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Convegno Nazionale / “Avevano ogni cosa in comune” (At 2,44)

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Si sono chiuse le iscrizioni al Convegno Nazionale degli incaricati del “sovvenire” che si svolgerà a Roma dal 15 al 18 febbraio su “Avevano ogni cosa in comune” (At 2,44).  Il Sovvenire nel Cammino Sinodale. Le diocesi partecipanti sono 194 e prenderanno parte all’evento oltre 300 persone tra incaricati e collaboratori. In allegato il programma definitivo.

È un evento importante per tutti noi che siamo stati chiamati a questo servizio, che è ministero pastorale. Dopo 3 anni di “collegamenti” finalmente potremo ritornare a stringerci la mano e condividere progetti, idee e azioni.

Come si evince dal titolo, il “sovvenire” non poteva non inserirsi nel solco del cammino sinodale, prendendone il metodo: l’ascolto. Saremo lieti di ascoltarvi e di ascoltare anche la Parola nelle varie liturgie. Non mancherà la parte operativa. Marta e Maria, come sappiamo, sono due figure che si completano a vicenda ed esemplari per il nostro cammino che non può fare a meno di “agire” nella storia. Ascoltare la Parola, e servirLa in comunione, con spirito solidale e caritatevole, ci aiuterà a continuare a “raccogliere” quanto serve alla nostra Chiesa per il suo annuncio di salvezza. Ecco allora che Il Sovvenire nel Cammino Sinodale si lega ad un passaggio importante degli Atti degli Apostoli: “Avevano ogni cosa in comune” (At 2,44).

Passando alla parte più operativa, ecco alcune informazioni di servizio:

  • i lavori del Convegno si svolgeranno presso il TH Carpegna Palace Hotel (Via Aurelia, 481). A questa sede si aggiungerà (solo per i pernottamenti) anche Casa La Salle (Via Aurelia, 472);
  • tutti i viaggi sono a carico dei partecipanti;
  • non sono previste le navette da e per la stazione/aeroporto;
  • dalla stazione Termini (presso cui arrivano sia i treni da Fiumicino che i pullman da Ciampino) consigliamo di prendere la linea A della metropolitana (direzione Battistini) e scendere alla fermata Cornelia, 5 minuti a piedi (qui altri suggerimenti);
  • sono previsti in entrambe le strutture i parcheggi per le auto;
  • presso la Segreteria del Servizio Promozione CEI dalle ore 12:00 alle ore 19:00 del 15 febbraio è prevista l’accettazione (sia al TH Carpegna che a Casa la Salle);
  • la consegna dei tablet è prevista solo ed esclusivamente presso il TH Carpegna. Un regalo doppio, perché il tablet contiene anche l’abbonamento digitale al quotidiano Avvenire;
  • non è previsto alcun pranzo il 15 febbraio;
  • le camere saranno consegnate a partire dalle ore 16:00 presso il check delle 2 strutture. Chi arriverà prima potrà comunque fare l’accettazione e depositare i bagagli presso la struttura assegnata.

Per quanto riguarda la mattina del 16 febbraio sono previsti i pullman che partiranno dal TH Carpegna per raggiungere direttamente Città del Vaticano.
Si invitano i sacerdoti a portare camice e stola verde.

Il 17 febbraio tutti i workshop si svolgeranno presso le Sale Riunioni del TH Carpegna Palace Hotel. A tal proposito esortiamo, quanti non l’avessero ancora fatto, ad iscriversi. Infatti, per esigenze logistiche derivanti dalla capienza delle aule e per garantire un livello ottimale di interazione, i laboratori sono a numero a chiuso. È quindi necessario iscriversi, entro fine gennaio, indicando quelli a cui si intende prendere parte.

Inoltre vi segnaliamo lo spazio 18.15/19.30 dove sarà data la parola agli incaricati. A tal proposito pochi giorni fa vi è stata mandata una mail dalla segreteria del Servizio Promozione con la richiesta di indicare idee, progetti, azioni che hanno avuto buoni risultati e che potrebbero aiutare tutti i presenti a svolgere ancora meglio il proprio servizio grazie alla condivisione di alcuni esempi particolarmente originali e utili. Per questo alla mail era allegata una scheda da compilare e rispedire alla segreteria entro fine gennaio. Tutte le proposte, anche quelle non presentate in plenaria, verranno poi rese disponibili tra i materiali dedicati al Convegno all’interno del nuovo Portale del Territorio.

