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8xmille / Dal 13 aprile la nuova campagna della CEI che racconta la “Chiesa in uscita”

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Dal 13 aprile tornano gli spot che mostrano l’impegno quotidiano della Chiesa cattolica al fianco dei più fragili. 

Una firma che si traduce in accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 13 aprile la nuova campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica, con l’obiettivo di mostrare il valore di questa scelta che ognuno di noi può fare e il suo impatto nelle vite di tanti.

É il racconto di una Chiesa in uscita che risponde alle nuove povertà e ai bisogni sempre più complessi di fasce di popolazione diverse. Poliambulatori che erogano cure gratuite, dormitori, mense, doposcuola, stanziamenti per calamità naturali, guerre ed emergenze umanitarie nel mondo: sono solo alcuni esempi della rete capillare di solidarietà che non lascia indietro nessuno. Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo.

La campagna di comunicazione è stata presentata su Play2000.it di TV2000 il 10 aprile: cliccare qui per rivederne la registrazione.

L’8xmille: un moltiplicatore di risorse e servizi per il bene comune

Nel 2024 sono stati assegnati oltre 275 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 45 ad esigenze di rilievo nazionale di cui circa la metà destinati a Caritas Italiana e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 389 milioni di euro per il sostentamento degli oltre 32 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 246 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico locale.

L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. La Chiesa cattolica non si limita all’assistenzialismo, ma promuove percorsi di crescita personale e reinserimento sociale. Basta osservare i numerosi progetti promossi dalle diocesi per rendersi conto delle opportunità offerte dalla carità locale.

La Chiesa, infatti, si dedica con grande impegno agli anziani, ai disabili e ai malati, offrendo assistenza e cure in casa o in strutture residenziali dedicate (20 milioni di euro).

Aiuta le persone senza fissa dimora, le famiglie in difficoltà e i poveri accompagnandoli e sostenendoli nelle difficoltà economiche quotidiane (40 milioni di euro).

La Chiesa è attenta all’educazione dei giovani, prevenendo l’abbandono scolastico e il disagio giovanile, attraverso attività di supporto didattico, centri diurni socioeducativi per minori (16 milioni di euro). Non meno importante è l’attenzione rivolta agli ultimi, ai bisognosi e ai dimenticati. Grazie all’8xmille, vengono donati pacchi alimentari, vestiti, farmaci e aiuti concreti (82 milioni di euro). Con l’8xmille, la Chiesa cattolica offre anche percorsi di orientamento e inserimento lavorativo per chi è disoccupato, supportando i precari, in particolare giovani e donne, con attività di formazione e reinserimento lavorativo (9 milioni di euro).

Ancora, attraverso l’8xmille, vengono attivati percorsi di protezione e accoglienza per donne vittime di tratta, si offre sostegno materiale e spirituale ai detenuti, e si è al fianco delle vittime del racket e dell’usura, con progetti di tutela, consulenza e assistenza per liberarsi dai debiti e ritrovare serenità (6 milioni di euro).

Senza dimenticare le tragedie nel mondo, come ad esempio quella della guerra in Congo: per l’emergenza umanitaria è stato stanziato un milione di euro.

Firmare per la Chiesa cattolica – afferma il responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnonisignifica essere parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo. La Chiesa, infatti, è accogliente e aperta a tutti, non solo ai credenti, e non lascia indietro nessuno: malati, disoccupati, anziani, giovani, donne sole e famiglie vulnerabili. In una sorta di welfare parallelo che offre però non solo sostegno materiale ma anche relazionale operando in sinergia con altre realtà del territorio per costruire reti di supporto integrate ed efficaci. Se non ci fosse la Chiesa e il lavoro straordinario svolto dalla macchina del volontariato – aggiunge Monzio Compagnoni – ci sarebbe un vuoto enorme”.

