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TV2000 / Con Luigino Bruni torna “Pani e pesci, l’economia del Vangelo”

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Su TV2000 torna “Pani e pesci, l’economia del Vangelo”, otto puntate dall’11 ottobre, in onda il sabato alle ore 15.15. Novità di quest’anno: l’attore Ettore Bassi legge i brani della Bibbia che aprono la trasmissione settimanale, condotta come sempre da Eugenia Scotti e guidata dalle riflessioni bibliche del professor Luigino Bruni, economista della Lumsa di Roma e co-fondatore della Scuola di Economia Civile.

All’origine del programma, giunto alla quarta stagione, l’idea che i principi dell’economia e le pagine delle Sacre Scritture hanno una cosa in comune: tutte e due si occupano, da prospettive diverse, della vita quotidiana delle donne e degli uomini. Ma quest’anno, in maniera ancora più decisa rispetto al passato, si affrontano questioni al centro dell’esperienza delle famiglie italiane. Tra i temi proposti: il costo proibitivo degli affitti, la gestione della paghetta dei figli, la trasformazione della cucina e della ristorazione italiana, i prodotti e i servizi dedicati alla terza età, le spese per la cura degli animali domestici.

La Basilica di San Giovanni in Laterano è la cornice nella quale Ettore Bassi legge i brani dell’Antico e del Nuovo Testamento. La costruzione dell’Arca di Noè, la presentazione di Gesù al tempio, il miracolo alle nozze di Cana, il rinnegamento di Pietro e tutti gli altri passi scelti, offrono l’occasione di rileggere i cambiamenti del presente e di dialogare con gli ospiti in studio sul rapporto con il fallimento, sulla convivialità, sull’invecchiamento progressivo della nostra società, sul legame tra benessere economico e felicità.

A confrontarsi con Luigino Bruni ed Eugenia Scotti sono quest’anno, tra gli altri, la stilista Marina Spadafora; la divulgatrice scientifica, Barbara Gallavotti; la docente di economia ed ex ministra Elsa Fornero; gli scrittori Erri De Luca e Gianrico Carofiglio; la vicepresidente della Scuola di Economia Civile, Elena Granata.

“Pani e Pesci” è scritto da Dario Quarta e Luigino Bruni, con Elena Di Dio ed Eugenia Scotti, ed è realizzato in collaborazione con la Scuola di Economia Civile. La regia è di Alessandro Tresa.

Prima puntata

Perché lusso e ricchezza ci affascinano? A cosa servono i beni materiali? Ed è sempre vero che le ricchezze corrompono la nostra vita spirituale? Attorno a questi interrogativi il professore Luigino Bruni interpreta il brano dal Primo Libro dei Re che racconta l’incontro tra la Regina di Saba e Re Salomone. Così si apre la quarta stagione di “Pani e Pesci, l’economia del Vangelo”. In ogni puntata il professore spiega perché le Letture bibliche ci parlano ancora oggi.

Per rivedere tutte le puntate clicca qui

8xmille / A Macerata nasce il progetto A.L.O.H.A.: un cammino verso autonomia e dignità

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Dall’ascolto quotidiano delle persone più fragili è emersa una verità chiara: la povertà non è mai un solo volto. Ogni persona e ogni famiglia porta con sé bisogni diversi, intrecciati, che richiedono risposte coordinate e concrete.

Da questa consapevolezza nasce il progetto A.L.O.H.A., un acronimo che richiama il saluto hawaiano – simbolo di accoglienza e riconoscimento dell’altro – e che racchiude le sue aree di intervento: Accompagnamento, Lavoro, Orientamento, Housing e Autonomia.

Il progetto vuole offrire una via d’uscita soprattutto a chi vive nella cosiddetta “fascia grigia”: persone e famiglie che, pur avendo qualche risorsa, non riescono a raggiungere una piena autonomia. Nella diocesi del territorio di Macerata, già duramente colpito dal sisma del 2016, la difficoltà più grande è quella della casa: affitti sempre più cari, caparre elevate, garanzie impossibili da presentare. Anche chi lavora spesso non riesce a sostenere tutte le spese, restando intrappolato in una precarietà che logora.

