Author: sEEd_aDm_wP

Bologna / Gli intermediari fiscali al Convegno “8xmille una firma per unire”

vai all’articolo
8xmille una firma per unire. Un piccolo gesto, una grande missione” è stato il titolo del Convegno promosso dal Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa cattolica dell’Arcidiocesi di Bologna. L’incontro, che si è svolto nella Sala Conferenze Marco Biagi dell’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili lo scorso 11 maggio, è stato voluto dall’Arcivescovo il card. Matteo Maria Zuppi il quale, non potendo partecipare, ha inviato un video messaggio di saluto e delegato al compito il Vicario generale per l’amministrazione Mons. Giovanni Silvagni.

I lavori sono stati introdotti e coordinati da Giacomo Varone, responsabile diocesano del Servizio Promozione. Tra i relatori anche Monsignor Luigi Testore, Vescovo di Acqui e presidente dell’Istituto centrale sostentamento clero.

«L’8xmille fa bene! Il Convegnoafferma Giacomo Varone – vuole contribuire a recuperare una sensibilità che va via via calando. Dobbiamo sempre ricordare il grande significato economico e civile di questa firma, anche per sostenere le opere di carità sul territorio: con questa scelta è possibile ridare futuro alla vita degli ultimi, rendere concreto e visibile un aiuto agli invisibili così come il restauro delle chiese e le diverse opere parrocchiali. È il territorio stesso a mostrarci i benefici di questa firma che non costa nulla, ma è portatrice di tanto bene».

 

I partners dell’evento sono stati l’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Bologna, Fondazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bologna, Unione cattolica della stampa italiana, Associazione cristiana lavoratori italiani di Bologna e Istituto diocesano per il sostentamento del clero di Bologna.

 

Uniti nel dono / La storia di don Fabio e la sua “cooperativa di comunità”

vai all’articolo
“Camminare insieme è la cosa più semplice, a volte la più complicata… certamente la più bella”. Parola di don Fabio Fiori, parroco di Danta di Cadore e San Nicolò di Comelico (BL). È lui l’anima di una cooperativa di comunità che sta aiutando la gente a rimanere nel proprio paese e questo territorio meraviglioso a non morire.

Nel 2019, ispirato da una esperienza di “cooperativa di comunità” di cui ha letto qualcosa, chiama a raccolta i suoi parrocchiani, chiede il permesso al suo Vescovo e si lancia in questa avventura.

Un’impresa che poco a poco restituisce anche alle persone più sole e demotivate il gusto dello spendersi per gli altri e che comincia a porre un freno a quel processo, che sembrava irreversibile, di spopolamento e abbandono di questo angolo di paradiso.

Scopri di più su www.unitineldono.it

Firmato da Te / l’8xmille a Firenze con “Housing Net”

vai all’articolo
Caritas Firenze ha puntato i riflettori sul tema casa e sui costi dell’abitare, soprattutto dopo l’emergenza Covid, durante la quale si sono ampliate le condizioni di diseguaglianza, incrementando la forbice tra ricchi e poveri.

Con il progetto “Housing Net” realizzato grazie all’intervento dell’8xmille, Caritas mette in campo la propria rete di conoscenze e solidarietà, non solo nel trovare appartamenti adatti alle necessità di famiglie già ospitate in altre strutture, ma anche ponendosi come intermediario tra i proprietari delle case e gli affittuari.

“Housing Net” è un sistema circolare virtuoso, che vede Caritas accompagnare le persone in un cammino di riabilitazione e di reinserimento, restituendo in primis la dignità di un luogo fondamentale come la casa.

Scopri su www.8xmille.it i progetti realizzati anche grazie alla firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica.

Perugia: presentato il “Rendiconto 2021 dell’8xmille alle Diocesi dell’Umbria”

vai all’articolo
In concomitanza con la Giornata nazionale dell’8xmille alla Chiesa cattolica, in calendario domenica 7 maggio, e di avvio della sua nuova campagna “Una firma che fa bene”, a Perugia, presso il Teatro parrocchiale dell’Oasi di Sant’Antonio, sabato 6 maggio, è stato presentato alla stampa il “Rendiconto 2021 dell’8xmille alle Diocesi dell’Umbria”, nel corso del 6° Convegno regionale del Sovvenire.

