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Pasqua: il grazie e gli auguri del card. Zuppi ai nostri donatori

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La lettera di ringraziamento e di auguri che il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Matteo Zuppi, ha indirizzato a tutti i donatori, a quanti cioè sostengono con le loro offerte il lavoro dei sacerdoti in Italia e nei paesi del mondo in cui operano come ‘fidei donum’.

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Carissimi donatori,

busso alla porta della vostra casa per condividere la gioia della Resurrezione. È un annuncio che apre alla gioia e alla condivisione. E, come per i discepoli, suscita trepidazione e mette in movimento per portare la bella notizia ai fratelli e alle sorelle. Tutti insieme celebriamo la vita che vince la morte. È proprio quando le ombre scure sembrano soffocare gli sprazzi di luce che si aprono orizzonti inimmaginabili. La Pasqua è la festa di chi sa osare, di chi persiste nella fede, di chi vive ogni giorno e s’impegna per rendere vivo il saluto del Risorto: “Pace a voi!”.

Entro nella vostra casa per uscire insieme a voi e bussare ai vicini: abbiamo bisogno di essere comunità viva, che celebra e fa festa, alimentando il lume della speranza contro le logiche della violenza e del non senso. Purtroppo, in diversi luoghi del mondo, come in Ucraina e in Terra Santa, la fiammella della speranza è continuamente minacciata dal vento della guerra. Quanti crocifissi, quanti corpi feriti, quanto dolore! «Non possiamo chiudere l’orecchio al grido di questi fratelli e sorelle che soffrono per la guerra», ripete continuamente Papa Francesco.

Usciamo, allora, e corriamo insieme per costruire la pace.

La Pasqua ci aiuta a comprendere che per i cristiani non si tratta di un ideale, ma del primo dono del Risorto. È un impegno che non accetta deroghe. Nel contesto internazionale quello della pace è certamente un dovere dei “grandi” della Terra, ma chiama in causa ciascuno di noi. Ognuno deve essere operatore di pace, artigiano di pace. Dobbiamo trasformare la sofferenza causata dalla guerra nella nostra sofferenza. Chiedere la pace vuol dire fare nostre le lacrime di tutti i fratelli e le sorelle che soffrono e che vengono privati del loro futuro; vuol dire coinvolgersi personalmente perché solo da cuori pacificati può sgorgare il desiderio di pace; vuol dire – come ricorda il Papa – sentire «la responsabilità di pregare e di costruire la pace» per i bambini, per i più piccoli, per i più deboli. L’ansia della pace è un grido che diventa preghiera. Non stanchiamoci di invocare il dono della pace, di educarci alla pace, a partire dalle nostre case, dalle nostre famiglie, dalle nostre comunità.

Tanti fratelli sacerdoti ascoltano e consolano, asciugano lacrime ed abbracciano, sostengono e accompagnano, confortano e benedicono.

Accade ogni giorno lungo le strade delle nostre comunità, in tante case sparse nelle nostre città, come in tutti gli angoli del pianeta. Anche così la pace germoglia e cresce, nel silenzio e nel nascondimento, contro ogni apparente evidenza. A nome di ciascuno di loro, permettetemi di dirvi il mio grazie per essere loro vicino.

Entriamo ora nella casa dei vicini e auguriamo insieme: “Buona Pasqua”. Diamo linfa ai germogli di bene, accoglienza e mitezza che già abitano nel nostro intimo, ma che sono a volte soffocati da egoismi e chiusure. Il Signore è risorto per ciascuno di noi: affrettiamoci verso i fratelli e le sorelle, tendiamo le mani per accarezzare i loro volti, doniamo il sorriso della speranza.

Non cediamo alla rassegnazione e allo sconforto, ma rendiamo possibile la solidarietà, generando legami di fraternità e prendendoci cura degli ultimi, di chi è piccolo e di chi soffre per la guerra senza nemmeno sapere il perché.

Auguri di Buona Pasqua!

