vai all’articolo
Laboratori ed estate ragazzi, mercatino parrocchiale e attenzione al creato, presepe vivente e corteo storico di Santa Rita… ma il vero cuore della parrocchia di don Silvio Bruno, a Molfetta, è la “Casa della misericordia”, nata 17 anni fa con il precedente parroco. Un punto di riferimento per chi è in difficoltà e un segno di speranza per tutto il territorio.
Questo luogo, pensato soprattutto come una risposta concreta all’esortazione di Papa Francesco, “Misericordia et misera”, è anche una scommessa per tutti, quella di abitare la misericordia, perché sia un esercizio di vita improntato alla cura dell’altro. Una sfida, questa, che don Silvio Bruno ha accolto volentieri quando ha assunto il servizio di parroco in questa comunità, nel 2017. Grazie a questo servizio comunitario si è creata una collaborazione costante tra la parrocchia, i commercianti e altre associazioni di volontariato: la “Casa della Misericordia” oggi non è più solo un bene della parrocchia ma dell’intera comunità, un bene di cui andare fieri. È bello infatti percepire la vicinanza e l’interessamento dei parrocchiani e di coloro che, pur non essendolo, domandano: “Don Silvio c’è bisogno di qualcosa per la mensa?”.
Una settantina i presenti tra Economi, Presidenti degli Istituti Diocesani per il Sostentamento clero e Responsabili diocesani del Sovvenire delle diocesi della Sicilia all’incontro con i vertici dell’Istituto Centrale della CEI che si è svolto nei giorni 10 e 11 novembre ad Enna presso l’Hotel Federico II sul tema “Corresponsabilità, partecipazione, comunione. Il Sovvenire nel Cammino sinodale”.
I lavori, aperti con la preghiera e condotti da Orazio Sciascia in sostituzione del Delegato regionale don Mario Arezzi, impedito per motivi di salute, sono proseguiti con i saluti istituzionali di mons. Alessandro Damiano, vescovo delegato CESi per il Sovvenire e di mons. Antonino Raspanti, Presidente CESi.
Sono seguite le relazioni. In apertura quella di Mons. Luigi Testore, Vescovo di Acqui Terme (AL) e Presidente dell’Istituto Centrale (ICSC) il quale ha tracciato un breve excursus sulla storia del sostentamento dei sacerdoti dalla fine dell’800 fino ai cambiamenti radicali avvenuti con il Concordato del 1929 prima e con la sua riforma del 1983 e la conseguente nascita dell’ICSC. Ha poi fornito qualche dato esemplificativo sul patrimonio degli Istituti diocesani che, a suo parere, sono in numero sovradimensionato (circa 218) e sbilanciato. Infatti, i primi 100 istituti detengono il 92% dell’intero patrimonio in terreni e immobili che apportano un grosso contributo economico per il sostegno dei circa 26mila sacerdoti in Italia, mentre i restanti 118 sono quasi del tutto improduttivi. Sarebbe opportuno – ha detto – un ridimensionamento nei numeri e un accorpamento che favorisca una gestione più razionale del patrimonio.
Da parte sua anche un appello alla corresponsabilità dell’intera comunità ai bisogni della Chiesa.
Don Claudio Francesconi, Economo della CEI, ha parlato della corresponsabilità e comunione nella vita delle diocesi, soprattutto tra economi e Istituti (IDSC), unitamente al vescovo. L’economo infatti ha il compito di vigilare sulla correttezza delle assegnazioni dei fondi otto per mille e quindi della loro rendicontazione. Ha poi citato l’esempio virtuoso della regione ecclesiastica Umbra che già da due anni presenta un’unica rendicontazione e assegnazione a livello regionale. Una esperienza che potrebbe essere duplicata anche in Sicilia: per mons. Raspanti “possiamo, dobbiamo e vogliamo comunicare ciò che riceviamo e ciò che possiamo offrire e diamo e quanto potremmo offrire se ci fossero più energie, umane e spirituali, ma anche materiali e economiche che andranno a sostenere tutte le attività pastorali, quindi della vita ecclesiale”. Lo stesso presule, parlando degli Istituti sostentamento del clero ha parlato della possibilità di “una collaborazione sul piano interdiocesano su alcuni campo e su alcune servizi specifici”. Sentiamolo, intervistato da don Giuseppe Rabita, direttore della Segreteria pastorale della CESi.