Otto storie di accoglienza, lavoro e speranza

L’edizione 2025 della campagna CEI si concentra su otto storie di speranza e rinascita, evidenziando il legame tra le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei “gesti d’amore”, e la vita di tutti i giorni. L’obiettivo della campagna – aggiunge il responsabile del Servizio è quello di far apprezzare il valore di un gesto semplice come la firma, collegandolo ai momenti quotidiani della vita. Gli spot si concentrano sul concetto di ‘sentirsi bene’ prendendosi cura degli altri grazie a un’opzione nella dichiarazione dei redditi, che si traduce in migliaia di progetti. Chi firma diventa protagonista di un cambiamento e autore di una scelta solidale, frutto di una decisione consapevole che deve essere rinnovata ogni anno”.

Come accade a Salerno dove il Dormitorio Don Tonino Bello offre risposte concrete e percorsi di reinserimento lavorativo a persone in condizione di povertà estrema o a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove la mensa diocesana della Caritas rappresenta una mano tesa rivolta a quanti sono a rischio di esclusione sociale. L’azione costante della Chiesa consente a molti di cambiare il proprio futuro come accade a Lodi dove la Casa Regina Pacis è un luogo sicuro per quelle donne che, in fuga da situazioni difficili, cercano un’opportunità per ricominciare. Tanti i progetti di assistenza sanitaria sostenuti grazie al fondamentale contributo dell’8xmille come il Poliambulatorio medico di Santhià, nel vercellese, che offre attività di assistenza e servizio medico in modo gratuito, con la finalità di contrastare i lunghi tempi di attesa del Servizio Sanitario Nazionale così come a Venezia dove, presso l’ambulatorio di prossimità di Caritas Veneziana, medici, infermieri, farmacisti e volontari accolgono gratuitamente tutti coloro che hanno bisogno di cure immediate.

Tante anche le iniziative per offrire un futuro sereno a bambini e giovani, provenienti da famiglie vulnerabili: il progetto di Accoglienza e inclusione sociale, di Nazzano Romano, permette a giovani autistici di trovare non solo un tetto ma anche un cammino di crescita, formazione e autonomia attraverso l’inclusione lavorativa.

Con il fondamentale sostegno delle firme, ogni anno, vengono restituiti a fedeli e visitatori molti tesori dimenticati. Come a Gubbio dove la chiesa della Madonna del Prato, gioiello barocco, è stata sottoposta ad un intervento di restauro conservativo. Anche quest’anno la campagna ha voluto rappresentare i tanti progetti realizzati all’estero prendendo come esempio un’opera in Sri Lanka, a Badulla dove la speranza è arrivata in corsia. Qui sorge il Badulla Central Hospital, principale centro sanitario della regione che, grazie all’8xmille, offre cure mediche, sostegno sociale e prevenzione per le comunità più vulnerabili.

Una campagna multicanale per un messaggio di corresponsabilità

La campagna 8xmille CEI è ideata dall’agenzia VML, la regia è di Edoardo Lugari, le foto sono di Francesco Zizola e la casa di produzione è Casta Diva/Masi Film. Pianificata su tv e web con otto soggetti nei formati 20”, 15” e 6”, a seconda del canale e dei diversi target, la campagna si svilupperà anche su stampa, affissione, radio, display e video strategy.

Nel sito www.8xmille.it sono disponibili i filmati di approfondimento sulle singole opere, al centro della campagna, mentre un’intera sezione è dedicata al rendiconto storico della ripartizione 8xmille, a livello nazionale e diocesano, nel segno della trasparenza.

I social 8xmille

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“Volti dei Vangeli”, il Papa racconta il pubblicano Zaccheo

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Il secondo episodio dei 18 che compongono “Volti dei Vangeli”, riproposti da Vatican News in questo tempo pasquale, è incentrato sulla figura di Zaccheo, capo dei pubblicani, corrotto e arricchito sulle spalle degli altri ma che ha l’audacia di salire su un albero per vedere Gesù. Lo sguardo del Maestro lo inonda di gioia e gli fa cambiare vita per sempre.

Sappiamo che Zaccheo promette di dare la metà di quello che possiede ai poveri e a chi ha rubato, restituirà quattro volte tanto.

Papa Francesco cita a tal proposito una regola d’oro che è questa: “quando la conversione arriva alle tasche, è sicura”.