Matteo Card. Zuppi
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

8xmille / Haiti: in un Dossier l’impegno della Chiesa italiana

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Una vicinanza che si è articolata negli anni, nella convinzione che, se la sofferenza non ha confini, anche la solidarietà non deve avere confini. La Chiesa in Italia continua a stare accanto alla popolazione di Haiti, come racconta il Dossier curato dal Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli, in collaborazione con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (in allegato). Dal 2010, anno in cui il Paese è stato colpito da un violentissimo terremoto, sono stati destinati circa 40 milioni di euro – tra fondi dell’8xmille e offerte raccolte con la Colletta straordinaria promossa dalla CEI nel 2010 – per interventi emergenziali, progetti di sviluppo socio-economico in vari ambiti, accompagnamento alle Diocesi locali.

Il Dossier, attraverso dati e testimonianze, ripercorre il cammino compiuto ed evidenzia le criticità tuttora esistenti nel Paese che, con circa 10 milioni di abitanti, è il più povero dell’America Latina e Caraibi, il meno sviluppato di tutto l’emisfero settentrionale, con un tasso di povertà pari all’80%. Attualmente alle prese con una spaventosa crisi umanitaria che si innesta su un’emergenza permanente, Haiti rischia di scivolare verso una guerra civile.

Il tipo di assistenza urgente di cui abbiamo bisogno – spiega il Card. Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes, in un’intervista contenuta nel Dossier – è di ricevere il supporto e i mezzi adeguati a ripristinare la sicurezza, assicurare stabilità, proteggere vite umane e proprietà. Il Paese ha bisogno di ristabilire l’autorità statale attraverso il rafforzamento delle istituzioni democratiche. Occorrerà anche contribuire a creare occupazione e lavoro, affinché gli haitiani possano vivere con dignità grazie ai frutti del loro lavoro. Bisogna considerare che Haiti non si è ancora ripresa dai terremoti del 2010 nell’ovest e del 2021 nel sud del Paese. Adesso arrivano i disastri delle bande armate. Dobbiamo rialzarci e prendere in mano la situazione”. Tra le varie emergenze, una è proprio quella delle gang armate, in cui spesso vengono coinvolti i giovani.

“La Chiesa – viene sottolineato nel Dossier – sta dalla parte del Vangelo e ha il compito di farsi compagna di strada, ponendosi accanto all’ umanità ferita, accompagnando e coniugando processi di cura, animazione, promozione e riconciliazione, valorizzando i percorsi già in essere e aprendone di nuovi che la ‘fantasia della carità’ saprà ispirare e mettere a frutto”.

Proroga importante / Per ricevere i contributi la rendicontazione si può presentare entro il 30 aprile

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Tutte le diocesi e le parrocchie, che hanno partecipato ai Progetti di Raccolta nell’anno 2023 e hanno svolto un incontro di formazione sul Sovvenire, possono accedere ai contributi dedicati alla formazione. Per questo vi invitiamo a entrare nella nuova sezione dedicata ai “contributi” e a consultare il nuovo regolamento per accedervi (sono presenti anche dei video tutorial). Possono rendicontare i parroci e/o i referenti parrocchiali entrando nella:

  1. sezione Contributi – per visualizzare il regolamento
  2. sezione Questionari – per compilare il questionario unafirmaXunire 2023
  3. sezione Iniziative – box UNITI POSSIAMO 2023 – per inserire l’incontro di formazione dedicato al progetto e per rendicontarlo (nel bottone dei materiali trovate le istruzioni mentre nel bottone video formativi trovate i video tutorial).

IMPORTANTE: è stata decisa una proroga e la rendicontazione delle parrocchie si può presentare fino al 30 aprile.

Per supportare nell’attività di rendicontazione, sia degli incontri di formazione che per la compilazione questionario, si può contattare la nostra Assistenza del Sovvenire.

CONTATTI E SERVIZIO DI ASSISTENZA
Tel. 06/97 85 84 14 – e-mail: assistenza@sovvenire.it
dal lunedì al venerdì dalle 9:00/13:00 e dalle 15:00/19:00

Un sincero grazie a tutti per il prezioso servizio sul territorio e un grazie particolare per la partecipazione ai progetti di raccolta nelle parrocchie.