E’ un lavoro divulgativo preso d’esempio e ‘capofila’ di un progetto nazionale in fase di elaborazione da parte del Servizio Promozione della Cei, un’agile pubblicazione di poco più di 60 pagine con grafici, immagini significative e codici “QR” dove scaricare più informazioni e video, avente come sottotitolo: “I progetti, le opere, i benefici per le comunità” (in allegato). Una pubblicazione curata della Conferenza episcopale umbra (Ceu) con la collaborazione e la professionalità comunicativa degli operatori dei media cattolici umbri quali il settimanale La Voce, l’emittente UmbriaRadio in Blu e gli Uffici stampa diocesani e anche della Società editoriale Vita Spa impresa sociale. La pubblicazione è consultabile sul sito: www.sovvenire-umbria.it.

Alla presentazione alla stampa sono intervenuti il Vescovo delegato per il “Sovvenire” e vice presidente della Ceu, Mons. Ivan Maffeis, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il responsabile nazionale del “Sovvenire” della Cei, Massimo Monzio Compagnoni, e il coordinatore del “Sovvenire” per l’Umbria, il diacono Giovanni Lolli.

Credere nell’8xmille e promuovere nuove forme di sostegno alla Chiesa. Quest’ultimo non ha nascosto la “preoccupazione” per alcune stime che danno in calo, a partire dal 2024, i fondi dell’8xmille, a seguito delle gravi ripercussioni della pandemia con diminuzione del gettito IRPEF e delle firme. Da ricordare che i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, oltre a sostenere opere di carità, sono destinati al culto e alla pastorale (esercizio e cura delle anime e scopi missionari), all’edilizia e beni culturali e al sostentamento del Clero e alle sue attività pastorali e socio-caritative. L’impegno degli operatori del “Sovvenire”, ma non solo, emerso anche al 6° Convegno regionale, è quello di non perdere ulteriormente rispetto a quanto si è già perso. Occorre iniziare a studiare nuove forme di sostegno, alternative allo stesso 8xmille e alle offerte deducibili, come ad esempio i lasciti testamentari e anche la creazione di sinergie a livello locale, per consentire alla Chiesa di proseguire le sue attività pastorali, socio-caritative e culturali a sostegno di credenti e non, perché l’8xmille è di aiuto a tutta la comunità. Basti pensare alla grande funzione sociale a livello territoriale svolta da migliaia di sacerdoti-parroci sostenuti anche attraverso l’8xmille, che in Italia sono 32.408 e nelle otto Diocesi dell’Umbria sono 678 (dato 2021). Proprio ai sacerdoti e alla loro missione sono dedicate alcune pagine della pubblicazione.

Ci vuole maggiore corresponsabilità, partecipazione e comunione. A metterlo nero su bianco, nella nota introduttiva di questa pubblicazione, è l’Arcivescovo Maffeis, ricordando le tre parole di papa Francesco pronunciate lo scorso 16 febbraio, “corresponsabilità, partecipazione e comunione”, nel soffermarsi sul “significato del sistema di sostegno economico”. Mons. Maffeis, nel citare ancora il Papa, esorta i cristiani a sorreggersi a vicenda, “chi è più forte sostiene chi è più debole…, per cui la corresponsabilità è il contrario dell’indifferenza, come pure del si salvi chi può”. Ed aggiunge: “Il contributo di ciascuno – che passa anche dalla firma sulla dichiarazione dei redditi – significa appartenenza, fraternità effettiva, condivisione”. La trasparenza dei bilanci economici. “La vicinanza solidale e la stima per la missione della Chiesa, mentre sono motivo di riconoscenza – scrive Maffeis –, ci impegnano a una testimonianza limpida, che – anche con la trasparenza dei bilanci economici – contribuisca a rafforzare la credibilità e la fiducia. Ne guadagnerà la stessa condivisione: la nostra gente, quando è informata, si rivela sempre generosa nel rispondere alle necessità che si presentano”. I dati dell’8xmille nazionali ed umbri. L’Arcivescovo Maffeis, nel presentare i dati, ha ribadito che “le risorse di cui i territori delle nostre diocesi e parrocchie hanno potuto far tesoro vanno a beneficio di tutti, indistintamente. Gli interventi spaziano dalle iniziative di accoglienza e solidarietà delle Caritas alle strutture educative, sportive e formative dei nostri oratori, dagli interventi di restauro e valorizzazione delle nostre chiese al sostegno della missione dei sacerdoti”.