Il programma, andato in onda in prima serata la domenica di Pasqua del 2022 su Rai Uno, è stato curato dal Dicastero per la Comunicazione in collaborazione con la Biblioteca Apostolica Vaticana, i Musei Vaticani e Rai Cultura. Nella serie Papa Francesco racconta alcuni degli incontri di Gesù. Gli autori del programma sono Andrea Tornielli e Lucio Brunelli, la regia e la fotografia sono state curate da Renato Cerisola, le musiche originali di Michelangelo Palmacci.

Umbria / Il Rendiconto 8xmille regionale 2024 in pdf

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Come già segnalato, lo scorso 22 marzo è stato presentato alla stampa il Rendiconto 8xmille 2024 delle Diocesi dell’Umbria.

FAI CLICK QUI PER SCARICARE IL RENDICONTO IN FORMATO PDF

L’iniziativa, dal titolo “8xmille: al servizio di una Chiesa che si spende per i giovani”, ha rappresentato un’importante occasione per riflettere su come la Chiesa spende le risorse economiche affidatele dai contribuenti.

 

8xmille / “Un frullato di fotografie dall’India”, di don Garbuio

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Su semprenews.it (testata giornalistica della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi), tra le Storie segnaliamo l’articolo di don Enrico Garbuio del Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI “Un frullato di fotografie dall’India”, un racconto di viaggio, alla scoperta delle realtà sostenute dai fondi raccolti con l’8 per mille, per accorciare le distanze tra chi pone una semplice firma e chi, grazie a quel gesto, può continuare a costruire un futuro migliore.

Don Enrico scrive nel suo racconto: “…Ho incontrato davvero tante realtà: dalle case-famiglia agli ospedali, dai centri di accoglienza per bambini malati di AIDS alle scuole per bambini sordomuti… tutte opere finanziate con i fondi 8xmille. Dai finestrini del fuoristrada o dal tuk-tuk ho visto scorrere l’India delle città e dei villaggi: case di legno più dignitose lungo le vie trafficate delle città, case di bambù immerse nella vegetazione dove talvolta si affacciavano donne e bambini che con il sorriso mi invitavano ad entrare per un coconut water, un pezzo di papaya, una banana o semplicemente per decorarmi il volto come segno di accoglienza”.

Qui l’articolo completo.

Movimento Rinascita Cristiana / Anche l’8xmille alla Chiesa cattolica realizza la speranza

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Il Movimento Rinascita Cristiana si ritrova a Gorizia per riflettere sulla “Speranza” in un luogo emblematico in cui il confine, in passato solo lacerazione, oggi può essere rinascita.

Per questo 2025 il Movimento Rinascita Cristiana ha proposto ai propri aderenti un’occasione rara di riflessione, nata dalla volontà di mettere insieme il tema giubilare della “Speranza” e l’evento unico ed emblematico di designazione a Capitale Europea della cultura di Nova Gorica–Gorizia.

Una sfida di rinascita, così viene letta questa designazione, e l’ascolto come strategia di convivenza e di superamento di un periodo buio di diritti del confinante sistematicamente negati, di risanamento di un confine con migliaia di giovani morti e di tragedie umane ancora vivide nella memoria personale, familiare e collettiva, le cui conseguenti tensioni, dolori, rabbia e risentimento sono rimasti per troppo tempo inascoltati.

Al convegno di tre giorni, dal 4 al 6 aprile 2025, dal titolo “Sul confine la Speranza” che si è tenuto presso il Seminario Arcivescovile di Gorizia sono giunti partecipanti pressoché da ogni regione d’Italia. Tanti i temi e le riflessioni proposte.

