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Leone XIV / Incontro con i preti romani: gioia e urgenze pastorali

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Esprimendo grande gioia, Papa Leone XIV nel suo discorso al clero di Roma ha evidenziato le attuali urgenze, tra cui i rischi di sacramentalizzazione senza evangelizzazione. Fondamentale, dunque, un cambio di passo per aiutare le persone a entrare nuovamente in contatto con la promessa di Gesù. Ringraziando i sacerdoti della diocesi di Roma per il loro lavoro parrocchiale, il Papa chiede un’inversione di marcia tra iniziazione cristiana ed evangelizzazione, criticando i modelli classici focalizzati prevalentemente sui sacramenti che presumono la trasmissione familiare della fede; i cambiamenti culturali mostrano un’erosione della pratica religiosa.

Sul fronte giovanile, il quadro risulta essere complesso, con elementi di fede mischiati a quelli culturali/sociali; serve cogliere il disagio esistenziale, lo smarrimento, la difficoltà dei giovani, le influenze virtuali e l’aggressività che porta anche alla violenza.

Accogliere e ascoltare

Riconoscendo, dunque, l’impegno e anche il senso di impotenza dei preti, il Papa suggerisce il dialogo parrocchiale con le istituzioni, le scuole, gli specialisti educativi e con chi cura i giovani. Non ci sono soluzioni facili che assicurino risultati immediati ma, per quanto possibile, si deve restare in ascolto dei giovani, rendersi presenti, accoglierli, condividere un po’ della loro vita.

Ravvivare il dono di Dio

Il sacerdote non è esecutore passivo, ma creativo collaboratore di Dio; alla Chiesa di Roma il Papa ricorda di “ravvivare il dono di Dio”, una fiamma da riattizzare contro cambiamenti, stanchezza, routine e disaffezione religiosa.

Un maggiore coordinamento

È cambiata la vita delle persone, c’è più mobilità perché ci si sposta per motivi di lavoro ma non solo, è cambiata la vita delle parrocchie che non sono più l’espressione di un territorio . Perciò sono chiamate ad aprirsi ed “avviare qualche percorso di evangelizzazione capace di intercettare chi non può vivere un’adeguata partecipazione”. “Serve – evidenzia il Papa – un coordinamento maggiore che, lungi dall’essere un espediente pastorale, intende esprimere la nostra comunione presbiterale”. Lavorare in comunione, dunque, e non da soli è una metodologia, vincendo l’autoreferenzialità, collaborando tra parrocchie vicine, condividendo carismi e evitando sovrapposizioni.

Ai preti giovani: “Non chiudetevi”

Ai giovani preti, che vivono potenzialità e fatiche della generazione l’invito è a non perdere l’entusiasmo, la fedeltà al Signore e a confrontarsi sulle stanchezze con confratelli per essere aiutati.

Prendersi cura gli uni degli altri

Il Papa invita tutti ad ascoltare, a vivere la fraternità presbiterale, perché l’impegno più grande è di custodire e far crescere la vocazione nella conversione, nella fedeltà e soprattutto prendendosi cura gli uni degli altri.

Sviluppo dei popoli / L’8xmille contro la tratta: un impegno per la pace e la dignità

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In un mondo sempre più attraversato da squilibri, guerre, violazioni di diritti, si contano circa 27 milioni di vittime di tratta: sono soprattutto donne e minori. Le forme di sfruttamento vanno dallo sfruttamento sessuale al lavoro forzato, dalla servitù domestica fino alle più recenti modalità di abuso e sfruttamento online. La Chiesa è in prima fila nel contrasto di questo aberrante fenomeno. Grazie anche ai fondi 8xmillesostiene attività di accompagnamento, sensibilizzazione la collaborazione in rete.