Grazie alla disponibilità della comunità ecclesiale, A.L.O.H.A. ha potuto aprire tre immobili per accogliere temporaneamente circa 20 persone. Non si tratta però solo di un tetto, ma di un percorso personalizzato: ogni famiglia accolta viene accompagnata passo dopo passo con un progetto costruito insieme, che punta a restituire nel più breve tempo possibile indipendenza e dignità.

Per raggiungere questo obiettivo, il progetto offre strumenti concreti:

  • Orientamento al lavoro e attivazione di 5 tirocini extra-curriculari;
  • Un fondo economicoper sostenere spese urgenti e permettere alle famiglie di non interrompere il loro cammino;
  • L’accesso ai due empori della solidarietà della diocesi, che garantiscono il fabbisogno alimentare a circa 30 persone.

Ma A.L.O.H.A. non si ferma qui: attorno ai beneficiari diretti si costruisce una rete che intercetta e accompagna anche altre persone fragili, indirizzandole ai servizi della Caritas diocesana e a quelli offerti dal territorio.

(www.8xmille.it)

Offerte sostentamento clero / “Uniti Possiamo” 2025: le date da salvare

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Celebrata la Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero lo scorso 21 settembre è ormai chiaro che un solo giorno non basta per raccontare il valore di un gesto che sostiene l’intera comunità ecclesiale.

Per questo, è possibile per le parrocchie aderire al progetto Uniti Possiamo 2025, un’iniziativa che amplia il tempo dedicato alla promozione delle Offerte deducibili.

Il progetto si propone di coinvolgere la comunità nella raccolta di una somma di circa 1.000 euro, cioè l’equivalente di una delle dodici mensilità di un sacerdote. L’obiettivo è quello di raccogliere il maggior  numero possibile di Offerte e creare una grande famiglia di donatori che scelgono una volta all’anno di sostenere i circa 32.000 sacerdoti in Italia e in missione come fidei donum, che dedicano la vita all’annuncio del Vangelo, alla guida delle comunità, alla promozione della carità e della prossimità verso tutti. Le Offerte a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC) sono deducibili dal reddito complessivo delle persone fisiche fino ad un massimo di 1.032,91 euro annui. Se inserite nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi), queste Offerte concorreranno a diminuire l’Irpef e le relative addizionali. La ricevuta, rilasciata dall’Istituto Diocesano Sostentamento Clero (IDSC), è valida per la deducibilità fiscale.

Le parrocchie che si iscriveranno al progetto “Uniti Possiamo” (dopo aver effettuato l’accesso al Portale www.unitiinrete.it) potranno vivere un percorso prolungato e strutturato con materiali che arriveranno direttamente in parrocchia per facilitare la raccolta delle Offerte destinate all’ICSC. Sarà un’occasione concreta per rafforzare il senso di appartenenza e corresponsabilità dei fedeli nei confronti della missione della Chiesa.

Lo scorso anno su 4.996 parrocchie iscritte, hanno partecipato effettivamente al progetto “Uniti Possiamo” 1.624 parrocchie.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti sulle scadenze delle diverse attività consultate il pieghevole in allegato.

Di seguito il riepilogo delle scadenze principali:

  • 1° novembre/15 dicembre – raccogliere le Offerte con il progetto “Uniti Possiamo”;
  • 15 dicembre – consegnare all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero la scatola con le buste CHIUSE delle Offerte deducibili;
  • entro il 31 dicembre – svolgere un incontro di formazione in parrocchia;
  • entro il 31 marzo 2026 – rendicontare l’incontro già svolto nel 2025.