Il 10 aprile incontro online su “La forza di un gesto d’amore”, per il lancio della nuova campagna 8xmille

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In vista del lancio della nuova campagna 8xmille 2024, il prossimo 10 aprile si terrà un incontro online, dalle 11.30 alle 13.00 (nei prossimi giorni si invierà il link del collegamento) al quale sono stati invitati: i Direttori degli Uffici diocesani, Incaricati regionali e Responsabili delle associazioni per le comunicazioni sociali; i Direttori di FISC, Corallo, Avvenire, Tv2000 e Sir; i Referenti regionali, Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire.
Saranno presentati in anteprima gli spot e si daranno tutte le indicazioni e gli strumenti utili per attivare una comunicazione circolare. Infatti, l’efficacia della campagna dipenderà anche dalla capacità di tradurre i messaggi in storie concrete nel territorio.

Si legge nella lettera d’invito a firma di Massimo Monzio Compagnoni (responsabile Servizio Promozione Sostegno Economico CEI) e Vincenzo Corrado (direttore Ufficio Comunicazioni Sociali CEI):
Dopo la grande novità del 2023, che ha visto un importante cambio di strategia di comunicazione con l’avvio di una nuova campagna, un nuovo claim e il vostro protagonismo, anche quest’anno abbiamo deciso chiedervi di essere attori protagonisti nella comunicazione locale della campagna a sostegno della firma per l’8xmille.
Il vostro coinvolgimento nella campagna informativa a livello locale è un tema che ci sta molto a cuore. È stato infatti un primo passo di un percorso che vogliamo proseguire, nella convinzione che la comunicazione locale abbia un potere di impatto molto importante se unita in modo sinergico a quella nazionale. Come ben sapete ognuno di noi infatti viene colpito maggiormente da ciò che accade vicino a lui, nel suo territorio o quando l’emittente è conosciuto personalmente. La comunicazione risulta così decisamente più efficace!
Siete protagonisti fondamentali nella sfida che stiamo affrontando e per questo crediamo sia davvero necessario confrontarci per rafforzare la nostra collaborazione. Vi proponiamo quindi un incontro online, dal titolo volutamente evocativo: “LA FORZA DI UN GESTO D’AMORE” per condividere la struttura della nuova campagna pubblicitaria, ma soprattutto, le linee guida per il vostro coinvolgimento a livello locale”.

Giubileo 2025 / Approda a Roma un percorso di riflessione sul Padre Nostro

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Nove totem, una web app e una preghiera al centro, il Padre Nostro. Nata dall’invito di Papa Francesco di prepararsi al Giubileo del 2025, arriva a Roma la mostra itinerante, “Insegnaci a pregare”, organizzata dal Centro Culturale San Paolo in collaborazione con il Gruppo Editoriale San Paolo e curata dalla società di comunicazione Mediacor.

La mostra, realizzata con il supporto dell’8xmille della Chiesa cattolica e di Generali Cattolica Assicurazioni, continuerà il suo viaggio e potrà essere allestita in spazi culturali, scuole, parrocchie, oratori, per chi ne farà richiesta.

Protagonista è il Padre Nostro, la madre di tutte le preghiere, compendio del Vangelo e guida per ogni cristiano.

«Siamo molto contenti della curiosità ed entusiasmo con cui è stata accolta la mostra che abbiamo desiderato realizzare per la preparazione del Giubileo del 2025 – spiega don Ampelio Crema, presidente del Centro Culturale San Paolo – Roma è una tappa molto sentita, importante. È il cuore del cattolicesimo e la Casa di tutti noi. Portare la mostra qui, significa parlare alla gente, laddove la gente desidera ricevere messaggi di speranza e forza».

Partita dal comune di Cinisello Balsamo, nel milanese, e inaugurata da fra Roberto Pasolini, la Mostra si compone di nove totem, otto dedicati alle frasi del Padre Nostro e uno al Giubileo. Su ogni facciata saggi, meditazioni e fotografie per grandi e piccoli, racconteranno il significato della preghiera e la sua origine.

Una particolare attenzione è dedicata ai tempi attuali, tra testimonianze e storie di chi si è distinto oggi per una concretizzazione esemplare del Padre Nostro: tra questi troviamo personaggi come padre Pino Puglisi, fratel Biagio Conte, Chiara Badano e Matteo Farina.