Lo scorso 8 febbraio, in occasione della Festa di Santa Giuseppina Bakhita, si è celebrata la 12ª Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la tratta di persone e il tema scelto è stato “La pace comincia con la dignità”. Proprio da santa Giuseppina Bakhita prende il nome il Bakhita Villa, fondato in Nigeria da Suor Patricia Ebegbulem, delle Suore di Saint Louis, impegnate nella lotta al traffico di persone dal 1996. L’Arcidiocesi di Lagos ha accompagnato Bakitha Villa dall’inizio e con il sostegno anche dei fondi 8xmille della Chiesa cattolica, ora dispongono di un rifugio che può ospitare una trentina di donne – anche con eventuali figli – e ragazze, sopravvissute alla tratta. “La povertàspiega suor Patricia – rappresenta senza dubbio una delle principali cause che favoriscono questo fenomeno: molte famiglie, così come diverse ragazze, pur di sottrarsi a contesti difficili accettano qualsiasi proposta e finiscono per credere alle false promesse dei trafficanti. È fondamentale promuovere sviluppo e rafforzamento delle capacità individuali. Il nostro impegno si concentra proprio su famiglie e giovani, per diffondere la consapevolezza che l’istruzione costituisce il percorso più efficace per superare queste condizioni”.

Le fa eco suor Seli Thomas, delle Sorelle di Maria Immacolata, che opera a Krishnagar, in India, nel Bengala occidentale: “Sono consapevole che non posso trasformare il mondo intero, ma insieme possiamo contribuire a fare la differenza, portando un cambiamento concreto e offrendo speranza a chi l’ha persa, salvando così alcune vite dalla tratta, una alla volta”. Fondamentale, oltre all’accompagnamento, è la sensibilizzazione per informare le donne e l’intera comunità. E la capacità di fare rete.

“Il samaritano si avvicina, medica le ferite, si fa carico e si prende cura. Ma attenzione, non lo fa da solo, individualmente”, ricorda Papa Leone nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, sottolineando che “siamo chiamati a incontrarci in un noi che sia più forte della somma di piccole individualità”. Lo sa bene l’Unione internazionale delle superiore generali, che rappresenta circa 600mila religiose provenienti da 80 Paesi e che ha fondato la rete anti-tratta Talitha Kum. Un impegno che vede missionari e missionarie in prima fila, in una fondamentale opera di coinvolgimento delle realtà e delle comunità locali. Come avviene ad esempio in Angola dove il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) insieme ai Salesiani di don Bosco nelle Diocesi di Luanda, Lwena, Benguela e Cabinda porta avanti azioni integrate di protezione e promozione dei giovani che spesso vivevano in strada. Grazie anche ai fondi 8xmille complessivamente, nell’arco del progetto, sono stati aiutati già circa 600 minori ospitati nei Centri della rete di protezione salesiana Lares Dom Bosco. “La rete – racconta Joana – mi ha dato la forza per andare avanti, mi ha permesso di valorizzarmi e sapere che non sono sola, mi ha dato una famiglia e un luogo dove mi sento sicura e ascoltata. Ora so che molte donne che come me si prostituivano qui possono trovare un’alternativa concreta per cambiare la loro vita”. Dal punto di vista metodologico è stato replicato e ulteriormente rafforzato l’approccio educativo e psicosociale che caratterizza da anni i Centri della rete, basato sulla complementarità tra accompagnamento psicologico individuale, accompagnamento psicologico di gruppo e laboratori educativi specifici.

Diocesi di Noto / Con i fondi dell’8xmille una rete di progetti per migranti e giovani a rischio

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Mense solidali, case di accoglienza per senza dimora, cantieri educativi per giovani a rischio di emarginazione e devianza. È la rete di progetti realizzata dalla Caritas diocesana di Noto grazie ai fondi dell’8xmille destinati alla Caritas Italiana, su iniziativa del Vescovo Mons. Salvatore Rumeo e del direttore della Caritas diocesana don Paolo Catinello. Lo rende noto un articolo pubblicato su “La Vita diocesana”.

Tra i progetti attivati spicca “Presidio”, uno sportello di aiuto e supporto per gli stranieri attivo nei comuni di Pachino e Modica, “punto di riferimento prezioso per chi cerca ascolto, orientamento legale e sostegno umano nel complesso percorso di integrazione”, si legge nel testo.

A Pozzallo, presso la chiesa della Madonna della Fiducia, è attiva la Mensa dell’incontro, intitolata a padre Giovanni Bottarelli, “dove poveri e migranti trovano ogni giorno non solo un pasto caldo, ma accoglienza, rispetto e relazioni umane”.