È importante ricordare che, per chi non lo avesse ancora fatto, fino a dicembre è possibile programmare e svolgere un incontro di formazione parrocchiale sul Sovvenire da inserire all’interno del portale www.unitiinrete.it. Si potrà accedere, così, ai contributi messi a disposizione per le parrocchie.

Per eventuali informazioni si può contattare l’assistenza allo 06/97 85 84 14 – e-mail: assistenza@sovvenire.it, dal lunedì al venerdì dalle 9.00/13.00 e dalle 15.00/19.00.

Uniti Possiamo / Parrocchia di San Tarcisio (RM): condividiamo la fede, sosteniamo la missione

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Si terrà il 9 ottobre dalle 20.45 alle 22.30 nella parrocchia di San Tarcisio a Roma un incontro dal titolo Condividiamo la fede, sosteniamo la missione. Si legge in una nota da parte della parrocchia organizzatrice:

Traendo spunto dal discorso del Santo Padre in occasione dell’apertura del nuovo anno pastorale (in allegato), la nostra parrocchia è chiamata a essere ulteriormente una comunità di comunione e di carità. Non c’è nessuno spettatore: tutti siamo corresponsabili. Il sovvenire alla Chiesa, attraverso la firma dell’8xmille e la raccolta per il sostentamento del clero, non sono questioni puramente economiche: sono scelte di fede e di corresponsabilità. Attraverso di loro, si rende possibile la missione. Vediamo insieme come assolvere a questo mandato nei nostri gruppi stimolando la comunicazione e il dialogo”.

Uniti nel Dono / Don Giorgio nel Ferrarese: 60.000 km l’anno per costruire comunità

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Nel ferrarese, don Giorgio Lazzarato (in foto con don Cristian Vampa) è parroco a Ravalle, Porporana, Salvatonica, San Biagio di Bondeno e Settepolesini, per un totale di 1200 abitanti. Classe 1952, origini venete da parte di padre, è un sacerdote davvero sui generis: senza cellulare per scelta, è però disponibile a tutte le ore per andare incontro alle emergenze del territorio.

Ecco la sua storia.

A volte deve percorrere 25 chilometri solo per comprare i giornali e fare la spesa e il risultato è che il suo eroico furgone, che percorre ogni anno circa 60.000 km, deve fare una revisione ogni sei mesi. Nel ferrarese don Giorgio Lazzarato è parroco a Ravalle, Porporana, Salvatonica, San Biagio di Bondeno e Settepolesini, per un totale di 1200 abitanti. Classe 1952, origini venete da parte di padre, è un sacerdote davvero sui generis: senza cellulare per scelta, è però disponibile a tutte le ore per andare incontro alle emergenze del territorio. Una vita, quella di don Giorgio, spesa fin dal 1986 a servizio della fragilità: persone senza lavoro o che lo hanno perso, immigrati, donne sole o ragazze madri, soggetti con problemi psichiatrici, carcerati. Per questo ha fondato nel 1992 a Salvatonica un’associazione, Accoglienza ODV, che porta incisa già nel nome la propria mission, dal tempo della grande ondata migratoria dall’Albania. Erano sbarcati infatti con oltre 20mila persone nel porto di Bari, con la nave Vlora, undici minori provenienti dall’Albania. «Chiesi al sindaco di Bondeno – racconta don Giorgio – di ospitarne alcuni in una sede a San Biagio. Iniziai quindi a vivere giorno e notte con loro in questa struttura. Poi a Salvatonica organizzai la cucina per loro, e successivamente ho messo a disposizione anche alcune stanze». Uno di questi ragazzi, arrivati trent’anni fa, è Parid Cara, all’epoca quattordicenne: dopo essersi iscritto all’Itis Copernico, iniziò con successo a lavorare e successivamente cercò fortuna anche in politica, candidandosi alle elezioni parlamentari in Albania del 2013. «Da quel momento – prosegue don Giorgio – sempre più persone sono venute a bussare alla mia porta per chiedere aiuto». Già dalla fine degli anni ‘80 il sacerdote organizzava campi per ragazzi da tutta Italia e campi con giovani provenienti da diversi paesi europei.