Il dr. Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio Promozione CEI ha proposto un intervento sulla domanda: “Stiamo camminando insieme?”. Ha presentato i risultati di una ricerca effettuata nel 2023 su cosa pensano gli italiani della Chiesa. Tanti i dati emersi: calo dei praticanti, scesi al 16%, crollo delle confessioni, aumento del numero di coloro che vedono la messa in TV. Anche gli stessi praticanti sono del parere che la Chiesa sia in declino. Pur crescendo il numero di coloro che sentono un grande bisogno di spiritualità, meno sono quelli che si rivolgono alla Chiesa cattolica. I giovani chiedono alla Chiesa di essere accolti e ascoltati e non giudicati. Il 23% dei giovani è indifferente nei confronti della Chiesa. Il 77% degli intervistati crede che la Chiesa non sia in grado di dare risposte adeguate alle sfide della contemporaneità. Dal 2002 al 2006 si è passati dal 62% al 55% circa il giudizio positivo sulla Chiesa. Picchi di disistima coincidono con i vari scandali succedutisi negli anni; quelli che incidono di più sono quelli legati alla pedofilia (78%) e gli scandali economici (48%). Pochi sono quelli che conoscono il sistema delle offerte per il clero, il 35% dei praticanti. Il mantenimento del clero costa circa 500 milioni l’anno. Le offerte deducibili sono passate da 20 milioni a 8 milioni l’anno. La dichiarazione dei redditi on-line, introdotta da poco ha fatto perdere alla Chiesa 743mila firme dell’otto per mille.
Il dr. Compagnoni ha poi presentato nel dettaglio i numeri e le somme offerte in Sicilia e la situazione delle diocesi che sarebbe lungo riportare in questa sede. I dati possono essere consultati sul sito sovvenire.chiesacattolica.it, ma intanto chiarisce l’importanza di quanto deriva dalla firma e dal dono.
Infine, Letizia Franchellucci, addetta allo sviluppo dei progetti nel territorio, ha presentato nel dettaglio la bontà del progetto in corso nelle parrocchie che hanno aderito dal titolo “Uniti possiamo” che consiste nell’invitare i fedeli praticanti a fare delle offerte per il sostegno del proprio parroco motivati dal senso dell’appartenenza alla propria comunità.
La prima giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica presso la chiesa parrocchiale di S. Anna, presieduta da mons. Antonino Raspanti.
La seconda giornata di convegno, aperta da mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, è stata caratterizzata dal confronto tra i partecipanti: tre gruppi di lavoro in cui economi, presidenti degli Istituti Diocesani per il Sostentamento del clero e responsabili diocesani del Sovvenire delle diocesi della Sicilia hanno riflettuto su tematiche specifiche, hanno condiviso le loro esperienze e avanzato proposte. Tutto è stato riportato, poi, in assemblea plenaria. Uno degli elementi emersi in questa fase di lavoro ha riguardato la necessità di individuare una progettazione comune a tutte le diocesi che, pur mantenendo le loro peculiarità, possono trarre da questa forma di comunione nuova linfa.
Le conclusioni dei lavori sono state affidate a mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento e delegato CESi per il Sovvenire. Nel video di seguito una sintesi dell’intervento finale.
vai all’articolo
Come anticipato lo scorso 17 ottobre, dal 27 al 29 novembre si terrà a Roma presso il TH Carpegna Palace (Via Aurelia, 481) il Convegno Nazionale su I servizi informatici per le diocesi – Uno sguardo d’insieme, le principali evoluzioni.
E’ ancora possibile chiedere di partecipare al convegno:
– in modalità a distanza via Internet,
– oppure in presenza previa verifica della disponibilità dell’alloggio (le camere finora opzionate sono esaurite).
In entrambi i casi occorre fare richiesta scrivendo a sicei@chiesacattolica.it ed attendere indicazioni su come procedere e l’eventuale conferma.