Nella scheda si dovrà scrivere:

  1. Il tema della proposta
  2. La tipologia
  3. Il contenuto
  4. I destinatari
  5. Gli obiettivi
  6. Le azioni principali
  7. I risultati attesi e raggiunti

Per la presentazione in plenaria verranno scelti 6 progetti. I formatori di CREATIV supporteranno i proponenti nell’elaborazione dell’intervento con i materiali utili per l’esposizione.

Infine, la mattina del 18 febbraio sarà molto importante assistere alle istruzioni relative al nuovo Portale del Territorio. Questo spazio sarà interamente dedicato alla descrizione delle varie sezioni e funzionalità. Saranno fornite informazioni indispensabili per poter organizzare i prossimi passi sul territorio.

Convegno Nazionale / I vostri workshop

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Il Convegno Nazionale ormai si avvicina. Abbiamo pensato a tanti momenti diversi che speriamo possano ridare slancio al nostro servizio. All’interno del fitto programma dei 4 giorni di incontri ci sarà anche la possibilità di vivere alcuni momenti formativi chiamati WORKSHOP.

Si svolgeranno nella giornata di venerdì 17 febbraio in tre sessioni

  • dalle 9.30 alle 11:00
  • dalle 11:30 alle 13:00
  • dalle 16:15 alle 17:45

Saranno spazi formativi su aspetti molto specifici e di breve durata, 1 ora e mezza ciascuno. Nel file in allegato è descritto il dettaglio di 8 titoli, e i relativi focus. Ciascun iscritto potrà partecipare a 3 workshop, uno per ciascuna sessione. A tal proposito invitiamo quanti non l’avessero ancora fatto ad iscriversi. Infatti, per esigenze logistiche derivanti dalla capienza delle aule e per garantire un livello ottimale di interazione, i laboratori sono a numero a chiuso. È quindi necessario iscriversi, entro fine gennaio, indicando quelli a cui si intende prendere parte.

Per questo abbiamo pensato di offrire qualche giorno in più a tutti gli incaricati diocesani del “sovvenire” per manifestare la propria scelta utilizzando questo form: Preferenze workshop: 17 FEBBRAIO – Convegno Nazionale.

Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento sulle attività di formazione si può contattare la Segreteria Formazione Sovvenire:

MAIL: formazione.territorio@sovvenire.it

PIATTAFORMA FORMATIVA: formazionesovvenire.it

Certificazione Unica / Pubblicato il modello 2023

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È stata pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica 2023 con la relativa scheda per la scelta dell’8, 5 e 2 per mille.

Non ci sono variazioni nelle modalità di consegna della scheda (che alleghiamo insieme al modello) tranne una nuova scelta per l’8xmille per l’Associazione “Chiesa d’Inghilterra” (per fini di culto, istruzione, assistenza e beneficienza, per il mantenimento dei ministri di culto per la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, per scopi filantropici, assistenziali e culturali da realizzarsi anche in paesi esteri).

Per comunicare la scelta, la scheda va presentata, in busta chiusa, entro lo stesso termine di scadenza previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi modello REDDITI Persone Fisiche 2023 con le seguenti modalità:

  • allo sportello di un ufficio postale che provvederà a trasmetterla all’Amministrazione finanziaria. Il servizio di ricezione della scheda da parte degli uffici postali è gratuito;
  • ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, CAF, ecc.). Quest’ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere le scelte. Gli intermediari hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per l’effettuazione del servizio prestato.

La busta da utilizzare per la presentazione della scheda deve recare l’indicazione “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE DELL’IRPEF”, il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente.

La scheda deve essere integralmente presentata anche nel caso in cui il contribuente abbia espresso soltanto una delle scelte consentite (otto o cinque o due per mille dell’IRPEF). Inoltre, la scheda per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF può essere presentata direttamente dal contribuente avvalendosi del servizio telematico.