Un viaggio in sette tappe

Con lui percorriamo nel suo furgone sette tappe di luoghi dell’accoglienza, segnati da storie, ostacoli ma anche di eventi a lieto fine. A Ravalle da poco si è insediato don Christian Vampa, nella chiesa San Filippo e Giacomo riaperta al culto, trasferitosi nella canonica, che darà man forte alle attività di don Giorgio. Sempre a Ravalle, entro fine anno, arriveranno alcune suore del Rwanda per sostenere la pastorale parrocchiale. Tantissima partecipazione a Ravalle poi per un avvenimento che la cittadinanza aspettava da tempo: ha riaperto i battenti la ex casa del popolo di via Martelli, oggi trasformato in circolo Anspi e bar. La riapertura dopo la chiusura covid è stata possibile grazie all’impegno di don Lazzarato e di alcuni residenti che hanno raccolto la volontà espressa dai cittadini di riappropriarsi di un luogo simbolo del forte senso di appartenenza tipico delle frazioni ferraresi. Il nuovo circolo Anspi è dedicato alla memoria di santità di Laura Vincenzi e Carlo Acutis. L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: trasformare il bar in un vero centro di aggregazione per Ravalle, un luogo dove promuovere iniziative culturali e sociali come presentazioni di libri, mercatini ed eventi di vario genere. Don Giorgio non nasconde di avere progetti ancora più ampi: l’idea è quella di riaprire anche l’adiacente teatro Venere e gli altri spazi limitrofi al bar, immaginando una vera e propria rinascita dell’intera struttura.

La quarta tappa del nostro tragitto è Porporana, nella chiesa Conversione di S. Paolo, ristrutturata dopo il sisma del 2012, che ospita una struttura d’ispirazione cristiana per tutelare minorenni (dieci i posti disponibili) che non possono né essere rinchiusi in carcere né tornare in famiglia.

E finalmente giungiamo, alla nostra quinta tappa in Salvatonica, nella sede dell’associazione Accoglienza, finanziata col contributo dell’8xmille alla Chiesa cattolica, che ospita una trentina di persone bisognose. Tra i soci ci sono assistenti sociali, avvocati e medici specialisti.

«Ogni ospite in realtà, come membro di questa grande famiglia, si mette a disposizione per aiutare gli altri e spesso si aiutano vicendevolmente come una vera comunità – spiega don Giorgio –. C’è chi gestisce la cucina, turnando fra pranzo e cena, chi distribuisce e organizza la posta, chi accompagna dal medico per le visite; due signore italiane si occupano dell’amministrazione e della segreteria, un’altra delle pulizie. A volte – prosegue il sacerdote – sono loro stessi a venire direttamente da me per chiedermi aiuto, altre volte me li mandano i servizi sociali, non solo di Bondeno ma anche di altri comuni della provincia. Spesso sono stranieri e ci sono, tra gli altri, bulgari, rumeni, afghani, pakistani, africani di diversi Paesi. Molti di loro fanno i rider, altri lavorano in campagna o si arrangiano con altri lavoretti». È molto importante cercare di rendere queste persone in difficoltà il più possibile autonome, in modo che possano rifarsi una vita. Purtroppo, non mancano episodi incresciosi, come l’incendio scoppiato a giugno del 2024 nel dormitorio al primo piano, nel quale erano rimaste ferite due persone e – inseguito – è morta Renata. La donna, di origini ebraiche, era stata salvata nell’immediato da un altro ospite, il detenuto a fine pena Filippo, 28 anni e da Dorel, cinquantottenne rumeno, operatore di Accoglienza, ma alla fine in ospedale non ce l’ha fatta. Un lutto che ha colpito la comunità, un dramma dal quale don Giorgio e i suoi ospiti han cercato fin da subito, pur a fatica, di rialzarsi. «Il piano terra, con la sala da pranzo e la cucina, è stato ripristinato e ora dobbiamo ristrutturare le sei stanze e i due bagni al piano superiore, quello dov’è avvenuto l’incendio, piano che ospitava 9 persone – ci spiega don Lazzarato –. Le persone che alloggiavano in quel piano dell’edificio sono state poi trasferite in altre strutture vicine. Aiuti economici per la ristrutturazione sono arrivati da varie parti d’Italia ma anche da Belgio, Spagna, Germania. La solidarietà ci riempie di orgoglio, fiducia e speranza nell’anno del Giubileo».

