato il volto della città contribuendo allo sviluppo economico, ma segnata da disuguaglianze e povertà che continuano a incidere sulla vita di migliaia di persone.

È quanto emerge dal Rapporto 2025 “La povertà a Roma: un punto di vista”, realizzato dalla Caritas diocesana di Roma e presentato pochi giorni fa nel Palazzo del Vicariato in una conferenza stampa che ha visto la presenza del cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, di Massimiliano Maselli, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio e di Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana.

«La ripresa economica non è omogenea, le disuguaglianze persistono e la povertà assume forme sempre più sottili: educativa, abitativa, relazionale. E mentre Roma si affaccia all’ultima parte del Giubileo, il nostro impegno non può ridursi a una celebrazione, ma deve tradursi in un’attenzione concreta alle ferite sociali della città» ha detto il cardinale Baldo Reina nel corso della presentazione.

«Roma – ha detto Giustino Trincia, direttore della Caritas diocesana – ha l’urgente bisogno di far riecheggiare la melodia della coesione sociale, per proporre un’alternativa al dolore sociale che rischia sempre più di tradursi in rancore e che vede l’epicentro nella vastità di aree della città, soprattutto nelle sue periferie, dove tende ad imporsi il fenomeno della solitudine, dell’assenza di servizi, del senso di insicurezza, della mancanza di vere alternative di offerta di contenuti veri e di possibili risposte alla profonda domanda di senso per la propria vita, che proviene soprattutto dalle giovani e le giovanissime generazioni».

Nella Capitale, nel 2024, nonostante un reddito medio pro capite superiore alla media nazionale (31.316 euro contro 24.830), il 15,8% dei residenti è a rischio povertà, il 6,9% vive in gravi condizioni abitative e il 3,2% sperimenta deprivazione materiale e sociale. Cresce anche la quota di lavoratori poveri, oggi all’8,5%, segno che un impiego non basta più a garantire stabilità economica.

Nello stesso periodo, la Caritas diocesana di Roma, presente con 52 servizi diocesani e 224 Centri di ascolto parrocchiali, ha incontrato 24.796 persone (+1% rispetto al 2023), con un numero stimato di 60 mila beneficiari delle diverse forme di aiuto. Il 38,9% delle persone si è rivolta alla Caritas per la prima volta nel corso del 2024: il segnale di un bisogno nuovo, spesso legato a situazioni di crisi improvvisa o temporanea, come quella dei migranti di passaggio.

Ma resta anche l’altra faccia della povertà: quella di lunga durata. Circa il 60% delle persone frequenta i servizi da più anni; un terzo si rivolge regolarmente ai Centri di ascolto o alle mense da oltre dieci anni. È la povertà degli “invisibili stabili”, di chi resta escluso dai benefici della crescita economica, in bilico tra precarietà e resistenza quotidiana.

Il volume, 132 pagine ricche di infografiche e tabelle, documenta le numerose iniziative promosse nel corso del 2024. Dati sugli aiuti alimentari, la distribuzione dei buoni spesa, gli empori della solidarietà, le mense sociali, l’assistenza sanitaria e l’accompagnamento sociale. Insieme allo scenario economico-sociale della Capitale, vi sono anche due approfondimenti sulla comunità peruviana, diventata la più numerosa come presenze nei servizi della Caritas, e sulla solitudine delle persone anziane.

Fermo / Disponibile il Report della Caritas Diocesana

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“Grazie all’intervento della Caritas ho potuto trovare una sistemazione abitativa diversa dalla casa di reclusione di Fermo ed iniziare a riprendere in mano la mia vita. Fortunatamente il datore di lavoro ha atteso i tempi della carcerazione e con l’art.21 tutti i giorni mi recavo al lavoro rientrando in carcere alle 18 (semi-libertà)…”

Ho un passato di tossicodipendenza ed ho conosciuto la Caritas di Fermo quando, rimasto senza casa e trascorrendo le notti per strada, un operatore del Sert mi ha accompagnato a fare un colloquio. Sono stato subito accolto ed aiutato, non avevo nulla ed ho ricevuto un tetto, un pasto, dei vestiti e soprattutto delle persone pronte ad ascoltarmi, non mi sono più sentito solo…”.

Queste e tante altre testimonianze nel Report della Caritas Diocesana di Fermo 2025 dove sono riportati i dati relativi alla povertà e bisogni registrati dalla rete Caritas nel corso del 2024.