Firmato da Te / Tornano su Tv2000 nuove storie 8xmille

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La prima puntata dei nuovi video Firmato da Te è andata in onda il 18 gennaio su Tv2000, durante il programma “Di buon mattino”.

“Essere a casa” è il progetto promosso dalla Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino, realizzato grazie ai fondi dell’8xmille, per offrire un tetto ai senza fissa dimora. Nell’ultimo anno sono state più di trenta le persone accolte. Non solo un letto per la notte o un pasto caldo, fra gli obiettivi del progetto vi è anche un accompagnamento a trecentosessanta gradi: dalle cure mediche, agli spostamenti per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio. Lo scopo è quello di avviare gli ospiti a soluzioni di semi-autonomia e in seguito a vivere autonomamente con soluzioni di co-housing affinché possano tornare a guardare al futuro con speranza e con la consapevolezza di essere in grado di farcela da soli.

Firmato da Te è un progetto televisivo sostenuto dal Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI in collaborazione con Corallo e Tv2000 nato per raccontare, in pochi minuti e attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica.

Il programma mette in luce il valore della gratuità, tocca la carne viva di ferite che spesso non si vogliono vedere, comprende gli sforzi di una chiesa in uscita, “ospedale da campo” che, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più deboli.

Chi firma offre un pasto caldo e una doccia a chi è nel bisogno, un calcio ad un pallone in oratorio, la rata del mutuo ad una famiglia vittima dell’usura, il restauro ad un bene culturale patrimonio di tutti, un mattone per una chiesa di periferia. Sono tanti i progetti 8xmille documentati in onda su TV2000.

Rossano Cariati / Incontro formativo con gli IRC

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All’interno della consueta formazione permanente degli insegnanti di religione cattolica (IRC) si è tenuto lo scorso 14 gennaio a Corigliano Rossano (presso le Suore Madre Isabella de Rosis), un incontro formativo nel quale sono state affrontate e approfondite le seguenti tematiche:

  • sovvenire alle necessità della Chiesa: condivisione, comunicazione, relazione. Dinamiche d’intervento;
  • le relazioni interpersonali: esame degli strumenti d’intervento.

Si è partiti dal principio che fondamento della Chiesa, in tutte le sue manifestazioni è:

  • l’attenzione al bene comune, la carità con particolare attenzione ai più fragili e poveri
  • la relazione come elemento centrale e distintivo del nostro essere cristiani credibili
  • la comunione, la condivisione, la corresponsabilità, la perequazione sono le modalità operative che definiscono e danno un senso compiuto alla relazione
  • il “sovvenire” (8xmille/Offerte) ha rappresentato l’intuizione di applicare detti principi anche all’aspetto economico come naturale conseguenza ecclesiale e pastorale.

Si è poi esaminato nello specifico le modalità per rendere efficace una relazione d’aiuto che deve essere fatta necessariamente di: ascolto, accoglienza, comprensione, accompagnamento e cura.

Notevole è stata sia la partecipazione degli insegnanti (90 su 120) che il gradimento dell’evento stesso. Con i docenti si sono potute gettare le basi per migliorare il loro ruolo di “educatori”.

A prossimi incontri l’onere di approfondire specifiche tematiche di comune interesse.

Stefano Maria Gasseri

Dal Responsabile

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Iniziamo questo numero, anche se è la fine di gennaio, con l’augurio di un buon 2023, anno nel quale spero continueremo a seminare “fraternamente uniti”, nel dono, nella firma e in rete.

A brevissimo (15-18 febbraio) ci vedremo a Roma per il Convegno Nazionale, il nostro primo incontro nazionale in presenza dopo la pandemia. Purtroppo alcune diocesi risultano assenti. Capisco che talvolta ci possano essere cause di forza maggiore che impediscono di partecipare. Suggerirei, però, di favorire comunque la presenza della vostra diocesi, magari con un membro del gruppo di lavoro. È importante esserci per tanti motivi, non ultimo per la consegna dei talblet.