Destinatari della proposta: economi diocesani e collaboratori, incaricati diocesani per i Beni culturali e Edilizia di culto, direttori Uffici comunicazioni diocesani e collaboratori, incaricati diocesani per l’informatica e collaboratori, incaricati diocesani in qualche modo convolti nei servizi trattati.
vai all’articolo
Si svolgerà dal 10 all’11 novembre al Federico II Palace Hotel Strada Vicinale Salerno Enna (Libero consorzio comunale di Enna) l’incontro regionale sul tema del sostegno economico alla Chiesa cattolica. Come per gli altri incontri regionali anche questo sarà un’occasione preziosa per radunare non solo gli incaricati diocesani del Sovvenire ma anche gli economi e i presidenti degli Istituti per il sostentamento clero delle diocesi siciliane. L’intento è quello di informare i partecipanti sull’andamento del sostentamento economico alla Chiesa cattolica, che non si realizza solo attraverso l’incentivazione delle firme per l’8xmille alla Chiesa o della raccolta delle offerte liberali, ma anche attraverso una responsabilità nell’amministrazione dei fondi 8xmille diocesani e la corretta gestione dei beni degli Istituti Diocesani.
vai all’articolo
In provincia di Salerno c’è un laboratorio di ceramica che accoglie ragazzi da tutto il mondo. Un progetto che, grazie all’arte, è capace di guardare oltre le barriere e si inserisce in una serie di iniziative di attenzione agli ultimi della diocesi di Teggiano Policastro.
Il parroco, don Martino De Pasquale, anche direttore della Caritas diocesana, sa mettere insieme i ragazzi nati nei paesi come Postiglione e quelli giunti da mille città oltre il mare. Ed è in questa comunità sui monti Alburni, terra che nonostante lo spopolamento è viva e creativa, che troviamo bellezza e accoglienza, spiritualità e solidarietà.
Oltre al laboratorio di ceramica, troviamo una casa famiglia per anziani, un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati e, soprattutto, l’integrazione di famiglie accolte nel Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). I ragazzi della parrocchia hanno un bel da fare grazie a questo sacerdote, giunto a Postiglione 16 anni fa.
Scoprite tutta la storia raccontata da Nicola Nicoletti su unitineldono.it.
vai all’articolo Due sacerdoti sono stati fra coloro che hanno ricevuto lo scorso 28 ottobre a L’Aquila il “Premio Nazionale Paolo Borsellino”, riconoscimento istituito dal comune del capoluogo abruzzese, dall’Associazione Società Civile e dall’Associazione Nazionale Magistrati.
Si tratta di don Fortunato Di Noto e don Antonio Coluccia, distintisi per aver offerto un’azione significativa contro ogni forma di potere mafioso, d’ingiustizia e di violenza.
Don Antonio Coluccia, prete simbolo della lotta alla criminalità a Roma, opera nelle periferie della capitale e in modo particolare a Tor Bella Monaca, considerata la piazza di spaccio più grande d’Europa, e da anni vive sotto scorta perché vittima di gravi intimidazioni; don Fortunato Di Noto, è fondatore e presidente dell’Associazione Meter, per il contrasto alla pedofilia e alla pedopornografia. Sacerdote siciliano, don Di Noto da anni si impegna a favore dei bambini e si batte per denunciare crimini e reati che coinvolgono i minori, oltre a segnalare reti di pedofili nel web.
Qui l’ intervista a don Di Noto realizzata per Radio Vaticana da Tiziana Campisi.
vai all’articolo
Venerdì 3 novembre si è svolto nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Bologna (Piazzale Bacchelli, 4) il convegno «Sacerdoti e comunità. Portatori di aiuto e speranza senza dimenticare nessuno», promosso dal Servizio per la Promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica «Sovvenire» insieme all’Istituto diocesano sostentamento clero.
All’incontro, organizzato dall’incaricato diocesano del «Sovvenire» Giacomo Varone, hanno partecipato il direttore responsabile di Rai Vaticano Stefano Ziantoni che ha dialogato con il cardinale Matteo Zuppi.
Proponiamo la registrazione dell’evento a cura del canale youtube 12Porte.