Sul fronte educativo, operano cantieri a Modica, Ispica, Scicli, Pachino, Rosolini e Avola, mentre sono in fase di avvio progetti dedicati ai giovani “per combattere la dispersione scolastica e sostenere chi vive fragilità educative, sociali o familiari”.

“I progetti Caritas non sono mai solo servizi, ma sono segni concreti di una Chiesa che sta dalla parte degli ultimi”, ha sottolineato don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana.

(Sir)

8xmille / Disabilità e lavoro. A Fermo 42 inserimenti con “Percorsi di inclusione”

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Si chiude con 42 inserimenti lavorativi il progetto “Percorsi di inclusione al lavoro 2”, promosso dalla Caritas dell’arcidiocesi di Fermo e finanziato con i fondi 8xmille di Caritas italiana, nato per offrire opportunità lavorative alle persone disoccupate, con particolare attenzione alle persone con disabilità, con difficoltà psicologiche e fragilità relazionali.

Nel corso del 2025 sono state 60 le persone ascoltate e accompagnate in attività di orientamento, 56 quelle seguite in percorsi personalizzati; attivati 31 tirocini di inclusione e sostenute 11 persone con tirocini formativi o “dote lavoro”.

Accanto ai percorsi individuali, si sono confermati strumenti significativi il laboratorio artigianale, con finalità anche terapeutiche, e l’orto sociale, che coinvolge ospiti dell’appartamento di seconda accoglienza e del dormitorio, favorendo l’acquisizione di competenze tecniche e soft skills.

“Il progetto è stato utile per superare le barriere di un mercato del lavoro competitivo e poco inclusivo”, ha spiegato il coordinatore Stefano Castagna. Determinante anche la collaborazione con le imprese del territorio, sottolineata dalla cooperativa Tarassaco, per costruire un’alleanza con Comuni e servizi territoriali.

Alla luce dei risultati, la Caritas intende proseguire le attività, confermando il lavoro come via privilegiata di inclusione e riscatto sociale, valorizzando così le competenze e la rete di alleanze sviluppate. L’esperienza sul campo, infatti, evidenzia che il lavoro e l’inclusione socio-lavorativa sono molto importanti per affrontare le fragilità psicologiche (sempre più diffuse), le situazioni di disabilità e problematiche sanitarie.

 

San Benedetto del Tronto / Una storia di successo: Cathy, dal Camerun alla laurea in Economia in Italia

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Due occhi profondi, un sorriso sincero: Cathy Mande Fotsing, 27enne camerunese, ha conquistato la Laurea Triennale in Economia all’Università di San Benedetto del Tronto lo scorso 13 febbraio 2026. La giovane donna è arrivata in Italia nel 2022 con un visto di studio. Dopo tre anni di sacrifici, ha raggiunto questo encomiabile traguardo grazie al suo grande impegno come studentessa e come lavoratrice e grazie al sostegno della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto (che opera principalmente grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica), che l’ha aiutata a superare le difficoltà familiari, economiche e sociali alle quali ha dovuto far fronte.

Carletta Di Blasio l’ha intervistata per raccontarne la storia su anconaonline.it.

In sintesi, Cathy proviene dal Camerun, da una famiglia di 8 fratelli. Ha scelto l’Italia anche perché due fratelli sono già qui (Rimini, Cesena). Un intoppo burocratico la porta a San Benedetto: la Caritas le dà stanza, pasti e lavoro da cameriera. “Un tetto e due pasti salvano la vita!”, afferma Cathy.

La tesi della triennale la presenta in inglese su politiche linguistiche nel business. Prossimamente vuole prendere la laurea magistrale ad Ancona e poi lavorare nel campo bancario.

Il messaggio che Cathy vuole trasmettere a tutti è quello di rincorrere i propri sogni, studiare per la pace, e vivere con amore oltre le differenze!

Anticipiamo una delle risposte su come è stata la sua vita in Caritas.

La Caritas fa molto per aiutare la gente. In questi anni ho visto persone che non sapevano dove dormire o cosa mangiare e la Caritas ha dato loro una mano concreta. Ho conosciuto stranieri che sono giunti in Italia con i barconi, provenienti dalla Guinea o dal Gambia, i quali mi hanno raccontato la loro storia e come sono stati accolti qui dopo aver rischiato seriamente di morire. Ho visto rifugiate ucraine con i loro figli trovare un tetto accogliente. La Caritas fa veramente molto per aiutare, anche se non può aiutare tutti, sia perché mancano i finanziamenti sia perché a volte gli ospiti hanno delle dipendenze dalle quali è difficile uscire. Ma la Caritas si prende cura di tutti, soprattutto di quelli che non hanno nessuno che si prenda cura di loro.