Ampio spazio è rivolto anche alla tecnologia: su ogni totem, infatti, si trova un QR code che permette di aprire i contenuti di approfondimento presenti in una web app creata appositamente: basta scannerizzare il codice e cliccare su una delle frasi del Padre Nostro della schermata di apertura della web app.

Qui si troveranno degli audio di approfondimento con i testi di Michael Davide Semeraro, Ermes Ronchi (appena uscito in libreria con una nuova prestigiosa edizione de “Il canto del Pane” dove fonde sapienza biblica e afflato poetico) e Marco Pozza, interpretati dall’attore e doppiatore Danilo Bruni.

È online, infine, il sito dedicato alla mostra – realizzato dalla San Paolo Digital – dove viene spiegato il progetto e la sua nascita, con autori, testi e fotogallery.

Per informazioni si potrà contattare il Centro Culturale San Paolo – odv.ets sanpaolo.mostre@gmail.com (cell. 346 9633801).

Diocesi di Roma / Il 19 marzo l’ultimo Corso di Formazione sul Sovvenire

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Presso la Sala Poletti in Vicariato martedì 19 marzo dalle ore 11.30 alle ore 13.00 si svolgerà il quarto e ultimo appuntamento del 1º Corso di Formazione dedicato al sostegno alla Chiesa cattolica. L’incontro, che vedrà la partecipazione in qualità di relatore don Graziano Donà, membro del Comitato CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, sarà incentrato sui valori del Sovvenire, sulla rendicontazione e presentazione dei progetti CEI 2024 rivolti alle parrocchie e sulle future iniziative diocesane in vista della prossima dichiarazione dei redditi.

Prevista la possibilità per i partecipanti di poter accedere al parcheggio della Pontificia Università Lateranense. L’incontro è aperto ai referenti parrocchiali Sovvenire, ai parroci, ai viceparroci e ai volontari delle parrocchie.

(In foto un momento del primo incontro tenutosi il 14 dicembre 2023).

8xmille per lo sviluppo dei popoli / Centinaia di progetti a favore delle donne e contro la disparità di genere

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Negli ultimi 10 anni sono stati 307 i progetti in favore delle donne in più di 40 Paesi in via di sviluppo per quasi 33 milioni di euro.

Dalla formazione al supporto alle donne vittime di violenza, dall’avvio di attività generatrici di reddito alla promozione di un’agricoltura sostenibile, la Chiesa italiana – grazie ai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica – continua a favorire partecipazione e opportunità. “Lavorare insieme aiuta a rafforzare i legami, a ridarci speranza. Finalmente qualcuno ci è stato accanto, ci ha dato ascolto, ha capito i nostri bisogni. Ci sentiamo anche noi protagoniste”, sottolinea Jeanine che a Ruyigi, in Burundi, ha beneficiato di un programma per l’accesso all’acqua potabile. Un desiderio di riscatto e di riprendere in mano la propria vita che emerge nelle testimonianze di tante altre donne, dal Madagascar al Congo, dall’India alla Colombia, dal Kosovo alla Terra Santa, che hanno trovato nell’aiuto della Chiesa cattolica un seme da cui far nascere il futuro. Come accade in Costa Rica dove un gruppo di donne ha generato partecipazione e cooperazione in un territorio impervio. “Tempesta e calma. Dopo la tempesta c’è la calma che fa venir fuori dalla terra l’aroma di caffè e come lo senti inizi a sognare e si rafforza il legame con questi campi e la soddisfazione per ciò che siamo riuscite a realizzare”, racconta Margot, che a La Legua de Aserrí, nell’arcidiocesi di San José, ha fondato ASIPROFE, un’associazione di donne imprenditrici che producono e commercializzano “Aromas de La Legua”, un caffè puro al 100%. Tutto è iniziato con un piccolo contributo che nel 2016 ha permesso l’acquisto di una macchina per tostare i chicchi di caffè e un mulino. Da lì ha preso il via un cambiamento duraturo che continua ancora oggi, grazie a Margot, a Lorena, a Maria e a tante altre donne. “In Costa Rica – aggiunge Margot – le donne coltivatrici di caffè guadagnano il 40% in meno rispetto agli uomini e devono affrontare notevoli difficoltà nell’accedere a una formazione e a informazioni adeguate che aiutino a migliorare la produttività, la qualità e il reddito dei loro raccolti. Nonostante tutto questo noi abbiamo dimostrato che insieme possiamo farcela”.