Inoltre sarà un’occasione importante per fare il punto sui progetti avviati nel 2022 e che dobbiamo rilanciare anche quest’anno, affinché gli sforzi fatti fin qui non siano stati vani e si trasformino in aiuto concreto alla nostra Chiesa. Ma soprattutto sarà un’occasione per rivederci e scambiarci idee e spunti per ripartire con slancio.

Riassumendo brevemente il programma (v. articolo dedicato al Convegno), dopo la giornata del 15 febbraio, destinata all’accoglienza e alla consegna dei tablet, la mattina successiva ci sarà l’atteso incontro con il Santo Padre in udienza privata.
Nel pomeriggio i lavori avranno inizio con l’introduzione del nostro Arcivescovo Mons. Donato Negro a cui seguirà la relazione su Il Sovvenire nel Cammino Sinodale del Segretario Generale della CEI Mons. Giuseppe Baturi. Dopo il mio intervento è prevista una tavola rotonda sulla comunicazione del “sovvenire” a partire dal Territorio. Il rilancio delle Offerte e il ruolo degli Istituti diocesani è il tema affidato al presidente dell’ICSC Mons. Luigi Testore. L’ultima parte del pomeriggio sarà dedicata alle aggregazioni laicali per continuare o iniziare una proficua collaborazione.

La serata si concluderà con lo spettacolo “È cosa buona e giusta”, nel quale vedremo impegnato il noto attore, commediografo, regista teatrale e conduttore televisivo Michele La Ginestra.

Il 17 febbraio sarà il giorno riservato ai workshop e la sera saranno assegnati i contributi per la formazione inerenti i progetti unafirmaXunire e Uniti Possiamo.

Infine sarà veramente molto importante la vostra presenza la mattina del 18 febbraio, nella quale spiegheremo in cosa consiste e come funziona il nuovo Portale destinato al Territorio. Esso sarà navigabile dal tablet consegnato al vostro arrivo e conterrà tantissime novità, tra cui anche una sezione riservata esclusivamente a In Cerchio, che avrà una nuova veste grafica, e alle notizie dal Territorio, che saranno a cura degli incaricati diocesani.

Non posso ora concludere senza esprimere gratitudine e riconoscenza per tutto il lavoro svolto finora da voi, cari amici, ma anche dai Vescovi Delegati e dai tanti referenti parrocchiali che hanno avuto modo di collaborare con noi nel corso del 2022. Insieme al Servizio CEI tutti hanno contribuito a diffondere i valori del “sovvenire” e a costruire una Chiesa sempre più “unita”.

A presto

Massimo

Uniti nel dono / In scena la redenzione del rione Sanità

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Nostalgia, di Mario Martone con Pierfrancesco Favino, è un’italianissima storia di amicizia, errori e redenzione che ha conquistato quattro Nastri D’Argento e per un soffio ha mancato la nomination all’Oscar 2023 come miglior film straniero. Tre ragioni per guardarlo. Arrivate fino in fondo alla pagina unitineldono.it, perché troverete molte altre splendide storie di sacerdoti (raccontate i questi anni) ambientate nello stesso contesto.

Se ancora non avete visto Nostalgia, il film di Mario Martone presentato a Cannes nel 2022 e unico film italiano candidato agli Oscar 2023, non perdete l’occasione di farlo (al momento è disponibile su una piattaforma di streaming online).

Perché il protagonista, un emigrato napoletano di nome Felice che torna alla sua città e da sua madre dopo 40 anni, è magistralmente interpretato da Pierfrancesco Favino.

Perché il film è un affresco di Napoli che ne esalta la meravigliosa complessità, senza sconti.

Perché, accanto al protagonista che fa finalmente i conti con la propria storia e la propria coscienza, c’è il personaggio chiave di don Luigi, e con lui tutti i giovani del quartiere Sanità che frequentando la sua parrocchia rendono visibile a Felice/Favino la possibilità del cambiamento e della redenzione.

E questa è la storia vera nella storia inventata. Se infatti Nostalgia è tratto dall’omonimo libro di Ermanno Rea, per interpretare la figura di don Luigi, l’attore napoletano Francesco Di Leva si è ispirato al vero don Antonio Loffredo.