Il percorso di conoscenza ha avuto inizio grazie alla tavola rotonda coordinata dalla giornalista Selina Trevisan, settimanale diocesano la Voce Isontina, alla quale hanno dato un ricco contributo lo storico Alessandro Cattunar e il teologo, nonché direttore della Fondazione Basilica di Aquileia, Andrea Bellavite. È stata fondamentale una lunga e dettagliata ricostruzione della storia degli ultimi cento anni di questa terra, della cultura poliglotta e poli culturale preesistente alla Prima guerra mondiale, del concetto di “gorizianità” che in passato veniva prima dell’essere italiani o sloveni, perché tutti consapevoli dell’unicum che questa identità portava in sé. Poi la fine della prima guerra, il fascismo, gli aspri eventi della fine del secondo conflitto mondiale, il comunismo sul fronte opposto. Nel 1947 viene eretto quel muro che farà da modello a quello berlinese, che dividerà il centro storico dalla propria stazione e spaccherà in due la città e le sue relazioni.

Dal 2004 la Slovenia entra nell’Unione europea e poi nel 2007 aderisce all’area Schengen, il valico finalmente resta senza controlli. Il lavoro non è concluso, la cultura è e deve essere il fondamento della ricostruzione, come è emerso dalla tavola rotonda con Renata Kodilja (Università di Udine), Pavla Jark (Kulturni Dom Nova Gorica), Igor Komel (Kulturni Dom Gorizia) e Neva Makuc (ZRC SAZU Ist. Storico). Anche alla stampa è affidato questo compito e ne sono consapevoli i giornalisti Guido Baggi, Mauro Ungaro, Mirko Marinčič e Ivo Jevnikar, che rappresentano la stampa diocesana, la Rai in lingua slovena, il quotidiano della minoranza slovena.

Tutti gli interventi in certo modo riaffermano che la designazione a capitale europea della cultura è una occasione, una spinta alla rinascita del dialogo (oggi complicato da una conoscenza delle lingue non più condivisa) e della collaborazione. La Speranza, dunque, deve essere sostenuta e concretizzata con impegno.

Il convegno si è poi spostato sul territorio, con la visita della Basilica di Aquileia, del San Michele, di Nova Gorica ed infine della piazza Transalpina, per vedere la centralità di quel muro che per decenni ha spaccato la comunità.

La conclusione della tre giorni è stata affidata a Don Santi Grasso, che ci ha presentato il suo nuovo libro “Confini, patirli o scavalcarli?”, uscito proprio in occasione della designazione di Gorizia, e da biblista ci ricorda che con l’incarnazione Dio rompe il confine, non è più totalmente altro dall’uomo, perché l’universalità non è solo andare verso l’altro portando idee e convinzioni, ma avere il coraggio dello scambio: sul confine si vive davvero la fraternità.

Ha inoltre partecipato Don Enrico Garbuio con un intervento “Una Chiesa povera per i poveri”, affrontando il tema della generosità e della conversione personale, per promuovere una cultura di responsabilità anche economica in seno alla Chiesa cattolica (8xmille), poiché è anche grazie a questo contributo che occasioni come questo convegno sono realizzabili.

Maria Serena Asso
Movimento Rinascita Cristina

“Shine to Share” / Prorogate le date per partecipare all’iniziativa social destinata ai giovani messaggeri di speranza

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Sono state prorogate le date del progetto “Shine to Share”.

I video potranno essere inviati entro il 20 aprile e la loro valutazione avverrà entro il 5 maggio. Il 6 maggio verranno annunciati i 100 giovani selezionati.

Ricordiamo che l’iniziativa è rivolta a coloro che hanno tra i 18 e i 35 anni e frequentano la parrocchia, l’oratorio o fanno parte di un’associazione o movimento cattolico.

Per partecipare basta creare un video reel verticale (1 minuto al massimo) per raccontare la propria esperienza di fede, un momento di preghiera che ha toccato nel profondo, un gesto di solidarietà vissuto all’interno della comunità o qualsiasi altra esperienza concreta che abbia acceso una luce dentro.

Il progetto offre la possibilità di formazione gratuito per diventare Content Creator organizzato dalla Chiesa cattolica in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

In allegato il pieghevole con tutte le informazioni sull’iniziativa e il volantino.