Mai come oggi il mondo ha bisogno della mente, del cuore, delle mani delle donne. Della loro creatività e delle loro competenze. Fondamentale è dunque il loro sostegno verso una prospettiva di pari dignità e opportunità. Papa Francesco ricorda infatti che “… l’organizzazione delle società in tutto il mondo è ancora lontana dal rispecchiare con chiarezza che le donne hanno esattamente la stessa dignità e identici diritti degli uomini. A parole si affermano certe cose, ma le decisioni e la realtà gridano un altro messaggio” (Fratelli tutti, 23).

A livello mondiale, l’uguaglianza di genere è tornata ai livelli pre-Covid19, ma il cambiamento segna il passo a causa delle crisi sociali, economiche ed energetiche che continuano a susseguirsi in un contesto segnato dai conflitti. Secondo il Rapporto globale sulla disparità di genere 2023 del World Economic Forum le donne continuano a sostenere il maggior peso di queste crisi, sotto tutti i profili. Sul fronte della salute, perché più esposte nei servizi di cura e quindi a contagi, sul piano occupazionale e finanziario, anche perché spesso hanno contratti atipici, in relazione alla divisione dei compiti familiari, alla fruizione di strumenti digitali e all’accesso ed esercizio di discipline STEM vale a dire le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche che svolgono un ruolo cruciale nella società odierna.

Con gli interventi finanziati, la Chiesa cattolica sostiene le donne, i bambini e i più poveri. Tra gli ambiti più significativi, infatti, figurano l’accompagnamento dei giovani in situazione di marginalità, l’accesso alle cure sanitarie, il dialogo intercomunitario e interreligioso, la formazione e l’istruzione. Specifica attenzione viene data alla sostenibilità dei progetti, con l’obiettivo di un sempre maggiore coinvolgimento della popolazione locale.

Negli ultimi 10 anni la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso il Comitato per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli e il quotidiano impegno del Servizio, e grazie ai fondi dell’8xmille, ha sostenuto 4.138 progetti in 108 Paesi, per 708.8 milioni di euro. Dietro ai numeri ci sono persone, comunità, relazioni. Come dice il nome è un Servizio, che chiede di essere sensibili, attenti, pronti a raccogliere tutti gli stimoli, le richieste di aiuto e le opportunità che il contesto nel quale viviamo è capace di offrire, con un atteggiamento di umiltà e gratitudine. È per gli interventi di carità, una carità che è reciprocità e opportunità per riconoscere le proprie povertà. È per lo sviluppo, uno sviluppo integrale, reale, sostenibile che prende forma attraverso progetti concreti e processi aperti alla partecipazione di ogni persona e di tutti i popoli. A partire dalle nostre comunità, si promuovono così stili di vita e azioni che aiutano a pensare globalmente e a riconoscersi parte dello stesso mondo, fratelli tutti.

8xmille / Guida alla firma 2024

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Scheda allegata alla Certificazione Unica (CU)

Chi può firmare?
Coloro che possiedono solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Come scegliere?
Utilizzare l’apposita scheda allegata al modello CU e:

  1. nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta;
  2. firmare anche nello spazio “Firma” posto in basso nella scheda.

Se, per qualsiasi ragione, non si disponesse della scheda allegata al modello CU, per la scelta sarà possibile utilizzare quella presente all’interno del Modello REDDITI.
In tal caso, negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente. Per effettuare la scelta:

  1. nel riquadro relativo alla scelta per l’Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta;
  2. firmare anche nello spazio “Firma” posto in fondo alla scheda nel riquadro “RISERVATO AI CONTRIBUENTI ESONERATI”

La scheda è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it – sezione: cittadini – dichiarazioni).

I tempi e modalità di consegna sono gli stessi di quelli previsti per la scheda allegata al Modello CU.

Quando e dove consegnare?
1. Consegnare entro il 15 ottobre solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”(*) secondo una delle seguenti modalità:

  • presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta;
  • ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta; inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.
  1. Inoltre è possibile trasmettere la scelta direttamente via internet entro il 15 ottobre.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

(*)La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’Otto per mille.