Tenendo presente che i fondi del 2021 sono ripartiti sulla base delle firme del 2018 (infatti c’è sempre uno scostamento di tre anni per l’erogazione di questi fondi da parte dello Stato), le firme per la Chiesa cattolica sono state 13.520.527 (nel 2018) che hanno portato ad un’erogazione alla stessa Chiesa di 1.136.166.333 euro (nel 2021), di cui alle otto Diocesi dell’Umbria sono stati assegnati complessivamente 23.009.249,57 euro così destinati: Culto e Pastorale, 4.009.203,32 euro; Edilizia di Culto e Beni Culturali, 6.054.501,78 euro; Opere di Carità, 3.816.097,10; Sostentamento del Clero e sue attività pastorali, socio-caritative e missionarie, 9.129.447,37 euro. Dopo una significativa risalita dei fondi assegnati alle Diocesi dell’Umbria, nel 2016 erano 20,36 milioni di euro e nel 2020 26,32 milioni di euro (quasi 6 milioni in più), nel 2021, con 23,09 milioni di fondi, si registra una contrazione di oltre 3 milioni rispetto all’anno precedente.

Uniti per rendere più efficaci le risorse a disposizione. Anche per questo si parla di “una visione condivisa e di prospettiva” delle Chiese dell’Umbria. Ad evidenziarlo, nel commentare i dati nel “Rendiconto 2021 dell’8xmille alle Diocesi dell’Umbria”, è l’economo della Ceu, Daniele Fiorelli, che scrive: “Le diocesi umbre stanno provando sempre di più a camminare insieme, nella consapevolezza che solo uniti si potranno rendere più efficaci le risorse a disposizione”. Questa consapevolezza è stata sollecitata ulteriormente dall’esperienza del difficile periodo della pandemia; periodo superato, ricorda il dott. Fiorelli, “sperimentando collaborazioni e condivisioni di difficoltà e trovando soluzioni ai problemi… Si è dato supporto alle Caritas diocesane per rispondere alle necessità più svariate provenienti dai territori, producendo esperienze di solidarietà in quantità e qualità più visibili e concrete in tutte le Diocesi umbre”. Sono stati messi in campo, sottolinea l’economo della Ceu, “progetti in sinergia con gli Enti locali, Comuni e Fondazioni bancarie”, perché “ciò nasce sempre dalla chiara convinzione che i fondi dell’8xmille non possono essere (più) considerati uniche fonti di sostegno delle attività delle Chiese locali. L’8xmille, piuttosto, deve essere considerato e riconosciuto come una risorsa fondamentale per avviare processi e progettazioni in collaborazione tra vari Enti ecclesiastici e anche civili, a partire dagli Enti locali”.
********
Una firma che fa bene. La presentazione alla stampa umbra di questo “Rendiconto”, oltre a contribuire alla trasparenza dei relativi bilanci 8xmille di ciascuna Diocesi, è stata occasione per far conoscere a livello locale la nuova campagna di comunicazione 8xmille della Cei. “Se fare un gesto d’amore ti fa sentire bene, immagina farne migliaia” è il claim di questa campagna, iniziata pochi giorni fa, che mette in evidenza il significato profondo di un semplice gesto che permette ogni anno di realizzare migliaia di progetti in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. Una campagna che, come evidenzia il suo slogan, ‘Una firma che fa bene’, sottolinea la relazione forte e significativa tra la vita quotidiana dei cittadini e le opere della Chiesa, attraverso la metafora dei “gesti d’amore”: piccoli o grandi che siano, essi non fanno sentire bene solo chi li riceve, ma anche chi li compie. Come fa la Chiesa ogni giorno con i suoi interventi arrivando capillarmente sul territorio a sostenere e aiutare chi ne ha più bisogno: poveri, senzatetto, immigrati, ma anche italiani che attraversano momenti di difficoltà.