Il Report intitolato Fili d’erba, gocce di speranza si pone come occasione di riflessione in preparazione della Giornata Mondiale dei Poveri che quest’anno si svolge domenica 16 novembre, oltre che come guida per l’anno pastorale 2025/2026.

In un contesto segnato da crisi geopolitiche, tensioni commerciali e inflazione persistente, la povertà economica coinvolge nella regione Marche e nel territorio Diocesano molte famiglie. Una “ferita ancora aperta”, come testimoniano i dati relativi alla rete dei 24 Centri di Ascolto attivi nel territorio della Diocesi.

Accanto ai dati e alla destinazione dei fondi 8xmille per i tanti progetti di solidarietà, il Report, disponibile qui, contiene numerose testimonianze: quelle dei volontari, dei giovani impegnati nel Servizio Civile e nel progetto Policoro, ed anche interviste a persone aiutate grazie ai progetti ed ai servizi attivi nel territorio. Questi ultimi sono realizzati dalla Caritas con il coinvolgimento di cooperative, enti ed associazioni locali.

Per la direttrice della Caritas Diocesana, Barbara Moschettoni “I dati sono importanti per conoscere la complessità del contesto, ma non sono solo numeri, sono storie e volti di donne e uomini che appartengono alle nostre comunità. Il Report di quest’anno ci consegna storie di persone che ogni giorno incontriamo, e le esperienze di volontari ed operatori che assicurano ogni giorno sostegno e vicinanza. Racconti che si fanno testimonianze concrete di rinascita.”

Nel Report della Caritas Diocesana i focus sono su:

l’attenzione ai giovani
il tema del disagio abitativo
il re-inserimento sociale e lavorativo a favore delle persone con disagio mentale e altre forme di fragilità.

Di questi tre settori vengono evidenziate, oltre alle criticità, le esperienze e gli interventi attuati per far fronte alle difficoltà ed essere vicini alle persone anche grazie all’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.

“La Caritas e la Chiesa diocesana – conclude la direttrice – continueranno l’azione di ascolto e di impegno verso i poveri. Grazie alla rete Caritas ed ai volontari ogni giorno vediamo tanti gesti concreti di cura e di vicinanza. Come ricordava Madre Teresa di Calcutta, tante gocce che, insieme, creano un mare di solidarietà e di speranza.”

Calendario dell’Avvento / Materiali promozionali disponibili!

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Carissimi,

vi invitiamo a lanciare la promozione per il nostro Calendario dell’Avvento!

Per supportare le varie attività, abbiamo messo a disposizione tutti i materiali necessari:

  • Banner pronti all’uso
  • URL di atterraggio dedicata

Potete scaricare il kit completo al seguente link (entro 11 dicembre):  https://www.swisstransfer.com/d/37f89d96-213e-459b-8cd0-aaa0763c7c3a

Vi ringraziamo per la preziosa collaborazione nella diffusione di questa importante iniziativa!

Sviluppo dei popoli / L’8xmille per rispondere al grido di tante persone in povertà

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Domenica 16 novembre è in programma il Giubileo dei Poveri. Dopo la Messa nella Basilica di San Pietro, Papa Leone pranzerà in Aula Paolo VI con alcuni di loro. Un evento che cade in concomitanza con la COP30, la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si è aperta il 10 novembre a Belém, in Brasile, e si concluderà il 21 novembre.

In un mondo con disuguaglianze crescenti la ricchezza globale risulta sempre più concentrata, con l’1% che detiene più beni del 95% della popolazione mondiale. Secondo il Rapporto globale sulle crisi alimentari 2025 del Food Security Information Network, promosso dalla Rete globale contro le crisi alimentari – un’alleanza tra ONU, Unione Europea e diverse organizzazioni governative e non governative – quasi 300 milioni di persone in 53 Paesi affrontano gravi situazioni di fame e circa 808 milioni di persone sono in condizioni di povertà estrema, con meno di 3 dollari al giorno. Le conseguenze sono devastanti, soprattutto nelle aree già vulnerabili del pianeta, dove la povertà cresce rapidamente. Una povertà multidimensionale di cui Papa Leone XIV nella Dilexi te considera vari aspetti: l’economia disumana, l’ingiustizia sociale, la difficile realtà dei migranti, le violenze subite dalle donne, il traffico di persone, la piaga della malnutrizione e la crisi dell’istruzione.

Per rispondere al grido di tante persone in povertà la Chiesa italiana, con i fondi dell’8xmille, nel 2025 ha sostenuto 361 progetti in 63 Paesi per oltre 64 milioni di euro. Sono interventi che alimentano processi comunitari di sviluppo sostenibile e anche di accesso a opportunità formative a favore delle comunità locali e delle persone più fragili, discriminate e svantaggiate.