Modello 730 precompilato e ordinario

Premessa
Il modello 730 precompilato
viene messo a disposizione del contribuente, a partire dal 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it – area riservata).

Si può accedere a questa sezione utilizzando:

  • un’identità SPID – Sistema pubblico d’identità digitale;
  • CIE – Carta di identità elettronica;
  • una Carta Nazionale dei Servizi.

Il contribuente può accedere alla propria dichiarazione precompilata anche tramite il proprio sostituto che presta assistenza fiscale oppure tramite un intermediario (Caf o un professionista abilitato). In questo caso deve consegnare al sostituto o all’intermediario un’apposita delega per l’accesso al 730 precompilato.

Per chi è messo a disposizione il modello 730 precompilato?
Il 730 precompilato è messo a disposizione dei contribuenti che – oltre ai redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati – possiedono altri redditi da dichiarare con questo modello e/o hanno oneri deducibili/detraibili, non hanno la partita IVA e possono avvalersi dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF o di un professionista abilitato.

Da quest’anno, nell’area web dedicata, oltre alla modalità di compilazione ordinaria, è resa disponibile al contribuente, in via sperimentale, una modalità di presentazione semplificata e guidata della dichiarazione 730 precompilata. Con la nuova modalità di compilazione, le informazioni a disposizione dell’Agenzia delle entrate sono proposte con un linguaggio semplificato al contribuente, che può direttamente confermarle o modificarle attraverso un percorso guidato. I dati così confermati, modificati o integrati sono riportati in maniera automatica nei campi corrispondenti del modello 730

Modalità di presentazione

Presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate
Se il contribuente intende presentare il 730 precompilato direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate deve anche compilare il modello 730 – 1 con la scelta per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’Irpef (anche se non esprime alcuna scelta).

Presentazione al sostituto d’imposta
Chi presenta la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.

Può anche essere utilizzata una normale busta di corrispondenza recante la dicitura “Scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef”, il cognome, il nome e il codice fiscale del dichiarante. Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici.

In caso di dichiarazione in forma congiunta i rispettivi modelli 730 -1 sono inseriti dai coniugi in due distinte buste. Su ciascuna busta vanno riportati i dati del coniuge che esprime la scelta.

Presentazione al Caf o al professionista abilitato
Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato deve consegnare, oltre alla delega per l’accesso al modello 730 precompilato, il modello 730-1 con la scelta, in busta chiusa.

Il contribuente deve consegnare la scheda anche se non esprime alcuna scelta, indicando il codice fiscale ed i dati anagrafici.

Termine di presentazione
Il Modello 730 precompilato ed il modello 730-1 devono essere presentati al CAF o al professionista o al sostituto d’imposta entro il 30 settembre
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Inoltre, il contribuente può presentare all’Agenzia delle Entrate il modello 730 precompilato e il 730-1 direttamente via internet entro il 30 settembre.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo.

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Modello 730 ordinario (non precompilato)

Il contribuente non è obbligato ad utilizzare il modello 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Può infatti presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie (utilizzando il modello 730 o il modello REDDITI).

Il contribuente per cui l’Agenzia delle entrate ha predisposto il modello 730 precompilato, ma ha percepito altri redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 (ad esempio redditi d’impresa), non può utilizzare il modello 730 precompilato, ma deve presentare la dichiarazione utilizzando il modello REDDITI ordinario o modificando il modello REDDITI precompilato.

Il contribuente per cui l’Agenzia delle Entrate non ha predisposto il modello 730 precompilato (ad esempio perché non è in possesso di alcun dato da riportare nella dichiarazione dei redditi) deve presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie utilizzando il modello 730, ove possibile, oppure il modello REDDITI.

A chi e quando si presenta
Il modello 730 ordinario, insieme al modello 730 1 – con la scelta, può essere presentato al sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, al Caf o al professionista abilitato entro il 30 settembre.

Modello REDDITI

La scelta viene effettuata utilizzando l’apposita scheda, presente all’interno del modello REDDITI, che è usata sia in caso di obbligo di presentazione della dichiarazione sia in caso di esonero. Negli appositi spazi della scheda dovranno essere indicati anche il Codice Fiscale e le generalità del contribuente.