E le otto Diocesi dell’Umbria, nel pubblicare i propri rendiconti, presentano le loro opere socio-caritative, perché dietro a tanti numeri ci sono tanti volti sofferenti di fratelli e sorelle che più di altri incarnano il volto di Cristo. Basti pensare all’Emporio Caritas “7 Ceste” di Assisi-Nocera-Gualdo, inaugurato nel 2016, dove nel 2021 sono state seguite oltre 2.300 persone da 50 volontari e distribuiti beni di prima necessità pari a 113 tonnellate; ai pozzi per l’acqua realizzati dalla Diocesi di Città di Castello in Malawi, collaborando con l’associazione “Sottosopra ovd”, che dal 2004 opera in questo Pese africano, uno dei più poveri del mondo; al progetto “Fratelli tutti” di Foligno, realtà legata alla Caritas diocesana, ma anche ricca di altre dimensioni, che si fonda su tre parole peculiari: ospitalità, servizio, formazione, comprendenrte un nuovo emporio e un servizio medico volontario; al progetto di sostegno alle fragilità e vulnerabilità sociali realizzato in collaborazione tra la Diocesi e il Comune di Gubbio per famiglie con grave emarginazione, in assenza di alloggio e reti familiari; al progetto di “Solidarietà oltre le sbarre” della Diocesi di Orvieto-Todi rivolto al mondo carcerario dove opera da oltre 20 anni la Caritas e al rifacimento della navata della chiesa della Natività di Maria Santissima in Canonica, “oggetto di vera devozione popolare”; All’Emporio “Divina Misericordia” promosso dalla Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve nel 2016, luogo in cui la solidarietà dei donatori e la dedizione di 80 volontari si uniscono per aiutare persone in temporanea difficoltà, assistendo nell’ultimo anno 376 famiglie con 385 figli al di sotto dei 15 anni (33 neonati), movimentando 128 tonnellate di generi di prima necessità; al progetto “Job Placement” della Caritas diocesana di Spoleto-Norcia, pensato per facilitare l’ingresso di giovani nel mondo del lavoro, che ha interessato, nel 2021, 22 inoccupati dai 18 ai 30 anni che hanno intrapreso un percorso di formazione con tirocini retribuiti presso aziende del territorio, così da valorizzare le proprie capacità; al progetto “GoLife” per “tornare alla vita” dopo la pandemia promosso dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia, un nuovo modello di carità legato al coinvolgimento attivo della comunità, sostenendo quelle più in difficoltà dal punto di vista sociale, senza trascurare l’”Emergenza Ucraina” coinvolgendo la comunità diocesana e quelle parrocchiali in azioni di carità di prossimità.

(Com. stampa a cura di Riccardo Liguori per conto dell’Ufficio stampa Ceu)

In allegato una rassegna stampa “sintesi” dell’evento e alcuni servizi tv andati in onda su Rai 3 Umbria del 6 maggio (dal minuto 11 circa) e il video su Perugia Today.

Festival delle comunicazioni: Catania si prepara a “parlare col cuore”

vai all’articolo
La XVIII edizione della manifestazione organizzata dalle Paoline e dai Paolini per la LVII Giornata delle comunicazioni sociali si svolgerà nella città siciliana dal 14 al 21 maggio, ma già da questi giorni sono in corso i primi eventi. Il Festival, che ogni anno si svolge in una diversa diocesi italiana, “con l’intento di coinvolgere in maniera attiva tutta la Chiesa e far emergere le tante valide risorse del territorio”, avrà come filo conduttore “Parlare col cuore e farlo con mitezza”, il tema scelto dal Papa per la giornata di quest’anno.

L’8 maggio ospite dell’evento anche il responsabile del Servizio Promozione della CEI Massimo Monzio Compagnoni nello spazio dedicato al tema “Dal Cuore alle mani – Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”, dedicato agli attori del terzo settore della Caritas e movimenti ecclesiali. Con lui anche rappresentanti del banco alimentare della Caritas diocesana e di S. Egidio. Un’occasione preziosa per ricordare l’importanza di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica grazie ad un gesto semplice, come una firma che non costa nulla in più, ma che fa bene, a noi e agli altri.