È quello che avviene, grazie alla Fondazione Magis Ets dei Gesuiti e al Centro Alternativo Cultura, in 10 comunità indigene dell’Amazzonia Brasiliana, nello Stato del Parà, a beneficio di 1.150 persone socialmente ed economicamente vulnerabili (di cui quasi 200 bambini e adolescenti), 50 donne organizzate in 10 gruppi di economia solidale, 49 educatrici popolari. L’iniziativa riguarda Ananindeua, Barcarena, Colares e Belém, città, quest’ultima, dove si svolge la COP30, una delle più violente del Brasile. I casi di omicidio sono frequenti e i più esposti sono gli afro-discendenti, i poveri, i senza tetto, i migranti e i bambini. L’obiettivo è quello di dar voce, accompagnare e rendere consapevoli le comunità locali, principali vittime delle minacce legate all’espansione dell’agricoltura intensiva, all’allevamento di bovini, all’estrazione mineraria, al disboscamento e alle centrali idroelettriche. È parte delle attività del Grido degli Esclusi e delle Escluse, “Grito dos Excluídos e Excluídas”, creato nel 1995. “L’importanza storica del Grido – sottolinea Juscelio Pantoja, del Centro Alternativo di Cultura e coordinatore locale – è di riunire movimenti, pastorali sociali, partiti, organizzazioni e istituzioni che lavorano in difesa della vita, della dignità umana e dei diritti umani. È uno spazio collettivo di ascolto, pianificazione e organizzazione delle voci degli esclusi”. Nel corso della sua storia, il Grido ha già dimostrato capacità di influenzare le politiche pubbliche, rafforzare la società civile e mantenere viva la speranza di una sempre crescente inclusione. “L’impatto – conclude Pantoja – sta nella pressione che rafforza la certezza che un altro modello di società è possibile, un modello in cui tutti abbiano voce, dignità e spazio”.

Quella dignità che, anche nei contesti più difficili, va sempre difesa. Come in Libano dove le Suore del Buon Pastore si occupano delle comunità più vulnerabili e marginalizzate in particolare ragazze, donne e ai bambini.  “Siamo accanto a quanti – dice suor Antoinette – soffrono a causa della povertà, dello sfollamento e dei traumi subiti. Sono famiglie arrivate senza nulla: le loro case sono state distrutte, non hanno nessuna risorsa, nessun mezzo per sopravvivere. Eppure la loro resilienza, la loro capacità di essere, nonostante tutto, solidali e attenti agli altri, è una forza che alimenta speranza anche in noi che le accompagniamo ogni giorno”.

La stessa speranza che arriva dalle tante storie di riscatto, come quella di Sorry, uno studente della scuola di ostetricia portata avanti da Medici con l’Africa CUAMM in un’altra zona segnata dalla guerra, a Lui, nel Sud Sudan. “È stata mia mamma a scegliere il nome Sorry, perché sono nato in un periodo in cui la guerra era ovunque, la gente scappava, abbandonava le proprie case, non c’era niente da mangiare, nemmeno le verdure. Così mia madre mi disse che si sentiva quasi in colpa per avermi messo al mondo in una simile situazione e ha voluto chiamarmi ‘Sorry’, ‘Scusa’. Ma io ora le voglio dire ‘grazie’. Crescendo infatti ho deciso di lavorare nella sanità così posso aiutare la mia gente e me stesso e grazie a questa scuola ci sto riuscendo. La scuola è un simbolo di pace e anche di speranza, perché qui ci sono molti amici che provengono da etnie e parti diverse del paese e stiamo tutti assieme”.

Storie che testimoniano – come ha ribadito Papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri, che coincide con il Giubileo – che davvero “i poveri sono al centro dell’intera opera pastorale” e che “Dio ha assunto la loro povertà per renderci ricchi attraverso le loro voci, le loro storie, i loro volti”.

8xmille / Presidenza CEI: 800mila euro per le emergenze umanitarie in Sudan e Caraibi

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La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 800mila euro dai fondi dell’8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte e due gravi emergenze umanitarie. Si tratta di 400mila euro per interventi in Sudan e Sud Sudan e 400mila euro per i Paesi dei Caraibi colpiti dall’uragano “Melissa”.