Oltre ai corsi di italiano, nella vicina San Biagio, dove c’era la trattoria Dal pret, don Giorgio ha avviato una scuola per pizzaioli pensata per i giovani, sei mesi all’anno, tre in primavera e altrettanti in autunno. Idea che prenderà corpo anche nel circolo ANSPI di Ravalle. San Biagio è la nostra sesta tappa. Qui la canonica accoglie undici afghani, il cui sostentamento è a carico di Migrantes e Caritas diocesana di Ferrara. Settima e ultima tappa: Settepolesini. Qui nella chiesa chiusa post sisma hanno luogo diverse attività per mantenere gli ambienti della canonica: pittura, scuola di ballo, in particolare milonga, con partecipanti che arrivano, per due volte al mese, anche da Mantova, Bologna, Modena. Insomma, in questi luoghi tranquilli e quasi disabitati della campagna ferrarese lungo il Po, dove non si poteva soggiornare, don Giorgio rimettendoli a nuovo ha restituito la vita, sporcandosi le mani innanzitutto come cuoco. E ora spera d’integrare ulteriormente i musulmani se l’amministrazione comunale, sul terreno parrocchiale, darà il via per la costruzione di un cimitero anche per loro.

Un appello

Il nostro viaggio si conclude con una proposta di don Giorgio, un appello allo Stato o alle autorità competenti per sgravare l’affollamento nelle carceri: «dare la possibilità a tanti detenuti o fine pena o agli arresti domiciliari di essere accolti in tante associazioni. No a costruire altre carceri, sì all’accoglienza – dichiara don Giorgio a gran voce –. Qui a Salvatonica, avvolti nel silenzio dei campi, appena interrotto dal migrare degli uccelli o dai mezzi agricoli, vogliamo continuare ad accogliere altri detenuti. Per quello che una persona costa allo Stato, ossia fino a 700 euro al giorno, basterebbe che lo stato contribuisse al mese per un solo giorno di carcere e potremmo coprire la spesa viva di un ospite in comunità, che ricambierebbe con un lavoro utile alla società».

(Uniti nel DonoTesto e foto di Sabina Leonetti)

Piemonte / Si svolgerà a Torino il 22 ottobre l’incontro regionale sul Sovvenire

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Si svolgerà il prossimo 22 ottobre a Torino presso Villa Lascaris l’incontro regionale sul Sovvenire della Regione Piemonte. Saranno presenti gli incaricati e collaboratori diocesani del Sovvenire e i dipendenti, direttori e presidenti degli Istituti diocesani sostentamento clero. Il programma della mattinata prevede una riflessione sulla missione degli Istituti con il presidente e direttore generale dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero, Mons. Luigi Testore e Claudio Malizia.

A seguire, l’economo della CEI, don Claudio Francesconi, guiderà una riflessione sulla presenza degli Istituti nella vita pastorale delle diocesi, mentre il responsabile del Servizio Promozione Sostegno Economico CEI, Massimo Monzio Compagnoni, approfondirà il tema del Sovvenire e del progetto di raccolta “Uniti Possiamo”. Nel pomeriggio, ci saranno gli incontri di settore dedicati al confronto e alla condivisione.