In Caritas ho ritrovato l’ambiente accogliente del mio Paese. In Camerun si parlano tante lingue: oltre all’inglese e al francese, ci sono oltre 200 dialetti bantu. Professiamo anche più religioni: quella cristiana per lo più, ma non solo cattolica, anche protestante ed evangelica. In Camerun inoltre è consentita la poligamia, anche se si fa sempre più fatica a trovare donne consenzienti che accettino di dividere il proprio marito con altre donne. E proveniamo da villaggi diversi, con usi e tradizioni diversi. Nonostante tutte queste differenze, noi siamo abituati a vivere tutti insieme. La nostra è una cultura accogliente, che non fa discriminazioni. Ci sentiamo tutti fratelli. Se in un Paese straniero incontriamo un camerunense, noi lo aiutiamo. In Caritas ho ritrovato molto di questi valori: tutti si sentono come fratelli e vivono sempre sentimenti di accoglienza, rispetto e condivisione”.

Alife-Caiazzo / A Formicola parrocchia e Azione Cattolica ci mettono la firma

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Una nuova parrocchia della Diocesi di Alife-Caiazzo aderisce alle campagne Una firma per unire e Uniti nel Dono della Chiesa Cattolica Italiana. Siamo a Formicola, paesino geograficamente collocato al centro della provincia di Caserta, di antiche origini storiche, immerso nel verde, circondato dalla catena dei Monti Trebulani. La notizia è stata pubblicata su clarusonline.it.

Da quando è iniziata la nuova progettazione sperimentale dell’Ufficio Nazionale CEI, con le campagne Una firma per unire e Uniti nel dono, rivolta a 5.000 parrocchie sulle 25.000 presenti in Italia, attraverso l’uso della piattaforma digitale unitiinrete.it, con regolamento e adempimenti da assolvere, la Diocesi di Alife-Caiazzo partecipa con una media di 8/10 parrocchie all’anno che si iscrivono, portano a termine i due progetti, effettuano l’incontro di formazione e ricevono il contributo previsto.

Grazie alla disponibilità del nuovo sacerdote Don Davide Russo, arrivato in paese alla guida della parrocchia di Santa Cristina e San Prisco nel dicembre 2024, è stato possibile anche qui lanciare i progetti e rendere partecipe la comunità di questa iniziativa nazionale. Il sacerdote, contattato dall’Ufficio diocesano di riferimento, ed informato del valore del progetto, ha coinvolto la comunità e in particolare l’Azione cattolica parrocchiale. È nota infatti da tempo la collaborazione, ormai più che ventennale, tra Azione Cattolica Italiana e il Servizio CEI per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, associazione privilegiata per la sensibilizzazione e la divulgazione (le altre sono i catechisti e egli Insegnanti di religione), perché sono dediti alla formazione del cristiano in cui non può mancare l’aspetto anche tangibile di partecipazione e corresponsabilità alle necessità, anche economiche, della Chiesa.

In virtù di questa sinergia, è stata nominata referente parrocchiale proprio la Presidente di AC, Teresa Golino, che con i suoi associati ha provveduto a sensibilizzare la comunità, coinvolgendo i vari gruppi e realtà presenti nel territorio, con lo spirito di una famiglia attorno al giovane pastore. Così hanno preso parte al progetto Una firma per unire.

Per la campagna Uniti nel dono, oltre alla raccolta delle offerte conclusasi il 15 dicembre, hanno organizzato l’incontro per la formazione al Sovvenire, curato ed animato dall’incaricata diocesana Annamaria Gregorio, il 18 dicembre 2025.