“Ma come un prete?”, si era chiesto Di Leva, 44 anni, quando il regista Martone gli aveva proposto il ruolo. Pensava a un anziano sacerdote, una figura di saggio, che sentiva poco vicina alla propria natura. E invece… “Avevamo una figura a cui ispirarci – racconta l’attore in un’intervista – è don Antonio Loffredo, che è stato disponibilissimo, una guida nel mio avvicinamento spirituale. Che poi la Chiesa è fatta di uomini, questo è quello che dovremmo capire, questo è quello che ho trovato alla Sanità, degli uomini che lavorano per il prossimo, qualcosa di molto essenziale, non c’è la pressione di una istituzione lontana da noi, è una Chiesa con la porta sempre aperta h24”.

Ecco qui una clip per vedere il sacerdote creato dalla pellicola che, assieme a Pierfrancesco Favino, cerca di offrire una possibilità a un ragazzo del quartiere

E qui un video che racconta il ruolo che ha giocato il vero don Antonio Loffredo nel Rione Sanità, anche attraverso la voce dei ragazzi a cui ha insegnato che si può credere “nell’inaudito, nell’inaspettato”.

Leggi anche:

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“La Madonnina” / A Candiolo speranza per malati e loro famiglie

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Don Carlo Chiomento l’ha voluta fortemente: la casa di accoglienza “La Madonnina”, aperta dal 2007 con i fondi dell’8xmille, offre un tetto ai pazienti dell’IRCCS di Candiolo (TO) e ai loro familiari. Anche grazie all’impegno di 150 volontari che hanno risposto all’invito del parroco.

«La ricchezza del servizio che prestiamo è un’esperienza che non si può spiegare a parole, ma che si può vivere» afferma con semplicità Maria Ester Bellotti, la volontaria “storica” responsabile della Casa di accoglienza La Madonnina di Candiolo (TO) e come tale coordinatrice dei 150 volontari che da più di 15 anni si alternano nei diversi ambiti di ricezione dei malati e dei loro familiari.

È una mattina di autunno in questo paese di seimila anime della cintura torinese: in cortile uno dei volontari autisti aiuta a scendere una signora che è appena tornata dagli esami del pre-ricovero dalla navetta che fa la spola con l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro a carattere scientifico (IRCCS) di Candiolo. «Sono stati gli infermieri – racconta – a indicarmi questa casa di accoglienza: qui ho trovato non solo un tetto ma tanto sostegno morale, grazie all’affabilità delle volontarie che non ci fanno mai mancare un sorriso e ci permettono di trovare un po’ di serenità».

Qui questa bella opera testimonianza 8xmille, raccontata da Manuela Borraccino

«Per il nostro ospedale la casa di accoglienza “La Madonnina” è stata una novità portata dalla Provvidenza» dice lapidario l’oncologo Fabrizio Carnevale Schianca, tra i medici in prima linea dell’IRCCS. E di «Mani invisibili» che lo hanno guidato nella sua parabola esistenziale parla anche don Carlo Chiomento, 69 anni, ordinato a Torino nel 1978 e nominato parroco di Candiolo nel 1997. «Avevo 43 anni – racconta – e, nel dare al Vescovo la disponibilità allo spostamento che ci aveva chiesto, avevo espresso la preferenza per restare in città a Torino, per una parrocchia più grande di quella dov’ero e possibilmente non vicino ad un ospedale, perché avevo avuto diversi problemi di salute e avevo assistito per lungo tempo i miei genitori malati. E dove sono finito? In una parrocchia più piccola, di campagna, e accanto ad un ospedale oncologico. Oggi so che è stata la Provvidenza a portarmi qui, perché la cura pastorale dei malati mi ha cambiato la vita». Fu proprio poco tempo dopo l’apertura dell’ospedale infatti, nel 1999, che si accorse che molti familiari dei pazienti dormivano in macchina. «Parlai subito con l’Arcivescovo (card. Severino Poletto, ndr) – ricorda – la diocesi stanziò dei fondi dall’8xmille, un ingegnere fece gratuitamente il progetto: nel 2007 inaugurammo la casa e nel 2008 aggiungemmo i pannelli solari».