Salva la data! / Il 13 ottobre il terzo appuntamento con Luigino Bruni su L’altro nome dell’economia

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Lunedì 13 ottobre, dalle 20.30 alle 22.00, si svolgerà il terzo e ultimo appuntamento con l’economista dott. Luigino Bruni, docente di economia presso l’Università Lumsa di Roma e Vicepresidente della Fondazione The Economy of Francesco su La fedeltà e il riscatto (Torino, Edizioni Qiqajon, 2023). Un piccolo libro della Bibbia, una storia familiare, un brano della storia di Israele e, prima ancora, una storia di donne: questo è il libro di Rut. Un elogio della pratica della bontà, di una prassi di umanità improntata a rispetto e riconoscimento dell’altro, caratterizzata da attenzione, sensibilità e delicatezza, ma anche da giustizia, obbedienza alle leggi reinterpretate in modo creativo e inedito dalle donne, osservanza dei comandamenti finalizzati alla pienezza della vita. Rut è un testo che contiene molteplici messaggi: etici, sociali, economici e religiosi. L’economia del libro di Rut è quella di chi vede prima di tutto le donne e gli uomini, e in essi la prima ricchezza, considerando i beni una benedizione solo nella relazione. Come sarebbero state le leggi, l’economia, la scienza del management se le avessero scritte le donne, se fossero state le Rut a pensarle e a insegnarle? Certamente diverse, forse molto diverse.

Qui la registrazione del primo incontro (La grammatica del per sempre)  e qui quella del secondo (Il dono del grano sospeso).

Vi invitiamo a partecipare numerosi a questo prezioso momento di approfondimento e condivisione!

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N.B.: Al momento dell’accesso, vi invitiamo a inserire il vostro nome e cognome e a disattivare l’audio e il video.

8xmille / La gente di Boncore (LE) ritrova la speranza

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A Boncore, una frazione di Nardò (LE), nel 2021 è stato inaugurato il centro socioeducativo Core a Cuore, grazie anche ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, opera della Caritas diocesana di Nardò Gallipoli. Il direttore della Caritas, don Giuseppe Venneri, ci accompagna a conoscere questa testimonianza di come, insieme, si possa far rinascere la voglia di rimanere a vivere anche lontano dalle grandi città. 

Un territorio incantevole ricco di testimonianze passate e bellezze paesaggistiche: dalle spiagge di sabbia bianca ai centri storici, dalle riserve marine alle zone rurali, dalle tradizioni culturali alla cucina locale. È il versante ionico della penisola salentina, ricco di comuni e frazioni, che si attraversano senza accorgersene, a volte perdendosi, con strade superaffollate per il turismo estivo, e sconfinando dalla provincia di Lecce a quelle di Brindisi e Taranto. Qui a Boncore, una frazione di Nardò (LE), nel 2021 è stato inaugurato il centro socioeducativo Core a Cuore, grazie anche ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, opera della Caritas diocesana di Nardò Gallipoli.

Perché proprio Boncore?
“Perché – ci spiega il direttore Don Giuseppe Venneri, classe 1978 – questa località è tra le frazioni più lontane dalla città, quasi 25 chilometri, e la popolazione residente, circa 300 abitanti, non aveva alcun centro aggregativo, esclusa la parrocchia, che potesse offrire servizi quotidiani per bambini, ragazzi e adulti. Oggi disponiamo di un centro d’ascolto, di uno sportello di assistenza psicologica, di un centro di accompagnamento allo studio e di aggregazione sociale (biblioteca, sala multimediale, sale ludico ricreative), tutti servizi che hanno favorito il consolidamento dei legami nella comunità”.

Ma la popolazione come ha recepito la nascita di questo luogo?
“Dalla prima annualità abbiamo dovuto faticare per guadagnare la fiducia della comunità, disillusa da anni di trascuratezza istituzionale. Se si pensa che fino al 2014 a Boncore erano presenti una scuola elementare e materna, un ufficio postale e una farmacia che oggi non ci sono più, le persone si sono viste abbandonate. Oggi anche usufruire del medico di base è difficoltoso per la distanza dal centro abitato. Invece è nata una collaborazione con l’amministrazione comunale e abbiamo potuto avviare un periodo di ascolto e confronto con le famiglie, che ci ha portato a calibrare le attività del progetto. Il comune di Nardò, poi, ci ha consegnato l’ex scuola elementare, che abbiamo adibito a sede del progetto. Oggi il centro Core a Cuore è inserito nelle strutture convenzionate con l’Ambito Territoriale 3 di Nardò e vi lavorano cinque educatori professionali, un’assistente sociale e una psicologa.