Ricordiamo che il Festival della Comunicazione si muoverà alla ricerca della Parola e delle parole per creare relazioni, promuovere la cultura del territorio, raccontare il bene grazie a 40 eventi, tutti gratuiti, divisi in 20 giorni (cinema, musica, teatro, arte, presentazione di libri, conferenze tematiche, attività laboratoriali) e ideati per ogni fascia di età, a cui interverranno nomi noti della comunicazione, scrittori, giornalisti, relatori, musicisti, cantanti, esperti, studiosi di fama nazionale e regionale per “dare concretezza all’invito del Papa “a cercare e a dire la verità e a farlo con carità”. A conclusione dell’evento è in programma la Celebrazione Eucaristica in Cattedrale, che sarà presieduta da Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania, domenica 21 maggio 2023.

Il Festival permetterà un articolato viaggio dall’ascolto alla parola attraverso diversi linguaggi: dal giornalismo ai libri, dalle arti grafiche alla fotografia, dalla musica al teatro, dal digitale ai laboratori manuali. La manifestazione intende offrire significative occasioni di incontro e di approfondimento su tematiche sociali, culturali, spirituali e della comunicazione al fine di far riflettere sui tanti spunti e sull’attualità del Messaggio del Santo Padre.

Altre notizie sul programma degli eventi è disponibile sul sito della Settimana della Comunicazione, nella sezione “Eventi”.

La ripartizione dell’8xmille nella diocesi di Roma

vai all’articolo
«Una firma che fa bene», come pubblicato qualche giorno fa, è lo slogan della nuova campagna di comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana sull’8xmille, avviata il 2 maggio. Nell’occasione della Giornata Nazionale di sensibilizzazione celebrata il 7 maggio, la diocesi di Roma diffonde i dati della ripartizione dell’8xmille nel 2022.

La somma riguardante la quota parte dell’8xmille Irpef assegnata dalla Cei alla diocesi di Roma, compresi gli interessi maturati, è stata erogata nello scorso mese di dicembre. Per interventi caritativi sono stati erogati 4.183.198,21 euro. « Il contributo – spiega don Francesco Galluzzo, direttore dell’Ufficio amministrativo del Vicariato – è stato così destinato: a nuclei familiari bisognosi, che hanno ricevuto un segno concreto di solidarietà tramite le comunità parrocchiali individuate dai vescovi ausiliari; alla realizzazione di progetti caritativi diocesani, all’assistenza ai detenuti e al sostegno delle attività caritative e di sostegno promosse dalla Caritas diocesana; ad associazioni o enti ecclesiastici che operano nel campo della emarginazione nei suoi diversi aspetti; ad enti ecclesiastici e centri per il sostegno alla vita; a progetti di sviluppo dei missionari romani e al sostegno dei migranti; per assistenza al clero anziano e malato».

La somma erogata «per esigenze di culto e pastorale» ammonta invece a 4.395.850,79 euro. «La quota dell’8xmille – sottolinea  Galluzzo – è stata distribuita tra le seguenti esigenze principali: esercizio del culto; cura delle anime; formazione del clero e formazione teologico-pastorale del popolo di Dio; scopi missionari; catechesi ed educazione cristiana». Le somme per l’esercizio del culto «sono state destinate alla formazione di operatori liturgici, alla costruzione di nuovi complessi, e ad opere conservative e di restauro di parrocchie, chiese ed edifici di culto appartenenti alla diocesi. La cura delle anime – prosegue il direttore dell’Ufficio amministrativo – è consistita nella realizzazione di iniziative comunitarie, per l’andamento della Curia diocesana, per i mezzi di comunicazione sociale a finalità pastorale, per la formazione del clero, che si è concretizzata nell’assegnare borse di studio e contributi significativi ai Seminari diocesani, per la formazione dei diaconi permanenti e per il servizio diocesano “Sovvenire”. Sotto la voce “catechesi, educazione cristiana e scopi missionari” sono ricomprese le somme erogate per iniziative di cultura religiosa, le attività di sostegno alle missioni, ad associazioni ed enti culturali».