“Questo stanziamento – sottolinea il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI – dice la volontà della Chiesa in Italia di farsi prossima a tutti, a qualunque latitudine si trovino. Solo pensandoci insieme e nella solidarietà troviamo le soluzioni comuni. Del resto, essere vicini e avere a cuore l’altro sono modi concreti per abbattere le distanze, geografiche e umane, percepirci fratelli e sorelle, costruire ponti. La solidarietà è uno dei nomi della pace, specialmente in questo momento storico in cui ai conflitti presenti si aggiunge lo spettro drammatico delle armi nucleari”.

I contributi, che saranno erogati attraverso Caritas Italiana, in collaborazione con la rete ecclesiale, saranno utilizzati per far fronte alla drammatica situazione del Sud Sudan, in particolare dell’Upper Nile State, aggravata dai recenti scontri e dalla necessità di accogliere rifugiati dal vicino Sudan, e per sostenere le popolazioni caraibiche (Cuba, Haiti, Bahamas e Giamaica), provate da inondazioni estese e da gravi danni infrastrutturali e materiali.

7 novembre 2025

Uniti nel Dono / A Taurisano (LE) la casa di don Biagio ha le porte aperte

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Nella parrocchia dei Santi Martiri Giovanni Battista e Maria Goretti a Taurisano (LE), vicino Gallipoli, non c’è l’oratorio. Per giocare a pallone, don Biagio Errico ha fatto montare due porte nell’atrio. Si è rotto un vetro, ma «i sorrisi dei ragazzi valgono molto di più». I giovani, qui, si sentono «a casa».

Ed è proprio la sua casa il primo avamposto di accoglienza per gli adolescenti e i giovani della zona. «Mi ispiro agli insegnamenti di san Filippo Neri» – racconta il sacerdote che a Taurisano è da quattro anni; prima è stato viceparroco e ora, da un anno e mezzo, parroco della comunità. «La casa canonica era troppo grande per me, così mi sono preso solo una stanza, con il letto e la scrivania – racconta –. Le altre stanze le ho messe a disposizione dei ragazzi, che possono venire quando vogliono. È sempre aperto!». C’è chi arriva direttamente dopo la scuola, e può mangiare un piatto di pasta preparato “dal don”, come lo chiamano i più giovani. «Mi sento come un padre per loro», confessa. Qualcun altro passa nel pomeriggio: c’è chi fa i compiti – «in pochi!» ammette il sacerdote con un sospiro tra il divertito e il rassegnato – e chi, invece, preferisce giocare a Fifa sul divano.

Il grest ha il suo quartier generale nel teatro parrocchiale, una grande sala a gradoni. Il palco, una volta al mese, si trasforma perfino in dormitorio. «In accordo con i genitori, ogni terza domenica del mese, i ragazzi restano a dormire in parrocchia – fa sapere don Biagio –; si sistemano con i sacchi a pelo, in stile Gmg. Anche per san Filippo Neri o san Giovanni Bosco, l’oratorio non erano gli spazi, ma le persone».

In tutto, gravitano ai Santi Martiri una sessantina di ragazzi tra i 13 e i 18 anni. Vanno in parrocchia ogni giorno, ma gli incontri strutturati sono una o due volte a settimana, più la domenica. «C’è chi garantisce una presenza costante e chi, per vari impegni, non ce la fa ad esserci sempre, ma stiamo riuscendo a portare avanti questo gruppo», spiega ancora Alessandra. Con lei, altri cinque volontari hanno scelto «di affiancare il don in questo progetto – dice –. Oltre ad essere educatori del gruppo giovani, organizziamo anche il campo estivo. Per i nostri ragazzi siamo “i big” del gruppo. Al momento stiamo già progettando il campo per il prossimo anno, abbiamo diverse mete in mente. Allo stesso tempo, portiamo avanti un nostro percorso di approfondimento e riflessione; ci riuniamo ogni lunedì alle 20.15».

Questa bella storia di sacerdote insieme alla propria comunità è raccontata da Giulia Rocchi per unitineldono.it. Scopri di più cliccando qui.

Uniti nel Dono / Ai piedi del Vesuvio, vite da ricucire col filo della carità

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“A Napoli l’attenzione ai poveri non si ferma. In Via Marina, al molo Beverello, ai giardini, al porticciolo del Molosiglio e alla Galleria, ogni lunedì vengono distribuiti 300 panini e le coperte; un gesto concreto che va oltre il semplice contatto e diventa un messaggio sincero e chiaro di vicinanza a chi soffre”. Con queste parole Lina Mazzone e Amedeo Lentini, una coppia di San Sebastiano al Vesuvio (NA), raccontano il loro impegno, nato da un cammino di fede in parrocchia.

