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È stata inaugurata a Trebisacce (Cs) la mensa “La Locanda del Samaritano”. Il nuovo servizio, promosso dalla Caritas diocesana di Cassano all’Jonio, dalle parrocchie di Trebisacce e dal Comune è stato possibile grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Franco Mundo, don Pasquale Zipparri, il direttore della Caritas diocesana, don Giuseppe Cascardi, e Mons. Francesco Savino, Vescovo di Cassano all’Jonio che ha concluso l’incontro con una riflessione sul tema “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.
La nuova struttura nasce per offrire un sostegno concreto alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di fragilità, mettendo a disposizione non solo un pasto, ma anche un luogo di accoglienza, ascolto e prossimità. La mensa sarà aperta nei giorni di martedì, giovedì e sabato. Fino al 1° agosto il servizio sarà effettuato alle 12, mentre dal 3 al 29 agosto l’apertura è prevista alle 19.30. Con l’apertura della “Locanda del Samaritano”, Trebisacce si dota di un nuovo presidio sociale al servizio della comunità, nato dalla collaborazione tra istituzioni, Chiesa e volontariato per rispondere ai bisogni delle persone più fragili.
Come si legge sul sito della diocesi, per Mons. Savino «La parola che deve guidarci è cura».
Infatti, il momento centrale della serata è stato l’intervento del Vescovo Mons. Savino, che ha proposto una riflessione sul significato più profondo della nuova Opera Segno. «Viviamo il tempo del deficit del riconoscimento dell’altro. Viviamo il tempo della paura», ha affermato, osservando come oggi le persone non muoiano soltanto per la mancanza di cure o di medicine, ma troppo spesso anche perché vengono meno l’amore, la vicinanza e l’attenzione verso il prossimo.
Per il Vescovo esiste una parola capace di orientare non soltanto la Chiesa, ma anche la politica, la scuola, le istituzioni e l’intera società: cura. «La Locanda del Buon Samaritano è vivere la cultura della cura. Una cura che significa amore, benevolenza, attenzione concreta. Una cura che dice all’altro: “Tu mi stai a cuore, tu non mi sei indifferente”.» Riprendendo uno dei passaggi centrali del suo intervento, Mons. Savino ha ricordato come la pandemia abbia lasciato una lezione che non può essere dimenticata: prendersi cura gli uni degli altri.
Nel ringraziare il Sindaco Avv. Franco Mundo e l’Amministrazione comunale, ha evidenziato come la collaborazione tra Comune, Chiesa, parrocchie e volontariato rappresenti un esempio concreto di sussidiarietà, uno dei principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa.
«Quando Comune, Chiesa, parrocchie e volontariato collaborano insieme per il bene comune, si realizza quella che chiamiamo sussidiarietà orizzontale.»
Richiamando le parole pronunciate da Papa Francesco durante la pandemia – “Nessuno si salva da solo” – ha invitato tutta la comunità a costruire alleanze, abbattere divisioni e camminare insieme, ricordando come “La Locanda del Samaritano” sia nata proprio da un sogno condiviso tra comunità ecclesiale, istituzioni civili e mondo del volontariato.
Rivolgendosi ai volontari ha lanciato uno degli appelli più intensi della serata: «Non limitatevi a servire i poveri. Fermatevi con loro. Mangiate con loro. Ascoltateli.» Ha quindi ricordato che l’incontro con chi vive la fragilità è un autentico incontro con Cristo: «Quando tocchiamo un povero, quando tocchiamo un malato, tocchiamo la carne viva di Cristo.»
La riflessione conclusiva è stata un invito a guardare oltre la semplice assistenza. «La Locanda non deve essere soltanto un luogo di assistenza. Deve essere anche un luogo di cultura, di formazione e di cambiamento sociale.»
Per Mons. Savino è necessario superare il paradigma dell’assistenzialismo, costruendo comunità capaci di affrontare non soltanto gli effetti, ma anche le cause della povertà.
Ha inoltre ricordato come opere come La Locanda del Samaritano siano rese possibili grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica, invitando i fedeli a continuare a sostenerle attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.
Ha concluso con un forte richiamo al legame inscindibile tra carità e giustizia: «La carità senza giustizia è incompleta, così come la giustizia senza carità diventa fredda e impersonale. Se ci limitiamo all’assistenza senza affrontare le cause della povertà, rischiamo di svuotare la carità del suo significato più autentico.»
Con l’apertura della Locanda del Samaritano, la diocesi di Cassano all’Jonio consegna alla Vicaria dell’Alto Jonio non soltanto una mensa, ma un luogo in cui il pane condiviso diventa occasione di ascolto, fraternità e speranza. Un’Opera Segno che nasce dalla collaborazione tra Chiesa, istituzioni e volontariato e che vuole essere, ogni giorno, un segno concreto del Vangelo della carità.