Chi può firmare?
I contribuenti che non scelgono di utilizzare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi oppure i contribuenti che sono obbligati per legge a compilare il modello REDDITI

Come scegliere?
Firmare nella casella “Chiesa cattolica” facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta, nell’apposito riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef” posto nella scheda.

  1. Quando e dove consegnare?
    Il modello REDDITI e la scheda possono essere predisposti da qualsiasi intermediario abilitato alla trasmissione telematica
    (CAF, professionista), che provvederà anche all’invio della dichiarazione entro il 15 ottobre. È importante comunque ricordare all’intermediario fiscale la propria scelta per la destinazione dell’Otto per mille.
  2. Chi invece predispone da solo il modello REDDITI e la scheda con la scelta, deve effettuare la consegna via internet entro il 15 ottobre, oppure, se non è obbligato all’invio telematico, presso qualsiasi ufficio postale dal 2 maggio al 30 giugno.

I termini che scadono di sabato o in un giorno festivo sono prorogati al primo giorno feriale successivo

Modello Redditi Persone Fisiche precompilato

Da quest’anno, in via sperimentale, l’Agenzia delle entrate – utilizzando le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria, i dati delle Certificazioni Uniche di lavoro autonomo e i dati trasmessi da parte di soggetti terzi – rende disponibile al contribuente entro il 30 aprile, in un’apposita sezione riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it, la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente anche alle persone fisiche titolari di redditi differenti da quelli di lavoro dipendente e assimilati.

Il contribuente potrà accedere alla dichiarazione precompilata direttamente, mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate o, conferendo apposita delega, tramite un intermediario abilitato (CAF, professionista)

E IL CINQUE E DUE PER MILLE?

In tutti e tre i modelli troverete anche lo spazio per destinare il cinque e il due per mille. È una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’Otto per mille. L’invito è a firmare l’Otto per mille come sempre e, per chi vuole, aggiungere anche la scelta del cinque e due per mille.

In allegato la scheda allegata alla Certificazione Unica per la scelta dell’8xmille.

 

Piemonte / A Biella il prossimo incontro regionale sul Sovvenire

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Si svolgerà presso il Santuario di Oropa (Provincia di Biella) l’incontro Regionale del Piemonte i prossimi 14-15 marzo (programma in allegato).

Come per i precedenti, anche questo rappresenta un importante momento di incontro, ascolto e confronto sul tema del sostegno economico alla Chiesa cattolica. Confermato il coinvolgimento tra le strutture di servizio della Conferenza Episcopale Italiana ed economi, presidenti Istituti Sostentamento Clero e incaricati diocesani del Sovvenire della regione ecclesiastica piemontese.

Obiettivo: informare i partecipanti sull’andamento del sostegno economico alla Chiesa cattolica e sensibilizzare le persone coinvolte sul territorio alla consapevolezza che l’amministrazione dei fondi 8xmille diocesani e la corretta gestione dei beni degli Istituti Diocesani non si realizza solo attraverso l’incentivazione delle firme per l’8xmille alla Chiesa o della raccolta delle offerte liberali, ma anche attraverso una sana e reciproca collaborazione.

 

A 40 anni dalla revisione concordataria, a Villa Cagnola si ricorda il card. Attilio Nicora

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Il 24 febbraio Convegno promosso dal «Comitato amici del cardinal Nicora» per fare memoria del lascito culturale e spirituale del presule, tra gli artefici degli accordi del 1984 tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Ne parla qui la “Chiesa di Milano”.

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«Stato italiano e Chiesa cattolica: quarant’anni dal “nuovo” Concordato (1984-2024)» è il tema del Convegno che sabato 24 febbraio a Villa Cagnola di Gazzada (Varese), «Il Comitato amici del cardinal Nicora» promuove anche per fare memoria del lascito culturale e spirituale del presule.

Nei rapporti fra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano il mese di febbraio è un mese ricorrente.