Ricordiamo che l’evento è stato realizzato in collaborazione con l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna, Associazione Italiana per la Direzione del Personale e Manageriali Emilia-Romagna.
vai all’articolo
Nella mattinata di giovedì 9 novembre 2023, presso la sala conferenze del Seminario Arcivescovile di Ferrara, a partire dalle ore 9.30 e nel contesto della giornata di ritiro del clero, si terrà una conferenza sul tema del “Sovvenire” circa i fondamenti, la finalità e le modalità del “Sostegno economico alla Chiesa Cattolica”.
Sarà il dott. Paolo Cortellessa, incaricato del servizio studi e ricerche del Servizio CEI per la promozione sostegno economico Chiesa, a tenere la relazione sull’argomento.
vai all’articolo
Si è svolto lo scorso 28 ottobre a Roma un incontro di formazione per i nuovi incaricati e collaboratori diocesani del Sovvenire nominati negli ultimi tre anni.
Il corso, che ha offerto una panoramica sui contenuti relativi al sostegno economico alla Chiesa, è stato predisposto anche online per tutti i referenti del territorio interessati.
I partecipanti sono stati 50 in presenza e 50 in collegamento.
Sono stati presentati i seguenti argomenti: La Riforma Concordataria e il Sovvenire, I pilastri del Sovvenire, SPSE e la Rete, Lo scenario in cui operiamo, Le Attività nel Territorio.
Di seguito i relativi video; le presentazioni in power point sono scaricabili cliccando qui.
Buona visione!
La Riforma Concordataria e il Sovvenire – Massimo Monzio Compagnoni
I pilastri del Sovvenire – Paolo Cortellessa
SPSE e la Rete – Letizia Franchellucci
Lo scenario in cui operiamo – Massimo Monzio Compagnoni
vai all’articolo
«Il contributo alla Chiesa cattolica e il sostentamento del clero rappresentano un unicum necessario per provare a concretizzare un servizio di accompagnamento alle comunità cattoliche da parte della nostra Chiesa, anche a livello locale».
È quanto afferma Giuseppina Tripodi, incaricata diocesana del Servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa cattolica dell’arcidiocesi di Reggio Calabria Bova. Ci spiega come grazie al contributo di tanti sia possibile portare avanti diverse iniziative (su avveniredicalabria.it, articolo di Francesco Chindemi).
*****
Perché dunque aiutare la Chiesa e i suoi parroci? «Almeno due – aggiunge – sono i motivi che rendono urgente quest’azione». Innanzitutto, perché «spesso la parrocchia diviene presidio di relazione e socialità, nonché faro per le fasce più fragili della popolazione. Basti pensare solo a quanto viene fatto nelle aree periferiche».
«Guardiamo ai nostri contesti territoriali spesso impoveriti dal disagio economico. La figura del sacerdote, quale prezioso punto di riferimento, dovrebbe essere messo nelle condizioni di non doversi occupare di svolgere attività lavorativa per sopperire alle incombenze quotidiane, ma piuttosto perseguire la sua vocazione che culmina nella cura delle anime», spiega ancora l’incaricata diocesana del Servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa.
«Il sacerdote quale guida della comunità dentro la tempesta delle difficoltà che sempre più frequentemente vive l’uomo del nostro tempo – ha motivo di ritenere Tripodi – deve comunque poter contare su una comunità che si fa carico di qualcosa per garantire allo stesso la libertà di agire». Cos’altro c’è da fare? «Nella nostra arcidiocesi ancora la sua testimonianza – molto è stato fatto e molto altro sarà realizzato grazie alla generosità dei tanti benefattori che non fanno mancare il proprio contributo».
L’elenco è davvero lungo, basti pensare alle tante iniziative di prossimità portate avanti grazie all’intraprendenza dei parroci in unione con le rispettive comunità parrocchiali. Gli esempi non mancano. «Per restare in tema di aiuto alla comunità ad esempio – ricorda l’incaricata Spse della diocesi reggina non si possono non menzionare gli empori solidali nati con il contributo dell’8xmille e con donazioni di privati e le tante opere segno che a livello centrale e periferico sono state attivate. Tra queste – conclude – vorrei ricordare anche il servizio svolto presso il Museo diocesano “Aurelio Sorrentino” che, potendo anche contare sulla dedizione della sua direttrice, promuove la cultura religiosa, valorizzando i nostri tesori con delle pregevoli attività mirate alla crescita emotiva e culturale di bambini, ragazzi e delle loro famiglie».