Partendo dall’anniversario della Legge n. 222 del 1985, di cui si sono illustrate le caratteristiche, sono stati affrontati argomenti come i fondamenti teologici e i valori del Sovvenire, il senso di comunità, il senso di unione, comunione e appartenenza ad una Chiesa più grande, per la quale adoperarsi. Poi sono state ricordate le iniziative collegate alle Giornate Nazionali, Una firma per unire e Uniti nel dono, specificando per entrambe anche le informazioni di carattere puramente tecnico-fiscale, sia per quanto riguarda il valore della firma per la destinazione dell’otto per mille alla Chiesa cattolica, sia per quanto riguarda l’erogazione liberale a sostegno dei sacerdoti con la deducibilità fiscale. La prima esperienza si è rivelata utile; ci si auspica per il prossimo anno di diffondere con maggior convinzione lo spirito di comunione, corresponsabilità e partecipazione all’unica realtà parrocchiale e soprattutto al sostegno economico alla Chiesa Cattolica.

L’Ufficio Sovvenire diocesano si conferma al lavoro con il supporto dell’Ufficio Comunicazioni sociali e dell’Istituto Sostentamento Clero della diocesi di Alife-Caiazzo.

Podcast Avvenire di Calabria / Mons. Baturi: “presenza dei sacerdoti decisiva per la tenuta della società”

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“La presenza dei sacerdoti nelle periferie è anzitutto obbedienza al mandato di Cristo ed è decisiva per la tenuta della società”. Lo afferma Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, intervenendo al podcast Good Morning Calabria di Avvenire di Calabria.

Le periferie, ricorda, non sono solo geografiche ma anche esistenziali. “Il sacerdote è lì dove la vita si radica, dove nascono e crescono i figli, dove si intrecciano relazioni sociali. Significa far sì che la vita si svolga secondo un orizzonte di speranza e un principio di amore”.

In questo orizzonte, il ministero presbiterale assume un valore che va oltre l’ambito strettamente ecclesiale, incidendo sul tessuto sociale e culturale del Paese. Da qui l’importanza della corresponsabilità delle comunità cristiane nel sostegno ai sacerdoti, frutto della riforma del 1985 che ha affidato alle comunità il compito di sentirsi parte di un’unica famiglia.

Mons. Baturi sottolinea anche il valore dell’8xmille alla Chiesa cattolica, strumento che consente non solo il sostentamento del clero e le attività di culto e pastorale, ma anche la realizzazione di opere di carità e solidarietà in Italia e nei Paesi più poveri. “È un’opera grande di solidarietà e partecipazione”, conclude, richiamando la responsabilità condivisa di custodire una presenza capillare che costruisce legami e apre orizzonti di speranza.

Roma e Ostia / Fino al 31 marzo il concorso per le parrocchie “Donare con una firma: l’8xmille!”

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Un video di un minuto per raccontare il valore di una semplice firma. È il cuore del concorso “Donare con una firma: l’8xmille!”, promosso dal Servizio diocesano per la promozione del sostegno alla Chiesa cattolica – Sovvenire e rivolto a tutte le parrocchie della diocesi di Roma e Ostia.
L’obiettivo è promuovere e ampliare la diffusione della firma per l’8xmille, gesto gratuito per il contribuente che permette alla Chiesa cattolica di sostenere ogni anno oltre 12.000 progetti in Italia e nel mondo.

Per partecipare, le parrocchie dovranno realizzare un breve video e caricarlo su YouTube secondo le modalità indicate nel regolamento (in allegato). Una giuria di qualità selezionerà i tre lavori che avranno comunicato il messaggio in modo più coerente, originale e tecnicamente curato. La premiazione si svolgerà durante il Meeting Sovvenire 2026, in programma a fine maggio.

In palio ci sono premi destinati alle parrocchie vincitrici: 2.000 euro per il primo classificato, 1.000 euro per il secondo e 500 euro per il terzo. La partecipazione è gratuita ed è riservata alle parrocchie della diocesi di Roma e Ostia che abbiano nominato al loro interno un referente parrocchiale Sovvenire; la nomina può avvenire anche contestualmente all’adesione al concorso.

Tutta la documentazione relativa a privacy e diritto d’autore, allegata al bando e disponibile anche sul sito diocesano nella sezione Archivio Documenti, dovrà essere compilata, firmata e conservata in parrocchia per 10 anni. La scheda di partecipazione, insieme al link del video, dovrà essere inviata entro il 31 marzo all’indirizzo mail sovvenire@diocesidiroma.it.