Era l’11 febbraio 1929 quando furono firmati i Patti Lateranensi, che segnarono la conciliazione tra Stato e Santa Sede con la soluzione della cosiddetta «questione romana»: le firme erano quelle di Benito Mussolini, capo del fascismo e del governo italiano, e del cardinale segretario di Stato Pietro Gasparri.

Era il 18 febbraio 1984 quando Bettino Craxi, presidente del Consiglio dei ministri, e il cardinale Agostino Casaroli, segretario di Stato vaticano, siglarono gli Accordi di revisione concordataria, poi approvati a larga maggioranza dal Parlamento italiano.

Si aprì quindi una lunga e complessa fase attuativa di cui, per parte vaticana, fu indiscusso protagonista il cardinale Attilio Nicora, varesino, studi al Liceo Cairoli e in legge alla Cattolica di Milano, per anni leader del cattolicesimo giovanile della città giardino.

Sacerdote dal 1964, vescovo dal 1977, fu nominato co-presidente per la parte ecclesiastica della Commissione paritetica italo-vaticana, cui spettò il compito di preparare la riforma della disciplina riguardante i beni e gli enti ecclesiastici. L’altro co-presidente, sul versante dello Stato, era il professor Francesco Margiotta Broglio, uno dei massimi esperti laici delle relazioni Stato-Chiesa.

Carlo Cardia, insigne esperto di diritto ecclesiastico e già membro della Commissione paritetica dello Stato e consigliere di Enrico Berlinguer per le questioni religiose, nel suo intervento al primo convegno di Varese dedicato a «Don Attilio» – così preferiva essere chiamato – (12 maggio 2018, «Il Pastore e il diplomatico») ricordò i grandi sforzi compiuti «per la definizione di nuove relazioni tra Stato e Chiesa e per l’affermazione del diritto di libertà religiosa nel nostro ordinamento». Fu in quella stagione, sottolineò, che «si scrisse l’intelaiatura complessiva della legislazione ecclesiastica, compresa l’introduzione dell’8xmille, che pose fine al secolare sistema beneficiale e delle cosiddette congrue per i benefici più poveri istituito in Italia (è bene ricordarlo) dai governi liberali e risorgimentali».

Dall’11 febbraio 1987 monsignor Nicora venne posto a disposizione della presidenza della CEI con la qualifica di Incaricato per i problemi relativi all’attuazione degli accordi del 1984. Il 30 giugno 1992 venne nominato da Giovanni Paolo II Vescovo di Verona, dove svolse il suo ministero per cinque anni, seguitando però a collaborare con la CEI e con la Santa Sede per tutti i problemi giuridici inerenti la revisione concordataria.

Un’attenzione che non venne meno neppure negli anni successivi quando, in un crescendo di responsabilità, fu chiamato ai vertici dell’Apsa (l’organismo che amministra il patrimonio della sede apostolica), quindi nella “vigilanza” dello Ior (la ben nota banca vaticana) e infine al vertice dell’Aif, l’Autorità di Informazione Finanziaria voluta da Benedetto XVI. Ruoli ricoperti all’insegna della massima trasparenza, nonostante abbia dovuto misurarsi con difficoltà e ostacoli di ogni genere nel suo lungo percorso di servizio alla Chiesa e alla società italiana. Il cardinale Attilio Nicora è morto a Roma il 22 aprile 2017.

«Il Comitato amici del cardinal Nicora» ha cercato in questi anni non solo di tenere vivo il suo messaggio, ma di farne in qualche misura tema di insegnamento, rilanciando e proponendo il suo lascito culturale e spirituale in quattro incontri pubblici: «Il pastore e il diplomatico» (2018); «Chiesa e società» (2019); «Carità e politica, per un servizio dei cristiani alla società civile» (2021); «Giustizia conflitti solidarietà» (2022).

Nell’intervista a Vatican News-Radio Vaticana è monsignor Luigi Mistò, presidente del FAS, Fondo Assistenza Sanitaria, e professore di Teologia-Sacra Scrittura all’Università LUMSA di Roma, a ricordare la sua figura e la sua opera. Del cardinale, nella relazione tenuta in apertura al Convegno, monsignor Mistò ha ricordato il servizio pastorale vissuto con un genuino senso di fede, di speranza e “con un caloroso senso di carità paziente e costante”.