Insieme ai dati della ripartizione dei fondi 8xmille per la diocesi di Roma, vengono diffusi come di consueto anche quelli per la diocesi di Ostia, il cui amministratore apostolico è il cardinale Angelo De Donatis, vicario per la diocesi di Roma. Nel 2022 la somma erogata per esigenze di culto e pastorale è stata di 142.519,50 euro, al fine di realizzare attività pastorali. Per interventi caritativi sono stati erogati 135.612,35 euro, «contributo interamente destinato – spiega don Francesco Galluzzo, direttore dell’Ufficio amministrativo del Vicariato di Roma – alla realizzazione di progetti caritativi diocesani».

A partire dai prossimi giorni, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica e dalla Fisc, Romasette.it proporrà il racconto di alcune esperienze di opere sostenute in diocesi dai fondi 8xmille e altri servizi sull’argomento.

Radio Vaticana / Mons. Prevost: “Il Vescovo è un pastore vicino al popolo, non un manager”

vai all’articolo
Vi segnaliamo l’intervista che Andrea Tornielli (direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della santa sede) ha fatto per i media vaticani al Prefetto del Dicastero per il Vescovi Monsignor Robert Francis Prevost, tracciando un identikit del “Vescovo” per il tempo in cui viviamo.

Alla domanda “Quanto incidono nella vita dei Vescovi i problemi economici?” Monsignor Robert Francis Prevost (il frate agostiniano che Papa Francesco ha scelto per succedere al cardinale Marc Ouellet) ha risposto:

Al vescovo è chiesto anche di essere un buon amministratore o almeno la capacità di trovare un buon amministratore che lo aiuti. Il Papa ci ha detto di volere una Chiesa povera e per i poveri. Ci sono casi in cui le strutture e infrastrutture di un tempo non servono più e si fa fatica a mantenerle. Allo stesso tempo, anche nei luoghi dove ho lavorato, la Chiesa è responsabile di istituzioni educative e sanitarie che offrono servizi fondamentali al popolo, perché molte volte lo Stato non riesce a garantirli.

Personalmente non sono dell’opinione che la Chiesa debba vendere tutto e “solo” predicare il Vangelo nelle strade. Si tratta comunque di una responsabilità molto grande, non ci sono risposte univoche. C’è da promuovere maggiormente l’aiuto fraterno fra le Chiese locali. Di fronte alle necessità di mantenere in vita delle strutture di servizio con le entrate che non sono più quelle di una volta, il Vescovo deve essere molto pratico. Le monache di clausura sempre dicono: ‘Bisogna avere fiducia e affidare tutto alla Provvidenza Divina, perché si troverà il modo per rispondere’. L’importante è anche non dimenticarsi mai della dimensione spirituale della nostra vocazione. Altrimenti si rischia di diventare dei manager e ragionare come manager. Qualche volta succede”.

Sovvenire – Uniti nel dono / Per giugno, un sorriso e 50 grani di Cielo

vai all’articolo
È il sorriso di Giacomo Poretti, a giugno, ad accogliere i lettori di Sovvenire, con la sua bella testimonianza di fede e di gratitudine verso i sacerdoti. Ma il terzo numero di questo 2023, in realtà, profuma di rose. Il dossier, infatti, è dedicato proprio alla devozione mariana e alla preghiera del Rosario.

Il Rosario è una dolce catena – scrive nell’editoriale Massimo Monzio Compagnoniche ci unisce in cordata gli uni agli altri, e ci ricorda verso dove siamo incamminati. In fondo poi, lo spalancare una finestra verso il Cielo è quel che fanno, ogni giorno, anche i nostri sacerdoti nella vita delle nostre comunità”.

Le storie di questo numero di Sovvenire – prosegue il Direttore – ne sono l’ennesima conferma: da Castellammare di Stabia alla Valtellina, passando per Grosseto, abbiamo scelto di riproporvi solo alcune delle cose belle che potete trovare se andate a visitare il nostro sito, www.unitineldono.it. E potete respirare anche l’aria della missione ad gentes, con la testimonianza che grazie alla fondazione Missio abbiamo ricevuto addirittura da Papua”.