Tutto inizia nel parco nazionale del Vesuvio, proprio a San Sebastiano al Vesuvio, il loro comune situato alle pendici occidentali del celebre vulcano, a 10 chilometri da Napoli. L’area è afflitta dall’abusivismo edilizio che aggrava il rischio di dissesto idrogeologico della zona, richiedendo costanti interventi di vigilanza.

In questo contesto difficile, però, San Sebastiano ha anche i suoi lati positivi. Nonostante la quasi totale distruzione degli edifici causata dall’eruzione del 1944, il paese conserva alcune testimonianze storiche e architettoniche importanti, molte delle quali sono state restaurate. Tra esse il Santuario di San Sebastiano Martire, risalente al ’700, che con la sua imponente cupola bianca domina il centro storico, tanto da poter essere considerato il simbolo del paese.

All’ombra di questo gioiello d’arte è fiorita anche una gemma di solidarietà: da cinque anni una comunità si dedica a sanare le ferite dei bisognosi, sia del comune vesuviano che di Napoli; un’opera importante, frutto del lavoro intenso iniziato dal parroco, don Enzo Cozzolino. Don Enzo non ama parlare di sé, pur essendo una persona aperta, molto diretta e spontanea. Sono le iniziative della comunità a farlo per lui.

Scopri altri particolari della storia, raccontata da Nicola Nicoletti, su unitineldono.it.

8xmille / Progetto Path: attività e laboratori per riconnettersi

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“Dopo aver lasciato la scuola e un paio di lavori andati male, ero finito a passare le giornate in casa. Mi sono ritrovato in un gruppo dove nessuno ti giudica e dove puoi fare cose concrete: coltivare un orto, cucinare insieme, sistemare un giardino…Sembrano piccole cose, ma a me hanno fatto sentire utile. Gli educatori e i volontari ci ascoltano davvero, e ho ricominciato a credere in me”.

Questa è la testimonianza di Luca, 22 anni, su 8xmille.it e relativa al progetto Path.

L’Associazione Marta Tana, che riunisce le parrocchie dell’area di Castiglione delle Stiviere nell’alto mantovano, ha scelto di dare risposta alle nuove forme di povertà che colpiscono soprattutto i giovani, tra cui le fragilità relazionali e sociali. Nel 2023 nasce così il Progetto Path, un’iniziativa pensata per accompagnare ragazzi e ragazze tra i 16 e i 32 anni in situazione di inattività e disorientamento, ispirandosi alla letteratura sui giovani NEET (Not in Education, Employment or Training).

Path si pone come obiettivo la riattivazione delle risorse personali, offrendo occasioni per rimettersi in cammino nella propria vita, attraverso relazioni significative e attività concrete. Al centro del progetto c’è un’idea semplice ma potente: per ritrovare fiducia in sé e negli altri, serve un ambiente accogliente, in cui il giovane possa sentirsi ascoltato, coinvolto e valorizzato.

Il progetto propone, quindi, attività di gruppo a carattere laboratoriale e pratico, accompagnate da educatori e volontari, in un clima protetto e stimolante. Seguendo le dinamiche gruppali e le esigenze di ogni singolo, le attività settimanali si concentrano su attività pratiche legate alla stagione, attività verso la comunità, laboratori con professionisti ed infine esperienze in tempi più distesi.

A partire dal prossimo autunno, il progetto si amplierà nell’ambito della prevenzione con un’aula studio che coinvolgerà i giovani a rischio di abbandono scolastico.

Territorio / Eventi e incontri formativi di novembre

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Vi segnaliamo diversi incontri che si svolgeranno in questo mese di novembre presenti sul Calendario del Portale Uniti in Rete, che verteranno sul sostegno economico alla Chiesa e in particolare su Uniti Possiamo.

Cortemilia (Diocesi di Alba) – 6 novembre incontro di formazione a livello di Unità Pastorale nell’ambito del Progetto “Uniti possiamo 2025”, per sensibilizzare sull’importanza delle Offerte deducibili. Sono invitati soprattutto i membri del Consiglio pastorale e i membri dei Consigli per gli affari economici. La sede è l’oratorio della Parrocchia di S. Pantaleo in Cortemilia, dove vivono i sacerdoti a servizio dell’Unità Pastorale.

Arcidiocesi di Otranto – Il 7 novembre, l’incaricato diocesano Remo Esposito, incontrerà tutti i referenti parrocchiali per presentare il Progetto ” Uniti Possiamo” e, insieme a loro, trovare le modalità per essere più presenti e incisivi sul territorio della propria parrocchia.