Un altro finanziamento dall’8xmille della Cei ha permesso il progetto di ampliamento, mentre la Casa ha attratto nel corso degli anni centinaia di volontari che con le loro mani operose e la loro discrezione hanno permesso a questa residenza di funzionare come un alveare e di dare sollievo a tante famiglie. Nei mesi scorsi anche la Fondazione Mario e Ofelia Martoglio si è imbattuta nel progetto della Madonnina onlus e ha aderito al suo piano di sviluppo: anche grazie al suo contributo il numero dei posti letto passerà da 54 a 92. «È ancora una volta la Provvidenza a indicarci la strada: noi dobbiamo soltanto assicurare al Signore il nostro sì» chiosa don Carlo.

Rivista del Clero Italiano / A gennaio I preti e i soldi

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La Rivista del Clero Italiano, mensile fondato nel 1920, è uno strumento di aggiornamento pastorale attento a interpretare il cambiamento in atto, sia nel contesto religioso sia in quello socio-culturale. Pensata per coloro che hanno ruoli di responsabilità nella Chiesa italiana, vi compaiono contributi sui diversi ambiti del lavoro pastorale: liturgia, aggiornamento teologico, Bibbia, catechesi, spiritualità e morale, ministero del prete, dibatti culturali e recensioni. La Rivista propone ogni anno alcuni dossier monografici e diverse rubriche tematiche distribuite negli undici fascicoli annui.

A tal proposito a gennaio vi segnaliamo un interessante dossier sul rapporto fra condizioni economiche e lavoro pastorale, centrato in modo particolare sulla ricaduta che questo rapporto ha sulla figura del prete. Si intitola I preti e i soldi. Economia del ministero, con i contributi di:

Luca Bressan, Il ministero del prete. Tra gestione dei servizi religiosi e testimonianza dell’amore evangelico

Claudio Margaria, Preti, vangelo e denaro. L’ambiguità del ‘mio’

Mauro Rivella, Remunerare il clero. Riflessioni sul clero italiano

Giacomo Incitti, L’onere dell’amministrazione. Vincoli canonici e forme del ministero

Donato Negro, Solidarietà e sussidiarietà. I frutti buoni del sovvenire.

“Dio è amore” / Chiave del pontificato di Benedetto XVI

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Il Papa emerito, morto lo scorso 31 dicembre in Vaticano, durante il suo pontificato aveva parlato in continuazione della “gioia dell’essere cristiani”, dedicando la sua prima enciclica all’amore di Dio, “Deus caritas est”. Era il 2005 e di fronte agli scandali e al carrierismo ecclesiastico, Egli aveva continuato a far richiami alla conversione, alla penitenza e all’umiltà, proponendo un’immagine di Chiesa liberata dai privilegi materiali e politici per essere veramente aperta al mondo.

Nel 2006 il Servizio Promozione pubblica a firma di Luigi Mistò un Quaderno del Sovvenire dal titolo “Il cuore che vede“, che presenta un approfondimento del “sovvenire” alla luce dell’enciclica del Papa.

Il grande principio che Benedetto XVI enunciava nella sua enciclica era nel contempo meraviglioso e semplice: tutte le volte che si vive l’amore, che si mette in atto un gesto d’amore – e noi sappiamo bene nel profondo del nostro cuore quando stiamo amando per davvero o stiamo “barando” all’amore – lì si fa presente Dio e, quindi, la salvezza dell’uomo.

Mons. Mistò proponeva a chiusura del suo bel Quaderno del Sovvenire il Decalogo degli incaricati”, ovvero dieci indicazioni per gli operatori della carità affinché il loro lavoro possa essere efficace. Ve le riproponiamo, invitando a rileggere per intero la bella e utile pubblicazione.