Firenze / 8xmille in piazza: tanto il bene che viene fatto con queste risorse

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In piazza Duomo, di fronte al Palazzo arcivescovile, per tutta la giornata del 5 aprile, dalle 10 fino alle 19, sono stati presenti gli stand delle associazioni e organizzazioni che svolgono le loro attività grazie ai fondi che la diocesi di Firenze riceve attraverso l’8xmille. Presenti l’Arcivescovo Gherardo Gambelli, la sindaca Sara Funaro e Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

Qui il servizio a cura di Toscana Oggi e sotto i video dell’evento

Uniti nel Dono / Arianna Ciampoli e la fede: quel filo misterioso…

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“Un essere fondato sulle parole” si definisce Arianna Ciampoli e in effetti quando ha un microfono davanti è un fiume in piena. Di solito, però, è lei a fare le domande e a raccontare quello che succede. Stavolta, invece, in un tiepido pomeriggio romano, ci apre le porte della sua casa e accetta di raccontare a unitineldono.it del suo rapporto con Dio e con la fede, che dagli anni dell’adolescenza continua ad intrecciarsi con la sua vita in modo misterioso e bellissimo.

(Intervista di Stefano Proietti – foto, riprese e editing del video di Cristian Gennari)

Ravenna / In Seminario l’incontro del Servizio Promozione CEI con i referenti parrocchiali

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È come nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. “La Chiesa riceve per dare. Se non riceve, come può fare quel che fa?”.
È servito a mettere a fuoco molti aspetti del sostegno economico alla Chiesa l’incontro organizzato dall’incaricata diocesana, Paola Zepparoni, con i referenti parrocchiali del Sovvenire che si è svolto mercoledì 26 marzo in Seminario, con il referente regionale Davide Martini, e Letizia Franchellucci, del Servizio promozione sostegno economico della CEI e l’Arcivescovo Lorenzo Ghizzoni. L’8xmille è un “moltiplicatore”, di bene e di risorse.

«Siamo Chiesa cattolica, strettamente uniti in questo compito che è sempre più cruciale – ha detto Letizia –. A livello nazionale il Servizio nasce con tre funzioni: la formazione, la promozione della firma e la raccolta di offerte per il sostentamento del clero. Ma sul territorio ci siete voi: l’incaricato diocesano e voi nelle parrocchie. Questo è l’unico Servizio Cei che ha referenti nelle singole comunità».
La ragione è semplice, spiega l’incaricata del coordinamento della rete territoriale: «Occorre custodire il piccolo: la vicinanza nel dono fa tantissimo. Secondo i nostri dati l’82 per cento delle persone preferisce fare un’offerta direttamente al proprio sacerdote. Sono le reti sul territorio che contano: tante piccole gocce che generano un moltiplicatore di bene. Una condivisione benedetta».
Negli ultimi anni, però, il meccanismo rischia di incepparsi: calo demografico, crisi economica secolarizzazione (e concorrenza dello Stato e di altre Chiese) hanno ridotto il numero delle firme e il loro apporto. I “praticanti” che si definiscono tali sono il 16 per cento della popolazione italiana. E il problema è soprattutto concentrato tra le fasce più giovani della popolazione: solo il 2 per cento vede nella Chiesa un “punto di riferimento” secondo i dati raccolti dal Sovvenire.

Luoghi comuni: «Ai preti pensa il Vaticano». Tutte le “fake” sul tema.

Primo: sfatare le fake news. «L’8xmille è una tassa in più», «guadagno poco, e la mia firma vale poco», «ai sacerdoti pensa il Vaticano», «la Chiesa non paga le tasse», «non faccio la dichiarazione dei redditi e quindi non posso dare l’8xmille». Tutto falso o impreciso. Proviamo a sfatare qualche falso mito. Il Vaticano non si occupa del clero diocesano. I sacerdoti ricevono un contributo dall’Istituto centrale sostentamento clero, che si alimenta con offerte e 8xmille: il loro stipendio va da 900 a 1500 euro al mese. La Chiesa paga le tasse sugli immobili che producono reddito, non su strutture che hanno finalità pastorali o sociali come mense, chiese e centri pastorali. L’8xmille non è una tassa, ma l’opportunità di destinare a ciò in cui si crede una piccola parte di tasse già versate allo Stato. Ogni firma vale uno: tutte sono importanti. Infine, è possibile destinare l’8xmille anche se non si presenta la dichiarazione dei redditi.