San Miniato – il 7 novembre nella parrocchia dei Santi Regolo vescovo martire e Lucia Vergine e martire il parroco, don Simone Meini, ha organizzato un incontro su Uniti Possiamo – Il sostegno del tuo parroco dipende da te e dalla tua comunità. Il progetto è realizzato nel mese di novembre con consegna della scatola con le buste all’Istituto Diocesano del Sostentamento del Clero entro il 15 dicembre tramite l’incaricato parrocchiale. Per introdurre l’incontro si prenderà visione dell’ABC del Sovvenire e si spiegherà in concreto di cosa si tratta.

Bari – L’8 e il 9 novembre si terranno giornate di sensibilizzazione per la raccolta delle Offerte deducibili per i sacerdoti nella parrocchia Maria SS. Addolorata.

Trieste – Il 9 novembre a Trieste nella parrocchia San Pio X incontro di sensibilizzazione sul Sovvenire a cura di Roberto Ferrarese su “Parrocchia, famiglia di famiglie”; un altro incontro su “Uniti Possiamo” è previsto nella parrocchia di San Francesco d’Assisi.

Trieste – Il 10 novembre la presentazione al Consiglio Pastorale della parrocchia di Sant’Antonio Taumaturgo del progetto Uniti Possiamo e sensibilizzazione sui valori del Sovvenire e in particolare sull’importanza delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti.

Brindisi – Il 12 novembre Gilda Erario è la referente per un incontro su “Uniti Possiamo 2025 – Offerte Sostentamento del Clero” per promuovere la raccolta delle Offerte nella parrocchia di San Rocco a Ceglie Messapica (BR). Si parlerà dei valori del sostegno economico alla Chiesa cattolica e si inviteranno i responsabili di tutti i gruppi della parrocchia San Rocco a partecipare. L’incontro sarà guidato dal parroco e dal referente parrocchiale.

Oria – Il 12 novembre, organizzato da Domenico Carenza presso il Santuario dei Medici Santi Cosma e Damiano, l’incontro si terrà con tutti i referenti parrocchiali del Sovvenire della Diocesi di Oria. Il tema: ” Nello Spirito autentico del DONO, l’aiuto concreto della Comunità che CONDIVIDE”. Si parlerà dell’importanze del Progetto Uniti Possiamo mostrandone i punti di forza e le eventuali criticità riscontrate nelle ultime raccolte. Ci sarà anche spazio per le domande sull’uso del Portale.

Conversano-Monopoli – L’11 novembre sarà celebrata una Santa Messa presieduta da S. E. Mons. Giuseppe Favale e a seguire incontro formativo su portale e sul progetto Uniti Possiamo 2025

Trieste – Il 16 novembre nella parrocchia di Gesù Divino Operaio è previsto un incontro di sensibilizzazione sul sostentamento economico della parrocchia e della Chiesa Cattolica Italiana in generale. Agenda: – Bilancio parrocchiale; – Trend firme 8xmille; – Rendiconto Chiesa Cattolica Italiana 2024; – Progetti 8xmille nella diocesi di Trieste; – Progetto “Uniti Possiamo 2025”.

Castel di Iudica – Giumarra (Ct) – il 21 novembre si terrà un convegno organizzato dalla parrocchia Santa Maria del Rosario su “Una firma, un sostegno, una preghiera perché uniti possiamo” per sottolineare l’importanza dell’appartenenza alla Madre Chiesa e di come formarsi e partecipare attivamente non sia un dovere ma un piacere, così come si fa in ogni famiglia. Si legge nella nota di accompagnamento: “Vogliamo che in questo incontro si senta la necessità di appartenere a questa Chiesa, nel sentirsi non esclusi ma inclusi, dove siamo chiamati a sostenerci in maniera vicendevole. Con questo vogliamo veramente continuare a formarci per poter comprendere come uniti possiamo sostenere un sacerdote con una preghiera, con una firma nella dichiarazione dei redditi e una offerta liberale che un poco di ciascuno può diventare il tanto per la nostra amata Chiesa e per i nostri sacerdoti”.

Guidonia (RM) – Il 22 novembre nel pomeriggio di sabato 22 novembre l’incontro di promozione al Sovvenire alle necessità della Chiesa si farà nel salone parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes. Si parlerà di 8xmille, di Offerte deducibili, di remunerazione dei sacerdoti ed infine dei progetti Uniti possiamo e Una firma per unire.