Primo: gli incaricati devono essere persone mosse dall’amore di Cristo, persone il cui cuore Cristo ha conquistato con il suo amore, risvegliando l’amore per il prossimo (qui il Papa riprende la bellissima frase di Paolo, nella seconda lettera ai Corinzi 5, 14: “L’amore del Cristo ci spinge, caritas Christi urget nos”). Bisogna essere conquistati dall’amore di Cristo per poter davvero amare gli altri.

Secondo: si comprende, allora, che non si vive più per se stessi, ma per Lui; e appunto perché si vive per Lui e con Lui, per gli altri. L’amore di Cristo mi spinge al punto che, parafrasando ancora San Paolo, “per me vivere è Cristo”.

Terzo: chi ama Cristo ama la Chiesa, lavora per la Chiesa, ha passione per la Chiesa, per questa Chiesa insieme santa e fatta di peccatori, “casta meretrix”. Dobbiamo però renderla sempre più bella e capace di presentarsi al mondo nella sua vera immagine. Si ama la Chiesa non in modo supino, ma ricordando che “Ecclesia semper reformanda est”: l’attività pastorale degli incaricati deve promuovere un’immagine di Chiesa bella e attraente, coerente con l’incontro con un Dio che altro non è se non Amore.

Quarto: amare la Chiesa significa essere completamente dentro la Chiesa, lavorando in modo particolare attraverso la comunione con il vescovo. Il riferimento al vescovo per il ministero degli incaricati, per il loro servizio, è decisivo, e va tenuto come punto fermo. Pensiamo al vescovo diocesano, ma anche la figura del vescovo delegato regionale è importante. Il Servizio CEI ben lo sa. E finalmente si è riusciti a completare la “squadra”, “allenatore” compreso.

Quinto: tutto questo comporta una testimonianza. Testimonianza e missione nascono qui, dentro questo quadro teologico. Troppi appelli alla missione – ammettiamolo – risultano sganciati dal “cuore”, con la conseguenza di rimanere privi di risultato. Il nostro stesso operare, pur encomiabile, ne resta frustrato. La testimonianza vera, invece, racchiude dentro di sé una sua efficacia e il suo risultato.

Sesto: la gratuità. Il Papa lo dice, o lo suggerisce, lungo quasi tutta la sua lettera. La caratteristica – forse la prima – dell’amore di Dio è la gratuità, e si celebra nel modo più vero nel perdono. Se l’amore non fosse gratuito, non potrebbe raggiungere il vertice del perdono. E l’amore di Dio è la misura dell’amore dell’uomo.

Settimo: l’amore gratuito, che diventa la testimonianza più grande, trova una sua massima espressione in quel testo stupendo che è l’“inno alla carità” della prima lettera ai Corinzi al capitolo 13. Questo inno rappresenta per il “sovvenire” ed i suoi incaricati un’ulteriore “magna carta”. In esso sono riassunte tutte le riflessioni qui svolte sull’amore, a partire dall’enciclica.

Ottavo: condizione perché i primi sette punti possano realizzarsi, è che occorre essere coinvolti al punto da donare se stessi. L’amore comporta il dono della stessa vita: “partecipi all’altro te stesso”! Sono affermazioni che obbligano all’esame di coscienza, per comprendere quanta distanza ancora ci separi da questo ideale.

Nono: tutte queste modalità si devono accompagnare con quella virtù, per qualche verso sintetica dell’agire cristiano, che è l’umiltà. Facendoci capire che siamo servi inutili, Benedetto XVI da un lato ci preserva dallo scoraggiamento, dall’altro ci spinge alla costanza insieme paziente e direi quasi caparbia. Chi è umile sa di non essere lui, alla fine, ad operare, lui semplice strumento “inutile”; e questo preserva dal rischio della frustrazione infondendo invece grande speranza.

Decimo e ultimo: la preghiera. È il mezzo per attingere sempre nuova forza da Cristo e quindi efficacia nell’azione. Ed è bello rilevare che, proprio parlando di preghiera, il Papa porti l’esempio preclaro della Beata Madre Teresa di Calcutta.

Questo decalogo aiuti il ministero del “sovvenire” e degli incaricati e lo renda, alla fine, un servizio autentico a misura di carità, cioè un servizio d’amore.