«Si tratta di un’iniziativa nella quale coinvolgere i bambini, i giovani e i gruppi presenti nelle comunità parrocchiali e che permetterà di raccontare ai fedeli la bellezza dell’essere comunità e del sostegno reciproco», spiega Lisa Manfrè, referente diocesana del Sovvenire. «Per partecipare – ricorda ancora Manfrè – occorre nominare un referente parrocchiale Sovvenire e disporre di un cellulare per girare il video».

Quaresima 2026 / La CEI lancia l’iniziativa Parola e parole per risorgere, un cammino digitale aperto a tutti

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Il Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI propone un originale percorso sul web che invita i fedeli a vivere la Quaresima non come privazione, ma come esperienza di libertà e risurrezione interiore. Titolo dell’iniziativa Parola e parole per risorgere.

L’invito è aperto a tutti. Qui il link per l’iscrizione.

A partire dal 22 febbraio, ogni domenica diventerà una tappa di incontro e riflessione. Al centro, un personaggio biblico che, attraverso la propria storia, illumina le dinamiche della conversione, del dubbio, della caduta e della rinascita. A guidare il percorso, i commenti audio ai Vangeli domenicali di Mons. Erio Castellucci, Vicepresidente della CEI.

La conversione è uno sguardo nuovo sulla realtà, un cambiamento che coinvolgerà tutta la vita. Ma che cosa significa davvero?

Convertirsi durante la Quaresima non significa privarsi, ma liberarsi”. Con queste parole il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, sintetizza l’essenza di uno dei periodi più intensi dell’anno liturgico: non una stagione di rinunce, dunque, ma un’opportunità per alleggerire il cuore, ritrovare il senso delle scelte quotidiane e riaprire lo sguardo alla speranza.

In un tempo segnato da incertezze, stanchezze e polarizzazioni, questa proposta si presenta, dunque, come un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi cambiare.

Parola e parole per risorgere si rivolge a tutti coloro che vivono già un cammino di fede, a chi cerca nuovi significati, a chi sente il bisogno di una pausa che non sia evasione ma profondità.

Domenica dopo domenica, la Parola entra così nella vita quotidiana. Non come messaggio distante, ma come voce che interpella, consola e orienta. È la stessa domanda posta da Gesù ai discepoli “Voi chi dite che io sia?” a risuonare ancora oggi.

Chi si incontrerà durante il percorso? Il Vangelo domenicale, bussola che orienta il nostro cammino settimanale; il commento audio al Vangelo a cura del Vescovo, Mons. Erio Castellucci; un racconto originale in prima persona, dove si potrà leggere il punto di vista di uno dei personaggi biblici a cura del giornalista Marco Barsani; la storia di un sacerdote e della sua comunità legata a un verbo rappresentativo del Vangelo domenicale, un verbo che traccia il percorso settimanale come indicato da Gesù nel Vangelo.

Un’opportunità da non perdere! Iscriviti al percorso Parola e parole per risorgere realizzato anche per te.

Ricordiamo che il cammino è aperto a tutti, qui il link per l’iscrizione, vivi la Quaresima con noi! Scopri e iscriviti al percorso.

In allegato formati utili di banner da poter pubblicare sui siti diocesani, parrocchiali, web.

Giornate Nazionali di spiritualità / Dal 23 al 26 febbraio ad Abano Terme. Iscriviti ora!

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L’essere umano di fronte a Dio sarà il tema dell’edizione 2026 delle Giornate Nazionali di Formazione e Spiritualità riservate a Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire. Si terranno dal 23 febbraio al 26 febbraio ad Abano Terme (in allegato il programma).

Anche quest’anno il predicatore sarà p. Franco Annicchiarico SJ con il quale si intraprenderà un percorso meditativo su alcuni passi dei primi capitoli della Genesi 1-11: testi sapienziali che accompagneranno i partecipanti a vivere in preghiera alcune dimensioni fondamentali della propria esistenza.

Attraverso queste pagine bibliche si cercherà di riconoscere come Dio illumina le nostre relazioni:

  • con Lui, sorgente della vita;
  • con gli altri, nella bellezza e nella fatica della fraternità;
  • con i beni della terra, tra chiamata alla condivisione e tentazione del possesso;
  • con la vita e con la morte, nel loro mistero;
  • con tutta la creazione, affidata alla nostra custodia.