“Il supporto psicologico – aggiunge il coordinatore del centro, Pierluigi Polo – è stato fondamentale negli anni del covid, considerando il tasso di dispersione scolastica e le paure legate all’isolamento da virus. Accogliamo utenti dai 4 ai 18 anni non compiuti, non abbiamo contezza delle centinaia di ragazzi che in cinque anni hanno usufruito del nostro centro. L’evento tanto atteso è la festa finale di fine luglio che conclude un campo di un mese e mezzo. Siamo gli unici a non far pagare il camposcuola, usufruendo anche dei buoni della Regione Puglia, oltre che di un contributo dell’8xmille.”

Andrea Vairo, 50 anni, originario di Asti, si è trasferito in Puglia da Torino, dove lavorava, insieme alla moglie, originaria di Nardò, per crescere qui il loro figlio.

“Sono educatore da sempre – afferma Vairo – e qui ho conosciuto ragazzi splendidi, con tanta voglia di conoscere, raccontare e mettersi in gioco. La realtà di una frazione come Boncore è lontana da ogni forma di aggregazione infantile e giovanile: oratori, cinema, parchi giochi, pub. A parte il mare, splendido, il rischio isolamento, specie d’inverno, è altissimo. Con i nostri ragazzi proiettiamo film e li commentiamo, trattiamo tematiche come il bullismo, offriamo loro sempre nuovi spunti di riflessione. Anche i litigi fra di loro non sono mai dovuti a forme di prevaricazione. Notiamo che hanno difficoltà a riportare correttamente i vissuti e i percorsi scolastici anche in famiglia e noi ci occupiamo di educazione civica, di argomenti ambientali, di raccolta differenziata, di spreco alimentare”.

Veruska, 42 anni, è mamma di 4 figli, di cui 3 frequentano il centro. È la prima ad arrivare alla festa di questa estate, con l’entusiasmo di una ragazzina. “Dopo la separazione da mio marito – confida – ho instaurato con tutti loro un legame fraterno. I miei figli gemelli dopo la bocciatura scolastica hanno recuperato il profitto, anche mia figlia dislessica ha fatto molti progressi. Con loro ho pianto e gioito anche quando pensavo di non farcela, sono stati pazienti ad aspettarmi quando, a causa degli orari di lavoro, arrivavo sempre tardi al centro per portare via i miei figli. Giovanni, 16 anni, oggi ha sviluppato la capacità di fare da solo ed è di aiuto ai più piccoli”.

Giulia Filograna è la giovanissima psicologa del centro, impiegata da gennaio scorso. “Questa mia prima esperienza occupazionale in un centro educativo – precisa – mi costringe a rivedere continuamente i rapporti: è molto stimolante lavorare con loro, trattandosi di ragazzi e rispettive famiglie che vivono situazioni di fragilità. Mi occupo di sostenere il benessere emotivo e relazionale, ma anche di affiancare i giovani con difficoltà di apprendimento, aiutandoli a sviluppare consapevolezza, strategie personalizzate e fiducia nelle proprie risorse. L’obiettivo è quello di creare un percorso integrato, in cui mente, cuore e relazioni possano crescere insieme. Oggi, a distanza di sei mesi, posso affermare che la motivazione è cresciuta notevolmente”.