Sono proprio loro, i sacerdoti, – conclude Monzio Compagnoni – che permettendoci di celebrare l’Eucarestia ci consentono di santificare il dono della nostra vita unendolo a quello del Corpo e del Sangue del Signore. Ma quel legame possiamo tenerlo vivo e fecondo ogni giorno, con la nostra preghiera personale: la corona del Rosario è uno degli strumenti a nostra disposizione e ha l’enorme vantaggio di non richiedere nessuna particolare circostanza se non… un cuore disponibile”.

Qui il pdf del periodico nel nuovo formato, che permette di accedere direttamente a video, audio e foto-gallery.

Firmato da Te / L’8xmille tesse “Trama e Ordito” a Urbino

vai all’articolo
Il progetto “Trama e Ordito”, avviato nel 2022 in collaborazione con la parrocchia Cristo Re di Trasanni di Urbino, è incentrato principalmente sul laboratorio di cucito.

Si tratta di un luogo pensato per condividere insieme un tempo di apprendimento, formazione e sperimentazione, dove si può imparare l’uso della macchina da cucire per poi riuscire a realizzare, anche in autonomia, dei progetti. Il laboratorio è aperto a tutti ed è uno spazio di integrazione e socializzazione. Grazie ai fondi dell’8xmille di Caritas Italiana è stato possibile acquistare le attrezzature necessarie per dare un senso di professionalità al laboratorio stesso e continuare a regalare una speranza alle donne che lo frequentano.

Scopri su www.8xmille.it i progetti realizzati anche grazie alla firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica.

A maggio dedichiamo più di una domenica all’8xmille

vai all’articolo
Domenica 7 maggio, come è stato già detto e scritto, si è celebrata la Giornata Nazionale dell’8xmille alla Chiesa cattolica che quest’anno è stata accompagnata dallo slogan della nuova campagna appena lanciata dalla CEI: “Una firma che fa bene”. Il claim fa riferimento ai gesti di altruismo che non fanno sentire bene solo chi li riceve, ma anche chi li compie e che, attraverso la firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica, possono moltiplicare la sensazione di benessere per migliaia di volte.

Proprio in relazione al bene che può fare una firma, una domenica non basta. Quindi continuiamo a promuoverla anche nelle settimane successive.

Firmare è importante perché permette di riscoprire i valori fondamentali dell’8xmille: il bene comune, la condivisione, la corresponsabilità, il sostegno economico delle Chiese nella loro missione. È fondamentale comprendere il significato che questo gesto rappresenta per tutti, credenti e non, in termini di solidarietà e democrazia. Destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica è una scelta di libertà per lo Stato e non di convenienza economica. Con le risorse a disposizione si va incontro ai bisogni delle persone indigenti, dei migranti, di chi cerca una casa, di chi ha necessità di curarsi, dei più poveri, italiani e stranieri”, afferma il Segretario Generale della CEI, Mons. Giuseppe Baturi.

Al contribuente la firma non costa nulla e possono apporla tutti coloro che concorrono al gettito Irpef: chi presenta il 730 o il Modello Redditi, ma anche chi dispone solamente del Modello CU, perché possiede unicamente redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati e non è obbligato a presentare la dichiarazione.

Come è noto, la decisione di chi si esprime serve a stabilire la destinazione dell’intera quota da assegnare, supplendo dunque anche alla mancata espressione di una preferenza da parte di chi non firma.

Nell’anno 2022 chi firma per la Chiesa cattolica ha contribuito a rendere possibile lo stanziamento di 150 milioni di euro per la carità delle Diocesi italiane (mense, centri di ascolto, soccorso a disoccupati, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati); 53 milioni di euro per altre esigenze di rilievo nazionale; 80 milioni per progetti di sviluppo e solidarietà nel Sud del mondo; 84 milioni per la manutenzione e il restauro delle chiese e 410 milioni per mantenere dignitosamente i circa 33.000 sacerdoti che operano nelle Diocesi, 300 dei quali missionari fidei donum nei Paesi più poveri.

È possibile visionare un rendiconto dettagliato su www.8xmille.it oppure su chiesacattolica.it.

In allegato il pieghevole e la locandina.