Saranno giornate nelle quali la Parola aiuterà ognuno a rileggere la propria esperienza quotidiana, conducendolo alla radice del suo essere e del suo vivere insieme agli altri.
L’esperienza prevede due momenti di meditazione al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio, e offre l’occasione di colloqui personali con il predicatore.
Per favorire un clima di raccoglimento più intenso, dopo le due meditazioni quotidiane sarà osservato il silenzio, che si sospenderà durante i pasti.

LINK per iscriversi
https://iniziative.chiesacattolica.it/gnspiritualitasovvenire2026

Le iscrizioni sono ancora aperte.

 COSTI PER LA PARTECIPAZIONE

Le quote non sono frazionabili, rimborsabili.

  • Per Incaricati e Collaboratori diocesani del Sovvenire ‐ 50 €

Per le giornate non è prevista alcuna spesa di vitto e alloggio. Sono a carico del partecipante o della Diocesi la quota di iscrizione di 50 € e le spese di viaggio.

  • Per il coniuge o l’accompagnatore ‐ 200 €

Le giornate sono a carico del partecipante (viaggio, vitto e alloggio). Il costo di 200 €, da versare SOLO per il coniuge o l’accompagnatore, comprende:

  • la quota di iscrizione (di 50 €);
  • pernottamento in camera doppia;
  • la pensione completa (dal pranzo del 23 al pranzo del 26 febbraio).

Si prega di iscrivere, nel programma della gestione delle iniziative, anche l’accompagnatore. La camera doppia si può prenotare solo se accompagnati.

 IBAN

Le quote, di iscrizione e/o di partecipazione, possono essere versate:
conto intestato – Conferenza Episcopale Italiana
IBAN – IT17U0503411750000000165900

Descrizione: 23942 ‐ GN Spiritualità del Sovvenire 2026

 DOVE SIAMO

Terme Salesiani

  1. Camping e Hotel Terme “Mamma Margherita”- Via Monteortone, 63 – 35037 Teolo (PD) – https://www.termesalesiani.it/mammamargherita/
  1. Casa per Ferie “San Marco” – Via Santuario, 130 – 35031 Abano Terme (PD) – https://www.termesalesiani.it/sanmarco/

 COME ARRIVARE… IN AUTO

o Per chi percorre l’autostrada A4 Torino-Trieste, l’uscita consigliata è Padova Ovest, sia che si provenga da Milano che da Venezia; da qui si prosegue per la Tangenziale ovest (Corso Australia) fino all’uscita n°6 per Abano. Si imbocca quindi la strada per Abano, alla rotonda la prima uscita a destra successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

o Chi arriva dall’autostrada A13 (Bologna-Padova) può uscire al casello di Terme Euganee, seguire indicazioni per Abano Terme, successivamente seguire indicazioni per Circonvallazione Ovest – Monteortone/stadio, dopo aver imboccato via Monteortone, percorsi circa 500 mt arrivate al nostro centro termale.

COME ARRIVARE… IN TRENO

o La stazione ferroviaria più vicina è quella di Terme Euganee a Montegrotto, sulla linea Bologna-Padova; vi fermano tutti i treni principali.

o Altrimenti altrettanto comoda è la stazione di Padova, sulla linea Milano-Venezia, dove fermano tutti i treni. Proprio dal piazzale della stazione partono ogni ora i bus delle linee A, M, T, AT diretti ad Abano e Montegrotto (tempo di percorrenza 30-45 minuti). Entrambe le stazioni dispongono di servizio taxi.

 COME ARRIVARE… IN AEREO

o Anche l’aereo può essere il mezzo giusto per raggiungere Abano e Montegrotto. L’aeroporto più vicino è quello di Venezia (60 Km) dove fanno scalo le maggiori compagnie aeree nazionali e internazionali.
Da qui si può arrivare alle Terme Euganee in taxi, o con la linea bus diretta Aeroporto-Abano-Montegrotto (tempo di percorrenza 1h 30 min).

o Anche gli aeroporti internazionali di Treviso (70 Km) e Verona (80 Km) sono comunque abbastanza vicini e comodi da raggiungere.