“È un progetto che mette al centro la persona in tutte le sue dimensioni – conclude don Giuseppe Venneri –, avendo come bussola l’amore per l’uomo, tutto l’uomo, secondo la pedagogia del Vangelo. Il nostro progetto è aperto a quanti vogliano offrire il proprio contributo per la crescita della comunità in senso lato. Abbiamo scelto Boncore perché rappresenta la comunità ideale, la polis nel senso classico del termine, in cui i risultati delle buone prassi possono essere immediatamente riscontrabili e replicabili in altre comunità. Ecco perché faccio appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà perché offrano il proprio contributo al progetto e di conseguenza alla comunità. Nell’ambito del turismo, grazie al già avviato Progetto Opera Seme, stiamo promuovendo il territorio attraverso il turismo lento e il coinvolgimento degli imprenditori: aziende, ristoratori e albergatori che vogliono aderire al codice etico del progetto. Infine, nel prossimo autunno, grazie ad un progetto di Caritas Italiana che coinvolge cinque diocesi avvieremo un ambulatorio sociale in cui presteranno servizio cinque medici volontari per diverse specializzazioni. L’ambulatorio avrà in dotazione un ecografo multidisciplinare di nuova generazione per la prevenzione e la diagnostica. Vogliamo superare l’idea di una carità che si manifesta solo nell’assistenza, passando a quella carità intelligente di cui parlava Papa Francesco, che sia intraprendente e crei opportunità”.

(Uniti nel DonoSabina Leonetti – foto gentilmente concessa da don Giuseppe Venneri)

 

 

 

8xmille / Caritas Italiana ad Haiti per incontrare le donne beneficiarie del progetto “Caminos de Esperanza”

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Una delegazione di Caritas Italiana è tornata ad Haiti, ad Anse-à-Pitres, al confine con la Repubblica Dominicana, per incontrare le donne beneficiarie del progetto binazionale “Caminos de Esperanza”. Un’iniziativa – viene sottolineato in un comunicato – sostenuta dalla Conferenza Episcopale Italiana – con i fondi 8xmille destinati alla Chiesa cattolica – e realizzata insieme alla Congregazione scalabriniana, che nasce per accompagnare donne migranti haitiane che vivono nei bateyes dominicani e altre che, da un giorno all’altro, sono state deportate con violenza in un Paese, Haiti, che spesso non conoscevano più, perché cresciute e radicate in terra dominicana.

Il dramma che vivono queste donne – viene evidenziato da Caritas Italiana – è profondo: politiche migratorie restrittive negano loro il diritto alla regolarizzazione, rendendole invisibili, escluse dai servizi sanitari, soffrendo continue violazioni dei propri diritti. Molte di loro vivono da anni – alcune da sempre – nella Repubblica Dominicana, ma sono costrette a nascondersi per paura di essere espulse.

“Ad Haiti”, racconta Clara Zampaglione di Caritas Italiana, “abbiamo ascoltato le storie di donne costrette a ricominciare da zero, senza legami, senza riferimenti, con il solo peso della sopravvivenza sulle spalle”. Con il progetto “Caminos de Esperanza”, Caritas Italiana e le suore scalabriniane garantiscono sostegno concreto: accesso alla documentazione, opportunità di reddito, accompagnamento umano e spirituale. Un aiuto per ritrovare la propria dignità e ricostruirsi una vita.

Caritas Italiana

Fabriano-Matelica / Le comunità raccontano i campanili. Un incontro su 8xmille, arte e comunità

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Prendendo spunto da un importante progetto diocesano promosso a livello nazionale dalla CEI, che ha visto selezionata la Diocesi di Fabriano-Matelica per il recupero di beni ecclesiastici danneggiati dal sisma del 2016, l’incontro del 3 ottobre presso il Museo Diocesano di Fabriano (Provincia di Ancona), tende a spiegare i fondamenti del Sostegno economico alla Chiesa cattolica, esporre i dati quantitativi dei contributi che giungono in diocesi e presentare esempi virtuosi nei quali le comunità racconteranno come è avvenuta la raccolta fondi ed il loro successivo impiego. Con il contributo dell’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto e la partecipazione dell’Economo diocesano.