(di Daniela Verlicchi per il settimanale cattolico di Ravenna-Cervia Risveglio duemila)

8xmille lo sviluppo dei popoli / Cultura, un investimento per tutti

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Investire sull’educazione e sulla cultura per ridurre le disuguaglianze e costruire un futuro più dignitoso per tutti. È la sfida raccolta dalla Chiesa italiana, da sempre impegnata sul versante formativo, nei diversi Paesi del mondo. Nell’ultima riunione (20-21 marzo) del Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, sono stati approvati 85 nuovi progetti per un totale di 14.555.848 euro: 53 iniziative saranno realizzate in Africa (€ 8.920.516), 11 in America Latina (€ 2.232.651), 19 in Asia (€ 2.896.826), 1 in Europa (€ 88.104) e 1 in Medio Oriente (€ 417.751).

Numerosi progetti riguardano la dimensione educativa.

In Algeria, l’Association Diocesaine d’Algerie – A.D.A. lavorerà per promuovere l’educazione (dalla prima infanzia all’università) e la cultura attraverso biblioteche, centri culturali, esperienze interculturali. In Angola, la Diocesi di Lwena continuerà a combattere l’analfabetismo nella provincia di Moxico (il tasso è pari al 70% nelle zone rurali e al 50% nelle aree urbane), offrendo istruzione a 9000 studenti in 3 anni. In India, la Diocesi di Gulbarga sosterrà le ragazze emarginate delle comunità di Bachward, realizzando per loro una scuola dove acquisire competenze teoriche e professionali. In Mongolia, la Prefettura Apostolica di Ulaanbaatar contrasterà la povertà educativa, l’abbandono scolastico e il rischio di esclusione sociale con programmi di supporto scolastico e attività ricreative. In Pakistan, la Diocesi di Multan costruirà la scuola “Bishop Yousaf High School” per sostenere soprattutto quei ragazzi che hanno un accesso limitato a un’istruzione di qualità. In Kenya, poi, l’Engim (Giuseppini del Murialdo) costruirà un dormitorio femminile e potenzierà i corsi del Centro di formazione professionale: ne beneficeranno 118 studenti, insegnanti, e circa 4000 persone della comunità di Fort Ternan, nella Diocesi di Kericho. In Guatemala, la Good Shepherd International Foundation ONLUS (Suore di Nostra Signora della Carita del Buon Pastore) aiuterà le donne di El Tejar – territorio rurale per il 45% – ad affrontare il problema della povertà, dell’esclusione economica, finanziaria e sociale con percorsi di formazione tecnica e imprenditoriale.

Lo stanziamento deciso dal Comitato permetterà inoltre di migliorare le condizioni di diverse comunità locali. In Honduras, Progettomondo ETS interverrà in sei comuni di Choluteca, tra le aree più vulnerabili del Paese e con tassi elevati di insicurezza alimentare, per rafforzare le cooperative agricole, migliorare la resilienza climatica e promuovere pratiche agro-ecologiche, coinvolgendo circa 500 agricoltori (di cui il 51% donne). In Giordania, la Caritas promuoverà attività di empowerment sociale, formativo, economico per le donne, giordane e profughe, nelle località di Anjara, Jerash e Madaba, situate nel nord-ovest, non lontano dai confini con Israele e Siria.

Grande attenzione sarà riservata all’assistenza sanitaria. In Camerun, le Suore della Divina Volontà garantiranno cure sanitarie a Nkabang-Lada II, nella Diocesi di Yaoundé, con la costruzione di un Dispensario con ambulatori, sala parto, sala travaglio, laboratorio, farmacia. In Albania, la congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, presente nella Diocesi di Sepa dal 1994, potrà potenziare il centro di riabilitazione e fisioterapia, che assiste circa 350 persone (60% giovani) affette da disabilità congenite o acquisite.

28 marzo 2025