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Vi segnaliamo su Toscana Oggi.it questo servizio sulla mensa della parrocchia di Santa Maria della Marca a Castelfiorentino, una realtà che continua la propria attività grazie anche ai fondi dell’8xmille destinati alla Chiesa cattolica attraverso la diocesi di Volterra.
A pranzo accoglie ogni giorno circa 30 persone e rappresenta da quasi vent’anni un punto di riferimento per chi vive situazioni di fragilità. Il nuovo parroco, don Lorenzo Mancini, arrivato da poche settimane alla guida della comunità, spiega come il servizio sia ormai una presenza storica sul territorio: «La mensa è aperta tutti i giorni, da lunedì al venerdì all’ora di pranzo dalle 12 alle 14. Al suo interno viene servito un pasto caldo completo e vengono distribuiti inoltre pacchi alimentari grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare e con la rete della Caritas parrocchiale». Un pasto caldo, un luogo accogliente dove trascorrere un’ora in compagnia, un pacco alimentare per affrontare la settimana, la struttura ospitata nei locali sottostanti la parrocchia di Santa Maria della Marca è conosciuta da molti semplicemente come «la mensa di Castelfiorentino». Accanto alla distribuzione dei pasti vengono preparati e consegnati anche pacchi alimentari alle famiglie che ne hanno bisogno.
«I pacchi vengono distribuiti grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare e con la Caritas parrocchiale – spiega don Lorenzo – molte famiglie sanno che possono trovarli qui e vengono a ritirarli negli orari di apertura della mensa».
Le origini del servizio risalgono al 2009: «La mensa fu avviata da don Armando Volpi – racconta Eros Coli, responsabile della struttura dal 2014 – recuperò alcune attrezzature di seconda mano da ristoranti e cucine che le stavano dismettendo e iniziò questa esperienza nei locali che utilizziamo ancora oggi. All’inizio venivano cinque o sei persone, poi la presenza è cresciuta progressivamente. Prima del Covid arrivavamo a servire anche cinquanta o sessanta persone – ricorda Coli – molte famiglie venivano con i loro contenitori per ritirare il pranzo da portare a casa. Durante la pandemia abbiamo dovuto interrompere questa modalità e sostituirla con la distribuzione di pacchi alimentari e approfittando della chiusura della mensa, abbiano dato corso ad una ristrutturazione della cucina togliendo i vecchi apparecchi obsoleti fin dal tempo in cui ci furono donati con altri più efficienti e a norma».
Una scelta resa necessaria dall’emergenza sanitaria ma che ha prodotto un cambiamento destinato a rimanere anche negli anni successivi: «Molte famiglie hanno preferito continuare a ricevere il pacco alimentare anche dopo la fine della pandemia. Preferiscono cucinare autonomamente e coinvolgere maggiormente il nucleo familiare. Così la mensa è rimasta soprattutto un punto di riferimento soprattutto per le persone sole».
Oggi gli ospiti sono in gran parte anziani, persone con disabilità, persone che vivono condizioni di forte disagio economico oppure situazioni abitative precarie, alcuni ricevono il pasto direttamente a domicilio: «Ci sono persone che non riescono a muoversi per motivi di salute o per l’età avanzata, in questi casi siamo noi a portare il pranzo a casa. Per altri la mensa rappresenta soprattutto un’occasione per stare insieme, fare due chiacchiere e vivere un momento di socialità. Qualcuno viene anche per trovare un ambiente accogliente – sottolinea il responsabile – c’è chi approfitta per ricaricare il telefono, chi cerca un capo di abbigliamento tra quelli che mettiamo a disposizione, chi semplicemente desidera trascorrere un po’ di tempo in compagnia».
Ogni giorno il pranzo prevede generalmente un primo, un secondo con contorno, pane e, quando possibile, frutta o dolce. Per prepararlo è impegnata una squadra di volontari, dotati di tutte le certificazioni sanitarie e di legge necessarie, che rappresenta il vero cuore della struttura. Dietro a gesti che possono apparire semplici c’è una rete che ogni giorno rende possibile una delle opere caritative più importanti del territorio di Castelfiorentino: «Sono tutte persone che mettono gratuitamente il loro tempo a disposizione degli altri – sottolinea con orgoglio don Lorenzo – ci sono le suore presenti in parrocchia e i volontari della Caritas che si occupano della cucina, dell’accoglienza, della distribuzione dei pacchi e di tutte le attività necessarie». «Molto spesso partecipano al servizio soggetti inviati da enti terzi per svolgere periodi di tirocinio come ragazzi in inserimento socio – terapeutico per problematiche sanitarie, persone in inserimento assistenziale a causa di difficolta economiche e di mancanza di lavoro oltre ai ragazzi che svolgono un periodo di volontariato in quanto sospesi da scuola» continua Coli.
Nel concreto, ogni giorno sono impegnate circa sei persone: due si occupano del recupero degli alimenti presso supermercati e attività commerciali del territorio, due lavorano in cucina e altre due seguono la preparazione e il servizio. Una parte fondamentale del lavoro consiste proprio nel recupero delle eccedenze alimentari: «Tutte le mattine passiamo da supermercati e negozi che ci donano prodotti non più vendibili ma ancora perfettamente buoni. Spesso basta una confezione danneggiata o un frutto leggermente ammaccato perché un intero lotto venga ritirato dalla vendita. Noi recuperiamo ciò che è utilizzabile e i volontari selezionano con attenzione i prodotti».
Grazie a queste donazioni arrivano frutta, verdura, pane e molti altri generi alimentari, più difficile, invece, è reperire le proteine necessarie per garantire pasti equilibrati: «La parte più complicata è proprio quella – spiega Coli – molti alimenti li riceviamo in dono, ma carne, pesce e altre fonti proteiche spesso devono essere acquistate».
Ed è qui che emerge l’importanza decisiva del sostegno economico garantito dall’8xmille.
«Se non ci fosse il contributo della diocesi di Volterra sarebbe molto difficile mantenere la mensa – afferma con chiarezza don Lorenzo – l’8xmille viene destinato alla diocesi e successivamente redistribuito alle varie realtà che svolgono servizi caritativi. Per una struttura come la nostra rappresenta un sostegno fondamentale».
Le spese da sostenere non riguardano soltanto gli alimenti ma anche le utenze, la manutenzione dei locali e tutte le necessità quotidiane di una cucina che lavora senza sosta ogni giorno dell’anno. Un impegno economico importante che però si traduce in un aiuto concreto per decine di persone che trovano non soltanto un piatto caldo ma anche ascolto, relazioni e vicinanza umana.
Lo scorso 29 maggio la mensa della Marca ha ricevuto un premio dal gruppo Lyons Club Certaldo per l’impegno «Al servizio degli ultimi», un riconoscimento dopo quasi vent’anni di attività, per chi continua a rappresentare uno dei volti più concreti della solidarietà sul territorio. Un’opera silenziosa, sostenuta dal lavoro dei volontari e dalla generosità di chi sceglie di destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica, trasformando una firma in un aiuto reale per chi attraversa momenti di difficoltà.